a volte ritornano….

Di cosa parlo? Di Carosello,  che stasera ,fino al prossimo 28 luglio,andrà di nuovo in onda  su raiuno alle 21,10.E non solo, verrà trasmesso anche da Radio Rai, nelle sale cinematografiche e sul web. Come dicono alla Sipra, la società pubblicitaria della Rai,” sarà un Carosello che va oltre la tv tradizonale, interagendo su diverse piattaforme con un formato multimediale.”
Verrà proposto in una versione più moderna ,più snella,con soli tre spot,invece dei mitici cinque. Anche la musica,una tarantella napoletana del 1825, intitolata Pagliaccio, verrà ri-proposta,forse con qualche nuovo arrangiamento,dall’Orchestra sinfonica della Rai, registrata all’Auditorium “Arturo Toscanini” di Torino.

 

Ci saranno nuovi marchi di aziende che ci coinvolgeranno in questi sketc,parlo di Conad,Eni, Wind . Ma ritroveremo anche vecchie e amate conoscenze come il dispettoso Jo Condor per la Ferrero e il cane a sei zampe di Eni.
Dico la verità,siccome Carosello fa parte del mondo dei ricordi,ho il timore che a vederlo riproposto in chiave moderna sciupi un po’ la magia di quei “tempi”.

Un po’ come accade  quando si torna in una città dove abbiamo trascorso dei bellissimi momenti. Si torna immaginando di ritrovare le vecche atmosfere,i negozi,volti amici. Invece…il più delle volte è tutto cambiato. le persone magari hanno cambiato casa,e i negozi…scomparsi.

Ho capito a mie spese che non si può rientrare in un ricordo. Quegli odori,sapori, ambientazioni che ci portiamo nel cuore non possono essere spostati da lì. Si sciuperebbero, svanirebbero.

Non a caso la parola ricordo deriva dal latino Re-cordis,ripassare dal cuore.
Per questo attendo un po’ timorosamente questo appuntamento di stasera.  Non è per la pubblicità e quel che segue,ma per tutti i momenti ai quali sono legata e per le persone care che ci girano intorno.
Nostalgicamente vostra,vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

6 pensieri riguardo “a volte ritornano….”

  1. Grazie della visita… Me lo sono perso, mi incuriosisce… Da un test fatto in un corso di aggiornamento è risultato che la mia maggiore risorsa è la creatività, pertanto… 🙂

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  2. @ Indian :

    Chissà,forse a quest’ora l’avrai visto e forse ti sarà piaciuto…a me personalmente no. Lo trovo “bello senz’anima” Molto tecnologico e freddo.Non mi è arrivata nessuna emozione. Tanto meno dalla voce narrante dello spot del cane a sei zampe dell’Eni. Una voce che non ha nessuna incisività,che non cattura l’attenzione,priva di qualsiasi espressione. Insomma,una delusione quasi totale.
    Salvo soltanto la prima parte di Ferrero,quella di Jo Condor. Sia i personaggi,sia la troppo breve storia è fedele all’originale… Per il resto…niente creatività.

    Magari,visto che è la tua maggiore risorsa ( ti faccio molti complimenti ) chissà che presto non potremo assistere a qualcosa di più carino creato proprio da te? 😉

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  3. Anche a me Carosello destava, per come tu scrivi, sensazioni ed emozioni, di sicuro diverse da quelle tue, Vitty, o di altri bloggher . . . ma ognuno è fatto a modo suo.

    Oltre a quanto già ho detto in argomento appena tre post sotto di questo tuo blog (“Cinquant’anni e non li dimostra”), posso pure dire che Carosello — o almeno qualche sua immagine rimasta fissa nella mente, quasi piacevole ed elegante messaggio subliminale — l’ho pure utilizzato come metafora per rendere più immediata qualche mia considerazione su alcuni possibili accadimenti della vita

    IL VECCHIO SCIMUNITO

    Speriamo che il cielo mi protegga,
    mi faccia diventare vecchio, sì . . .
    ma non rincoglionito, sì che regga
    la mente per non fare come chi

    coi capelli bianchi s’innamora
    – scordandosi ch’è albero e no erba –
    degli occhi d’una giovane signora,
    della boccuccia di ragazza acerba.

    Fa senso il vedere stare accanto,
    a far le fusa chi tanti mattini
    splendidi ha da vivere e chi intanto
    s’avvia verso la notte! . . . Il Martini

    nel suo spot – tre scene – c’è riuscito:
    la bella s’alza – le si scopre il culo –
    e va col bruno: il vecchio scimunito
    fra quei destrieri neri è grigio mulo.

    (Sergio Sestolla)

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  4. @ Sergio Sestolla:

    Dovevo immaginarlo Sergio che Carosello Ti aveva trasmesso emozioni diverse dalle mie!

    Io ancora ricordo con nostalgia “Olivella sposina novella”, un simpatico cartone animato dove raccontava le di-savventure di una novella sposa alle prese con i problemi della casa e della cucina. Tutto però veniva ben risolto con il condimento dell’olio Bertolli ( olio toscano ) Era così carina e precisina Olivella, da farmi desiderare di diventare come lei una volta diventata grande.

    La pubblicità del Martini l’ho visto in età ormai adulta e non ho mai desiderato di emulare la protagonista…però capisco il Tuo entusiasmo…

    Nooo,tranquillo,Tu non diventerai mai come “quel vecchio scimunito” che si accompagna con troppo giovani e belle ragazze. In Italia ne abbiamo già uno…talmente convinto di essere amato dalle minorenni e tira in sù da dover stipendiare un ragioniere per pagarle tutte…. Ma si sa…l’amore non ha prezzo 😉 Anche perchè,non appena questo smette di pagare la bella di turno:

    ” va col bruno: il vecchio scimunito
    fra quei destrieri neri è grigio mulo.”

    Come sempre caro Sergio,sei riuscito ad abbellire col Tuo intervento anche questo semplice post ( ogni tanto,fra tante amarezze si ha bisogno di un po’ di leggerezza )
    perciò ,sperando di farti cosa gradita ,Ti lascio l’indirizzo per poter ri-ammirare quel sensualissimo spot 🙂 Ciao! Buona visione 😉

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  5. Se permetti, Vitty, seguiterei la chiusura del tuo post con “ . . . ed anche per le persone care che ci hanno girato intorno: basti pensare alle nostre mamme, in quanto pure per loro spesso Carosello segnava la fine di una intensa giornata di lavoro”.

    All’epoca forse sarebbe stato bene dire a loro, casalinghe full time, che il loro stancante lavoro in fin dei conti era un . . . . . . .

    TRAVAGGHIU BINIDITTU

    Sempri travagghi… e sempri ‘i stissi cosi!
    Ti susi ‘a matina e ti lavi,
    ti pigghi lu cafè e ‘a tazza posi
    ‘nto lavandinu e ppoi ccu’ li chiavi

    ‘a ‘nferriata grapi e vardi fora:
    è scuru… stissi casi ch’ ‘e balcuni
    mezz’ abbutati, ‘n terra ‘i jatti ancora
    furrjunu circannu ‘n muzzucuni

    di pani ‘nta munnizza de’ sacchetti
    da Standa o di l’Upìm… Eccu frattantu
    si sùsunu ‘i carusi… li rizzetti
    pp’ ‘a scola, e d’ ‘o nicu attacca ‘u chiantu.

    Pripari lu mangiari e a menziornu
    s’ ‘u mangiunu ‘ddi lupi ‘n tempu nenti
    … sbaratti… lavi… cusi… stiri… e ‘ntornu
    c’ hai cu studìa e cu la radiu senti.

    ‘A cena, poi! … Sparecchi… ’A TV
    è monopoliu sulu di li figghi:
    ppi tia nun c’è abbentu, e perciò tu
    ti curchi… ’u restu!… e ‘nfini sonnu pigghi.

    E ti ‘nsonni ca c’ hai ‘n poch’ ‘i rizzettu
    … anticchi’ ‘e paci ppi tia sulamenti!…
    ‘nu mari calmu e supra, chiaru e nettu,
    ‘u suli ca ti vasa e nenti venti.

    Già t’ arrusbigghi, e attacchi di novu
    chiddu ca ha’ fattu ppi tutta la vita,
    capaci di stuccari puri ‘n chiovu
    ma no a tia ca pari… fatt’ ‘e sita!

    Eppuri ‘stu travagghiu è binidittu!
    Almenu passi tu la tò iurnata
    ’mpignata… hai chiffàri… ’U pani schittu
    quannu sfacenni sapi ‘i capunata.

    Picchì appoi… eh, sì, com’ addiventi
    vecchia cchiù nenti fai ppi ‘n ghiornu sanu…
    e pinìi, da chi ti lavi i denti
    ‘nsinu a ca t’addurmisci ‘nto divanu

    c’ ‘a musica di “Carusellu”, eh sì,
    . . . ‘ntin ti tì tirititì . . . ‘ntin ti tì tirititì . . .

    … e ppi susìrti hai bisognu ‘a manu!

    (Cassandro)

    E come al solito, per una maggiore comprensione, ecco la traduzione

    LAVORO BENEDETTO

    Sempre lavori… e svolgi sempre le stesse attività!
    Ti alzi la mattina e ti lavi,
    bevi il caffè e la tazza posi
    nel lavandino e poi con le chiavi

    l’inferriata apri e guardi fuori:
    è ancora buio… stesse case con i balconi
    socchiusi a metà, a terra i gatti ancora
    gironzolano cercando un boccone

    di pane nella spazzatura chiusa nei sacchetti
    della Standa o dell’Upìm… Ecco frattanto
    si alzano dal letto i ragazzi… li prepari
    per la scuola, mentre del figlio piccolo comincia il pianto.

    Prepari il pranzo, e a mezzogiorno
    viene divorato da quei lupi velocemente
    … sparecchi… lavi… cuci … stiri… e intorno
    hai chi studia e chi ascolta la radio.

    L’ora della cena arriva quindi!…Sparecchi… La TV
    è monopolio solo dei figli:
    per te non c’è pace e perciò tu
    te ne vai a letto… il restante “lavoro”… ed infine sonno pigli.

    E sogni di avere un po’ di tranquillità
    … un minimo di pace solo per te!…
    un mare calmo e supra di te, chiaro e senza velature,
    il sole ti bacia e non spira alcun vento.

    Ma già ti svegli e riprendi di nuovo
    a far ciò che hai sempre fatto per tutta la vita,
    capace di storcere pure un chiodo
    ma non te che sembri fatta di seta!

    Eppure questo lavoro è un lavoro benedetto.
    Almeno trascorri tu la tua giornata
    Impegnandoti… hai daffare… Il pane senza companatico
    quando lavori ha il sapore della caponata.

    In quanto poi… eh, sì, come diventi
    vecchia niente più fai per un giorno intero…
    e resti a languire dal momento che ti lavi i denti
    fino a che ti addormenti sul divano

    con la musica di “Caroselluo”, eh sì,
    . . . ‘ntin ti tì tirititì . . . ‘ntin ti tì tirititì . . .

    … e per alzarti hai poi bisogno la mano di qualcuno che ti tiri su!

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  6. Cassandro Caro, i tuoi versi,letti alla fine di una giornata particolare , sono stati per me un graditissimo dono per la festa della mamma. Un vero riconoscimento al lavoro "full time" di tutte le donne con famiglia.

    Ho rivisto i gesti di mia madre,e mi sono riconosciuta in quelli stessi gesti. Alzarsi la mattina,preparare la colazione,svegliare i figli per la scuola…

    "Pripari lu mangiari e a menziornu
    s’ ‘u mangiunu ‘ddi lupi ‘n tempu nenti
    … sbaratti… lavi… cusi… stiri… e ‘ntornu
    c’ hai cu studìa e cu la radiu senti."

    Ecco,questi lavori per accudire i figli,la famiglia,sono un ponte fra il passato,presente e il futuro…potranno cambiare molte cose,ma questi gesti,resteranno immutati per sempre,saranno un filo conduttore amoroso che ci riporterà sempre alle nostre radici.

    E come una ruota che gira inesorabilmente ,arriverà anche il tempo che i figli ,ormai grandi,prenderanno ognuno la propria strada e le mamme ,con i capelli imbiancati avranno il tempo di riposarsi davanti alla tv,guardando un "carosello" ( ma questo di ora è brutto sodo eh?! )

    "c’ ‘a musica di “Carusellu”, eh sì,
    . . . ‘ntin ti tì tirititì . . . ‘ntin ti tì tirititì . . .

    … e ppi susìrti hai bisognu ‘a manu!"

    C’è tanta tenerezza Cassandro,in questa mano che si tende per aiutare questa mamma ad alzarsi.

    La tua penna non poteva descrivere con più delicatezza un momento così particolare per una donna…

    E siccome è la festa della mamma,ho pensato che quella mano che si tendeva poteva essere quella del figlio che…invitava la mamma a ballare

    portami a ballare
    uno di quei
    balli antichi
    che nessuno
    sa fare piu’
    sciogli i tuoi
    capelli
    lasciali volare
    lasciali girare
    forte intorno a noi.
    Lasciati guardare
    lasciati guardare
    sei cosi’ bella che
    non riesco piu’ a
    parlare
    di fronte a quei
    tuoi occhi
    cosi’ dolci e
    cosi’ severi
    perfino il tempo
    si e’ fermato
    ad aspettare
    parlami di te
    di quello che facevi
    se era proprio questa
    la vita che volevi
    di come ti vestivi
    di come ti pettinavi
    se avevo un posto
    gia’ in fondo ai
    tuoi pensieri.

    Dai mamma dai
    questa sera
    lasciamo qua
    i tuoi problemi
    e quei discorsi
    sulle rughe e
    sull’eta’.
    Dai mamma dai
    questa sera
    fuggiamo via
    e’ tanto che non
    stiamo insieme e
    non e’ certo
    colpa tua
    ma io ti sento
    sempre accanto
    anche quando
    non ci sono
    io ti porto ancora
    dentro anche adesso
    che sono un uomo
    e vorrei vorrei
    saperti piu’ felice
    si vorrei vorrei
    dirti molte piu’
    cose, ma sai
    mamma sai
    questa vita
    mi fa tremare
    e sono sempre i
    sentimenti i
    primi a dover
    pagare.
    Ciao mamma ciao
    domani vado via
    ma se ti senti
    troppo sola allora
    ti porto via
    e vorrei vorrei
    saperti piu’ felice
    e vorrei vorrei
    dirti molte
    piu’ cose…
    Portami a ballare
    portami a ballare
    uno di quei
    balli antichi
    che nessuno sa fare
    nessuno sa fare piu’

    ( Luca Barbarossa )

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