Il Piccione sconosciuto

6262395634_8ca573aeb3_oVivo da anni in un attico al quarto piano, immerso nel verde. Intorno alla mia casa ci sono giardini e tanti alberi.E’ piacevole e rilassante essere svegliati la mattina dal cinguettio degli uccellini. Talvolta fanno anche troppo chiasso! Da noi non arriva il rumore del traffico… posso proprio dire che è un’oasi di pace.

Una cosa alla quale stò molto attenta è che le colombe non vengano sul mio terrazzo. Perchè se prendono quell’abitudine, nessuno riuscirà a farle andare via ! E siccome ho visto come conciano certi terrazzi da loro adottati…stò con gli occhi bene aperti…in più posso contare sulla ronda del mio gatto Oliver. Un vero cacciatore ,sempre in cerca di qualcosa che si muove! Anche il mio cane Ugo non scherza. Insieme formano una vera squadra… ma di questo parleremo un’altra volta.

Sono animali ( i colombi o piccioni ) che ho sempre guardato con una certa diffidenza.Anche per tutte le campagne contro di loro le quali avvertono che sono portatori di malattie e del divieto, causa una bella multa , di dal loro da mangiare. Quanto avevo i bambini piccoli era un divertimento andare in Piazza dellapiazza delle repubblica con piccioni Repubblica o piazza Grande dove bastava spargere n po’ di granoturco,per vederli arrivare tutti in volo, posandosi senza paura sulle mani o sulle spalle… i bambini si divertivano molto e sfido chiunque a non averlo fatto!!! Poi sono iniziate le notizie sulla pericolosità delle malattie , i divieti di toccarli…finendo col non fidarsi più neppure di una colomba.

Fino al giorno in cui ho visto un bel documentario sui piccioni, sulla loro intelligenza e sull’utilità di usarli come piccioni viaggiatori.In special modo nell’ultima guerra.piccione-viaggiatore

Ma prima come ha avuto modo di consigliarmi l’amico blogger Joseph Pastore Maker desidero ricordare che sono monogami, e fedeli a vita.” meglio di tanti umani “ ha tenuto a sottolineare Maker  🙂

Il piccione è un volatile molto intelligente . Il suo cervello potrebbe sembrare grande come un’arachide, ma i risultati di alcuni esperimenti hanno dato risultati sorprendenti. Molti studiosi assicurano che hanno un’intelligenza superiore e sono ritenuti in grado di eseguire alcuni compiti considerati prerogativa esclusiva dell’uomo e di altri primati. Ad esempio i piccioni, unici animali insieme a sei specie di mammiferi, hanno la capacità di riconoscere la loro immagine nello specchio. Sono capaci di riconoscere e categorizzare degli oggetti, ed addirittura a dargli un nome, proprio come accade nei bambini. L’utilizzo dei piccioni viaggiatori risale agli Egizi e ai Persiani, 3 mila anni fa, e rimase un efficiente mezzo di comunicazione fino all’avvento dei più moderni sistemi di comunicazione.

Non è possibile istruire un piccione per indicargli una destinazione diversa dalla propria colombaia. La comunicazione via piccione può funzionare solo in un senso: si trasporta il piccione in un luogo e quando è liberato ritorna alla propria colombaia d’origine.piccione-viaggiatore-2

Già nell’antichità gli fu riconosciuto il ruolo come latore di messaggi. Il più vasto sistema di comunicazione a impiegare piccioni risale al V secolo a.C. in Siria e Persia. Anche in epoca romana furono impiegati , ad esempio per comunicare i risultati dei giochi olimpici. Quest’uso dei piccioni per comunicare risultati sportivi fu mantenuto in Inghilterra fino all’avvento del telegrafo. L’ultimo utilizzo dei nel servizio postale è stato nel 2004 in India, quando gli ultimi uccelli sono stati “pensionati” ed è stata assicurata loro una vecchiaia tranquilla senza lavoro.

Durante la prima guerra mondiale un piccione di nome Cher Ami fu insignito della croce di guerra francese per aver portato un messaggio attraversando il fuoco nemico, nonostante fosse stato ferito gravemente al petto e alla zampa. Un altro eroico piccione, G.I. Joe, ha guadagnato la medaglia “Dickin” al valore, salvando la vita di migliaia di soldati. Ha trasportato un dispaccio per fermare il bombardamento di una postazione da parte del fuoco amico, dopo che le apparecchiature radio erano state messe fuori uso.

Nel 1944 un piccione, “Paddy” si è meritato una medaglia d’onore

Per i servizi prestati durante la Seconda Guerra Mondiale, si è meritato una medaglia all’onore per aver portato un importante messaggio cifrato in Inghilterra dal fronte di guerra in Normandia, dopo lo sbarco delle truppe alleate nel 1944.

-piccione-viaggiatore-seconda-guerra-mondialeDal 1943 ad oggi 32 medaglie al valore sono state assegnate a piccioni per aver salvato delle vite umane. Mary of Exeter, un piccione femmina, fu ferita ben quattro volte durante la Seconda Guerra Mondiale mentre trasportava messaggi top-secret tra Gran Bretagna e Francia. A Londra sta per realizzarsi il primo cimitero per gli eroi di guerra con coda, pelo e anche ali e pinne. Costerà oltre un milione di sterline, sarà chiamato Animals in War Memorial Fund ed avrà come mascotte proprio il soldato 2709, un eroico piccione che ha sacrificato la propria vita per la corona nella guerra ’15-’18.

Ma pure nell’arte il piccione è stato decantato. Ricordiamo le colombe del buon padre Dante…

INFERNO CANTO V 82

142 (Francesca)
Quali colombe dal disio chiamate
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
84
vegnon per l’aere, dal voler portate

e che dire dei versi ermetici di Giuseppe Ungaretti

“D’altri diluvi ascolto una colomba”
E sono tre delle tante che percorrono i cieli della pittura.
Perché la colomba è uno dei simboli più antichi e più noti.

Nella mitologia è uno degli emblemi di Venere, la dea dell’amore.
Nella Bibbia, oltre a rappresentare lo Spirito Santo, è un segno di salvezza: fu la colomba a segnalare a Noè – portando un ramoscello d’olivo nel becco – che le acque del diluvio si erano ritirate.
Per tutti è legata all’idea dell’armonia e della pace.
colomba-di-folon okQuella vista attraverso lo sguardo incantato di Jean-Michel Folon.
colomba magrittQuella lieve, composta di nuvole e di azzurro, di René Magritte.

colomba Picasso OKLa colomba della pace, resa, con pochi tratti espressivi, da Pablo Picasso.
Allora, non vi sembra abbastanza per avere un occhio di riguaerdo per le nostre colombe? Magari continuerò a non farle sostare nel mio terrazzo, ma di certo nutrirò un grande rispetto per questi colombi che tanto hanno fatto per noi!

Affettuosamente vostra, vitty.

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Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

23 pensieri riguardo “Il Piccione sconosciuto”

    1. Grazie a te per averli rammentati nel tuo post. Quell’accenno mi ha fatto venire la voglia di saperne di più e approfondire la loro conoscenza,

      La citazione era dovuta, si può dire che sei stato il mio mentore!!! 😉

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  1. qualche mese fa ho salvato dal traffico un piccolo di piccione…mi ha stupito la perspicacia del piccoletto, ha subito capito che ero la sua unica via di salvezza, si è fatto prendere e se ne stava tranquillo tra e mie mani, l’ho ospitato un paio di giorni nel mio studio in attesa di un’adozione che è prontamente arrivata da un mitica ragazza appassionata di piccioni. Noi umani continuano a stupirci dell’intelligenza di altre specie, poveri narcisisti! se solo aprissimo occhi e cuore, quante cose da scoprire! bellissimo post, grazie! Margot

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    1. Sono onorata Margot di averti qua! Bellissimo il gesto di salvare un piccolo piccione nel traffico. Il piccione avrà sicuramente capito che eri un’amica, chissà se un giorno tornerà a trovarti. E brava pure alla ragazza che l’ha adottato. Fa piacere sapere che in questo mondo arido, esistono ancora sentimenti di amore per piccoli animali bisognosi.

      Grazie a te per la gradita visita! 🙂

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    1. E’ vero Andrea, il piccione che porta un ramoscello di ulivo in bocca in segno di pace, trasmette un senso di serenità.

      Ho piacere che ti sia piaciuto il post! Buona settimanan anche a te .

      ( proprio pochi attimi fa, è venuto un gran temporale con un forte vento e temperatura in calo….evvaiiiii!!! ) Ciao caro Andrea !

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  2. Interesting, indeed. The smartest species in the Aves family, perhaps(?) It’s nice listening to them chirping around with joy in the morning, really. All the more so that it is [I think] an indication that the environment is still considerably wild-life-friendly.

    And in your case, disease-wise, I guess it is good that you have such an ever-capable pair of guardians to make sure that the visitors don’t put the inhabitants’ health at risk.

    Hail Oliver! Hail Ugo! 🙂

    PS: The drawing on the top. You did that? You’re an artist! Love the ‘character-consistency’ feel of it! 🍸

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    1. es, without a doubt, the habitat where I live, is very favorable to birds and other animals of the forest like squirrels. One day I will write a post about Oliver and Ugo, so you will know them better. You will like them because they are good and nice 🙂

      I’m glad you like the designs that embellish my posts. It’s not me who draws them, but a Japanese designer that I love: Tadahiro Uesugi. Draw this female figure set in Paris. I would love to close my eyes and turn into her !!! I’ll tell you, a little looks like me ..

      Hello, thanks for the nice words! 🙂

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  3. recentemente anche io ho parlato di volatili in un mio racconto assolutamente vero, ma purtroppo ti anticipo che la storia non è allegra 😦 (https://coulelavie.wordpress.com/2018/07/02/solo-un-uccellino/). gli uccelli mi sono molto simpatici. e la gente tende a sottovalutare la loro intelligenza. loro ci guardano, mentre noi tendiamo a non considerarli molto. cmq a me risulta che tra i più intelligenti ci siano i corvi. che sono capaci anche di seguirti se hanno capito che porti i croccantini ai gatti randagi, che loro fregano… i piccioni secondo me sono troppo “ingenui”. si fidano troppo dell’uomo, al contrario degli altri uccelli che tendono ad averne, giustamente, molto timore. ciao!

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    1. Ho letto il tuo tacconto Giordano e pur nella sua triste conclusione mi è piaciuto molto. Mi è piaciuto perchè la povera merla è venuta a chiedere aiuto da te. Essendo volatili molto intelligenti aveva capito che avresti potuto aiutarla se avessi potuto o saputo per tempo quello che era successo.

      Una dimostrazione in più della tua sensibilità e bontà d’animo. Noi possiamo sbagliare nel giudicare le persone…loro no, il loro istinto non sbaglia!!!

      Un abbraccio carissimo, ciao!!

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  4. Una bella descrizione di dove vivi, in una casa che si adatta a te, circondata dal verde e dalla pace. E’ bello immaginare dove stanno gli amici virtuali: diventano più reali.
    Sono passato solo di sfuggita a Livorno ma chi non conosce lo spiritaccio dei suoi abitanti! Il Vernacoliere è fantastico. Mi ricordo dei titoloni sulla Ferilli, meglio sorvolare, io e un mio amico di infanzia aretino – torniamo 12enni quando ci rivediamo – ci sbellicammo letteralmente dalle risa.
    Che bella piazza Grande! Mi ricordo la fiction Romanzo Famigliare che mostrava una bellissima Livorno, molto romantica.
    Anch’io per motivi igienici sto attento che le colombe non vengano sul mio terrazzo. Ma Roma è piena di uccelli: ci vengono comunque i passeri, i merli, i pappagalli verdi, le cornacchie e chi ne ha più ne metta.
    Non credo ti risponderò per quel commento sulla religione. Sono di nuovo in partenza, per trovare l’altra figlia che vive ad Amsterdam.
    Un carissimo saluto da Giovanni.

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    1. Giovanni anche tu sei come Mary, sempre in viaggio per le figlie!!! E stavolta per un evento davvero speciale per il quale ti faccio tantissimi auguri! Auguri di benvenuto/a per il bambino/a, auguri alla mamma e papà e auguri per i due volte genitori: i nonni!!!!

      Quante splendide emozioni ti attendono!

      A parte i piccioni, anche sul mio terrazzo transitano uccellini di varie razze. Qualche volta Oliver con scatto felino ne acchiappa qualcuno che prontamente, quando sono presente, riesco a salvare… D’inverno lascio loro del cibo per sopperire alla diminuizione di insetti. C’è un pettirosso , molto territoriale, che ” dirige ” il traffico , facendo attenzione che tutti mangino qualcosa e non solo i più prepotenti!

      C’è molto da imparare anche da loro…

      Starai via molto? perchè avevo intenzione di scrivere un post ( per te ) sulle rivalità toscane. Fammi sapere quando all’incirca tornerai, così troverai qualcosa da leggere, spero interessante.

      Così conosci Livorno! Lo credo che hai riso quando hai letto il Vernacoliere!! Quello oltre che sboccato è davvero irriverente…non ti dico cosa scrisse quando c’assegnarono un vescovo pisano ( ce l’abbiamo ancora, il vescovo ) Se trovo la locandina e non è troppo…troppo, la inserirò nel post.

      Ti auguro buon viaggio e rinnovo gli auguri a tutti per il lieto evento.

      Ciao caro Giovanni!!!! 🙂

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      1. Carissima Vitty, il nipotino è una femmina e si chiamerà Sofia. Nascerà però a metà agosto. Noi staremo solo una settimana adesso, e nostra figlia ha detto che è meglio che non andiamo durante il parto. Gli olandesi le mettono un’operatrice super-esperta pagata dallo stato che seguirà lei e il bambino per una settimana. Verranno loro a settembre a Roma con la piccola.

        Quanto ai blog, comunque con il cellulare e l’app di WordPress posso leggere tutto e seguire tutto. Quindi vai pure quando vuoi. Magari io non scriverò post perché è un po’ più complicato digitarli in quella cosa piccola (ma brevi commenti posso sempre farli).

        Ti ringrazio per il pensiero del post! Sei sempre piena di premure per tutti, davvero! Ti dico allora brevemente dei ‘campanili’ della mia toscana. Mia madre, te l’ho già detto, è nata e vissuta a Montalcino. Poi ha studiato qualche anno a Siena per poi trasferirsi a Firenze dove ha iniziato, ma non finito, legge. Mia nonna, romana di Trastevere, portò poi via i figli da Siena perché i maschi avevano cominciato con il gioco. Io da piccolissimo andavo a Montalcino l’estate (con una marea di cuginette e solo un altro sparuto cugino). Ma poi mia nonna ereditò una casa nella campagna aretina e, fatte le divisioni, a mia madre toccò Arezzo (che non amava per niente!) mentre la casa di Montalcino andò ad altri fratelli (erano in tutto 7).

        Da allora sono sempre andato quasi 4 mesi all’anno nella campagna aretina, dove ho ancora degli amici carissimi. Adesso ci vado poco ad Arezzo. La casa è senza il riscaldamento ecc. Qualche volta vado a Montalcino a salutare chi è rimasto e a vedere la casa avita, che è nel centro del paese.

        Un abbraccio!!!

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    1. Magari Giovanni sapessi disegnare così bene!!! Mi imbattei per caso in quei disegni e fu amore a prima vista. Il disegnatore è un giapponese si chiama Tadahiro Uesugi. Questa figura femminile è ambientata a Parigi, altra città che adoro. Quindi non potevo non adottarla!!! Mi sento molto in sintonia con lei. Talvolta cerco di scrivere un post solo per pubblicare una sua immagine ! Lo so non è una cosa da fare da adulti… ma che vuoi, il ” fanciullino ” che è in me di pascoliana memoria, spesso e volentieri prende il sopravvento!!! 😉

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    1. Allora benvenuta a Sofia!!! Anche lei sarà una bambina viaggiatrice dato che a Settembre verrà a Roma!

      Ho fatto una piccola ricerca sul significato del suo nome, un piccolo dono in questo mondo di parole…

      Origine
      Greca (‘sophía’)

      Significato
      Sapienza, sapere, saggezza, scienza, conoscenza…

      Onomastico
      30 aprile, il 15 maggio 4 giugno e altre date (varie Sante omonime);
      18 (Santa Sofia di Costantinopoli [a Roma] o 30 settembre [in Grecia e Oriente])

      curiosità sul nome (nelle arti, lettere, scienze, storia e varia umanità)
      Sofìa o Sòfia è anche il nome di una dea della sapienza della mitologia greca. Si attesta come nome personale in epoca antica, godendo di una buona fortuna onomastica. Non per nulla i cristiani lo considerano un nome mistico, legatosia al culto di alcune sante omonime sia alla devozione verso Gesù Cristo redentore che, come Verbo Incarnato, simboleggia la Divina Sapienza (infatti è pure chiamato ‘Divino Maestro’).
      Santa Sofia di Costantinopoli, chiamata pure Sonia o Sapienza, è la leggendaria madre di altre tre Sante: Fede, Speranza e Carità
      Più laicamente, il nome diventa familiare a scuola, grazie allo studio della ‘filosofìa’ parola greca che significa appunto ‘amore ’[da ‘philéo’: io amo] e sapienza [‘sophia’].
      Geograficamente e storicamente la capitale della Bulgaria si chiama Sòfia in onore di Santa Sofia a cui è dedicata la basilica bizantina non meno celebre della gemella di Costantinopoli (già Bisanzio oggi Istambul). Nelle lingue russe e slavo-bulgara Sofìa corrisponde a Sofija e Sonija ne è il diminutivo o vezzeggiativo. Fra le attrici cinematografiche, Sophia Loren (pseudonimo di Sofia Villani Scicolone), la francese Sophie Marceau e la brasiliana Sonia Braga.
      Alla radio, la giornalista Sonia Filippazzi.
      Nello sport la pattinatrice su ghiaccio Sonja Henie.
      Nome ricorrente in personaggi della letteratura universale (in opere di Jan-Jcques Rousseau, Johann Wolfgang Goethe, Henry Fielding, Oliver Goldsmith) e della musica (in opere di Jules Massenet).

      Qualità personale
      Sofia non smentisce il proprio nome: saggia, intelligente e intuitiva, ma pure forte e tenace, specie in famiglia. E in amore.

      Totem portafortuna
      Animale:
      Rondine

      Pianta:
      Cedro

      Colore dominante:
      Verde

      ———————————-

      Un nome devvero bello con tanta storia e significato. Complimenti!!!

      Quanta bella Toscana conosci! Anche il Casentino!!! Pensa, mio marito è di Arezzo proprio come tutta la sua famiglia. Però è venuto via da piccolo e non ha un grande feeling con la sua città.

      Avrò molto da scrivere. Mi metto subito alla ricerca di notizie interessanti.

      Ciao Giovanni! Contraccambio l’abbraccio, ciao!!!

      Piace a 1 persona

  5. Si davvero tutto il mio rispetto ma lontane da me ahahah. Ti confesso che ho, ma soprattutto avevo, proprio una fobia degli uccelli ed in particolare dei piccioni che in certe zone della città la fanno da padroni volando anche rasoterra e quasi addosso alle persone (ad esempio nella cosidetta “fera o luni”, la fiera di catania, un mercato giornaliero che monta le sue bancarelle al mattino per smontarle all’ora di pranzo). Ormai rispetto a prima ho imparato a dominare questa fobia, ma sicuramente i piccioni non sono tra i miei animali preferiti. Però da adesso in poi, grazie a te e alle informazioni di questo post, il mio massimo rispetto per i meriti di guerra e per l’intelligenza di queste creature! Grazie per la tua simpatica ricerca e a presto!

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    1. Io temo di più i gabbiani Alice! Quando nidificano diventano molto aggressivi. Spesso adottano un tetto di una casa e tutto quello che si muove nel loro raggio di azione, diventa per loro un pericolo per i loro piccoli. Facendoli così diventare aggressivi. Si lanciano su tutto e tutti. Non è una bella sensazione. E pensare che sul mare mi piacciono tanto e da quando ho letto il libro Il Gabbiano Jonathan Livingston, Di Richard Bach. Ho sempre nutrito una grande ammirazione per loro. Il libro è molto breve ma intenso, da lui ho imparatol’importanza di scoprire ogni cosa oltre il comune.

      E certi brani del libro non riesco a dimenticarli :

      “Ho inteso che, se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, e avrai anche là le stesse limitazioni che hai qui.

      Ma allora qui cosa ci aspetta? Dove andremo? E un posto come il paradiso c’è o non c’è?

      No, Jonathan, un posto come quello non c’è. Il paradiso non è mica un luogo. Non si trova nello spazio e neanche nel tempo. Il Il paradiso è essere perfetti. Raggiungerai il paradiso, quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa volare alla velocità della luce. Perché qualsiasi numero vedi è un limite, mentre la perfezione non ha limiti. Velocità perfetta, figlio mio, vuol dire solo esserci, essere là.

      Tu sèguita a istruirti sull’amore.”

      Il romanzo, come avrai capito è una metafora . Il percorso del gabbiano che impara a volare attraverso il sacrificio, la determinazione e l’uso dell’intelletto altro non è che l’apprendimento dell’uomo della gioia di vivere e del significato dell’esistenza. Quella voglia di scoprire, di sapere ci va volare sempre più in alto….

      Ciao carissima, hai visto quante cose possiamo imparare dai nostri amici pennuti?

      Un caro affettuoso saluto, ciao!!!

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      1. Hai ragione Vitty, anche io ho questo libro. Me lo regalò una persona cara e ricordo che mi colpì tanto quel gabbiano per la sua determinazione. Però anch’io avrei paura nel caso di un incontro ravvicinato con uno di questi uccelli. Per ora da noi si vedono solo sulle spiagge e speriamo che continui così. Tu stai attenta mi raccomando e vedi magari di usare dei dissuasori adatti ad evitarti certi incontri! Ciao Cara a presto!

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