! Novembre festa di Ognissanti e…fruttini!!!

fruttiniFra un paio giorni sarà il primo Novembre, la festa di Ognissanti, e nella mia città, Livorno, le ragazze sperano in cuor loro di ricevere gli agognati fruttini di marzapane…eh, sì, perchè da noi usa che con i fruttini il maschio si dichiari alla ragazza.

Può essere una dichiarazione inaspettata, perciò tutto dipenderà dalla ragazza. Se li accetterà, vorrà dire che è consenziente a fidanzarsi, se li rifiuterà…be’ il ragazzo si consolerà facendosi la bocca dolce.

Nei fidanzati ” fuori ” può essere il momento per fare la richiesta formale ai genitori dell’innamorata. Regalando quindi i fruttini ,  magari con dentro l’anello di fidanzamento.Engagement ring in the heart shaped jewel casket

Le ragazze a loro volta, il 25 Novembre per Santa Caterina, regaleranno le ” mele ” di marzapane , contraccambiando l’anello al fidanzato.mele marzapane 1

Nelle coppie sposate guai se il marito dimentica di presentarsi a casa senza la confezione dei fruttini… anche pochi, perchè dato che sono considerati un pegno d’amore ,guai a dimenticarli !

Questa è un’usanza che abbiamo solo noi. Non esiste fuori dai confini livornesi. Anche se i fruttini sono conosciuti e gustati in tutta Italia!

” Pare che le origini del marzapane risalgano al periodo delle Crociate, intorno all’anno Mille, quando l’influenza araba e mediorientale arrivò in Europa ed in particolare si diffuse in Sicilia durante la dominazione araba.

Gli arabi arricchirono la tradizione gastronomica siciliana di spezie, di cereali e di preparazioni dolci a base di miele come il marzapane.

Palermo è considerata la patria del marzapane, grazie alle suore che iniziarono ad usare il marzpane, confezionando per la festa di Ognissanti piccoli dolci, che imitavano in modo sorprendente frutti d’ogni tipo dai colori vivacissimi, ottenuti grazie alla gomma arabica che permetteva di fissare le tinte vegetali derivanti da rose, zafferano, pistacchio ecc. L’impasto veniva chiamato anche “pasta reale” in quanto degno di un re: nella fattispecie il normanno Ruggero II re di Sicilia.marzapane-1
Nel 1193 ca. la nobildonna Eloisa Martorana fece costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa ed al convento, e così in suo onore, sia il complesso edilizio che i dolci preparati dalle monache assunsero il nome “della Martorana”.

Grazie allo scalo delle merci portate dalle navi, questo marzapane arrivò anche da noi facendo così nascere questa bella tradizione d’amore.

E Voi, avete qualche tradizione legata a questo giorno e a questi particolari dolcetti?

Curiosamente vostra, Vitty.

Annunci

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

27 pensieri riguardo “! Novembre festa di Ognissanti e…fruttini!!!”

  1. ma tu guarda!!! i dolcetti amorosetti! a Genova per i Santi si mangiano dei dolci di mandorle chiamati (lo spirito genovese talvolta è un pò particolare…) “ossa di morto”…la forma? una specie di triangolo un poco schiacciato (allora saranno scapole…) molto buoni. Oltretutto li possiamo mangiare anche noi intolleranti al glutine essendo fatto senza farina.

    Piace a 1 persona

    1. Che bella cosa chiamarli ” amorosetti ” ! Sarebbe il nome perfetto per i fruttini donati all’amata!

      Anche in Sicilia, se non sbaglio ( Cassandro potrebbe confermare ) vige la tradizione di mangiare quasti dolcetti, chiamati ” ossa di morto ” Di certo una tradizione più bella e nostra rispetto ad halloween!

      Piace a 1 persona

  2. bella tradizione, non perdetela.
    Qui si fa un dolce con le castagne ma è una rarità.
    I due giorni di tempesta non hanno lascito grandi danni e tutto sommato escluso montagne di foglie da levare dai tombini tutto nella norma. Poi leggi il blog che sto scrivendo e sparo di pubblicare tra poco.
    Buona serata e buon tutti i Santi.

    Piace a 1 persona

  3. Speriamo Andrea di non perderla questa tradizione! Io la conosco da quando sono nata. E vedo che viene tramandata di generazione in generazione… spero ci sarà sempre qualcuno a ricordarla!

    Bella e buona anche l’usanza del dolce di castagne. Sono sicurissima che mi piacerebbe perchè sono golosa delle castagne e dei suoi derivati…

    Certo che verrò a leggere il post che stai preparando. Sono curiosa di scoprire cosa avrà mai combinato questo tempaccio. Non cose gravi mi auguro! E almeno la montagna avrà avuto l’acqua di cui aveva tanto bisogno!!!

    Buona serata e buona festa di Ognissanti anche a te e alla tua famiglia!!! ❤

    Mi piace

  4. Cara Vitty, grazie di esserti ricordata che essendo di Catania, come Alice, ben posso dire la mia sulla “tradizione di mangiare questi dolcetti, chiamati ” ossa di morto ”.

    Sì da noi esiste, ab immemorabili la tradizione di questi dolci, legata al fatto che la “festa dei morti”, a Catania è una festa allegrissima, perché sono appunto i morti a noi cari che in quel giorno portano ai bambini giocattoli e dolci (da noi non si festeggiava la Befana).

    A Roma tutt’ora si trovano presso la pasticceri Dagnino, a Galleria Esedra ( che mi sembra di avere letto tempo fa è frequentata anche da Mary (ciao, confermi?)

    Tanto è sentita questa festa che la piazza dove sostavano nei giorni immediatamente precedenti le bancarelle con dolci e giocattoli in esposizione per la vendita, si è sempre chiamata “Chiazza e’ morti”, e nessuno a Catania sa quale sia l’effettivo ufficiale nome di quella piazza, che insiste in pieno centro, a pochi passi dal Duomo e dalla casa di Bellini.
    (non so se ancora oggi è così: Alice potrebbe confermarlo o no)

    Purtroppo non ho alcuna composizione che parli espressamente dei fruttini o delle ossa di morto (biscotti peraltro durissimi nella parte inferiore: su Google penso che sia qualche immagine), in quanto io ho usa i relativi termini solo per effettuare qualche parallelismo con ciò che voglio descrivere, specie con riferimento alle belle donne.

    Ciò stante, mando solo uno stralcio di una composizione dedicata ad una brunetta che ad Aci trezza nella terrazza davanti alla mia abitazione era solita prendere il sole “come l’aveva fatta mammeta”.

    Mando solo lo stralcio perché si tratta di una composizione lunga (è quasi una tiritera: ne valeva però la pena di descriverei costei adeguatamente), e potrei occuperei troppo spazio nel tuo post.

    ‘A BRUNA D ‘ A’ TRIZZA

    . . . . . . . . . .

    Chista è di panna! Esi lu sensu miu nun s’inganna
    quannu la vardu — sai a chi pensu? —
    a . . . ‘na cassata . . . ‘na minnulata
    . . . ‘na pignulata . . . ‘n allicca allicca — scusa s’ è picca! — . . . ‘n iris . . .
    ‘n conu, e si s’assetta ‘nta ‘sciugamanu. . . a ‘nu cannolu sicilianu,

    ppi ‘dda carina, dritta, abbrunata, e’ lati sulu ‘n poc’ ondulata
    — pari c’ abbracci! — comu a ‘ddi donni, tu sensu facci,
    d’ ‘o Bagnu Turcu de’ quadri antichi, ca tutti sanu.

    Cca lu po’ fari ‘nu parauni, ca jù ‘n cunfrontu sugnu . . . ‘n sfingiuni
    . . . ‘n “ossu di mortu” . . . ‘n minicuccu! . . . ‘A vardu e c’ haiu già l’acqualina,
    comu s’ avissi ‘na gilatina mangiatu oppuri ‘na caramella . . .

    E’ tali e quali a ‘nu “fruttinu di pasta riali”: ‘a fici Savia, certu . . . o Spinella!
    A cunti fatti . . . ppi rincarari ‘n pocu la dosi . . . ‘ntra l’atri cosi
    nun propriu santi . . . ca pò, si voli, escogitari . . . chista fa fari a tutti quanti
    — sia a patruni ca a cammareri — piccati ‘i gola . . . e di pinseri!

    (Cassandro)

    Ed ora, come di consueto in assenza di Alice, cui penso piacerebbe leggerla, ecco la traduzione

    Questa (brunetta), se i sensi miei non si ingannano
    quando la guardo — sai cosa penso?—
    a . . . una cassata . . . una granita di mandorla . . . una pignolata . . .
    un lecca lecca — scusa se è poco! — . . . un iris . . . un cono
    . . . e se si siede sull’asciugamano . . . ad un cannolo siciliano,
    per quella schiena, dritta, di colore bruno, ai lati soltanto un poco ondulata
    . . . sembra che abbracci! . . . come quelle donne facci attenzione,
    del Bagno Turco dei quadri antichi, che tutti conoscono.

    Qui lo puoi fare un paragone . . . sì, qui mi freghi . . .
    in quanto al suo confronto appaio come una insapore frittella lunga
    . . . un “osso di morto” . . . un minicucco (frutto di poco valore).
    La guardo ed ho già l’acquolina in bocca, come se una gelatina io avessi mangiato, oppure una caramella.

    E’ tale e quale ad un “fruttino di pasta reale”:
    l’ha fatta Savia, certo . . . o Spinella! (famose pasticcerie catanesi)
    A conti fatti . . . per rincarare un poco la dose . . . tra altre cose non proprio sante
    . . . che ben può, se vuole, escogitare . . . questa fa compiere a tutti quanti
    — sia a padroni che a camerieri — peccati di gola . . . e di pensieri!

    Piace a 1 persona

    1. Cassandro, ho piacere di aver ricordato bene sulle festa dei morti e relativi dolcetti. Ricordo che ne parlasti in un vecchio post , di cui non ricordo neppure il titolo, in una maniera così dolce e coinvolgente da non poterlo dimenticare! Una festa molto diversa da Halloween, quella dei nostri morti. Addirittura in Sicilia la fanno diventare una festa per i bambini. E fanno bene, perchè è bello e dolce ricordare i nostri cari con un sorriso affettuoso. Altro che maschere e trucchi spaventosi! No, no, quella festa non fa per noi.

      Meglio gustarci un fruttino o un biscotto a ” osso di morto ” 🙂

      E grazie per la bella e spumeggiante poesia sulla ” ‘A BRUNA D ‘ A’ TRIZZA ” un vero inno alla vita, in giusta contrapposizione a questa ricorrenza !

      “E’ tale e quale ad un “fruttino di pasta reale”:
      l’ha fatta Savia, certo . . . o Spinella! (famose pasticcerie catanesi)
      A conti fatti . . . per rincarare un poco la dose . . . tra altre cose non proprio sante
      . . . che ben può, se vuole, escogitare . . . questa fa compiere a tutti quanti
      — sia a padroni che a camerieri — peccati di gola . . . e di pensieri!”

      E visti i riferimenti alla pasta di mandorle, direi che non potevi scegliere meglio!

      Peccato che Alice latiti di nuovo dalla pagine del blog. Noi comunque l’aspettiamo, fiduciosi che prima o poi torni a scrivere qualcosa!

      E Sergio? Mi unisco alle parole di Mary, perchè questa sua assenza comincia a farsi notare e parecchio!! Oh Sergino mica ti sarai dimenticato di me eh??? Guarda che ti aspetto!!!!

      Ciao Cassandro, che bella cosa averti come amico!!!! Un bacio! Ciao!!!! ❤

      Mi piace

  5. Non conoscevo l’usanza, tutta livornese, di regalare fruttini di pasta di marzapane per dichiarazioni d’amore!

    Quì nel viterbese, durante la festa di Ognissanti, a cavallo tra l’1 e il 2 novembre vengono invece preparati dei morbidi biscottini chiamati “fave dei morti”, forse simili ai biscotti della tradizione siciliana (leggendo il commento di Cassandro ho visto che la ricetta catanese ne cambia il nome con “ossa dei morti”). La leggenda vuole che i defunti vengano a visitare il mondo dei vivi, i quali per allietarli preparano proprio questi dolcetti .

    Ci sono numerose ricette, ma l’ingrediente principale è per tutte la mandorla. Numerose sono anche le forme che questi biscotti possono assumere; per esempio, nelle pasticcerie dei dintorni ce ne sono di piccole e tondeggianti.

    Ho provato qualche volta a farle in casa, riprendendo la ricetta di un’anziana signora del posto e devo dire che hanno riscosso molto successo!

    Ciao carissima, un abbraccio. Tempo pessimo… speriamo smetta questa pioggia, ma soprattutto i danni che sta causando.

    Che memoria Cassandro! Conosco bene la pasticceria Dagnino. E’ il nostro punto d’incontro per lunghe chiacchierate con l’amica Ariela quando passa per Roma! Ciao, un abbraccio ed un caro saluto all’amico Sergio che latita da un po’!

    Piace a 1 persona

    1. Eh, si Mary, noi abbiamo questa usanza tutta dolce di dichiararsi con i fruttini. E forse è un modo per addolcire anche la ricorrenza dei morti. Ai quali ahimè, non ci sono dolcetti da donare. Però si vede che in questi giorni qualcosa di dolce doveva circolare e l’estro livornese ha pensato di unire l’utile al dilettevole.

      Tu sei bravissima nel preparare i dolci, non metto in dubbio che pure i biscottile ” ossa di morto ” ti vengano squisiti!!!

      Qua il tempo è bruttissimo e non accenna a migliorare. Però danni , non ne ha fatti. E speriamo non ne faccia, perchè molte regioni sono state devastate! Stiamo assistendo ad un cambiamento climatico epico.

      Se non corriamo ai ripari…andremo sempre peggio!

      Meglio pensare alla pasticceria Dagnino. O non sarebbe bello se un giorno ci incontrassimo tutti insieme . Tu, Sergio, Cassandro ed io a gustarci qualcosa di dolce proprio in quella pasticceria??

      Ti abbraccio con affetto, vitty.

      Mi piace

  6. Ciao Vitty, non amo molto i dolci, ma per i fruttini faccio un’eccezione. Sono squisiti. Non abbiamo tradizioni particolari legate a questi dolcetti, ma fanno parte dei nostri classici dolci tradizionali, molti a base di pasta di mandorle. Così ogni tanto mi capita di acquistare un vassoio di dolcetti sardi, compresi i fruttini. Tanto per addolcire la vita amara. Buona serata.

    Piace a 1 persona

    1. Che buoni i dolci sardi!!! Ogni anno nel nostro supermercato , fra febbraio e marzo, viene dedicato tutto un periodo ai prodotti sardi. Credo sia un gemellaggio fra la Toscana e la Sardegna.

      Ebbene, fra i tanti prodotti, non manco mai di acquistare i dolcetti sardi. Che a regola si dovrebbero mantenere a lungo, ma in casa mia durano l’arco di una sera, tanto sono buoni e gustosi!

      Fai bene ad addolcirti la bocca in mezzo a tante amarezze!!!

      Ciao Giano, è un piacere averti qua! 🙂

      Mi piace

  7. No, no e no! . . . Sergio — o più simpaticamente il diminutivo Sergino (chissà lo sfottò che dovrò subire da parte di Cassandro!) — non si scorda né di te, Vitty, nè di Mary che mi richiama all’ordine col suo “ Sergio latita un po’ ”, evidenziando nel contempo pure l’anonimato che caratterizzerebbe (speriamo non molto negativamente) sia me e sia Cassandro.

    In vero la mia scelta dell’anonimato avvenne illis temporibus perché appunto ho seguito a ruota l’amico Cassandro (quindi la colpa è sua, anche se poi io ci ho ricamato su), il quale nel primo periodo di partecipazione a internet aveva scelto questa forma di presentazione, in contrasto alla dilagante esposizione di se stessi.

    Mi aveva infatti fatto leggere la seguente composizione — nello spirito di collaborazione che ci porta a fare ognuno leggere all’altro i propri nuovi scritti per ricevere subito spassionata e sincera critica o approvazione — che qui sotto riproduco, ovviamente col suo permesso.

    POESIE AL VENTO
    (Internet)

    Le mie poesie le lancio al vento,
    nell’etere le faccio io volare,
    ed in anonimato in quanto sento
    che deve poesia sempre andare

    liberamente e senza alcun legame,
    laccioli e nodi di paternità:
    sia che sia d’oro, sia che sia di rame,
    è “Patrimonio dell’umanità”.

    Presuntuoso, eh? . . . “Ma che me frega!”
    Infatti ci sarà qui sempre chi
    — che ciò mi inorgoglisca chi lo nega? —

    ne leggerà qualcuna, ed io così
    esisterò anche dopo . . . E se poi strega
    qualche mio verso “una”, forse un dì . . . . . . .

    Gira e rigira siamo sempre là:
    bello è avere chi sospira “Ahhhh . . .”!

    E’ poco? . . . A me mi basta e basterà,
    chè se a scovarmi poi riuscirà . . . . . .

    Esiste pure un’altra verità:
    se non le butto in internet tu va’ . . .

    vallo a trovare . . . no, che non ci sta! . . .
    chi comprerebbe queste ingenuità.

    Poesie, quindi, via . . . di qua e di là!

    E’ internet un po’ di aldilà.

    (Cassandro)

    Poiché, quindi, con tale sistema concordavo (specialmente su internet che tanti problemi sta ora dando con la maliziosa creazione di banche dati tratti dai vari social grazie all’utilizzo da parte di taluni “non ben pensanti” di incomprensibili algoritmi) l’ho seguito, e in vero non mi pento.

    Circa poi il “ricamarci” su, scherzosamente ne fornisco qui una prova (e mica metto solo una poesia di Cassandro!), che auguro venga considerata piacevole come un fruttino di marzapane, e giustificativa di antiche scelte.

    FARE ALL’AMOR
    PUR SOL GUARDANDO
    (Anonimato)

    Si può fare all’amor pur sol guardando
    — s’intende in modo molto metaforico —
    negli occhi una lei, sprofondando
    se questi a te sorridono. E’ storico

    lo sguardo perso di Dante a Beatrice,
    . . . “per li occhi dà una dolcezza al core” . . .
    o del Petrarca a Laura . . . Si dice
    che pure Adamo, che fare l’amore

    ancora non sapeva quando vide
    lo sguardo bello e casto che allora
    aveva Eva . . . ecco, dalle guide

    uscì, il pomo mangiò e a tarda ora
    il tutto completò . . . E sì! Uccide
    ma vita dà bel sguardo di signora,

    sia se muto si china . . . o se sorride.

    Pur se si resta nell’anonimato
    saranno lei beata e lui beato.

    Attente , amiche, a come guardate,
    chè spesso l’uomo in tilt lo mandate!

    Come sarebbe a dir lo sapevate?!

    (Sergio Sestolla)

    Mi piace

    1. Caro Sergio, sono infinitamente contenta di leggerti! Perdonami dunque se non ti risponderò questa sera, non mi sento molto bene. Ma le tue parole mi sono di grande conforto.

      Ti lascio un abbraccio e un a presto affettuoso!! 🙂 ❤ Ciao!!!!

      Mi piace

      1. Passata è la tempesta…quindi caro Sergio ( dài, anche Sergino!!! ) eccomi qua più fresca e pimpante che pria!!! 🙂 Ah, che meraviglia sentirsi bene!!! Spero dunque mi scuserai se ho ritardato nel risponderti.

        Mi sono proprio beata nel leggere le tue parole. E ricordo bene i motivi che hanno spinto Cassandro ( che saluto caramente ) a mantenere l’anonimato in internet. Devo dire che siete gli anonimi più popolari in internet ” Le migliori penne della rete ” vi definì l’amico Lorenzo, ricordate? E come dargli torto!!! Impossibile!

        Grazie per il dono dei versi di Cassandro in argomento.

        La sua generosità viene fuori anche dalle sue parole, pure se le maschera sotto una specie di indifferenza…

        “Le mie poesie le lancio al vento,
        nell’etere le faccio io volare,
        ed in anonimato in quanto sento
        che deve poesia sempre andare

        liberamente e senza alcun legame,
        laccioli e nodi di paternità:
        sia che sia d’oro, sia che sia di rame,
        è “Patrimonio dell’umanità”.

        Presuntuoso, eh? . . . “Ma che me frega!” ”

        E bene ha fatto, perchè a tutti noi ( parlo al plurale ricordando gli anni trascorsi in Tiscali, e a tutti gli amici che apprezzavano i suoi versi ) le sue poesie sono sempre piaciute e, lo confesso, a me hanno strappato più di un sospiro ” Ahhhh . . .”!” ritrovandomi qualche volta pure citata fra un verso e l’altro. Ma chi me lo avrebbe mai detto che sarei andata a finire in una poesia?? Qualche volta scriverò un post e citerò tutte le poesie in cui mi avete ricordata.

        Sarà un regalo che mi farò. Di solito e chi mi conosce lo sa che non mi vanto mai di niente.Anzi, ho la tendenza a buttarmi un po’ giù. Ma stavolta è giusto mettere al loro posto , come i trofei vinti nelle gare, i versi che mi avete dedicato, bene in vista.

        E grazie per averci ricordato con la dolce dolce ( come un fruttino )
        poesia , come sia possibile ” Fare all’amor pur sol guardando ”

        Non c’è bisogno di raccomandare

        “Attente , amiche, a come guardate,
        chè spesso l’uomo in tilt lo mandate!

        Come sarebbe a dir lo sapevate?!”

        🙂 ahahahahah!!!! 😉 Certo che lo sapevamo! E’ dall’inizio del mondo che usiamo gli occhi come arma di conquista… con sguardi innocenti, curiosi, innamorati !

        E lo sa talmente bene anche la nostra amica poetessa Vivian Lamarque che sull’argomento ha scritto :

        “IL SIGNORE NEL CUORE

        Le era entrato nel cuore.
        Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era entrato nel cuore.
        E lì cosa faceva?
        Stava.
        Abitava il suo cuore come una casa.”

        Ciao Sergio, grazie per aver risposto al mio richiamo. E mi raccomando…non ti azzardare più a sparire eh??? ❤

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...