Abbracciamoci !!!

abbraccioUna nota psicoterapeuta statunitense Virginia Satir , afferma che per stare bene bisogna abbracciarsi! Servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 per stare bene e 12 per migliorare il nostro stato di salute psicofisica . Non ho capito se questi miglioramenti valgono se si abbraccia sempre la stessa persona o bisogna variare…

Stringersi fra le braccia è un toccasana per il cuore, riduce il battito cardiaco, la pressione e il colesterolo, e migliora la circolazione sanguigna ( Dé averlo saputo… ) insomma questo ci dice che senza coccole non potremmo vivere. Esse costituiscono una sorta di medicinale assolutamente privo di controindicazioni e gratuito, che cura l’ ansia e la depressione e ci rende più longevi, più forti e anche più equilibrati. ( Evvai!!! ) Ma perché un abbraccio abbia davvero un potente effetto terapeutico è necessario che duri almeno una ventina di secondi, giusto il tempo per poter annientare le angosce e persino le paure esistenziali, inclusa quella della morte, come ha dimostrato una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science.

Sentirsi amati fa sempre bene! Per esempio i bambini che ricevono maggiore affetto diventano adulti dotati di una buona autostima, più sicuri, più fiduciosi in loro stessi e negli altri.abbracciarsi fa bene

Al contrario, quelli trascurati dai genitori sono portati ad essere tristi, a sentirsi smarriti e arrabbiati, stati d’ animo che perdurano nell’ età adulta. Ma non solo, le carezze rendono i bimbi più intelligenti, più attenti e propensi ad imparare. Ecco perché, quando un piccolo piange, è giusto e opportuno calmarlo con i baci e le carezze.

I gesti affettivi sono vitali anche per noi grandi, poiché il bisogno di sentirci amati e protetti perdura durante tutta la nostra esistenza.

Nei momenti di difficoltà, quando siamo malati, alla fine di una giornata pesante, quando avvertiamo stanchezza e malinconia, così come quando  raggiungiamo un traguardo che ci è costato sacrifici ed impegno, ciò che ci serve è nient’ altro che essere avvolti dal calore di chi ci ama o almeno ricevere una pacca sulla spalla o una stretta di mano in segno di incoraggiamento.abbraccio3

L’esigenza di ricevere gesti di affetto, sempre secondo la psicoterapeutica Virginia Satir, è secondario solo rispetto a quella di raggiungere una stabilità lavorativa ed economica, avvertita oggi come primaria. Certo è che se il lavoro non si trova ed i soldi mancano, non resta altro da fare che affondare in una rassicurante stretta.

Almeno non ci verrà il crepacuore.

Però se non avete nessuno a portata di abbraccio, sappiate che potrà farvi bene anche abbracciare un albero! Si chiama Silvoterapia.  Abbracciare gli alberi ha pure un’azione rinfrescante. Infatti i koala ( dice ) abbracciano gli alberi proprio per rinfrescarsi.abbracciare gli alberi2

La silvoterapia è un vero e proprio metodo terapeutico di cura e di prevenzione delle malattie attraverso gli alberi. È stata riconosciuta come metodo scientifico solo nel 1927, quando veniva ormai usata da secoli. Si basa sull’antica idea del recupero della salute attraverso gli alberi. In passato ai pazienti malati di polmonite veniva consigliato di passare un periodo nei boschi o almeno nelle vicinanze.
Inoltre, trascorrere del tempo a contatto della natura è una fonte di energia vitale. Alcuni alberi vengono considerati in grado di fornire energia positiva. Tra questi troviamo tiglio, pino, quercia, castagno, acero, frassino, salice e acero. Ognuno nella silvoterapia può scegliere l’albero che sente più suo, magari ispirandosi ai significati che i Celti hanno attribuito agli alberi.abbracciare gli alberi

Betulla: simbolo di rinascita, purificazione, conoscenza e purezza.
Ontano: simbolo di protezione spirituale e potere oracolare.
Salice: richiama gli aspetti lunari e femminili della vita e dell’ispirazione poetica.
Frassino: simbolo iniziazione e rinascita.
Biancospino: simbolo di purezza, viaggi interiori e intuizione.
Quercia: simbolo di potere, energia e sopravvivenza.
Nocciolo: invita alla meditazione, incoraggia saggezza interiore, intuizione, potere di divinazione.
Melo: d’aiuto quando si deve prendere una decisione importante.
Pruno selvatico: utile in caso di azioni forti, di influenze esterne a cui è necessario obbedire.
Sambuco: simbolo di vita e rigenerazione.

Allora, che dite, vi piace questa terapia? Vi va bene se apro le mie braccia e vi mando un abbraccione????

Terapeuticamente vostra, Vitty.abbraccio6

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

69 pensieri riguardo “Abbracciamoci !!!”

  1. A dicembre, stavo passeggiando per le piazze di Padova, la città dove vivo.
    Ad un tratto mi sono imbattuto il alcune persone con un cartello scritto “abbraccio gratis”, tra cui un mio vicino di casa, che mai avrei pensato di incontrare nella veste di “abbracciatore”.
    Gli chiesi se c’era qualche iniziativa dietro – che ne so, benefica, raccolta fondi, sensibilizzazione su qualche tema – ed invece no. Un abbraccio fine a se stesso.

    (poi sono tornato indietro e mi sono abbracciato anche un paio di belle ragazze)

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  2. A dicembre, stavo passeggiando per le piazze di Padova, la città dove vivo.
    Ad un tratto mi sono imbattuto il alcune persone con un cartello scritto “abbraccio gratis”, tra cui un mio vicino di casa, che mai avrei pensato di incontrare nella veste di “abbracciatore”.
    Gli chiesi se c’era qualche iniziativa dietro – che ne so, benefica, raccolta fondi, sensibilizzazione su qualche tema – ed invece no. Un abbraccio fine
    a se stesso.
    (poi sono tornato indietro e mi sono abbracciato anche un paio di belle ragazze)

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    1. Hai fatto benissimo a tornare indietro a prenderti la tua dose di abbracci dalle belle figliole! Non dubito che ti avrà veramente fatto bene 🙂

      Mi dispiace di non essermi mai imbattuta in un gruppo di persone che offrivano abbracci gratis!

      Mia figlia quando frequentava l’università a Firenze ogni tanto partecipava ( divertendosi un mondo ) ai flash mob, che corrisponde ad un gruppo di persone, sconosciute fra loro che si danno appuntamento tramite internet, in un luogo affollato per fare alcuni movimenti tutti insieme o fermarsi in una certa posizione, meravigliando le persone intorno, e sparendo dopo pochi minuti 🙂

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      1. Mai visti nemmeno io i flash mob (complimenti per il bellissimo e tenerissimo post, Vitty! Non ti smentisci mai, sei la tenerona del Web) e nemmeno le persone con il cartello “abbraccio gratis”, Kikkakonekka.

        Francamente non so se mi farei abbracciare (beh, dipende … 😉 ) anche perché a casa ho chi mi abbraccia e in genere sono sempre stato molto coccoloso e abbraccioso io. Le mie figlie le ho consumate e mia madre mi consumava. Forse mi troverei meglio nel ruolo di abbracciatore piuttosto che di abbracciato.
        Trovo che sia un’iniziativa bellissima. In una città c’è tanta gente sola e disperata, e un bell’abbraccio, anche di un estraneo o estranea, può fare tanto ma tanto bene.

        ❤️❤️❤️

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    2. Per Bacco, mica mi lascio scappare un tale abbraccio?!?!? La terapia la sto sperimentando da tempo con il mio secondo figlio, ne parlavo giorni fa con una mia amica, quando lo abbraccio è come se lui assorbisse le negatività della mia persona! È sconvolgente il beneficio che ne ricavo in tempi brevi! Mi tocca sperimentare l’abbraccio agli alberi! Tu hai idea di quale albero rilasci quintalate di Santa pazienza?

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      1. Non c’è niente al mondo carissima, che possa fare meglio di un abbraccio di un figlio!!! Te lo dice una mamma!! Ora i miei figli sono grandi, ma sento ancora le loro braccine di quando erano bambini che mi cingevano il collo… ancora sento i benefici di quegli abbracci ❤

        In quanto all'albero, ha risposto Kikkakonekka. Pare siano i baobab… che però da noi non si trovano. Comunque penso che un qualsiasi albero possa trasmettere un senso di pace e serenità. Io adoro gli aceri..in special modo in autunno, quando le loro foglie diventano tutte rosse! Sono uno spettacolo!!! Ciao e…potevo salutarti senza inviarti un abbraccio? No, non potevo…quindi eccoti il mio abbraccio!!! Ciao!!! 🙂

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  3. sì, lo sapevo anche io e sottoscrivo! integro il discorso anche con le carezze che hanno più o meno lo stesso potere terapeutico, carezze sul viso, sulla pelle, e anche e sopratutto sulla testa. sai che le carezze alla testa sono l’unico metodo che riesce sempre a farmi addormentare? è meglio di qualsiasi altra cosa. 🙂 😉

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  4. Beh che dire io sono una coccolona, almeno da quando è nata Alice. Abbracci, baci, coccole in grande quantità e all’ordine del giorno da allora!
    Non sono stata molto coccolata da piccola: mia mamma non era una persona molto fisica nelle manifestazioni d’affetto e così anch’io ero molto “rigida”. Ma dopo la nascita di Alice è straripato un fiume eheheh e questo fiume ha coinvolto anche la mia mamma che è letteralmente cambiata “da così a così”. Quindi superiamo le “rigidità” e abbracciamoci a più non posso…non può che farci bene, come giustamente hai scritto tu…Abbracciamo pure gli alberi se vogliamo e possiamo, ma vuoi mettere la soddisfazione di abbracciare e sentire il cuore di un’altra persona che batte vicino al tuo? 😍
    Bellissimo post, brava Vitty. Prendo il tuo abbraccio e ti lascio il mio! Grazie carissima ❤

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    1. Io invece Alice, vengo da una famiglia coccolona. Ogni occasione era buona per baciarci e abbracciarsi! Babbo era più severo, ma con mamma….era una meraviglia rifugiarsi fra le sue braccia!!!

      Con i miei figli ho fatto lo stesso, me li sono consumati dai baci!!!

      Mia suocera mi sgridava, mi diceva che i bambini non andavano baciati..lei si vantava di non averlo mai fatto! Ovviamente non l’ho mai ascoltata ed ho continuato a strapazzarmeli di coccole ❤

      Grazie per l'abbraccio che mi hai inviato, lo prendo e lo tengo stretto stretto al mio cuore ❤

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  5. “Un abbraccio” è formula tipica per molti di chiudere un commento. Qui di seguito, ad esempio, in questo post gli ultimi quattro commenti terminano con tale gentile forma di saluto:

    “Io però ti saluto abbracciandoti forte !!! — Pertanto ti abbraccio forte — Grazie per l’abbraccio che condivido alla grande!!! — Prendo il tuo abbraccio e ti lascio il mio! — Grazie per l’abbraccio che mi hai inviato, lo prendo e lo tengo stretto stretto al mio cuore”

    Mi ha sempre affascinato questa formula, perché mi ricorda inizio e continuazione di tante tante “cose belle”, in osservanza del principio “il pensiero pensato che pensando crea”.

    UN ABBRACCIO

    Mi mandi una e-mail e la chiudi
    con “Un abbraccio” . . . Ah, se fosse vero
    e no solo una formula! . . . Illudi,
    così, chi spesso vede assai nero

    o azzurro azzurro a seconda che
    tu fai l’indifferente, la scontrosa,
    o gli sorridi, lo apprezzi e
    . . . e agli occhi suoi sbocci come rosa.

    Comunque, questo “Abbraccio” me lo prendo,
    lo chiudo nel cassetto del mio cuore,
    ti invio un’altra e-mail e attendo

    — la posta guarderò a tutte le ore —
    che lo riscriva tu . . . così comprendo
    che non si è trattato di un errore

    . . . e manco di una scritta a casaccio.

    Che bello! . . . Lo rileggo: “Un abbraccio”.

    (Sergio Sestolla)

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    1. Sergio caro, in questo mondo virtuale, gli abbracci , quando c’è amicizia, confidenza, stima, fiducia, affetto, volano felici per salutare, o consolare. Dipende dal momento e l’argomento. Questo accade mica col primo venuto! Solo con le persone con le quali c’è più confidenza e feeling. Sono abbracci buoni, senza secondi fini. Vogliono dire : grazie per quello che mi hai detto. Oppure: ci sono puoi contare su di me. Ed anche fra amiche di vecchia data, come Mary o Alice : ti voglio bene, sei vicina al mio cuore.

      Un abbraccio, anche virtuale fa bene! Ne ho mandati tanti anche a te Sergio e a Cassandro! Tutti pieni di sincero affetto e amicizia.

      Non c’è mai malizia in quello che dico o faccio. E’ tutto alla luce del sole 🙂 In più mi piace ricordare che vengo da una fasmiglia coccolona, tutta baci e abbracci. Quindi è anche così che mi esprimo!!

      Bellissimo quel principio che hai voluto condividere con noi del ” pensiero pensato che pensando crea ” E’ una formula filosofica straordinaria, che molte volte, pur non conoscendola, ho fatto mia.

      La poesia che mi hai inviato è tenerissima. Mi ha emozionata perchè è tanto vera! Penso a quegli innamorati costretti alla lontananza, come mia nipote Barbara e il fidanzato che abita in una città diversa dalla sua , che possono vedersi poco, ma per fortuna, grazie ai telfonini e ai pc possono stare in contatto più volte al giorno. E quegli abbracci virtuali che si mandano

      “Comunque, questo “Abbraccio” me lo prendo,
      lo chiudo nel cassetto del mio cuore,
      ti invio un’altra e-mail e attendo”

      daranno quella emozione, che solo conoscendo gli abbracci veri, potranno trasmettere all’amata/o ! E anche se lo scritto è attraverso una email e non una lettera cartacea, verrà letto e riletto per ritrovare quella dolce sensazione

      “Che bello! . . . Lo rileggo: “Un abbraccio”.”

      Non mi stanco di leggerla questa poesia. E’ troppo tenera!!!!

      Quindi, amico carissimo? Che faccio, non te lo mando un abbraccio per dirti grazie? Ma telo mando si e pure doppio!!!! Ciao!!!! ❤

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  6. Molti anni fa al Maurizio Costanzo show partecipava spesso uno scrittore, Romano Battaglia che sosteneva l’idea degli effetti positivi dell’abbracciare gli alberi; cosa che lui diceva di fare regolarmente, il che lo faceva apparire almeno bizzarro. Non aveva bisogno di convincermi; sentivo da sempre la necessità di una maggiore vicinanza alla natura ed agli animali; l’ho sempre sentito istintivamente fin da bambino. Anche veder crescere un filo d’erba mi dava una sensazione piacevole, come accarezzare un cucciolo. Ecco perché mi è simpatico Snoopy; ha sempre l’aria di chi cerca una carezza. Fra noi e la natura, alberi, fiori, animali, si instaura un rapporto fatto di sensazioni che quasi sempre ignoriamo. Eppure, se prestiamo attenzione, sono una specie di messaggio telepatico che possiamo percepire anche fisicamente. E’ difficile da spiegare, ma è una sensazione reale. Stare in un bel giardino e magari vedere dei cuccioli che corrono e giocano ci dà una sensazione piacevole, che sentiamo benissimo. Allo stesso modo proviamo sensazioni piacevoli, o spiacevoli, in altre situazioni. E se questo avviene significa che fra la natura e noi esiste una comunicazione, uno scambio di messaggi. Ma la cosa curiosa è che non solo noi, ma anche animali e piante provano queste sensazioni. Noi non riusciamo a sentirle, ma le piante comunicano fra loro, ed anche con noi. Recenti studi lo dimostrano. In rete ci sono molti articoli, ed anche video, su questo argomento.

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      1. Grazie Giovanni per tutte le belle parole che mi dedichi in questo post e grazie per avermi definita ” la tenerona del Web ” è un appellativo che mi fa sorridere di compiacimento. C’è tanta gente intorno a noi perennemente incavolata e dura, scontenta… qualche volta mi sento un’aliena perchè di natura sono sempre sorridente, anche quando le cose non vanno bene. Ma cerco sempre la cosa positiva anche nelle negatività. Non sempre ciò è possibile ma nella maggioer parte degli eventi si.Il segreto è tutto dentro di noi, saper apprezzare quello che abbiamo, senza pretendere l’impossibile.

        Concordo con te nel dire che c’è tanto bisogno di abbracci, le persone, tante, sono tristi. Un bell’abbraccione di massa sarebbe una buona cura!!

        Non avevo pensato al ruolo di ” abbracciatore ” e di ” abbracciato” sarà perchè anch’io quango vengo abbracciata restituisco l’abbraccio con una bella stratta, così da vivere tutti e due i ruoli !!!

        Che faccio, te lo mando un abbraccione?? ❤

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    1. Giano, ricordo bene lo scrittore Romano Battaglia, una persona sensibile che raccontando di se’ faceva un bel po’ discutere. Però era un piacere ascoltarlo.

      Anche Artur,Libero di Volare, consigliava spesso di abbracciare gli alberi. Un giorno scrissi in un commento che sarei andata a Bolgheri. Lui mi consigliò di fermarmi nel lungo viale, famoso per i cipressi di Bolgheri nella poesia Davanti a San Guido del Carducci, e sceglierne qualcuno per abbracciarlo. Lo feci… ma l’emozione più grande me la dette il lungo viale costeggiato da alti cipressi. Non ne avevo mai visti così tanti. Non mi ero mai sentita così dentro la natura come in quel lungo interminabile viale.

      E pure le piante intorno a noi sono sensibili ai nostri modi di fare. Mio marito mi consiglia sempre di parlarci con le piante. Lui ha il pollice verde. Infatti si occupa del verde del terrazzo con ottimi risultati. Io un po’ meno… benchè le ami molto non riesco a trovare la via giusta per darle crescere. Lui invece le tocca e quelle si riprendono subito. Secondo me è un dono…

      Intorno a noi c’è un bel bosco dove ogni giorno vado a passeggiare col mio cane Ugo. E’ una passeggiata che fa bene a tutti e due… stare nel verde, godere dei suoi colori stagionali mi toglie molti affanni!

      Grazie Giano per esserti fermato e per questa interessante testimonianza sull’importanza e i benefici della natura che ci circonda.

      Grazie per l’abbraccio! Contraccambio di cuore !!! 🙂

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  7. Di questi tempi l’umanità avrebbe proprio tanto bisogno di grandi abbracci! Spesso, presi dal frenetico tran tran quotidiano, si dimenticano le regole del condividere le proprie emozioni, anche con un abbraccio ed un sorriso.

    La fortuna del vivere in mezzo alla natura aiuta. E abbracciare un albero o una pianta ci unisce a lei…

    Cara Vitty abbracciamoci! Anche virtualmente non importa, è come se ti avessi quì!

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    1. E’ proprio vero Mary, la gente è sempre più frenetica e nervosa, non ha ne’ il tempo, ne’ la voglia di soffermarsi per regalare un sorriso. Figuriamoci un abbraccio! Eppure sarebbe tanto bello e semplice donare un sorriso a chi ci viene incontro!

      Grazie per il bellissimo abbraccio che mi hai invitato. Ho chiuso gli occhi e ti ho vista e sentita 🙂 Hai sentito come ti ho stretta anch’io?? 🙂 ❤

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  8. Ma che bello questo post!! IO non sono brava a manifestare l’affetto, in famiglia eravamo tutti così…e ancora oggi, che ho 43 anni, faccio molta fatica ad abbracciare e, peggio, a chiedere un abbraccio. Perchè ne avrei tanto bisogno a volte, ma poi credo che subentri la paura ancestrale che ho di rendermi vulnerabile. Sono complicata! Però ci sto provando, mio marito dice che sono una gatta selvatica, e la cosa mi fa sorridere. Magari comincio con l’abbracciare un albero…piano piano migliorerò!

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    1. Cara Paola, tutti abbiamo bisogno di abbracciare ed essere abbracciati!

      Capisco la tua riservatezza, quando non si è abituati è difficile aprirsi. Però basta davvero poco per cambiare le cose…basta aprire le braccia! Ottima l’idea di iniziare con gli alberi… La natura può davvero trasmetterci benessere e serenità 🙂 Magari ci prendi gusto 😉

      Ciao carissima, posso salutarti con un abbraccio ? ❤

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  9. perfettamente con te nel dire che è una trasmissione di grande energia stringersi.
    Te come sei messa a ciccia?
    La mia lei tempo addietro era piuttosto filiforme e stringere un mucchio di ossa non era il massimo, adesso…più morbidona. I nipoti proprio se lo richiedono di essere strapazzati. Ricordo qualche anno fa andavano di moda abbracci in comune in piazze e palestre. Sono stato trascinato anch’io in questa esperienza a Cagliari in piazza della stazione e mi sono trovato tra le braccia non solo donne ma anche omaccioni. Pensa a cosa si dice ad un bimbo piccolo per far capire che ti vuole bene: – quanto bene mi vuoi? e lui o lei allargano le braccia nel gesto di abbracciare,
    Un’altro con le braccia aperte ci dice che ci vuole bene, ma è un’altro abbraccio….

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    1. Oh, Andrea ! Mi hai fatto ridere con la tua domanda ” a ciccia come sei messa? ” ti rispondo subito, sono normolinea, più tendente al magro che al grasso. Però spero che i miei abbracci siano ugualmente piacevoli 😉
      a questo non avevo pensato…pensavo solo al benessere morale!

      Quanto è bella l’immagine che hai ricordato dei bambini che aprono le braccia per dimostrare il loro affetto. Sentire le loro braccine che si stringono al nostro collo è una cosa dolcissima. Quante volte mi è capitato con i miei figli!

      E ancora oggi che sono grandi è un piacere perdersi nelle loro braccia!

      Ciao Andrea, grazie per esserti fermato! Però lo sai vero che non puoi andar via da questo post senza un abbraccio? 🙂

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  10. “Seid umschlungen, Millionen” . . . internazionalizziamo con accompagnamento musicale di altissimo livello questo tuo abbraccioso post, cara Vitty.

    Ho ripreso infatti l’incipit dell’andante maestoso della Sinfonia n. 9 in re minore di Beethoven cantato in fortissimo, quasi a conclusione dell’Inno alla Gioia, dal coro, compresi i solisti: “Abbracciatevi, Moltitudini”.

    Credo che proprio qui ci voglia, in questo scambio di abbracci virtuali che costellano il post, che però, passando dal generale al particolare, non tiene in considerazione che chi li legge potrebbe con tale lettura essere portato a richiamare alla mente intensi abbracci reali desiderati e non potuti ottenere, per motivi non sempre esternabili apertis verbis, ma però vissuti in silenzio nel proprio intimo, specie nell’attuale momento storico che tanta libertà offre, e che di conseguenza a volte in normali incontri amichevoli tanto fa immaginare e ardentemente sognare “l’oltre”, dato che la loro realizzazione è ai limiti dell’impossibile.

    LA SCUSA DEL SALUTO

    Per nostra gran fortuna oggi si usa
    appena ci si incontra di baciarsi
    toccandosi la guancia, e questa scusa
    ha reso per noi facile . . . abbracciarsi,

    e la pelle sentire . . . E quando mai
    avremmo noi potuto farlo? . . . pure
    se io lo volevo . . . come sai . . .
    e tu bramavi . . . come so? . . . Che cure,

    e che attenzioni abbiamo usato! . . .
    Che scarti in quell’abbraccio! . . . E ciò perchè
    le nostre bocche per voler del fato

    al fine erano accoste in modo che
    un poco . . . ci bastava . . . il nostro fiato
    si confondesse fra di noi, e . . . . . .

    Che fantasia abbiamo! . . . Senti e sento
    profondo bacio, tipo “Via col vento”!

    Per ciò sempre più lento noi il saluto
    or lo facciamo, e sì . . . dura un minuto!

    Più mezzo minuto a pregustarlo,
    e un giorno intero poi a ricordarlo.

    (Sergio Sestolla)

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    1. Che splendido accostamento hai fatto Sergio! Ricordare l’incipit della nona sinfonia di Beethoven ,con questo post dedicato agli abbracci, mi onora grandemente. Non posso che umilmente ringraziarti ( e un poco pavoneggiarmi… ) dedicandoti , al termine di questo commento, il meraviglioso Inno alla Gioia. Avrei voluto inviartelo con la traduzione del testo in italiano, ma non l’ho trovato… comunque so che l’apprezzerai!!!! Grazie Ancora !!! ❤ E qua non potrei non abbracciarti per il bel pensiero che hai avuto, e per trasmetterti la mia gioia 🙂

      Sono certa che a te gli abbracci piacciono… e mi chiedo, chissà con tutte le turiste cinesine quante ne avrai abbracciate, oppure ne sarà bastata una…. T i l ì n t i l ì n t i l ì – t i l ì n t i l ì n a ?

      Ah, saperlo!!!! 😉

      Invece questi Lui e Lei della tua poesia, dato che non possono farlo apertamente, con La Scusa del Saluto, si baciano e si abbracciano, indugiando nella stretta… senza darlo troppo a vedere… ma galoppando con la fantasia in baci e abbracci più profondi…

      "Che fantasia abbiamo! . . . Senti e sento
      profondo bacio, tipo “Via col vento”! "

      Quante emozioni in quell'attimo !! Emozioni che rivivranno ricordando ogni gesto di quel saluto ravvicinato….

      "Più mezzo minuto a pregustarlo,
      e un giorno intero poi a ricordarlo."

      E' troppo bello innamorarsi. Rende ogni cosa magica!

      Grazie ancora Sergio per avercelo ricordato! ❤

      E come promesso, eccoti l'inno alla gioia con l'esortazione ad abbracciarci " Seid umschlungen Millionen" (Abbracciatevi o milioni di uomini) per rendere noi e questo mondo migliore ❤

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  11. Che figura!!!! Che figuraccia!!!! Che “mala figura” che sto facendo!!! . . . Altro che Alice con le sue “malecumpasse” cui accenna alla fine del suo post.

    Tutti felici di abbracciare gli alberi ed io che in genere sono felice di abbracciare sentitamente . . . . . . . . beh, lascio alle malelingue di dire che tipo di persone queste possono essere, e che tante volte ho cantato nei miei versi, tipo “Chiaror lunale” che figura nei tuoi link, cara Vitty.

    Devo rivedere le mie convinzioni e giustamente scegliere qualora fossi posto (magari!) nell’alternativa di abbracciare un pioppo o una bella signora.

    Comunque ci proverò ad abbracciare qualche albero per essere più felice e stare meglio. L’unica mia grande paura è se m a l a u g u r a t a m e n t e dovessi trovarmici meglio di . . . . . ( brrrr). Un guaio da niente sarebbe!!!!!

    E dire che io mai mi sono sottratto di essere l’oggetto di un abbraccio, anche se solo casuale o furtivo, qualora ad essere abbracciato fossi io, come è successo in aereo con una cinesina del tipo “T i l ì n t i l ì n t i l ì – t i l ì n t i l ì n a ?”, immortalata da Cassandro nel post di Alice.

    Per pari opportunità una cinesina la decanta lui ed una la decanto io.

    AVVENTURE IN AEREO

    – “Ed io che volevo il ‘corridoio’! . . .
    Domanda: ‘Le va bene il ‘finestrino?’
    ‘Non proprio, ma di questo non ci muoio’
    risposi e m’imbarcai. A me vicino

    sedette al lato destro una cinese,
    piccola, tonda e tutta diagonali,
    che dolce mi sorrise e quindi prese
    a cinguettare in toni un po’ nasali
    de ‘Itaglia bela . . . ‘ e poi lieve mi chiese
    di monumenti, piazze e cattedrali.

    Con gli occhi ben tagliati, che sbarrava
    ad intervalli fissi, con quei denti,
    piccoli, dritti dritti, che mostrava
    in fila nei sorrisi assai piacenti
    – per non dire di quando s’appoggiava
    con quell’idea di seno in moti lenti

    al braccio per guardare dall’oblò,
    di fianco a me, i paesaggi giù –
    per tutto il volo mi deliziò.
    Beh, il ‘corridoio’ non lo voglio più!

    (Sergio Sestolla)

    (per notizia, questa composizione è parte di una più lunga e battibeccante fra lui e lei, come si evince dal titolo “Avventur-e”: le parti mancanti non le ho inserite per non rendere prolisso il post)

    In ogni caso “absit iniuria verbis”. Tutto ciò che ho scritto ha solo valore di scherzo o divertimento, posto che sulla serenità che consegue all’abbraccio agli alberi vale solo quello che dicono gli studiosi, tipo Giuseppe Barbera col libro “Abbracciare gli alberi”, gli scienziati esperti di Silvoterapia, o le conferme da parte persone degne della massima stima, tipo Amfortas, di cui sopra, la cui parola per me fa aggio rispetto a tutti i psicoterapeuti di questo mondo.

    Un carissimo saluto a te, Vitty, e a tutti i tuoi commentatori

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    1. E sarebbe un guaio si, caro Sergio, se ti accorgessi che ti piace di più abbracciare un albero che una bella fanciulla!!! Ma credo che questo timore rimarrà così… sulla carta. Quindi tranquillizzati e non pensare a nessuna “malecumpasse” ne’ qui ne’ altrove 🙂 ti va bene così ? 😉

      Ed ora passiamo alla cinesina “T i l ì n t i l ì n t i l ì – t i l ì n t i l ì n a ?”così ben descritta da Cassandro nel post di Alice. E’ proprio vero che la Cina è vicina…anzi è proprio qua da noi…e pure sull’aereo l’hai incontrata!

      Che disdetta non aver avuto il posto sul lato del corridoio ma accanto al finestrino…

      “sedette al lato destro una cinese,
      piccola, tonda e tutta diagonali,
      che dolce mi sorrise e quindi prese
      a cinguettare in toni un po’ nasali
      de ‘Itaglia bela . . . ‘ e poi lieve mi chiese
      di monumenti, piazze e cattedrali.”

      fu fortunata la cinesina,perchè posso bene immaginare la dovizia delle spiegazioni su questo o quel monumento… e chissà quante domande e che delizia sentirla così vicina!

      “al braccio per guardare dall’oblò,
      di fianco a me, i paesaggi giù –
      per tutto il volo mi deliziò.
      Beh, il ‘corridoio’ non lo voglio più!”

      Anche se questi versi fanno parte di una composizione più lunga dal titolo “Avventur-e” ( ma io vorrei conoscere anche il resto!!! ) e ha solo lo scopo di divertire, trovo sia una storia verosimile che possa veramente accadere e rendere più piacevole sia un viaggio in aereo o in treno, che rientra fra le mie preferenze .

      Anche il poeta Rimbaud la pensava come me….

      ARTHUR RIMBAUD
      SOGNATO PER L’INVERNO

      D’inverno viaggeremo in un vagone rosa
      con dei cuscini blu.
      Staremo bene. Un nido di folli baci si nasconde
      in ogni morbido angolino,

      Tu chiuderai gli occhi per non veder, dal vetro,
      ghignare le ombre della sera,
      collerici mostri, nera plebaglia
      di lupi e di demòni.

      Poi ti sentirai sfiorare lieve la guancia…
      un breve bacio, come un ragnetto folle,
      ti correrà sul collo…

      “Cercalo!” mi dirai, chinando un poco il capo,
      – ma ci vorrà del tempo per trovar la bestiolina
      – che corre senza posa…

      In treno, 7 ottobre ’70

      (da Poesie, 1895 – Traduzione di Laura Mazza)

      Non è un amore questa poesia? E non mi merito un abbraccio per averla trovata? 🙂

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      1. Ma certo che te lo meriti, Vitty! E poi per Pasqua non si abbracciano forse tutti? E qui colgo l’occasione per inviarti i miei auguri di buone e serene feste.

        Data poi la tua innata gentilezza con la quale ti poni nel leggere e commentare le mie eterogenee composizioni posso non inviarti il richiesto seguito delle “Avventure in aereo”, contenente l’intervento della appassionata “Lei”?

        Per consuetudine, in genere “a domanda rispondo”, per cui, eccolo.

        Anzi, riscrivo per intero il mio scritto, compresa la parte già inviata, per agevolarne la lettura, chiedendo scusa qualora il tutto, a te o ai tuoi commentatori dovesse risultare un po’ prolisso. Ma d’altronde tratta di un tema eterno ed universale.

        AVVENTURE IN AEREO

        (Lui)
        — “Ed io che volevo il ‘corridoio’! . . .
        Domanda: ‘Le va bene il ‘finestrino?’
        ‘Non proprio, ma di questo non ci muoio’
        risposi e m’imbarcai. A me vicino

        sedette al lato destro una cinese,
        piccola, tonda e tutta diagonali,
        che dolce mi sorrise e quindi prese
        a cinguettare in toni un po’ nasali
        de ‘Itaglia bela . . . ‘ e poi lieve mi chiese
        di monumenti, piazze e cattedrali.

        Con gli occhi ben tagliati, che sbarrava
        ad intervalli fissi, con quei denti,
        piccoli, dritti dritti, che mostrava
        in fila nei sorrisi assai piacenti
        – per non dire di quando s’appoggiava
        con quell’idea di seno in moti lenti

        al braccio per guardare dall’oblò,
        di fianco a me, i paesaggi giù –
        per tutto il volo mi deliziò.
        Beh, il ‘corridoio’ non lo voglio più!

        Scordavo, ah! . . . prendemmo pure il the . . .
        Lei lo sorbiva in un modo che . . . ”

        ° ° °
        (Lei)
        — “Beato te! . . . Che vuoi che ti dica:
        non è di tutti la fortuna amica!

        A me l’inverso infatti è capitato!
        Al ‘centro’ stavo d’una fila a tre
        e a destra, al finestrino, uno sbadato
        viaggiatore . . . un tipo come te

        ( ma non entriamo nel particolare,
        non è gentile! ) . . . aveva la tua età . . .
        circa . . . però che barba capitare
        accanto a un uomo che ben fermo sta

        col naso appiccicato al finestrino
        per tutto il volo . . . e segue anche la rotta
        che riportata c’è sul cartoncino
        dell’Alitalia! . . . Sì, per me, una botta!

        Ho letto una rivista, due giornali,
        bevuto con lentezza Coca Cola,
        e lui . . . a rimirar spazi abissali,
        fiumi, città . . . e mai una parola!

        E ch’ero? . . . una mosca? . . . una zanzara? . . .
        un puntino informe? . . . Ma se io . . .
        beh! . . . sembro disegnata da Manara.
        E quello a fissar nuvole . . . perdio,

        chi lo doveva dire che alfin
        fregata sarei stata da un oblò!
        . . . Ma è finita! . . . Al prossimo check in
        so già il posto che non chiederò!

        Di stare al ‘centro’, beh! . . . posso accettare
        soltanto se al mio fianco starai tu,
        che certo ti darai molto da fare
        speriamo! . . . se non guarderai giù giù!”

        ° ° °
        (Lui)
        — “Certo che no! . . . farò anzi il mio meglio
        per darti la riprova che lo sveglio

        ( è la tua tesi! ) a petto allo sbadato
        è sempre da augurarselo a lato.

        Stacci perciò tranquilla . . . farò in modo,
        collaborando tu, di andare al sodo,

        di farti tutte quelle cose che
        gradisci che si facciano con te.

        Termina comunque il tuo racconto.
        Mi hai descritto chi ti stava a destra,
        Okay! . . . Ed a sinistra? . . . Un tipo pronto
        . . . avevi, oppure che? . . . Tu sei maestra,

        caspita se lo sei! . . . a dire quello,
        e solamente quello che ti va.
        Veniamo quindi al dunque . . . Era bello,
        quell’altro . . . Aitante? . . . ”

        (Lei)
        _______________ — “Ma va là! . . .

        non vedi che mi sto a lamentare!?
        . . . che il posto in mezzo non lo voglio più!?
        Mi pare ovvio! . . . Chi poteva stare
        quindi sul ‘corridoio’? . . . Dillo tu!”

        (Lui)
        — “Un’altra donna! . . .”
        (Lei)
        _____________– “Esatto! . . . L’avventura,
        non esaltante affatto, è tutta qua!
        . . . Sai che bellezza, al centro, con cintura
        di sicurezza e . . . di castità!

        Te lo ripeto . . . mi riscatterò
        appena al fianco tuo volerò”.

        (Lui)
        — “Ci puoi contare! . . . E se saremo in coda
        . . . nel posto a due . . . ma chi più ci schioda!?

        Vedremo chi farà di più rumore!
        . . . noi coi sospiri . . . oppure il reattore!

        E se ritardo avrà . . . ah, che favore!”

        (Sergio Sestolla)

        Piace a 1 persona

  12. E ti ringrazio caro Sergio per aver risposto alla mia richiesta di conoscere per intero la poesia ” Avventure in Aereo “. Bene ho fatto a chiedertelo perchè è deliziosa. Questa coppia sembra un po’ aperta perchè ambedue non disdegnano fare conoscenze e intrattenersi anche con perfetti sconosciuti… infatti non hanno nessuna remora a raccontarsi le loro piccole e innocenti avventure! Anche se, e qua Lui diventa particolarmente tenero e affettuoso, si capisce quanto si amino e desiderino stare insieme.

    Perchè in amore è inutile vole fare i moderni… il sentimento amoroso non ha età e non ha mode. Quando c’è, vuole la persona amata tutta per se’…

    “. . . nel posto a due . . . ma chi più ci schioda!?

    Vedremo chi farà di più rumore!
    . . . noi coi sospiri . . . oppure il reattore!

    E se ritardo avrà . . . ah, che favore!”

    Mi piacciono tanto questi due che dicono dicono ma alla fine vogliono solo stare insieme!!! 🙂

    Loro , moderni, amano coccolarsi sull’aereo. Io trovo che il treno, almeno quello dove un tempo c’era lo scompartimento che si poteva chiudere, sia più ” galeotto”. E nei tempo più andati, anche la carrozza poteva essere molto molto intrigante…

    Prima di inviarti la canzone, che spero ti farà sorridere e piacere per la vista delle bella Firenze… desidero ringraziarti per gli auguri di Pasqua e contraccambiali di cuore anche a Cassandro ! Un abbraccione a tutti e due, ciao!!!! ❤

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  13. Leggo che tu, cara Vitty, rispondendo a Sergio Sestolla scrivi:

    “Questa coppia sembra un po’ aperta perchè ambedue non disdegnano fare conoscenze e intrattenersi anche con perfetti sconosciuti… infatti non hanno nessuna remora a raccontarsi le loro piccole e innocenti avventure! Anche se, e qua Lui diventa particolarmente tenero e affettuoso, si capisce quanto si amino e desiderino stare insieme. Perchè in amore è inutile volere fare i moderni… il sentimento amoroso non ha età e non ha mode. Quando c’è, vuole la persona amata tutta per se’…”
    Stranamente quello che scrivi, forse perché ne hai letto troppe di composizioni poi trasformate in commedia “per pochi eletti (smile), è il leit motivo della nota Sestocass Commedia (almeno lì andiamo d’accordo io e Sergio).

    Ciò stante, e premesso che sbagli perchè Lei e gelosissima ma non lo dà a vedere, pur trovandomi fuori residenza per le festività (ho preso ferie abbastanza lunghe), mi fa piacere inviarti la composizione — che forse hai già letto, in quanto spesso, a seconda degli argomenti trattati nei vari post dai blogger, qualche poesia viene presentata più volte, del che mi scuso) — che riassume nell’ultimo verso ciò che hai intuito con femminile arguzia di questa fantomatica “Lei”, che è “tutto e il contrario di tutto” (come se non bastasse il fatto che le donne (secondo me, ma forse mi sbaglio . . . ah ah!) sono, a dire poco, imprevedibili (il ‘mistero’ è un vezzo che dona sempre) ed assai assai difficili da comprendere.

    Ed ora: Auguri di vero cuore per una serenissima e Buona Pasqua, a te e a tutti coloro che ti/ci conoscono da tanti anni.

    UNA PANCHINA AL PARCO

    Una panchina al parco è una panchina,
    ma a me quando vi sto sopra adagiato
    sembra una “Frau” se mi sei vicina
    ed il tuo corpo al mio tieni appoggiato.

    Seduti qui al sole dell’inverno,
    che scalda i nostri volti infreddoliti,
    quest’attimo ci sembra quasi eterno,
    eterno come quando siamo uniti.

    C’è qui dell’erba attorno – è naturale –
    con qualche margherita e molta ortica,
    che punge i piedi tuoi e ti fa male,

    ma tu non ci fai caso, dolce amica,
    ora che vivi in modo originale:
    moderna fuori e dentro un po’ all’antica.

    (Cassandro)

    Piace a 1 persona

    1. Che piacere Cassandro, sapere che pur essendo in vacanza, hai trovato del tempo per venirmi a salutare!!! Grazie! Che bella cosa l’amicizia!!! Ed anche sapere che tu e Sergio in qualcosa andate d’accordo… 🙂 Si sente molto la vostra passione per lo scrivere e in special modo raccontare il meglio della vita a due. Raccontare le cose semplici di tutti i giorni, che sono quelle che danno il vero senso della felicità, rendendo ogni gesto, unico e prezioso. Benchè non sia facile entrare nel mondo femminile, in quanto noi donne siamo un vero mistero anche per noi…. posso dire che Voi ve la cavate benissimo, e riuscite a rappresentarci sempre nel migliore dei modi.

      Quando si è innamorati è normale essere un poco gelosi , come la Lei delle Avventure in treno che gentilmente mi ha fatto conoscere Sergio.
      Ma la vera astuzia è il non darlo a vedere e far si di risvegliare l’interesse di Lui, per Lei.

      E mi pare che la ragazza ci sia riuscita benissimo!!

      E’ questo che mi piace delle vostre penne! Che riuscite sempre a trovare il giusto finale di qualsiasi situazione in cui si trovino i nostri innamorati.

      E quanto sono teneri seduti su questa panchina al parco! E’ impossibile non immedesimarsi, perchè credo che ognuno di noi abbia avuto l’esperienza di sedersi almeno una volta nella vita su una panchina col proprio innamorato. E le sensazioni sono davvero quelle….

      Seduti qui al sole dell’inverno,
      che scalda i nostri volti infreddoliti,
      quest’attimo ci sembra quasi eterno,
      eterno come quando siamo uniti.

      E questo è un sentimento che non potrà mai seguire le mode… si può essere moderni ma il cuore batte nella stessa maniera , all’antica, come all’inizio del mondo Perchè l’Amore non ha età…

      Contraccambio di cuore gli auguri di Pasqua e ti invio anche un abbraccione affettuoso!

      P.S.

      Non sarebbe bello se il Lui della panchina si dichiarasse alla sua Lei?

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  14. Ma che meravigliosa atmosfera che si continua a respirare qui e che bella la poesia di Cassandro, che leggo nell’ultimo commento (scusatemi ma ormai i commenti sono talmente tanti che mi sono soffermata solo sull’ultimo). Sembra proprio di vedere la scena di queste due persone vicine vicine, su una panchina sedute “al sole dell’inverno”e un pò dimentiche di quello che hanno intorno, tanto che la panchina diventa comoda come una “frau” per lui e lei neanche si accorge dell’ortica che le punge i piedi…Dà proprio il senso dell’innamoramento, dell’essere sospesi al di sopra del mondo reale. Bello! Cara Vitty grazie per questa serenità che trasmette il tuo blog, ti abbraccio ancora con affetto e ti auguro una serena Pasqua insieme alla tua famiglia e tanti auguri ancora anche a Sergio e Cassandro. Baci ❤

    Piace a 1 persona

  15. Grazie Alice per queste belle parole. Ma siete Voi che vi fermate a lasciare il Vostro pensiero a rendere bella l’atmosfera! E’ sempre piacevole sentirsi fra amici! Ormai è tardissimo, queste giornate a ridosso delle feste sono sempre pienissime. Grazie per gli auguri che contraccambio di vero cuore a te e Famiglia. Un bacio e un abbraccio carissima, ciao!!! ❤

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  16. Cara Vitty, ha proprio ragione Alice… in questo salotto si respira aria buona! Tra commenti e poesie dei due “poeti del blog” si sta veramente in pace!

    Bello soffermarsi quì. Colgo l’occasione per augurare a te e a tutta la tua famiglia i migliori auguri per una serena Pasqua!

    A presto carissima e… un abbraccione!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Mary!!!! Grazie per gli auguri e l’affetto che mi dimostri. Affetto che ricambio di vero cuore, questo lo sai vero? Scusa se non ti ho risposto subito, ma in questi giorni sono stata occupatissima. E’ venuta mia sorella Gabriella e ti puoi immaginare la mia felicità ❤

      Ora tutto è tornato alla normalità, ci potremo godere di nuovo i nostri salotti 🙂 Spero che la Pasqua sia andata bene e che tu l'abbia trascorsa con figlie e nipoti!!

      Ti abbraccio forte, ciao!!!! ❤

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    1. Buona Pasqua anche a te cara Maria!!! Scusa degli auguri in ritardo ma sono stata occupatissima con mia sorella durante le feste pasquali. Ora si ricomincia…preparo mestoli e tegami per seguire al meglio le tue gustose ricette!! Un abbraccio e a presto!!!! 🙂

      "Mi piace"

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