Ma dove andate bellezze in bicicletta?

ciclistiQuesto post amici

carissimi, ha due funzioni. La prima è uno sfogo…la seconda, un consiglio, un avvertimento…

Con chi ce l’ho??? Ce l’ho con quei ciclisti che incontro la mattina mentre vado al lavoro in un’aurelia frenetica, intasata dal traffico, con una sfilza di semafori ( grazie ex sindaco grillino ) che rallentano, invece di snellire il traffico. In strade molto trafficate, rimpicciolite per favorire le piste ciclabili, che il nostro ( finalmente ) ex sindaco grillino, c’ha ammannito in tutta la città. Ora si puù agevolmente andare in bicicletta dalla periferia, al centro, fino al mare, senza bisogno di rischiare di finire sotto le ruote di qualche veicolo a motore… quindi…. potete immaginare la sorpresa e lo sconcerto quando al termine di una rotatoria ( l’ennesima ) mi vedo arrivare belli tranquilli due ciclisti-corridori, ( non una sola volta ma sempre ed a tutte le ore…o non lavorano mai???? ) con le loro tutine attillate, le magliettina coordiante, i caschetti sulla testa che ovviamente vanno appaiati… e si insinuano di lato, davanti fra le tuote…mentre alla loro destra c’è una bella quanto inutile pista ciclabile… ciclisti 3Siccome siamo tutti stretti come sardine su quelle corsie rimpiccolite, non è neppure possibile spostarsi per sorpassarli… così in preda al furore mi sbraccio e gli indico imperiosamente la pista…ma loro manco mi vedono oppure se ne fregano altamente…Allora vorrei dire a questi ciclisti che esistono delle regole stradali anche per loro che vado ad elencare, tante volte ce ne fosse uno che viene a leggere questo post…

Dunque il codice della strada parla chiaro:
I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati. Salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
9. I velocipedi ( così li chiama il cds ) devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento

Indiscutibile il comma 9: le bici devono transitare sulle piste ciclabili quando esistono – anche quando, come troppo spesso accade, sono in pessime condizioni. E’ quindi vietata la pratica diffusa soprattutto fra i ciclisti sportivi di procedere lungo la strada anche in presenza di piste ciclabili, per non rallentare

ciclisti2

L’art. 3 del Codice della Strada contiene una lunga elencazione di definizioni, fra queste ho scelto la numero la 39 che ci chiarisce il significato di pista ciclabile: “parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi”, laddove riservata sta a significare che è destinata alla circolazione esclusiva di quella sola categoria di veicoli.

L’art. 182, n. 9, del Codice prescrive che: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”. La conseguenza dell’inosservanza di tale obbligo è la sanzione amministrativa, che va da 25 a 100 euro (art. 182, comma 10, C.d.S.).

Quindi, dobbiamo tenere a mente che la bicicletta, laddove coesistano la carreggiata e una pista ciclabile, deve transitare su quest’ultima.

Capito carini?????

Il ciclista deve sempre fare uso dei tracciati ciclabili, anche se sono dei brevi spezzoni, adeguando la condotta della bicicletta alla tipologia di tracciato come sopra definito.

l ciclista quando pedala su strada e constata che essa é affiancata da una ‘PISTA CICLABILE IN SEDE PROPRIA’, o che la stessa si trovi sul lato opposto deve cessare di pedalare sulla strada ed immettersi sulla pista. Se egli vede un cartello indicante la velocità massima non la deve superare, tale limite, quando presente, non supera i 20/km ora. Se non é presente alcun limite di velocità é bene procedere comunque a velocità moderata per non rischiare di assumersi responsabilità in una eventuale collisione con altri ciclisti o pedoni presenti sul tracciato.
Tali tracciati sono quasi sempre contigui al tracciato per i Pedoni e separati da essi da una linea, più raramente da un cordolo.

In questi tracciati gli sconfinamenti dei Pedoni sulla corsia del ciclisti sono una costante per cui il ciclista deve procedere a velocità moderata perché se investe un Pedone assume parte di responsabilità dell’incidente. Ovvia!!!

Chiunque viola le disposizioni del Art.182 del codice della strada è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99.

Qui per favore leggete con attenzione :ciclisti 1
Il prezzo da pagare può essere elevato perché la compagnia assicuratrice del mezzo che ha investito il ciclista che pedala sulla strada anziché sulla ciclabile o ciclopedonale tende ad addossare la causa dell’incidente al ciclista.

Se il ciclista avesse pedalato sulla pista ciclabile o ciclopedonale, sostengono le Assicurazioni, l’investimento non sarebbe avvenuto e pertanto si cerca di imputare al ciclista il cosiddetto ‘concorso di colpa’ con la conseguente riduzione o azzeramento del risarcimento economico spettante.

Non basta indossare una maglia di una società ciclistica o pedalare su una bici da corsa per essere esonerati dal rispetto dell’articolo in questione, alle Assicurazioni non interessa che in sella alla bici ci sia la casalinga che va a fare la spesa o un professionista non in gara, la vaghezza dell’articolo del codice consente di farlo valere a loro favore, sempre.
Tutte le Domenica in Italia si vedono circolare decine di migliaia di ciclisti ESPERTI, in gruppi o individualmente e quasi nessuno fa uso delle ciclabili non tracciate sulla strada. Una parte di essi non é neppure consapevole di violare il codice e l’altra parte lo sa ma non volendo rinunciare alla propria passione rischia.

Ma non é finita qui, oltre a non far uso delle piste ciclabili gran parte di questi ciclisti domenicali viola anche l’Art. 182 comma 1 il quale prevede che fuori dai centri abitati i ciclisti debbano “procedere su unica fila” anziché occupare, come spesso accade, in modo disordinato gran parte della carreggiata.

Nonostante le succitate violazioni del codice, se il ciclista non é coinvolto in un incidente raramente viene multato, egli “paga il conto”, che può essere anche salato, se viene coinvolto in un incidente.

I vigili chiamati a verbalizzare l’incidente sono obbligati a multare il ciclista se ha violato il codice della strada, il resto lo fa la compagnia assicuratrice dell’ investitore motorizzato che addosserà la responsabilità dell’incidente al ciclista.

OHHHHHH!!! Allora signori ciclisti avete capito dove dovete pedalare??? E cosa rischiate ?

insofferentemente vostra, vitty.

 

 

 

 

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Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

22 pensieri riguardo “Ma dove andate bellezze in bicicletta?”

    1. La strada Elena, è di tutti, nessuno può accampare più privilegi di altri. Però ci sono dei regolamenti che se rispettati, aiutano a circolare meglio senza creare disagi a nessuno. Questi ciclisti invece sono come schegge impazzite, irrompono nella viabilità con l’arroganza di poter fare il loro comodo, incuranti di chi hanno intorno. Sarebbe tanto facile e sicuro se usassero le piste a loro riservate. E’ ovvio che chi guida si guarda bene dal solo sfiorarli. Però sta’ anche a loro rispettare la carreggiata e gli altri veicoli che la frequentano !

      Buon fine settimana anche a te care Elena ! 🙂

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  1. è incredibile quanto rompano il mazzo i ciclisti. sono anche peggio dei motociclisti, perché secondo loro hanno il diritto di sfrecciare nei parchi impunemente e se per caso tu cammini sul sentiero a passo normale saresti tu quello che si deve spostare! prima o poi rischio di fare a botte con qualcuno di loro… e poi fai giustamente notare: ma come mai li trovi in giro anche durante la giornata?! ma non ce l’hanno un lavoro?! io un’idea niente affatto assurda ce l’ho: sai di chi si tratta? di assenteisti!
    ci ho scritto un paio di articoli sui ciclisti:
    https://coulelavie.wordpress.com/2015/10/23/ma-dove-vai-impotente-in-bicicletta-pedalando-con-ardor/
    https://coulelavie.wordpress.com/2018/01/31/le-deprecabili-spire-del-potere/

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    1. Non avevo letto Giordano i tuoi post dedicati ai ciclisti. Cambiano un po’ le parole ma i concetti sono veramente gli stessi che hanno sollecitato questo mio scritto. Di solito sono tollerante con tutto e tutti. Ma questi proprio scatenano in me il furore per la loro arroganza e prepotenza. Non è perchè vanno su due ruote sono immuni alle regole!

      E’ vero che ci sono dei Paesi europei che favoriscono lo spostamento in bicicletta onde evitare l’inquinamento, come l’Olanda e la Danimarca. Ma anche lì ci sono delle regole ben precise affinchè tutto si svolga nel miglior modo possibile. Da noi, vuoi per la congestione del traffico sulle strade, è più difficile favorire questo tipo di circolazione. Quindi per la loro e la nostra incolumità, sono state create delle piste apposite per quelle persone che preferiscono usare la bicicletta. Scelta encomiabile sotto tutti i punti di vista!

      Ma figli miei … USATELE!!!!

      Viene voglia di gridarglielo. Anche perchè le carreggiate delle strade sono state ridotte proprio per poter costruire queste benedette piste. Così ci ritroviamo le corsie più strette e…le biciclette fra le ruote! Ti giuro Giordano che è stressante guidare con questi maleducati che si sentono i padroni delle strade e spadroneggiano impunemente.

      Mi consola sapere che non sono la sola a pensarla così. Mia figlia quando le ho confidato che avrei scritto questo post, ha cercato di dissuadermi dicendo che mi sarei fatta dei nemici a parlare male dei ciclisti. Ma io non ce l’ho con quelli che rispettano le regole, ci mancherebbe! Ce l’ho coi furbini…che sono tanti!!!

      Grazie per aver ascoltato e condiviso il mio sfogo!!! Buon fine settimana 🙂

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  2. Ci sono 2 tipi di ciclisti: quelli “normali” e quelli “sportivi”.
    Per quelli “normali”, Padova è dotata di parecchie piste ciclabili, per cui le arterie principali non soffrono della presenza di ciclisti in mezzo alla carreggiata.
    Il problema accade appena esci dalla città specialmente il fine settimana, e specialmente ora che ci sono delle belle giornate.

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    1. Il nostro guaio è che pur avendo piste ciclabili dappertutto, ti ritrovi i ciclisti ( quasi sempre corridori ) sempre fra le ruote. Ovviamente fuori dalla città, le piste non esistono così le code sono assicurate. In special modo sul romito , strada panoramica a picco sul mare con parecchie curve , traffico intenso e doppio senso di circolazione… una vera goduria….!! 😦

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  3. Vittoria … hai fatto bene a scrivere questo articolo che induce alla riflessione. Con il tuo stile ironico e garbato hai detto le cose come stanno e ciò che non si deve fare, perché ci sono delle regole da rispettare . Il concetto è semplice .. ma perché non tutti lo capiscono .. un mistero! Ti abbraccio 💚

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  4. “Ma dove vai, bellezza in bicicletta…” il tuo post mi ha ricordato una vecchia canzone.

    E sì, mia cara, a volte i “dueruotisti” della domenica, quelli che pensano di essere i padroni della strada, fanno un pochino rabbia anche a me! Devo dire che dalle mie parti non se ne vedono tanti, o forse quando mi muovo io con l’auto non ci incontriamo con gli orari!

    Da noi in paese di piste ciclabili neanche a parlarne! In Germania mia figlia e le nipoti usano la bicicletta spesso per spostarsi e raggiungere i mezzi, chi per andare al lavoro, chi per la scuola, ma lì è tutt’altra cosa. Intanto è pieno di piste ciclabili e , se per caso, il pedone, anche inavvertitamente, cammina su queste piste, possono venirti addosso o suonare il campanello all’impazzata! Del resto è il pedone che sbaglia… a me qualche volta è successo, ai tedeschi mai. Loro sono ligi alle regole, fa parte del loro DNA!

    In Italia il rispetto delle regole è vera utopia, infatti guarda il nostro Paese… ma questa è un’altra storia.

    Ciao carissima.

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    1. In Italia cara Mary, siamo all’anarchia pura! Ognuno vuole fare come gli pare e…guarda come siamo ridotti. E tutto perchè non ci sono leggi severe per chi trasgredisce. Vengono addirittura dagli altri paesi a delinquere da noi, certi che le pene, se acciuffati saranno irrilevanti. Poveri noi e povera Italia, in che mani siamo!!

      Bentornata a casa carissima, riprendi fiato perchè fra non molto ci saranno le vacanze e…le giornate diventeranno molto movimentate!!! ❤ ti abbraccio forte, ciao!!!

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  5. A loro discolpa non posso non pensare al fatto che questo non è un mondo per biciclette.. è inutile che diciamo ecologia, rent, piste ciclabili… la nostra realtà non ne contempla l’uso, nè in termini di ritmi nè come spazi e possibilità…

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  6. Be’ , la mia città ha speso molto per renderla a misura di bicicletta. Si possono usare le piste ciclabili dalla periferia, al centro, fino a tutto il lungomare. La pista si interrompe quando inizia la strada panoramica del Romito ( la strada finale del film ” Il sorpasso ” )

    Le piste sono frequentate da famiglie intere, o signore che vanno a spasso. Mamme con bambini nel seggiolino. Anziani che fanno movimento.. insomma da una buona parte dei ciclisti. Meno quelli vestiti da corridori. Loro no, la disdegnano. Vogliono stare sulla strada trafficata… come i veri corridori. Dimenticando che quando ci sono le gare in bicicletta, le strade vengono chiuse al traffico. In più amano tanto venirti fra le ruote…cambiano direzione repentinamente senza nessuna segnalazione.

    Sono molto indisciplinati e questo non va bene… ma dato che siamo in Italia, la conclusione è molto pirandelliana ” così è se vi pare…”

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