Emozioni…

k4Vediamo se riesco a scrivere questo post ! E’ dalla sera dell’Epifania che ci provo inutilmente, perchè c’è qualcosa o qualcuno che me lo impedisce…mannaggia!!! Volevo esprimere la mia soddisfazione per la fine di questi giorni festivi! Ahhhh, finalmente!!! Le feste sono si belle, ma sono troppe, andrebbero diluite nel corso dell’anno…invece si fiondano tutte insieme fino a diventare, talvolta , pesanti.

Perchè lo dico e non lo tengo per me??? Ma perchè le emozioni, gli stati d’animo vanno esternati, altrimenti si rischia che ne risenta il nostro fisico!emozioni

Stress, collera, rabbia sono tutte emozioni che abbassano le difese del nostro sistema immunitario, rendendoci più vulnerabili e più predisposti a ipertensione, attacchi di cuore, ictus… e mica sono io a dirlo! Ma fior fiori di studiosi . I quali hanno notato come persone soggette a maggiore stress, siano anche soggette a maggiori cambiamenti immunitari.

Anche Freud ci ha avvertito dei pericoli che comporta soffocare i sentimenti dicendo: “Le emozioni represse non muoiono mai. Sono sepolte vive e prima o poi usciranno nel peggiore dei modi.”

Reprimere i nostri sentimenti e pensieri, per paura di offendere gli altri o mostrarci vulnerabili, può finire per causare danni a noi stessi. Le emozioni che si accumulano ci feriscono in silenzio, diventano fantasmi che danneggiano il nostro corpo e la nostra mente.

Quindi… esprimere i nostri sentimenti è la chiave del nostro benessere

SENTIMENTI+VANNO+BENE.Questo ovviamente non significa ferire gli altri! Difendere i nostri diritti non implica danneggiare gli altri. L’ideale sarebbe imparare a dire quello che si pensa e si sente nel rispetto dell’altra persona. Qualche volta si potrebbe scoprire che un mal di testa non è affatto un sintomo di una brutta emicrania, ma di una dannata voglia di piangere.lacrime 3

E piangere è un buon modo per autoregolare le proprie emozioni, calmarsi, ridurre la propria angoscia, la tensione, la rabbia o qualunque altra emozione forte, aiuta a rilassarsi.

Be’ io in questo non sono seconda a nessuno! Le lacrime spesso escono copiose dai miei occhi, tanto da farmi pensare da avere dentro di me un vero oceano!!! Però sono anche la mia valvola di sicurezza. Dopo un bel pianto, mi sento meglio e il nervoso accumulato si scioglie. Oppure se è una gioia a farmi piangere, mi rimane una dolce serenità nel cuore.lacrime4

Del resto è appurato che il pianto aiuta a scaricare i nervi e abbassa pure la pressione.

Insomma trattenerlo fa peggio che meglio, d’altronde lo diceva anche il nostro amato Presidente Sandro Pertiniche ” Non bisogna aver paura di piangere. Non bisogna frenare le lacrime quando vogliono uscire. Un uomo deve saper piangere.”

E Voi? Come reagite alle emozioni? Vi lasciate andare ad un bel pianto liberatorio?

Emozionatamente vostra, Vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

24 pensieri riguardo “Emozioni…”

  1. Buon giorno e buona domenica Witty.
    Sono un romantico e mi commuovo facilmente anche se a lacrime stentano e forse è male. Sono vecchio stampo e per un uomo certe cose non vanno manifestate, meglio ingollare il rospo. Mi dico spesso che è molto difficile perdonarsi e trovare pace nel tempo. Non sono in grado di nascondere, ma il dopo nella riflessione arriva il dolore più grande e difficile da dimenticare…Il tempo si spera sempre sia l’amico più fedele ma spesso si volta dall’altra parte.
    Oggi sole e compleanno della Gabriella invitati tutti i borgatari.

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    1. Leggendo i tuoi post Andrea, si sente che sei una persona romantica e sensibile. Trovi sempre qualcosa di bello e dolce anche nelle giornate più difficili. Sei un vero esempio di buona vita! Le tue emozioni le esprimi con la scrittura, il che non è poco!!!

      Auguri con un poco di ritardo e per questo mi scuso, alla Gabriella. Spero che il compleanno sia andato bene!!!!

      Un caro saluto a te Andrea!!

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  2. Rispondo subito subito alla tua domanda, cara Vitty, circa il “Come reagite alle emozioni? Vi lasciate andare ad un bel pianto?”

    E rispondo in un siciliano che non ha bisogno della traduzione di Alice ( che sembra scomparsa, insieme alle feste), e cioè: “Ca quaaali? . . . Ma quannu mai? . . .Pammuriddiu!”

    Io do libero sfogo alle emozioni, e per non dimenticarle (potrebbe capitare) li fermo in versi.

    Ecco la prova provata:

    G I T A A FIRENZE
    (Emozioni)

    Stazione di Firenze, Archi di
    Santa Maria Novella, “Via delle
    belle donne” (tu), e in fondo a lì
    di Giotto il campanile, e le formelle

    di Pisano e Ghiberti al Battistero.
    Via Calzaiuoli ancora, e breve sosta
    al bar Paszkoski: tu in completo nero
    io col montone e con la faccia tosta

    di chi ti chiede un bacio . . . e glielo dài,
    morbida e dolce dolce più del miele.
    Usciamo . . . il porcellino . . . tocchi e vai
    lì dietro: ci baciamo a Orsanmichele.

    Lungarno . . . sopra il ponte ci stringiamo
    . . . San Niccolò . . . che scaaaale! . . . sembri un angelo . . .
    baci . . . carezze . . . altro . . . Ed arriviamo
    in cima, a Piazzale Michelangelo!

    Firenze è tutta quanta sotto noi
    con le sue mille cupole . . . “Che vuoi?”
    ti chiedo, e tu: “Saranno affari tuoi!”

    Or scrivi i nostri nomi con la biro
    sul parapetto con un bel sospiro
    mentre col braccio la vita t’aggiro.

    Torniamo . . . mano in mano . . . per le scale
    . . . fermandoci ogni tanto . . . ed irreale
    ci appare pure quello che è normale.

    Come cantò Battisti: “’Emozioni’
    tu chiamale se vuoi”, io ‘Sensazioni
    di pace’ le direi, ‘senza eccezioni’.

    Fin qui una passeggiata è stata ma
    . . . fosse la prova che talor si va
    in Cielo pur se fermi qui si sta?

    . . . dove peraltro non restiamo in quanto
    ci aspetta ormai sulla Via Senese
    “Ruggero”, trattoria ch’è un vanto
    di Firenze . . . ah quanti euro spese,

    ma col piacere di gustar però
    “pasta alla carrettiera” e la “tagliata”,
    che ci rimette in forze . . . Dopo un po’
    torniamo sazi in Centro, abbracciata

    tu tutta a me nel tuo completo scuro
    . . . la cinta della gonna ora sta stretta! . . .
    mentre un po’ brillo io a bordo muro
    ti guido non però in linea retta,

    ma ondulata, come il corpicino
    che hai e che avrei fra un po’ goduto
    nel nostro hotel, in quel ‘riposino’,
    che mai come tale ho conosciuto.

    Il pomeriggio in giro nuovamente
    . . . il Ponte Vecchio, in brulichio di gente
    . . . Piazza della Signoria, imponente,

    . . . le stradine dietro . . . A Santa Croce,
    sempre più accosto e con timida voce,
    ti dici di me piena come noce,

    mi stringi forte assai pure la mano,
    ti volti a riguardarmi e piano piano
    mi stampi in bocca un bacio sovrumano,

    di quelli, ecco . . . diciamo . . . a tutto tondo,
    lungo assai più dell’Arno, e profondo,
    da perdere il fiato. Non nascondo

    un poco l’imbarazzo . . . Una parola
    dirti vorrei . . . ma niente! . . . Mi consola
    ch’ hanno bruciato già Savonarola!

    Domani Uffizi, Accademia, Pitti
    . . . ma boni, calmi calmi e zitti zitti . . .

    e il Carmine . . . e l’Antica Farmacia,
    ma prima, a pranzo, sosta alla trattoria

    “Mario” al Mercato, dove la Cristina
    ci servirà la “vera Fiorentina”,

    preceduta dalla “Ribollita”,
    che già da sola vale questa gita,

    il tutto annaffiato da un Brunello,
    che pure un brutto renderebbe bello.

    Si torna quindi a casa a passi lenti,
    come due Pasque felici e contenti.

    Fare tutto ciò con chi tu ami
    se non “Emozioni” come chiami?

    ( Cassandro )

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    1. Ho capito, ho capito Cassandro, anche senza l’aiuto dell’amica Alice.

      Per fortuna nostra, le tue emozioni si trasformano in versi, trasmettendo a chi legge, sospiri e batticuori. Ah la potenza delle parole!!!!

      Mi hai fatto venire la voglia di tornare a Firenze e seguire l’itinerario che hai descritto nei tuoi versi. Hai descritto una guida perfetta per ammirare dei luoghi belli e immortali. Con tanto di consiglio per fermarsi a mangiare una buona ” fiorentina” e la ” pasta alla carrettiera ” da Ruggero.

      Pasta che non conosco, quindi dovrò per forza documentarmi in loco per colmare questa mia lacuna.

      Tu sai che mio padre era fiorentino doc. Così leggendo questi dolci versi, ho immaginato di vedere i miei genitori, giovani e innamorati a passeggio nella bella Firenze che mio padre amava tanto.

      Potrebbero essere loro senz’altro quei due giovani che camminano abbracciati sul:

      ” Lungarno . . . sopra il ponte ci stringiamo
      . . . San Niccolò . . . che scaaaale! . . . sembri un angelo . . .
      baci . . . carezze . . . altro . . . Ed arriviamo
      in cima, a Piazzale Michelangelo!

      Firenze è tutta quanta sotto noi
      con le sue mille cupole . . . “Che vuoi?”
      ti chiedo, e tu: “Saranno affari tuoi!”

      Or scrivi i nostri nomi con la biro
      sul parapetto con un bel sospiro
      mentre col braccio la vita t’aggiro.”

      Ecco, desidero immaginarli, ricordarli sempre così spensierati, giovani e innamorati….

      Grazie Cassandro per questi versi dolcissimi che mi portano vicino alle persone che più amo!!!

      Posso darti un bacio per dirti ” Grazie? ” ❤

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      1. E non è finita, Vitty, perché, la Lei che a te piace tanto, rileggendo nel tempo lo scritto di Lui circa quella gita a Firenze — dato che zitta non riesce mai a stare (ma in questo caso la perdoniamo) – provvede subito a dare adeguatissima risposta (che forse potrebbe anche essere la risposta della persona a te molto cara, che hai immaginato), trovandosi in stato di “esultanza” per il “remember”, pur con gli occhi che le si “inumidivano” (e torniamo in tema)

        RISPOSTA A ‘GITA A FIRENZE’ ( Lei)

        Letto e riletto ho la poesia
        che hai scritto, bene ricordando
        dopo tanti anni (ah, che nostalgia!)
        quella gita a Firenze, allorquando

        ad ogni passo un bacio ci davamo,
        le mani assai stringendo, incuranti
        delle persone che incrociavamo,
        per noi goderci tutti quegli istanti.

        Non volevamo perdere un minuto
        minimamente dal poter sentire
        il tocco morbido, bagnato e muto
        di labbra pronte, dolci da non dire.

        Leggendola non so se ero quaggiù
        o ancora in giro lì insieme a te.
        Quel dì “meraviglioso” è stato, e in più
        gran segno ha lasciato dentro me.

        Che batticuore mentre la leggevo,
        gli occhi si inumidivano, eppure
        ad ogni riga tutta sorridevo,
        e ho fatto anche nuove congetture,

        tipo carezze e baci travolgenti,
        abbracci d’estasi, da paradiso,
        caldi, amorosi, e no inconsistenti,
        ma da lasciarne gran ricordo inciso.

        Dispiacerti mai mai vorrò,
        e se dovesse un dì ciò capitare
        sol “per caso” sarà , non perché ho
        volutamente te angustiare.

        Sapessi quante volte, dopo che
        ci siamo — avendo fatto già all’amore —
        lasciati, ho temuto di aver te
        deluso . . . e mi batteva forte il cuore,

        finché per filo non mi richiamavi:
        così soltanto l’ansia passava,
        ed ero certa che ancor mi amavi,
        e che felicità mi riaspettava.

        Scusa s’è poco, ma io sono fatta
        così: temo di perdere ogni istante
        te che sei bello fuori . . . e amore scatta . . .
        ma ancor più bello dentro, ammaliante.

        Bene viviamo il nostro “oggi” perché
        ci fa felici come in una danza:
        c’è solo questo, senza ‘ma’ e ‘se’,
        e il non saperlo è segno di ignoranza.

        Solo il presente esiste in quanto che
        — lo dice Einstein — la sua distanza
        col passato e futuro altro non è
        che cocciuta illusione ad oltranza.

        Grazie perciò per tale rimembranza,
        per questo “tutto tondo” in abbondanza,
        che mi ha portato ancora all’esultanza..

        (Cassandro)

        Piace a 1 persona

      2. Mi ha commosso l’idea, caro Cassandro, nell’immaginare mia madre che commenta con mio padre, una loro uscita, forse la prima? da fidanzati per le strade di Firenze.

        Con le tue parole, sei riuscito a trasmettere, quella dolce nostalgia per il periodo forse più bello per la vita di una coppia : l’innamoramento, la dolcezza dei primi baci…

        ” Letto e riletto ho la poesia
        che hai scritto, bene ricordando
        dopo tanti anni (ah, che nostalgia!)
        quella gita a Firenze, allorquando

        ad ogni passo un bacio ci davamo,
        le mani assai stringendo, incuranti
        delle persone che incrociavamo,
        per noi goderci tutti quegli istanti. ”

        Non dubito quindi che anche mamma avrebbe ricordato con tenerezza le tappe di quella memorabile giornata, non finendo di ringraziare chi aveva fermato su un foglio con le giuste parole, quel bellissimo momento. Felice della completa fusione del passato e presente che la vedeva sempre vicina all’amore di tutta una vita ;

        ” Solo il presente esiste in quanto che
        — lo dice Einstein — la sua distanza
        col passato e futuro altro non è
        che cocciuta illusione ad oltranza.

        Grazie perciò per tale rimembranza,
        per questo “tutto tondo” in abbondanza,
        che mi ha portato ancora all’esultanza…”

        Non c’è che dire Cassandro, sei davvero un poeta che sa toccare con delicatezza anche i sentimenti più profondi delle persone che ti leggono.

        Grazie!! Permettimi di donare a questi due innamorati una dolce canzone da un altro poeta della canzone italiana , Riccardo Cocciante

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  3. (ieri avevo commentato ma la connessione difettosa si è mangiata il commento… riprovo!)
    Saper accettare le proprie emozioni mi fa subito pensare a una ragazza che bene o male amavo. Provai a ignorarla. Provai a odiarla. Niente. Allora mi arresi e la amai, anche se era difficile… Lei invece, poverina, oggi ancora mi odia, non è riuscita a capire che era inutile negare i propri sentimenti.
    Sul piangere sono un fautore convinto delle lacrime. Rilassano, ti permettono di ripartire sfogandoti. Anche se il problema è fisico e non solo psicologico.

    Piace a 1 persona

    1. Amare e non essere contraccambiati deve essere molto doloroso. Ma questi dolori hanno ispirato i più grandi poeti e scrittori! Anche tu sei bravo con la penna, sono certa che talvolta sono le emozioni a guidare la tua mano.

      Benvenuto tra i fautori del pianto. Le lacrime portano un grande sollievo e alleggeriscono i dolori.

      Un abbraccio, ciao!!!

      Piace a 1 persona

  4. Ciao Vitty, ecco qui un’altra con le lacrime sempre pronte a sbucare fuori…Io sento spesso la necessità di farmi un bel pianto quando davvero mi sento scoppiare dentro, nel male ma anche nel bene. Sono la mia valvola di sfogo, guai se ponessi un freno a questa cosa. Purtroppo non sempre mi hanno capita, i miei genitori prima e i miei fidanzati poi, attribuendo spesso a questa faccenda un significato di debolezza. Non è così! Assolutamente! Piango e dopo mi sento meglio, sollevata, pulita, leggera, e molto più forte. Pronta a ricominciare da capo. Le mie emozioni si leggono sul mio viso con la precisione di una mappa…chissà se è un bene o un male!
    Un caro saluto
    Paola

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    1. Per me è un bene cara Paola, una persona che sa emozionarsi, sa anche amare!!! E cosa c’è di più bello dell’emozione dell’amore!!!

      Le lacrime non sono un sinonimo di debolezza, molto non lo capiscono! Ho una sorella, la più grande, che non riesce a piangere. Lo vorrebbe tanto ma si è talmente imposta di non lasciarsi andare alle e mozioni, che ora non riesce più a versare una lacrima . E la cosa la fa molto soffrire.

      Quindi Paola continua a esternare le tue sensazioni anche con le lacrime, che dopo tutto sembrerà più bello!!!

      Ovviamente sono molto contenta che abbiamo questa cosa in comune!!! ❤

      Un abbraccio carissima, ciao!!! ❤

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    1. Penso sia inevitabile lasciarsi trasportare dalle emozioni, perchè la nostra vita a ben pensarci è dominata dalle emozioni, un susseguirsi di gioie, dolori, piaceri, disgusti, collere, sorprese. Come potremmo rimanere indifferenti???

      Grazie per esserti fermata! Ti abbraccio anch’io!!!! ❤

      Piace a 1 persona

  5. Carissima Vitty bello e interessante questo post, come del resto tutti i tuoi. Io ho un prima, un dopo e un adesso…Ti spiego: da ragazza non volevo sembrare “vulnerabile” e quindi non mostravo mai i miei sentimenti ed ero molto trattenuta. Dopo la nascita di Alice, invece è come se fosse straripato un fiume e spesso mi son sentita in imbarazzo ad essere così quasi senza filtri ed estremamente emotiva…ti dico solo che ogni volta, ad esempio, che assistevo ad una qualsiasi recita scolastica o qualsiasi attività in pubblico della mia pulcetta era d’obbligo che indossassi gli occhiali da sole. Pianti irrefrenabili, ti giuro io stessa non mi riconoscevo più…e questo fino a qualche anno fa. Pensa che la stessa Alice mi prendeva bonariamente in giro per questo. Ora mi sa che sto man mano tornando ai vecchi tempi…magari non è un bene, ma ti assicuro che neanche sentirsi così “scoperti” come succedeva a me era bellissimo. Emozionarsi è comunque bello ma forse il troppo stroppia almeno nel mio caso…Concludo dicendo che chi riesce a lasciarsi andare probabilmente ha molta fiducia negli altri e nella vita e questo è sicuramente molto positivo. Carissima un saluto e un abbraccio a te e anche a Cassandro (che stavolta non aveva bisogno di traduttori siculi per le sue belle poesie😉)…Ciaooo 😘

    Piace a 1 persona

    1. Sono davvero contenta Alice di leggerti, perchè cominciavo a preoccuparmi per la tua assenza. In questo mondo di parole, quando si manca si fanno mille congetture… ora per fortuna sei qua e le congetture possiamo scacciarle allegramente.

      Ti ho sempre immaginato una persona sicura di se’, però anche dolce e sentimentale . Sono i tuoi scritti che ti descrivevano a tua insaputa. E sono felice di non essermi sbagliata. Perchè questo tuo ultimo commento me ne da la conferma. La tua ” pulcetta ” ha saputo toccare tutte le corde della tua anima, rendendoti vulnerabile su ogni cosa che la riguardava.

      E’ molto tenera questa immagine, nella quale mi rispecchio anch’io completamente.

      Sapersi emozionare penso sia una cosa positiva, perchè provare emozioni vuol dire essere in empatia con quello che ci circonda, o accade. E’ l’indifferenza che rende aridi e tristi le persone.

      Un sorriso e un abbraccio carissima, felice di averti riletto!!! ❤

      Piace a 1 persona

      1. Grazie carissima per le tue parole e per la tua “preoccupazione” per la mia assenza…purtroppo per vari motivi sono molto discontinua sul blog. Sono felice di aver trasmesso con i miei scritti un pò del mio carattere e di quella che sono. In effetti sono abbastanza trasparente anche nella vita “reale”, chi mi conosce legge in faccia le mie emozioni. Credo che noi due siamo molto simili in tante cose, d’altronde come si dice “chi si somiglia si piglia” o qualcosa del genere eheheh…Scusa se ogni tanto ritardo un pò nelle risposte, dipende dal fatto che certi giorni non riesco ad accendere il pc per una cosa o l’altra…sappi però che ogni volta che ci riesco, vengo sempre a controllare se ci sono novità nel tuo blog ed in quello di Mary 😉. Un grandissimo abbraccio e a presto 😘❤

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  6. Cara Vitty, permettimi di intervenire a corredo del video di Cocciante da te pubblicato più su, intitolato “Cara Celeste Nostalgia”, per aggiungere qualche notazione a corredo di quanto lì viene poeticamente esposto circa, appunto, la nostalgia, da sempre “dolce compagna di storie d’amore”, e fonte di molteplici, piacevoli e spesso insistenti . . . . . . .

    D O M A N D E

    Torna sovente in me la nostalgia
    d’un tempo andato e che mio non fu
    completamente, chè l’anima mia
    lo visse come un sogno, e nulla più.

    Dov’ero? . . . Con chi stavo? . . . E perchè mai
    sfuggiti sono tutti i suoi contorni? . . .
    Eppur lo so, lo sento che passai
    in modo tutto nuovo quei miei giorni.

    Possibile che debba ricordare
    soltanto che ci fu e che svanì? . . .
    Che nella vita mia debba accettare

    che esista una parentesi così?
    . . . dove la mente mia non può entrare
    e la nostalgia, invece, sì!?

    (Sergio Sestolla)

    Piace a 1 persona

    1. Sergio caro, che bella sorpresa mi hai fatto!!! Non potevi venire con un dono migliore!!! Questi versi malinconici, un po’ alla Gozzano, ricordi ?

      ” Non amo che le rose
      che non colsi. Non amo che le cose
      che potevano essere e non sono
      state…

      Hanno la forza di entrare nell’anima riempiendola di dolce malinconia.

      Perchè è anche bello lasciarsi andare a questo sentimento. Ci fa rivivere l’amore che è stato o che poteva essere… comunque sia sempre un sentimento positivo.

      Personalmente a me fa tornare alla mente un periodo della mia vita dove posso dire di essere stata felice… l’infanzia…

      ” Torna sovente in me la nostalgia
      d’un tempo andato e che mio non fu
      completamente, chè l’anima mia
      lo visse come un sogno, e nulla più. ”

      Ed è allora che mi lascio andare ai ricordi… rivedo la nostra casa di allora, i miei genitori giovani, belli, che spesso ballavano fra loro coinvolgendo anche me e mia sorella più grande. Rivedo il grande tavolo dove pranzavamo, e dove mia sorella faceva i compiti. Io per emularla, stavo ritta su una seggiolina a scarabocchiare qualche vecchio quaderno. Ricordo il fischio di babbo sulle scale che annunciava il suo ritorno a casa dal lavoro. Quanto amavo quel fischio… mi dava una grande sicurezza.

      ” Possibile che debba ricordare
      soltanto che ci fu e che svanì? . . .
      Che nella vita mia debba accettare

      che esista una parentesi così?
      . . . dove la mente mia non può entrare
      e la nostalgia, invece, sì!? ”

      Tutto quello che sono lo devo a quel periodo, purtroppo molto breve ma così intenso del quale non posso dimenticare niente.

      Avrai capito quindi come e quanto mi siano piaciuti i tuoi versi.

      Grazie Sergio per questo viaggio di introspezione nei miei ricordi… ❤

      "Mi piace"

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