Addio “Rubbapoò “

raugi 3Ho scoperto da poche ore che nella mia città, si è abbassata per sempre una saracinesca storica, quella della libreria Raugi. Una libreria che ha servito generazioni di studenti livornesi, perchè vendeva libri scolastici nuovi e usati.

Era un’istituzione per noi… ricordo quando mia madre li comprava per noi, me e mia sorella, così come ho fatto io per i miei figli. Poi una volta grandini, ci pensavano loro a vendere e a comprare i testi scolastici. Mia figlia addirittura sperava sempre di trovare le soluzioni dei quiz già raugi 4sottolineate…. così tanto per partire avvantaggiata.

Quando si avvicinava la data per andare a scuola si passava la voce… ” sei andata a prendere i libri da ” rubbapoo ? ” un nomignolo affibbiato allo zio di Duilio Raugi : Gino Raugi. iniziò tutto negli anni ’30 con una una bancarella di libri in via Ernesto Rossi, vicino alle scuole e urlava a chi passava: “venite, venite, qui roba a pòo… roba a pòo!” Quel roba a pòo si è trasformato presto in rubbapòo.raugi rubbapoo

Ora da più di sessanta anni la bancarella si è trasformata in libreria , si trova in Piazza magenta l’ha gestita magistralmente Duilio Raugi, che oggi ormai settantasettenne, non se la sente più di continuare.

A dare la notizia su questa saracinesca abbassata è stata Lucrezia , nipote del titolare, Duilio Lami, che con un articolo sul giornale ha detto a tutta la città della scelta del nonno di dire addio alla sua amata attività. “C’è chi diceva che leggendo non si vive solo una vita ma si ha la possibilità di viverne infinite ed ognuno leggendo una storia può interpretarla a suo piacimento – ha scritto Lucrezia – Sappiate però, che la storia di mio nonno, non è quella di un uomo che agognava la pensione bensì di un amante del proprio lavoro che con fatica ha chiuso un lungo capitolo della sua vita”.

Nonostante la chiusura del negozio, Raugi ogni giorno si reca là, nella libreria, con le serrande abbassate e dato che non ha nessuno a cui passare il testimone, i figli hanno intrapreso altre strade, spera che ci sia qualcuno che bussi inaspettatamente e che voglia provare a non spegnere queste luci.

E’ pronto a offrire il suo aiuto, anche gratis a chi voglia provare a portare avanti l’attività.raugi 2

Certo la città cambia volto velocemente, in poco tempo…. addio cinema, ippodromi, librerie, bar, negozi di vicinato. Tutti noi siamo un po’ corresponsabili perché la vita ci porta a fare altre scelte. Speriamo che, da tutte queste serrande abbassate, non se ne vada anche un modo di vivere che poi rimpiangeremmo inutilmente.
È come se Livorno a poco a poco spengesse le sue luci più luminose,certo noi siamo sentimentali e forse mai cresciuti,con il nostro amore e rispetto per le pagine di un libro,che MAI sarebbe da buttare nella raccolta della carta finché può raccontare e nutrire l’anima.

Un caro saluto a Duilio ottimo commerciante,padre e nonno.Chissà se qualcuno si presenterà per “imparare”.

Malinconicamente vostra, Vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

25 pensieri riguardo “Addio “Rubbapoò “”

  1. ancora una e quanti lasceranno non solo per età ma soprattutto per la burocrazia che chiede abilità da giovani.
    Da me siamo paesi interi senza un servizio e i perché sono sempre i soliti, età, tasse e clienti sempre meno.
    Una libreria però ha un altro profumo e perderlo lascia con la mente orfana di appetito.
    Speriamo che si faccia avanti qualcuno ma la vedo dura

    Piace a 1 persona

    1. La vedo molto dura anch’io Andrea, molte delle nostre più belle librerie, vanto della città, sono ormai chiuse da tempo. Questa di Raugi resisteva, forse perchè trattava prevalentamente testi scolastici. Tutti gli studenti livornesi sono passati da lui, sia per vendere, sia per comprare libri. Il signor Duilio era un mago di bravura. Riusciva a fare avere i libri a tutti, senza fare aspettare giorni e giorni dall’inizio della scuola.

      Peccato…tutto cambia e non in meglio. Un caro saluto affettuoso caro Andrea!

      "Mi piace"

  2. Sulle librerie in generale il discorso è il seguente: se anche la Mondadori fa sconti sostanziosi sul loro sito, dunque facendo concorrenza pure alle sue stesse librerie non virtuali, il dato è già tratto: scompariranno. Non è la gente che fa chiudere le librerie, sono gli stessi colossi, che preferiscono farlo così hanno meno costi. Come le vicende dei supermercati che si sono mangiati i piccoli negozi. La stessa cosa.

    Piace a 1 persona

  3. Che tristezza davvero, cara amica, la chiusura delle librerie, luoghi dove poter sognare con la fantasia sfogliando volumi di ogni genere…

    Questo della chiusura è stato un processo iniziato da un bel po’. Si conta che dal 2007 siano state chiuse più di 200 librerie, dalle piccole alle grandi, a qualcuna è stato anche dato fuoco.

    Lo scorso mese a Roma hanno abbassato le saracinesche le due storiche Feltrinelli e, si dice, altre ancora avranno la stessa sorte. E la colpa? In Italia si legge molto poco, ma anche le vendite on line o le grandi catene di supermercati in cui puoi trovare qualche libro, la fanno da padrone.

    Qualcuno diceva: è il progresso bellezza!

    Ma che tristezza…
    Ciao carissima!

    Piace a 1 persona

    1. Si, grande tristezza Mary ! Ma più che il progresso, questa è ignoranza… le nostre librerie chiudono nell’indifferenza, sotto le mazzate tremende di una sottocultura che anno dopo anno ha incenerito i neuroni e le curiosità più profonde.
      In compenso però aprono i centri estetici, le botteghe dei tatuaggi e quelle dove si rifanno le unghie, le sale dove i pensionati si scommettono anche la pensione. C’è più attenzione a diventare più magri, più abbronzati, più… vanesi? E tutto a scapito della cultura…si, hai ragione carissima è proprio una grande tristezza!

      Un abbraccio e un bacio, ciao !!!! ❤

      "Mi piace"

  4. Certamente la chiusura delle librerie è un gran danno per la cultura e, forse, un poco – oltre che perché, come ben scrivi, Vitty, l’acquisto e la lettura di un libro “può raccontare e nutrire l’anima” — per non potere più frequentare posti dove trovare elementi per continuare . . . ma guarda tu! . . . un’opera di seduzione.

    BELLA NON TONTA

    Esponi le tue poppe generose
    per conquistarmi e sbatti le ciglia
    siccome bambolina . . . tutte cose
    che in tutti fantasia ardita sbriglia,

    ma non in me che dopo avere visto
    . . . a lungo ammirato e fortemente
    ambìto . . . a te parlo dell’acquisto,
    non di un Balotelli assai potente,

    ma di un nuovo libro di Baricco,
    o di un saggio di Umberto Eco.
    Però tu non demordi, e “Mi ci ficco
    in piatto ricco” pensi, e “Ora mi reco”

    comunichi, “in libreria, e anch’io
    li compro, e poi discutiamo. Okkei? . . .
    Sempre che a te piaccia, amore mio,
    e condivida poi i pensieri miei”-

    Lo posso dire? . . . “Quanto è vero Iddio,
    che gran donna completa ora tu sei

    . . . che ha compreso ben che per me conta
    l’essere bella tu, però non tonta!”

    (Sergio Sestolla)

    Piace a 1 persona

    1. Ah, ma io l’avevo capito da un pezzo carissimo Sergio, che con te le belle e tonte non avrebbero funzionato…forse sarebbero andate bene per i primi quindici minuti, poi…. poi fine della trasmissione!!!

      Questa bella ma non tonta, ha subito compreso quanto sia importante poter spaziare negli argomenti, saper capire quello che il suo interlocutore sta’ dicendo. Così per poter restare al passo, non resta che documentarsi sulle letture che a Lui piacciono…e il gioco da ambedue le parti, è fatto….

      ” ma di un nuovo libro di Baricco,
      o di un saggio di Umberto Eco.
      Però tu non demordi, e “Mi ci ficco
      in piatto ricco” pensi, e “Ora mi reco”

      comunichi, “in libreria, e anch’io
      li compro, e poi discutiamo. Okkei? . . .
      Sempre che a te piaccia, amore mio,
      e condivida poi i pensieri miei”-

      Ciao carissimo, grazie per aver celebrato con i tuoi versi, l’importanza della lettura e delle librerie tutte.

      Un abbraccio, ciao!!!! ❤

      "Mi piace"

  5. Niente “grazie”, Vitty, per avere io commentato il tu accorato post su libri, che vengono poco letti, e librerie, che conseguentemente chiudono: non ho affatto “celebrato con i versi, l’importanza della lettura e delle librerie tutte”, ma ne ho solo tratto spunto per ricordare, qualche accadimento con la solita “Lei”, come ora ne traggo ancora spunto per raccontare qualcosa avvenuta tempo fa proprio in una libreria.

    La nostra vita è punteggiata da cose che poi determinano la nascita di altre cose, e queste a loro volta di altre ancora.

    Ecco che lo racconto, ammesso che possa interessare (spero sempre in qualcuno che non abbia meglio da fare, come ad esempio, appunto . . . ”leggere un libro”!

    MI FAI SENTIRE

    (Lui)
    — “Mi fai sentire forte e non lo sono.
    A volte pure bello . . . Bello, io!????
    Ti doni a me dicendo che il dono
    son io però che te lo faccio. Oddio!

    . . . possibile che tu mi veda tale?
    Addirittura che ‘dolce’ io sia,
    per come ieri hai detto nelle scale
    di quella nuova grande libreria.

    Sei tu che ingrandisci ogni cosa
    . . . e certo perchè m’ami . . . Quindi cara
    vedimi come sono, non in posa.

    Tu sei che vali . . . che vinci la gara . . .
    tu sei la poesia, io la prosa,
    lo scoglio nero io, tu l’acqua chiara”.

    (Lei)
    — “E l’amor mio tu . . . che certo godi
    sapendomi così innamorata
    di te . . . E poi, amore, che m’inchiodi
    sempre te l’ho detto. Sono stata

    con te sincera, forse troppo aperta.
    Però perchè tacerlo? . . . Sol con ciò
    ti posso compensare . . . Ero incerta
    quando t’ho conosciuto . . . ora no,

    benissimo lo so cosa vuol dire
    amare veramente . . . Grazie a te,
    che attorno mi hai girato a non finire,

    e giri ancora in un crescendo che
    mi avvolge dentro tutte le sue spire,
    come un serpente, un gorgo . . . un ‘vin brulè’.

    No . . . no. Per me l’uscita più non c’è!”.

    E resti quello della libreria,
    ‘dolce’ e . . . qualcosa in più, anima mia”.

    (Sergio Sestolla)

    Piace a 1 persona

    1. Gli incontri in libreria mi fanno venire in mente il bellissimo film ” Innamorarsi ” con Merly Streep e Robert De Niro, dove quando tutto sembrava ormai perduto, basta uno sguardo e…. tutto può ricominciare. Perchè quando c’è l’amore, c’è tutto!!! E posso aggiungere, sempre seguendo il filo delle tue parole dei tuoi amorosi versi ” MI FAI SENTIRE “, che quando si guarda con gli occhi dell’amore, è giusto vedere sempre e solo il bello della persona amata!

      ” (Lui)
      — “Mi fai sentire forte e non lo sono.
      A volte pure bello . . . Bello, io!????
      Ti doni a me dicendo che il dono
      son io però che te lo faccio. Oddio!

      . . . possibile che tu mi veda tale? ”

      E certo, così deve essere!!! perchè tutto risulta speciale rispetto al mondo intero. Solamente quel volto, quella persona, esattamente così com’è , si distingue da tutti gli altri.

      Questa è la magia dell’amore, quando senti che al solo suono della sua voce ti tremano le gambe e sei pronta per spiccare il volo…

      Che belli i tuoi versi, fortunata la Lei incontrata in libreria!!!

      Ciao carissimo, grazie per queste belle atmosfere che sei capace di creare con le parole!!! ❤

      "Mi piace"

      1. Ma quanti complimenti la tua estrema gentilezza, Vitty, ti porta a fare a Sergio Sestolla!

        Attenta, perché così facendo lo stai, scusa se te lo dico, un poco . . . esteticamente rovinando.

        Egli prende il tuo dire per oro colato, manco fosse vangelo, e gongola di ciò a più non posso. E’ peggio di una donna cui vengono rivolti particolari apprezzamenti.

        Devi saperlo che quello ci crede ad occhi chiusi, e ogni volta che scorre le tue risposte ai suoi commenti in versi — che legge e rilegge fino ad impararle a memoria ( e me li viene pure a recitare e a dire ‘guarda qua, guarda qua . . .’ ) — ingrassa di quasi un chilo? E’ diventato . . . no, meglio che non lo dica.

        Comunque non è proprio come De Niro nella scena finale di “Innamorarsi” . . .

        Non è che scrivo ciò perché sono invidioso, ma perché non mi piace vederlo tanto sovrappeso. Io snello snello e lui ogni giorno che passa . . .

        E meno male che non ti rivolgi a lui come fa la ben nota “Lei” della sottostante composizione, che, se permetti, invio, in quanto collegata al tema dei libri da te trattato, cara Vitty!

        IL TUO DIRE

        Tu spazi su ogni cosa: dico un nome,
        un verbo, un aggettivo e tu . . . via! . . .
        a ricordare un mito, un uomo, il come
        e il quando . . . Amore mio, che fantasia!

        Che tieni in testa . . . una libreria?!

        Ad ascoltarti non mi stanco mai,
        a volte anzi ti provoco perché
        lo so che da lì parti, e dài e dài
        scorrazzi da Adamo al Papa Re.

        E tutto questo, ah se tu lo sai!

        E sopra ogni cosa ci ricami,
        ti sposti avanti e indietro, entri ed esci,
        ti ascolto estasiata e per li rami
        dei tuoi racconti scendo. Ah, se riesci,

        col nettare che in me così tu mesci,

        ad affascinarmi col tuo dire,
        ed a lasciarmi con la bocca aperta,
        che chiudi tosto, prima di finire,
        coi baci perchè a te è sempre in offerta,

        volutamente e mai in forma incerta.

        Ma quanti libri hai letto per sapere
        tu tutte queste cose che incanto
        sono per me? . . . Per loro devi avere
        riconoscenza tanto, tanto . . . tanto,

        ché grazie a lor mi hai in tuo potere.

        E manco più mi va di stare all’erta,
        ma con te sopra, sotto una coperta,

        dove un po’ più di te mi faccio esperta,
        e mi scateno senza che lo avverta.

        Con le parole tu, io con i fatti,
        or ci muoviamo lenti, ora a scatti,

        ci amiamo e parliamo a non finire,
        parliamo e ci amiamo . . . da morire!

        . . . Ma che càspita mai mi porti a dire?!

        Dovrò un dì i tuoi libri maledire? . . .

        (Cassandro)

        Piace a 1 persona

  6. Oh, Cassandro, mi fai proprio ridere ( di compiacimento, lo ammetto ) su quello che dici riguardo a Sergio. I complimenti li faccio perchè li merita! Così come li faccio a te che sei tanto gentile e generoso con i tuoi scritti che tanto mi piacciono perchè parlano di un mondo pulito, dove solo l’amore vero conta. Quando mi immergo nei tuoi versi, così come in quelli di Sergio, mi lascio alle spalle le preoccupazioni, le polemiche politiche, i problemi giornalieri. Ora c’è pure il timore di questo Coronavirus che piano piano ci sta’ accerchiando…
    non so come andrà a finire…anche perchè non mi sento tutelata da persone attente e preparate. Come spesso capita in Italia, le cose saranno fatte alla ” carlona”. Il che non tranquillizza proprio per niente! Ma basta guardare come sono stati gestiti i dopo terremoti Da Amatrice a Norcia . Quello dell’Umbria… Questo ci dice chiaramente che siamo nelle mani di perfetti incapaci. Quindi auguriamoci solo di avere fortuna!!!

    Ma tornando ai tuoi versi Cassandro, lì invece mi sento tranquilla! Perchè tu sei bravissimo nell’usare le parole! E usi sempre quelle giuste…

    ” Ad ascoltarti non mi stanco mai,
    a volte anzi ti provoco perché
    lo so che da lì parti, e dài e dài
    scorrazzi da Adamo al Papa Re.

    E tutto questo, ah se tu lo sai!”

    Sono ben felice di vivere questa vita virtuale, parallela a quella reale, perchè se andremo incontro a momenti in cui dovremo restare reclusi , causa rischio contagio, potremo almeno continuare a parlarci in questo monitor, senza nessun timore di contrarre chissà quale malattia. E potrò pure inviarti un abbraccio !!!

    Ho ragione o no a dire e ridire W I Blog???

    Ciao carissimo, un bacio a te e uno a Sergio!!! ❤ ❤ ❤

    "Mi piace"

    1. Tu scrivi, Vitty, “Quando mi immergo nei tuoi versi, così come in quelli di Sergio, mi lascio alle spalle le preoccupazioni, le polemiche politiche, i problemi giornalieri.
      Ora c’è pure il timore di questo Coronavirus che piano piano ci sta’ accerchiando…
      non so come andrà a finire…”

      E dove sta il problema? Basta smitizzare la situazione e vederla con occhio diverso e non offuscato dalle mille e più notizie catastrofiche, come fa il protagonista della sempre inedita commedia, la quale essendo da alcuni anni “Work in progress”, viene continuamente aggiornata.

      Sapresti almeno “come va a finire questo coronavirus che piano piano ci sta accerchiando”. Egli infatti il rimedio lo ha subito ben trovato. Altro che!

      Eccolo, nella speranza che nessuno si turbi.

      CORONAVIRUS
      (Antidoto)

      Contro il coronavirus io posso
      fare qualcosa? No. . . .E allora io
      mi affido alla clemenza del buon Dio,
      che di certo di ciò sarà assai scosso.

      A Sua insaputa è apparso un filo rosso.

      E vado per la mia strada perché
      paura a me non può che fare danno,
      e ad agitarsi è ben noto che
      si fa il gioco del nemico, e affanno

      produce, e senza trucco e senza inganno,

      tanta tanta ansia. Penso ciò
      mentre colazione faccio e guardo
      la bella donna che di fronte ho,

      che dai begli occhi a me lancia un dardo,
      per cui beato, ah, se me ne sto,
      come se assaporassi un savoiardo.

      Che sogno aver la penna del Gran Bardo!

      Ed il pensiero mio cambia di botto:
      del COVID19 or me ne fotto,
      ho altro da pensar cui “dare sotto”!

      Se è arrivata ormai la mia data
      di andar laddove c’è la sola andata
      . . . ci voglio andare con una risata,

      con lei forte forte a me abbracciata.

      D’altronde — e non ci vuole qui la Pizia —
      data l’età (lo dico con mestizia)
      io manco più farei tanta notizia!

      Meglio prenderla quindi con letizia!

      (Cassandro)

      Piace a 1 persona

      1. Turbarsi Cassandro per quello che hai scritto? Ma noooooooo!!! Figurati, in questo momento di pazzia dove la paura impera, trovare un antidoto, come quello da te menzionato, non può far altro che farci sorridere e sperare che a mali estremi ( e anche no ) si avveri!!!!

        Durante i momenti dell’ amore i pensieri negativi si dissolvono… così come le paure e tutti gli altri mille problemi che imperversano nella nostra vita. Solo in quei momenti amorosi tutto si azzera…

        Quindi è molto dolce pensare che

        “Se è arrivata ormai la mia data
        di andar laddove c’è la sola andata
        . . . ci voglio andare con una risata,

        con lei forte forte a me abbracciata.”

        e a riprova di ciò, ti saluto con una canzone di Paoli a me molto cara….

        Vivera ancora , almeno per un ‘ora….

        "Mi piace"

      2. Per completezza di argomento, e per non trascurare la “Lei” di turno, permettimi, Vitty, di render noto quello che era avvenuto

        QUALCHE ATTIMO PRIMA DI . . .
        (Premessa a Coronavirus antidoto)

        Ma guarda tu quel tizio che sta là
        immerso in pensieri che di certo
        non sono allegri ed io — che un babà
        d’essere penso per chiunque esperto

        (pure se in modesta quantità)

        dell’ars amandi è — sto qui a languire.
        Ah, ecco . . . si riprende e risponde
        al mio sguardo che starebbe a dire
        “Svegliati. e guarda un po’ le mie rotonde

        — senza, ovvio, però farmi arrossire —

        forme, il mio riso e quell’altro che
        Magna Rerum Parens donó.
        Il coronavirus non è

        — se a questo stai tu pensando, ahitè, —

        la fine del mondo, e perciò
        invitami a prendere un the
        . . . Si, come hai ben capito io ci sto.

        E poi vedrai ciò che ti darò!

        La vita, sai, continua. . . un balordo
        è chi con il mio dir non è d’accordo!

        (Cassandro)

        Piace a 1 persona

  7. Tu scrivi: “Sono ben felice di vivere questa vita virtuale, parallela a quella reale”, e se tu sei felice, anche io lo sono, carissima Vitty.

    E in più, poichè leggo e rileggo il parallelismo che fai fra l’una e l’altra vita (guarda tu in che epoca ci tocca campare!) provo a risponderti a tamburo battente.

    Infatti, secondo me quello che conta è soltanto la testa ( non me ne voglia a male Sergio se non comprende!), per cui non ci resta che connetterci con il latino e, quindi, “vivamus et amemus”, alla Catullo, in qualunque modo questo avvenga, ed asteniamoci dal cocciuto fare una netta distinzione fra le due vite, anche se . . . . . . .

    E qua mi fermo, contento che il mio pensiero venga intuito, e che venga considerato solo come una mia provocazione il seguente titolo, che fa perno su “O / E”.

    ESSERE O / E NON ESSERE
    (Connessione)

    Dite, qual’è la realtà reale?
    Quella reale o quella virtuale?

    Tu sei quello che sei in divenire,
    o quello che vuol stare . . . ad apparire?

    Tu sei quello che sei, oppure . . . riiidi?! . . .
    sei quello che con altri condividi?

    “Essere o non essere?” . . . ah, hà . . .
    non è più un dubbio, ma la verità:

    “Essere E non essere” pertanto
    è oggi nostra vita per incanto.

    Se il cellulare spegni per un po’
    la vita vera cessa . . . Oppure no?

    No, non si vuole più la realtà,
    si preferisce questa fatuità

    fatta di whatsapp e messaggini,
    che stanno come al pane i grissini,

    o, con esempio più esagerato,
    alla Cassata . . . Zucchero filato!

    Ma dato che “Chi si accontenta gode”,
    la chiudo qui, pur se un po’ mi rode.

    Nessuno quindi spenga il cellulare:
    la vita “vera” può anche aspettare.

    Ben la conosco vostra conclusione:
    “Ma guarda questo qui che ha ragione!”

    Ah . . . Dio, fammi vivere fin tanto
    che qualcheduno lo mette da canto

    sto “coso” che ci ha dato un’altra vita
    e s’è fregato quella un di gradita

    (Cassandro)

    Auguro a tutti una bellissima giornata reale reale, e a chi non può averla subito tale . . . “una bellissima giornata virtuale”!

    Piace a 1 persona

    1. Ma tu sei veramente un mago Cassandro!!! Non c’è argomento di cui tu non sappia dire e dissentire! Resto basita, dopo tanti anni, da questa meravigliosa capacità di saper centrare sempre il nocciolo della questione di qualsiasi cosa si parli.

      Che poi diciamolo, questa vita virtuale non è che sia irreale! Perchè sia tu che io esistiamo veramente, non siamo ologrammi!!! Ci divide solamente questo monitor. Così come quando due persone parlano al telefono, comunicano attraverso l’apperecchio telefonico, ma le persone esistono, eccome!!! Solo che qua , scrivendo, dobbiamo per forza fermarci un attimo e prestare attenzione o a quello che scriviamo, o a quello che leggiamo. Cosa che nella vita ” reale” spesso non accade perchè siamo distratti da tante cose… ti capita mai di fare una cosa mentre pensi a qualcos’altro? A me spessissimo. Mentre mia figlia mi parla, cerco di sistemare una cosa, sto’ attenta che il gatto non graffi il cane… e seguo pure le parole di mia figlia…

      Altre volte invece parlo parlo, ma sembra che nessuno mi ascolti… qua invece non si può fare a meno di seguire attentamente le parole, sia quelle che scriviamo ( e mica possiamo buttarle lì così a caso…come faceva talvolta l’amico Artur Libero di Volare, ricordi? ) sia quelle che leggiamo. Ed ecco che all’improvviso ci sentiamo ascoltati…e impariamo anche a conoscere l’animo della persona che ci sta scrivendo. Perchè la scrittura, le parole scelte per spiegare, raccontare uno stato d’animo o un episodio, alla fine sono quelle che sceglie il cuore, e dicono chi siamo veramente. Ecco perchè mi trovo così bene qua. Mi sento ascoltata, in mezzo a persone come te e Sergio, delle quali mi fido ciecamente.

      ” Dite, qual’è la realtà reale?
      Quella reale o quella virtuale?

      Tu sei quello che sei in divenire,
      o quello che vuol stare . . . ad apparire?”

      A queste domande credo di avere già risposto. Ovviamente non vale per tutti, c’è sempre da stare all’erta in questo mare sterminato di internet. Così come nella vita reale.

      Ma quando ci si ” conosce” si può apprezzare senza timore, ” una bellissima giornata virtuale”

      Ciao carissimo, grazie per ”

      “Essere E non essere” pertanto
      è oggi nostra vita per incanto. “

      "Mi piace"

    2. E’ decisamente una bella tosta, questa Lei che non si fa spaventare neppure da il Coronavirus, anzi, con leggiadria e malizia invita il suo Lui a farsi avanti…così insieme sconfiggeranno la paura e voleranno sulle ali dell’amore!

      ” Il coronavirus non è

      — se a questo stai tu pensando, ahitè, —

      la fine del mondo, e perciò
      invitami a prendere un the
      . . . Si, come hai ben capito io ci sto.”

      Credo Cassandro che sia la decisione migliore per vivere serenamente questo periodo tanto difficile. Continuare a vivere secondo le proprie abitudini e se possibile, cercare di apprezzare le cose e le persone che ci stanno vicine. 🙂

      Un caro saluto carissimo, ciao!!! ❤

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...