San Valentino, così vicino, così lontano….

short-bographyIn questi giorni di clausura forzata, sembra sia trascorso un secolo da quando potevamo vivere normalmente, ho voluto fermare i momenti ” dell’ultima cena ” normale con amici . L’amico Gianni non poteva immaginare che quella serata avrebbe segnato il confine fra il prima e il dopo….
immagini-cuoriPer la festa di San Valentino il nostro amico Gianni, ha deciso di organizzare la serata. Ha detto solo di farci trovare pronti verso le 19. Farci trovare pronti nel senso… tutti in ghingheri che la serata….. qua agitava la mano per dire ” cose pazze!”

Quindi, ansiosi e curiosi alle 19 eravamo pronti per iniziare quella misteriosa avventura .

Puntualissimi all’orario stabilito, Marta e Gianni sono arrivati all’appuntamento. Anche loro eleganti. Marta che di solito è jeans dipendente, in questa occasione ha scelto un completo nero , sempre pantalone, ma un po’ pajettato.

Noi signore siamo andate dietro, lasciando agli uomini la guida e le decisioni da prendere sulle direzioni. Anche Marta non sapeva niente su cosa aveva organizzato il marito.

Dopo un po’ di strada mi sono accorta che ci stavamo dirigendo in Versilia. E non poteva essere diversamente, visto l’amore smisurato che ha Gianni per quei luoghi. Per lui la Versilia è il centro del mondo. Perciò c’era da immaginarlo che c’avrebbe portato laggiù a festeggiare il giorno più romantico dell’anno.

Anche stavolta pensavo ci saremmo smarriti fra strade e pendii ( come già accaduto altre volte )… invece ci siamo fermati in un locale vicino al mare di nuova apertura.

” Questa è una pizzeria stellata ” c’ha spiegato tutto soddisfatto. ” Il proprietario è un cuoco5cuoco russo stellato che stasera cucinerà per noi ”

Il nome del cuoco era improponibile…ma abbiamo capito che era una specie di Cracco italiano. E qua mio marito si è subito messo una mano dietro ai pantaloni per sentire se il portafoglio era sempre lì….

Di solito noi non frequentiamo le pizzerie di lusso, perchè si sa la pizza, anche per gli alimenti stessi, è una vivanda umile e popolare per eccellenza…e andare a spendere cifre da capogiro in una quattrostagioni perchè l’ha ideata un cuoco che si sente un super architetto… proprio non ci va giù. Però in quel contesto, non abbiamo potuto dire di no.

Mentre eravamo ancora fuori dal locale, è arrivata una rombante fuoristrada con una musica alta di qualche decibel da spaccare i timpani. Sono scesi al volo due giovani, lei in cortissimo tubino nero, lunghi capelli sciolti effetto bagnato, mentre lui, in jeans sdruciti e giubbottino, e i capelli raccolti in una coda fluente…masticando gomma da masticare, si chiamavano a vicenda…lui Yuri, lei Katia…

A Gianni si sono illuminati gli occhi, perchè per lui quei due ragazzi erano il vero simbolo della Versilia… ( pòrannoi )

Con passo deciso e sicuro di se’ , si è avviato all’ingresso e siamo entrati.

Il locale a prima vista non è stato male. In ogni tavolo c’erano candele e rose per le signore. Ma prima c’hanno fatto accomodare al reparto bar, dove servivano degli aperitivi di frutta. Il barman era molto serioso, che faceva dei giochi di abilità con barman giocoliere 1bottigle e bicchieri, ma senza un sorriso…. io non avevo mai visto tanta abilità nel far volare e roteare le bottiglie…l’aperitivo è stato servito in bicchieri alti dalla foggia curiosa… non si sapeva se erano coni o piramidi , avevamo timore a prenderli…caso mai ci fossero caduti di mano, sarebbe stata una vergogna, dopo tanta abilità con la quale erano stati riempiti! Quei cocktail di frutta avevano colori bellissimi, che si stratificavano magicamente uno sull’altro.

C’era il rosa, nel centro un bel verde e in fondo un giallo acceso, il tutto decorato con ciuffi di verdurine e spiedini di ananas. Il sapore non dava giustizia al colore, però come abbiamo convenuto, non si può avere tutto.

Una volta consumato l’aperitivo, siamo stati accompagnati al nostro tavolo, L’atmosfera devo dire era molto intimistica, la luce soffusa, i tavoli con candele accese, una rosa rossa a testa per le signore. Io e Marta ci guardavamo e sorridevamo molto compiaciute… ci sentivamo davvero festeggiate.

Abbiamo ordinato le nostre pizze ad un cameriere che sempre sembrava assente. Pareva ascoltasse rapito la musica messa di sottofondo. Tanto è vero che abbiamo pensato di ripetere, ma lui, sempre con l’aria sognante c’ha salutato con un sorriso ed è sparito dalla nostra vista.

Dopo una ragionevole attesa sono arrivate le pizze. Le nostre, mia e di Marta erano a forma di cuore!!pizza a cuore Non le avevo mai viste… una vera sorpresa. Belle si ma buone….un po’ meno… quella di Marta era una margherita…ma la mozzarella ahimè latitava… forse si è detto, in cucina parlano russo e non si saranno messi d’accordo sulla quantità… la mia era capperi e acciughe… anzi, cappero e acciuga… perchè nel rosso del pomodoro svettava triste e solitario in compagnia di una smorta acciughina…

Vabbè, ci siamo detti, ci rifaremo col dolce.

E il dolce è stata davvero una bella sorpresa…specialmente per Gianni che ha dimostrato di gradire molto…

Per il dolce si è presentata una florida e giovane ragazza, con un abitino un po’ succinto dove specialmente nella parte superiore, lasciava poco spazio alla fantasia. dolceGianni è rimasto come fulminato… seguiva ogni suo movimento e ascoltava rapito i suoi consigli ” dolciferi ” ha scelto, manco a dirlo, un tiramisù e quando ha fatto il bis, ha chiesto un gelato al gusto del ..bacio!

Noi tutti siamo rimasti esterrefatti da questo idillio nato fra una pralina e un bignè….

Quando è arrivato il conto, dato che Gianni era ancora sotto l’effetto dell’ammaliatura, abbiamo indicato lui come pagatore della cena!!! La bella e prosperosa camerierina l’ha accompagnato alla cassa,  lui l’ha seguita come se avesse dovuto accompagnarla in paradiso….

Siamo usciti in silenzio, ma non appena in macchina siamo scoppiati tutti a ridere. Anche Marta una volta tanto non ha fatto la gelosa e l’ha preso in giro per tutto il viaggio di ritorno a casa. Ma Gianni non ha fatto una piega, lui la sua serata l’aveva avuta eccome!!!

Alla luce di quanto sta’ accadendo mi sembra così lontano quel giorno!!

Per questo voglio ringraziare Gianni, per averci regalato un momento di vera spensieratezza, in un mondo che forse non avremo più chissà per quanto tempo!!!!

Divertitamente vostra, Vitty.     amicizia 5

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

20 pensieri riguardo “San Valentino, così vicino, così lontano….”

  1. Adoro questi raccontini! Certo è il colmo andare in un ristorante esoso e poi ti servono la pizza con qualche ingrediente che scarseggia! E non è per niente raro che succeda così…
    Stiamo vivendo tutti un momento unico nella storia dell’umanità. Io rimango guardingo, su quello che ci raccontano e ci dicono di fare…

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    1. Eh, Gianni ci regala sempre delle chicche di vita fantastiche! Ora anche lui con Marta è rinchiuso in casa e non se la passa tanto bene. Ma questo accade un po’ a tutti. E’ molto difficilerestare tranquilli in questa situazione.

      Cosa vuol dire Giordano che ” rimani guardingo ” su quello che ci consigliano di fare ? Non credi a quanto sta’ accadendo a Bergamo per esempio? E pensi che sia inutile restare a casa? Fammi sapere se hai una diversa visione su questa situazione. Mi interessa, davvero!!!! 🙂

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      1. Sicuramente credo in quello che sta succedendo a Bergamo, ci mancherebbe. Ma, per esempio, chi può dire che non sia meglio fare una passeggiata in sicurezza con questo sole, rispetto che incubare il virus nel chiuso di una casa? Premesso che sto rispettando le regole, nessuno sa esattamente cosa sia meglio. Poi mi riferivo anche al fatto che non si conosce l’origine di questo virus (in passato ce ne sono stati di terribili creati in laboratorio). Ora sembrerebbe che uno studio affermi l’origine naturale del coronavirus, ma io, non fidandomi mai dei media e dei governi, mi permetto di conservarmi un dubbio. Di certo la storia ci dirà come stanno le cose.
        Un saluto e non abbattetevi! ❤

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      2. In quanto all’origine del virus, la penso come te. Secondo me non è casuale … il tempo se davvero dice sarà un galantuomo,prima o poi ce lo dirà.

        In quanto ad uscire…certo se uno sta in campagna isolato, prendere un po’ d’aria non può che fare bene! Ma nelle nostre città, dobbiamo evitare i contatti il più possibile, quindi….bisogna stare a casa senza se e senza ma.

        E speriamo basti, perchè i contagi aumentano di ora in ora…. non è facile non abbattersi, ma si fa il possibile!!! Ciao Giordano , speriamo di leggerci per tantissimo tempo!!! 🙂

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  2. Ma io lo conosco quel locale, Vitty! E come no?!

    E l’ho pure frequentato, specialmente negli ultimi tre giorni del mio soggiorno in zona: non so bene per quale motivo c’è stata questa recrudescenza ( o meglio lo so ma non lo dico: o ancor meglio, “sì” lo dico).
    Sì, sì . . . anch’io (mal comune?), sono stato infatti attratto, come Gianni, da qual cosa che ho poi condensato in alcuni versi, a futura memoria (e chi se la leva dalla testa!) dedicati appunto . . .

    ALLA NUOVA CAMERIERINA

    Benissimo lo sai che ti sobbalza
    “quello che ben tu sai” mentre che
    ti pieghi — ma “lui” no, “lui” quasi s’alza —
    nel darmi acqua come consommé.

    Lavori da tre giorni al ristorante
    . . . d’un grigio da non dire! . . . dove ceno,
    ma che — fammelo dire! — dall’istante
    che sei comparsa . . . è diventato pieno

    di luce e d’armonia. Le sue sale
    risplendono adesso quando passi
    con quel meraviglioso davanzale,

    con quella stravincente coppia d’assi,
    che rende la minestra . . . “gourmetale”
    e non più la bistecca come i sassi.

    Dalla Versilia, ahimè, tra due dì
    io parto, ma se torno . . . torno qui.

    (Sergio Sestolla)

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    1. Ah, Sergio, queste camerierine devono essere l’asso nella manica di certi ristoratori della Versilia! Anche tu dunque come Gianni ti sei fatto irretire dalle grazie della fanciulla che ti serviva al tavolo? Si, decisamente si, tanto da dedicarle una poesia , giusto per fermare l’attimo. Chissà se la fortunata l’avrà mai saputo!!! Comunque devo dire che ti ha veramente risollevato l’animo in quel ristorante ” d’un grigio da non dire! ” E questa è la prova provata che la grazia femminile riesce a illuminare anche il locale più anonimo e rendere gustosi anche i cibi non proprio appetitosi!

      “…….. Le sue sale
      risplendono adesso quando passi
      con quel meraviglioso davanzale,

      con quella stravincente coppia d’assi,
      che rende la minestra . . . “gourmetale”
      e non più la bistecca come i sassi. ”

      Un plauso dunque a queste fanciulle che riescono a fare questi miracoli con la loro semplice presenza!!!

      E’ sempre un piacere leggerti caro Sergio! Hai sempre parole gentili per quanto riguarda il mondo femminile e di questo di ringrazio di cuore!!!

      Ciao carissimo!!!! ❤

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      1. Se permetti, Vitty, le camerierine sono pure il mio asso nella manica (essendo stato io costretto a soggiornare a lungo in molte città per lavoro) oltre ad esserlo “dei ristoratori della Versilia”, e quindi la mia frequentazione dei ristoranti (si deve pure mangiare) è stata abbastanza lunga e assidua.

        Ad esempio, a Pisa, cosa che sarebbe andata a genio pure a Gianni, ho avuto il piacere di conoscere . . .

        M E L I S S A

        No, no . . . corta così tu non dovresti
        portar la minigonna, Melissella!
        . . . per quanto giù la tiri, sai, mi desti
        con quelle gambe lunghe di gazzella

        — o se ti va di più . . . d’indossatrice —
        in cuor sensazione più che audace:
        sapessi tu che pensa chi non dice
        o chi vorrebbe dire ma poi tace!

        T’ammiro per i tavoli ben stretti
        di questa mensa di universitari
        sgusciare fra le sedie con gli occhietti

        acuti e al tempo stesso un poco ignari,
        servendo ora farfalle ora spaghetti
        al pesto o con zucchine e calamari.

        E poi che dir di quella bocca a “U”?
        di quei dentini bianchi un po’ sporgenti?

        . . . di quei seni leggeri e un poco in su,
        e non per moda, acerbi e impertinenti? . . .

        Melissa, no . . . è meglio che non senti!

        . . . salvo che spandi intorno ciò che un dì
        altra Melissa a Zeus offrì

        ( oltre che quando batti un po’ la fiacca
        il sugo del ragù sulla mia giacca ).

        (Sergio Sestolla)

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      2. Non so cosa stia capitando stasera al pc, funzionare funziona, però non vuol saperne di aprire certe pagine. Prima di tutto non mi fa entrare nella mia posta elettronica. A te è mai successo Sergio? E’ veramente snervante…provo provo ma niente, quella dispettosa non si apre! Già siamo rinchiusi, ma se poi non si riesce neppure a comunicare….si va fuori di testa!!!

        Per fortuna Sergio , posso contare sul blog per continuare a tenere i contatti con gli amici.

        E così le camerierine sono pure il tuo” asso nella manica!” mica solo dei ristoratori!!! Però è pur vero che dovendo soggiornare spesso fuori casa per lavoro, avere un buon rapporto con quella categoria, diventa una questione quasi di sopravvivenza!!! Quando lo racconterò a Gianni, sappi che sarai molto invidiato 😉 E mi sembra ti siano capitate tutte molto carine!!! Chiamala sfortuna!!!!

        Questa Melissa poi ha un nome che è tutto un programma…

        Impossibile non notarla fra la minigonna e il resto bene in mostra…

        ” T’ammiro per i tavoli ben stretti
        di questa mensa di universitari
        sgusciare fra le sedie con gli occhietti

        acuti e al tempo stesso un poco ignari,
        servendo ora farfalle ora spaghetti
        al pesto o con zucchine e calamari.”

        Ma si che lo sapeva la Melissa quanto era ammirata, sapeva che poteva persino permettersi di versarti un po’ di sugo del ragù sulla giacca… senza ricevere dimostrazioni, anzi ti sarà sembrato qualche goccia del suo prezioso miele…

        Ciao Sergio, grazie per avermi fatto compagnia stasera ! Ho cercato qualcosa inerente al miele… e ho trovato questa, che dici potrebbe piacere alla bella Melissa? ( ora riprovo a tornare nella mia posta….ciao!! )

        "Mi piace"

    1. Si respirava davvero in un altro mondo , appena un mese fa! Per questo l’ho raccontato, sono cambiate così tante cose!!!! E’ vero, la cena non è stata delle migliori, ma l’ambientazione e l’atmosfera c’ha ripagato alla grande del gusto della poèra pizza!! Non è la prima volta che Gianni ci trascina pieno di entusiasmo, in locali dei quali ha solo sentito parlare. Per lui basta che siano a Viareggio o Forte dei Marmi, il Cinquale, va bene tutto ! E se talvolta va male, noi gli perdoniamo tutto. Perchè in fondo ci regala dei momenti indimenticabili !!! 🙂

      Ciao Massimo.

      "Mi piace"

    1. Davvero, Gianni è quell’amico che se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Con lui non ci si annoia mai 🙂 Alla fine…sì è stata molto costosa quella serata, ma ne è valsa la pena!!!

      Ti ringrazio per avermi invitata a giocare con voi in questo brutto periodo. Ma francamente per ora non ho l’animo giusto. Magari più in la’ se riuscirò a ritrovare un briciolo di serenità. Ti auguro una buona serata, ciao!! 🙂

      Piace a 1 persona

  3. Se è pur vero, per come scrivi “E così le camerierine sono pure il tuo ‘asso nella manica’!”, non è affatto , Vitty, che dovendo io “soggiornare spesso fuori casa per lavoro, avere un buon rapporto con quella categoria, diventa una questione quasi di sopravvivenza!!!”, in quanto tale l’argomento lo tratto anche nella città in cui vivo (insomma mi sento, ovunque stia, come un pittore en plein air, che invece del pennello usa la penna, quasi come negli interrogatori “a dolce visione . . . scrivo”

    Eccotene una prova, di quello che incontro pure qui a Roma ( o meglio, incontravo)

    AL RISTORANTE DEL
    PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
    (Galleria di personaggi 1)

    Hai volto chiaro, addottorato, nobile,
    camicia bianca e disincantato
    sguardo (sembra distratto), eppure mobile,
    che ben controlla tutto l’apparato.

    E’ “l’apparato” il vasto ristorante
    en plein air al “Palesposizioni”,
    fra i tavoli del quale, elegante,
    ti muovi e prendi le ordinazioni.

    Il tuo sorriso è di cortesia,
    che senso di delizia grande immette
    in chi ti guarda . . . e pure di malia

    per le gaie alle gote due fossette.
    Il pranzo qui con te in allegria
    scorre fra arrosti, cuscusu e polpette,

    nonché bicchieri di tiramisù.

    Ma il “tiramisù” vero sei tu.

    Se un giorno via andrai non vengo più!

    (Sergio Sestolla)

    Immediatamente seguita da una seconda, in base al principio latino “semper bis in idem”, ovviamente se uno si trova bene. Ed io mi ci trovo.

    AL RISTORANTE DEL
    PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
    (Segue a Galleria di personaggi 1)

    Mi hai costretto a scriver nuovamente
    di te che operi accuratamente,
    Tiramisù, dal tratto indifferente.

    Ma allora tu mi guardi! . . . Mi sorridi
    appena entro nel “tuo” ristorante!
    Ovviamente di gioia non gridi
    . . . non sei nei tuoi atti esuberante.

    Ma deve certo farti piacere
    il rivedere chi per te ha scritto
    che sei . . . un “Tiramisù”, e che da bere
    saresti in un bicchiere d’acqua . . . Dritto

    mi avvio verso il mio solito posto,
    mentre mi segui distaccatamente,
    poi al buffet mi reco per l’arrosto,
    la zucca al pomodoro . . . In un niente

    sei già accanto a me . . . “Va tutto bene?”
    sussurri appena, per non dare all’occhio.
    Rispondo “Sì, e lei?” . . . “Certo, se viene
    Lei qui meglio si sta! . . . Prenda il finocchio

    ad insalata, ne vale la pena!”
    Qui un sorriso, che è una canzone,
    un girar di tacchi e . . . cambio scena,
    chè ti distacchi al passo di airone!

    Scrivere versi è una furbata,
    foriera di sorrisi ed insalata
    buonissima . . . e di complice ammiccata.

    (Sergio Sestolla)

    Piace a 1 persona

    1. Qualcosa mi dice Sergio, che pranzi da solo al ristorante, o con qualche amico. Non di certo con una signora che non credo gradirebbe le tue attenzioni per qualche bella ” tiramisù ”

      Perchè una signora desidera l’attenzione del compagno che ha accanto, e poco gradirebbe gli sguardi e i sorrisetti complici per la camerierina di turno.

      Però se vai da solo…beh, allora è tutta un’altra cosa, perchè come dice il proverbio, anche l’occhio vuole la sua parte! E siccome tu sei un avventore artista, ecco che di fronte al fascino della bellezza e alla grazia femminile,
      proprio non resisti e ti lasci ammaliare.

      Questa Tiramisù doveva essere davvero speciale per essersi meritata parole tanto gentili!

      ” Il tuo sorriso è di cortesia,
      che senso di delizia grande immette
      in chi ti guarda . . . e pure di malia

      per le gaie alle gote due fossette.
      Il pranzo qui con te in allegria
      scorre fra arrosti, cuscusu e polpette,

      nonché bicchieri di tiramisù.

      Ma il “tiramisù” vero sei tu.

      Se un giorno via andrai non vengo più! ”

      Eh, ma anche lei mi pare non sia rimasta indifferente alla tua presenza!

      Talvolta gli occhi, i sorrisi, riescono a dire più cose delle parole, basta saperli guardare nella maniera giusta.

      ” Qui un sorriso, che è una canzone,
      un girar di tacchi e . . . cambio scena,
      chè ti distacchi al passo di airone!

      Scrivere versi è una furbata,
      foriera di sorrisi ed insalata
      buonissima . . . e di complice ammiccata.”

      Una cosa è certa, finchè ci saranno ristoranti con cameriere catine, tu mangerai sempre bene!!!

      Speriamo Sergio, che questo periodo passi presto, così potrai tornare ad assaporare deliziosi tiramisù 🙂

      "Mi piace"

  4. Grazie di cuore, Vitty, per il tuo disinteressato augurio “Speriamo Sergio, che questo periodo passi presto, così potrai tornare ad assaporare deliziosi tiramisù”, pure perché ad esso posso aggiungere “ed anche essere in qualche modo — qualunque questo sia — ben consigliato ad inizio pranzo perchè sia inebriante al massimo . . .

    LA SCELTA DEL VINO

    Al ristorante esistono non solo
    pietanze piacevoli e gustose,
    ma incontri pure, da prendere al volo,
    con le camerierine graziose.

    Hai chiesto “Che prendete voi per vino?”
    . . . e ci hai dato la lista. Appoggiavi,
    stando alle mie spalle assai vicino
    la gamba snella a me, e quindi beavi

    tutto l’essere mio, assai sensibile
    alle belle bellezze femminili,
    a quel tepore dolce ed indicibile
    che avvolge anima e corpo in mille fili.

    L’amico mio sceglieva ed indugiava
    “Brunello o Bollicine?”, e tu accosto
    mi stavi sempre più mentre andava
    la mente mia ‘per vigne’ o altro posto

    nel Cantico dei Cantici citato.
    Poi si decise “Rosso degli Dei”,
    chiedendo a me “Va bene?” . . . Imbarazzato
    risposi . . . “Ah, per me è tutto okkei!”

    Sono sicuro che gli amici, neh,
    hanno ignorato sempre il perché

    di mia accondiscendenza immediata:
    potenza di una gamba accostata,

    distrattamente forse, e sublimata.

    (Sergio Sestolla)

    "Mi piace"

    1. Parbleu, Sergio, ma qua si va oltre…siamo già ad una liaison… non solo sorrisi e ammicchi ma addirittura contatti. Beh, insomma…spero che la dolce tiramisù non lo faccia con tutti gli avventori, perchè ti immagini che stanchezza la sera???

      Comunque l’importante è che il cliente di turno si senta unico e prescelto, proprio come la scelta del vino

      ” Poi si decise “Rosso degli Dei”,
      chiedendo a me “Va bene?” . . . Imbarazzato
      risposi . . . “Ah, per me è tutto okkei!”

      Lo credo che per te andasse tutto bene !

      “potenza di una gamba accostata,

      distrattamente forse, e sublimata.”

      "Mi piace"

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