W i nostri farmacisti

farmacia simboloOggi desidero parlarvi dell’importanza dei farmacisti. Si fa un gran parlare di medici e infermieri, ai quali mando un saluto e un grazie di cuore per tutto quello che fanno. Però anche i farmacisti fanno la loro parte e non si risparmiano facendo il loro dovere. Quindi dedico questo post a loro con vera riconoscenza. Racconterò questa storia che forse molti come me non conoscevano…

Tadeusz Pankiewicz era un farmacista. Durante l’occupazione nazista di Cracovia decise di restare al suo posto, dietro il bancone. Fu l’unico non ebreo a restare nel ghetto: ottenne il permesso di continuare l’attività spiegando che in caso di un’epidemia, sarebbe stata utile una farmacia nel ghetto. farmacista ebreo eroe

E così la farmacia del dott. Pankiewicz divenne un punto di riferimento insostituibile per gli abitanti del ghetto. Non solo perché era l’unica farmacia rimasta, ma anche perché il dott. Pankiewicz dispensava, spesso gratuitamente, i farmaci necessari agli abitanti del ghetto. Tinture per capelli per chi doveva cambiare identità. Tranquillanti pediatrici per evitare che i bambini piangessero durante le incursioni della Gestapo, dato che un urlo poteva significare la morte. Antidolorifici ai feriti.farmacista giuramento

Ma non solo: Pankiewicz riferiva messaggi, conservava documenti, nascondeva ebrei in fuga. Soprattutto divenne suo malgrado un testimone oculare degli orrori dei raid e delle deportazioni, della ferocia nazista, del terrore di quegli anni orrendi. Testimoniò al processo di Norimberga, e poi raccontò tutto in un libro, La farmacia del Ghetto di Cracovia¸ pubblicato nel 1947.”il farmacista del ghetto di creacovia

Mi è sembrato giusto ricordare il dottor Pankiewicz perchè oggi come allora , nel dolore di questi giorni i farmacisti sono in prima linea. Perché le farmacie non chiudono mai per stare vicino alle persone specie in questi giorni che non è possibile andare dai medici di famiglia, e spesso e volentieri ci risolvono un dubbio, un problema !

Ci sono farmacisti che davanti alla penuria di disinfettanti hanno cominciato a produrli, a regalarli, a darli in omaggio ai propri clienti.

In talune parti i farmacisti sono mandati in guerra senza armi, senza protezioni: non hanno mascherine, non hanno guanti. Rimangono dietro il bancone, e non sanno come difendersi.

Perché il farmacista è un punto di riferimento importante anche quando stiamo male . E ai farmacisti deve essere garantito di lavorare in sicurezza.

Mi è sembrato giusto ricordare e ringraziare questa categoria, della quale si parla davvero poco!

Con vera riconoscenza, Vitty.farmacisti 9

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

30 pensieri riguardo “W i nostri farmacisti”

  1. Mi unisco al ringraziamento a questa categoria.
    Io ho 2 farmacisti di cui mi fido totalmente, ormai mi/ci conoscono da anni, e sanno come consigliarci anche in questo periodo, talvolta ovviando alla mancanza di ricetta “bianca”.
    Brave persone in prima linea.

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      1. Per fortuna un po’ prima dello scoppio dell’epidemia mi ero organizzata per fare il passaggio di medico temporaneo per motivi di lavoro (che dura un anno e si può eventualmente rinnovare). In ogni caso, se ho capito bene, eventualmente sarei potuta andare alla guardia medica (e credo anche in ospedale, ma in questo periodo probabilmente non sarebbe consigliabile).

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      2. L’assistenza dovrebbe essere garantita in qualche modo (per esempio si potrebbe essere fuori dal comune o dalla regione di residenza perché si è in vacanza da qualche parte). Avevo letto qualche informazione mentre cercavo di capire come fare a cambiare medico quando mi sono trasferita ma non ricordo bene come funziona evidentemente!

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  2. Ti sembrerò un ragazzo molto, molto cattivo dopo quello che sto per dire, ma spero che vorrai ascoltare la sincerità delle mie parole. I farmacisti in questo periodo sono come gli addetti ai supermercati, sono come i giornalai, sono come i tabaccai, sono come i poliziotti. Stanno cioè solo facendo il loro lavoro. Poi ovviamente tra loro ci sono persone molto buone che quel lavoro sentono di farlo non solo perché sanno fare solo quello, non solo perché gli dicono di farlo, ma perché lo vogliono fare col cuore. Ma non dimentico per esempio che i farmacisti sono i venditori delle criminali industrie farmaceutiche, industrie che testano i prodotti sugli animali, potentissime lobby che in realtà non mirano a curare davvero le persone, quanto semmai a smerciare i loro prodotti, che se possono vendere qualcosa che non cura ma rende dipendente da loro, loro lo fanno subito. Potrei farti tanti altri esempi, ma qui mi fermo. Per cui, tendo a concentrarmi ed esaltare i casi singoli più che le intere categorie. Sennò dovrei essere molto severo.

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    1. Giordano non lo penso affatto che sei ” un cattivo ragazzo ” ! Figuriamoci, solo perchè hai espresso un tuo pensiero? Si starebbe lustri… rispetto alla grande le tue convinzioni. Ho parlato dei farmacisti perchè anche loro hanno a che fare con la nostra salute, e quante volte ci aiutano dandoci la medicina giusta ( magari per calmare un mal di denti improvviso! O sedare un po’ di tosse ) anche anticipando la medicina in ricetta…la mia farmacia è sempre aperta, anche di domenica e tutte le feste comandate.

      Un grazie speciale va anche alle altre categorie che hai menzionato, come no!!!

      Ma ripeto qua intendevo dire grazie solo alle persone che in qualche maniera ci curano. Si fa un gran parlare di medici, infermieri…. e mi è sembrato giusto metterci anche loro, in special modo dopo aver letto la storia toccante ed eroica di quel farmacista al tempo dell’occupazione nazista. Col suo comportamento salvò molte vite mettendo a repentaglio la sua. Se non lo merita lui un grazie, dimmi tu a chi dovremmo dirlo!!!

      In quanto alla ricerca e sperimentazione di nuovi medicinali e vaccini… forse non la pensiamo allo stesso modo , la ricerca ha bisogno di testare i farmaci prima di immetterli nella sanità. Invece sulla speculazione vergognosa che viene fatta sui medicinali, mi trovi perfettamente concorde.

      Buona serata carissimo!!! 🙂

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  3. D’accordo col tuo “W i nostri farmacisti”, Vitty.

    “Quante volte”, come scrivi tu, “ci aiutano dandoci la medicina giusta”! Anzi no “quante volte”, direi “sempre”, in quanto sono la prima o l’ultima nostra spiaggia per superare situazioni difficoltose.

    Negli anni 70 campeggiava nelle farmacie di Milano una insegna con su scritto, a caratteri evidenti, il seguente intelligente e bene augurante: “Qualsiasi consiglio in Farmacia non è un consiglio qualsiasi”.

    (Di recente una tale insegna l’ho proposta al mio farmacia di fiducia).

    Inoltre, pure qualche situazione imbarazzante hanno bloccato con tempestività (un tempo assai più spesso di oggi) per nulla fare capire alle persone occasionalmente presenti.

    Io stesso ha assistito ad una tale scena, dapprima irritato e poi, purtroppo. comprensivo (fino ad un certo punto, chè quella ragazza l’avrei presa a schiaffi! . . . Anni 70!) perché non era stata rispettata, a mio sfavore, la dovuta . . .

    PRECEDENZA IN FARMACIA

    Alta, ben fatta, snella, il viso tondo,
    in farmacia ti incontrai, tu
    dopo di me entrasti, non nascondo
    che mi colpisti con quegli occhi blu,

    tendenti un poco al chiaro, e con sguardo
    del tipo che va “oltre”, casco in testa…
    sùbito il farmacista (che bastardo! . . .
    pensai) a te, di dietro, ecco si appresta

    a chiederti “Che cosa?”, e tu sicura
    “un’acqua e due cose!”… e te le dà!
    (… ma se venivi “dopo”!)… e tu con cura
    prendesti il tutto, e via… La tua beltà

    svanì in quel momento al pensiero
    del tuo sciocco “dopo”… Ti guardai
    uscire in quel giubbotto rosso… ero
    incredulo… perplesso come mai.

    Fermo rimasi, e il farmacista a me
    “Desidera qualcosa?”… imbambolato
    rispondo balbettando: “Ecco . . . cioè . . .
    una bustina di bicarbonato!”

    Fra me e “lei”… un abisso!… In nuce
    due mondi, ah sì, lontani anni luce,

    che si sono notati . . . che scemenza! . . .
    per un fattore sol di precedenza:

    io con la “testa a posto”, e lei . . . senza!

    (Sergio Sestolla)

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    1. Caro Sergio, leggo con piacere che anche per te i farmacisti rendono un servizio davvero speciale! trovo bella e azzeccata la scritta “Qualsiasi consiglio in Farmacia non è un consiglio qualsiasi”. Se permetti questa frase la suggerirò anche alla mia farmacia!!! Sono sempre carini e disponibili! Ora fanno anche le consegne a casa ( le facevano già prima per le persone che avevano dei problemi di salute ) per evitarci le file e gli eventuali contagi!

      Ma prima di continuare sul tema farmacia, desidero farti i complimenti per le belle poesie che Tu e Cassandro inserite sul blog di Amfortas che a causa della chiusura dei teatri, dato che lui è un bravo e noto critico musicale, ha intitolato i suoi post: Intervallo, nell’attesa che tutto torni alla normalità, numerando questi intervalli. Ora è arrivato all’Intervallo n. 34. La copertina di quei brevi post di solito hanno una foto scattata da lui. Sono foto molto belle che denotano una buona conoscenza dell’arte di fotografare. Quei post non hanno molti commenti ma quei pochi…in special modo i vostri, con le vostre poesie hanno fatto di quegli intervalli, un carnet prezioso di belle parole, un’antologia di immagini e poesie davvero davvero speciali!! E devo dire ancora che grazie a quei post, vi lasciate andare a confidenze molto interessanti su episodi della vostra vita. Davvero bravi! Io ovviamente vi seguo in rigoroso silenzio , non mi sento di intervenire perchè sembrano confidenze fra uomini. E tali devono restare. Però quanto è bello leggervi!!! In questi lunghi giorni, anche quella lettura aiuta a trascorrere meglio la giornata!

      E veniamo alla ragazza col giubbotto rosso e casco in testa che ti passò davanti un giorno in farmacia. E’ molto vivo il ritratto che hai fatto di quella ragazza. Sembra di vederla! ” Occhi blu tendenti un poco al chiaro ” quante cose si possono percepire con un semplice sguardo… sguardo che va ” oltre ” che subito cattura l’attenzione del farmacista, anche perchè sa già di cosa aveva bisogno colei…

      Quando hai capito purtroppo cosa si nascondeva dietro quella richiesta, hai capito il perchè di quella precedenza e la distanza siderale che divideva i vostri mondi…

      ” Fra me e “lei”… un abisso!… In nuce
      due mondi, ah sì, lontani anni luce,

      che si sono notati . . . che scemenza! . . .
      per un fattore sol di precedenza:

      io con la “testa a posto”, e lei . . . senza!”

      Chissà se era la prima volta che ti sfiorava una persona che aveva problemi con la..droga! E chissà se quella ragazza avrà rimesso la testa a posto!!! Auguriamoci di sì 🙂

      Grazie Sergio per questo tuo tributo ai farmacisti!!! Un saluto anche a Cassandro!!! ❤ ❤ ❤

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      1. Ricambio affettuosamente il saluto, unitamente al ringraziamento per averci fatto conoscere la storia del farmacista Tadeusz Pankiewicz, dal volto buono (io sono un poco lumbrosiano), come traspare dalla foto che hai pubblicato, che penso sarebbe piaciuta ad Amfortas) la quale ricalca la storia di altri eroi di quel periodo, non ultimo il nostro Gino Bartoli, oltre al famoso Oskar Schindler.

        Circa la droga, il drammatico suo ingresso nella vita di tante persone deboli, non esisteva ( o meglio non me ne sono accorto) ai tempi in cui ero ragazzo (avevamo altra droga all’epoca, costituita dal sorriso delle nostre compagne di classe o di istituto, e si lottava per conquistare questo).

        Di tale devastante problema mi sono interessato per motivi di studio sulla società degli anni ’60 e seguenti, e pure per sapere rispondere quando mi venivano rivolte domande in merito, con l’autorità di che cominciava a tenere qualche, o più, capelli bianchi.

        DROGA E MALA CURIOSITA’

        Cresce mia nipote ed è alle prese
        con il grosso problema della droga:
        “Nonno cos’è? . . . Ne ho, sapessi, intese
        tante su questa qui” chiede con foga

        impaurita quasi e curiosa,
        ma come sempre aperta al suo nonnino,
        che or deve parlar di quella cosa
        . . . è suo dovere . . . e quindi attacca “Fino

        a che son stato giovane non c’era.
        E’ arrivata quando grande fui,
        l’ho studiata e visto ch’era nera,

        che i tempi vostri avrebbe reso bui.
        Fuggila come fuggiresti fiera:
        da essa non ti salva manco ‘Lui’.

        Se uno l’usa, evita costui:
        la tua giovinezza offri altrui!”

        Tu a scatola chiusa dici: ‘NO!’
        . . . senza ‘Chissà?’ . . . ‘Ma forse io’ . . . ‘Peròòòòooo? . . .’

        Con questa bestia la curiosità
        è follia pura . . . E’ tutto qua!”

        (Cassandro)

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      2. Mi chiedo Cassandro, come sia potuta cambiare il tipo di droga nelle scuole. Voi avevate il desiderio di conquistare un sorriso delle ragazze e questo oltre allo studio, vi impegnava nel vostro tempo libero. Mi chiedo come sia potuto accadere che quel sorriso oggi non interessi più così tanto, da aver lasciato il posto a piaceri chimici e tanto effimeri!

        E’ davvero cambiata proprio tanto la nostra società!!!

        E bene hai fatto ad informarti su quel fenomeno, su quel cancro che divora tanti giovani, per poter mettere in guardia la tua nipotina, e stare lontana da chi fa uso di droghe…

        “Se uno l’usa, evita costui:
        la tua giovinezza offri altrui!”

        Tu a scatola chiusa dici: ‘NO!’
        . . . senza ‘Chissà?’ . . . ‘Ma forse io’ . . . ‘Peròòòòooo? . . .’

        Con questa bestia la curiosità
        è follia pura . . . E’ tutto qua!”

        Hai detto bene, bisogna evitare, perchè non ci sarà niente che potrà distogliere
        un drogato dall’uso di quelle sostanze.

        Purtroppo ho conosciuto una ragazza, figlia unica di un amica di mia madre, che si innamorò di un drogato. Era convinta di riuscire a redimerlo col suo amore…non fu così, non andò così…per dimostrargli il suo amore, cominciò a drogarsi anche lei…e fu una discesa all’inferno terribile. Fino all’annientamento totale.

        L’unica soluzione è quella indicata da te..tenersi lontani senza se e senza ma…

        Grazie Cassandro per aver ricambiato affettuosamente il saluto. Oggi che ci si saluta tutti a distanza sapere che mi arriva un saluto affettuoso, mi riempie l’animo di gioia!!!! Ciao!!! 🙂

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  4. Anche noi abbiamo la nostra farmacia del cuore, cara Vitty. Da noi ce ne sono due, una privata che conosco ormai da anni e dove ci lavora gente molto preparata. L’altra, è la farmacia comunale dove a dirigerla, insieme ad altre dottoresse, c’è una ragazza (tra l’altro amica di mia figlia dai tempi della scuola) molto gentile e molto competente e si trova non molto lontano da dove abitiamo, quindi più semplice da raggiungere.

    Devo ringraziare tutte e due, soprattutto in questo periodo, perchè si spendono sempre con sorrisi e gentilezze.

    Bella la storia del dott. Pankiewicz, cercherò il libro.

    Ciao carissima, si resiste!

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    1. Sì, sì . . . “si resiste!” Ma c’è un limite a tutto! . . . Capìto!

      DI PRIMA MATTINA

      – “Lo vuoi sapere tu un altro effetto
      di questo COVID stramaledetto?

      E’ un incubo alzarsi la mattina
      in questo tempo di COVID, ahimè!”
      – “Capisco, pensi a un giorno in guardina
      ancora . . . Questi sono arresti, uhè!”

      – Ma no, questo non è il mio problema,
      mi riferisco ad altro . . . è il pensiero . . . ”
      – “ . . . che il virus ti becchi . . . Questo è il tema
      che assilla tutti quanti . . . A dire il vero . . . ”

      – Certo, va bene . . . la paura è questa
      . . . sicuro . . . appena io scendo dal letto.
      Ma un’altra c’è, che mi frulla in testa,
      che mi atterrisce: appena a gabinetto

      io vado . . . per lavarmi anche la faccia,
      mentre bene o male ancor sonnecchio . . . ”
      – “E allora che? . . . Pensi alla giornataccia? . . . ”
      – “Peggio! . . . E’ guardarmi allo specchio.

      e vedermi, così, da assai vicino,
      col questo aspetto, eh sì . . . di porcospino!

      Agogno il momento di sapere
      quando potrò tornare dal barbiere!

      Fatemi uscire presto, per piacere!”

      (Cassandro)

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      1. Oh, Cassandro, benvenuto fra i comuni mortali!! Non credevo tu avessi problemi di look ! Pensavo riguardassero solo noi femminucce , dato che siamo senza le nostre amiche parrucchiere aperte, vere artefici della nostra ” bellezza”

        Eh, si perchè avere i capelli in ordine rende l’aspetto curato e piacente. Vabbè, impareremo anche a farci la piega in casa… Questo cattivo virus ci sta’ insegnando a vivere in maniera del tutto nuova. E non è detto sia peggiore…se solo non ci fosse il timore del contagio….

        Ti sei autodefinoto ” porcospino ”

        Nahhhh…non ci credo!!!

        però capisco il tuo grido di dolore….

        “Agogno il momento di sapere
        quando potrò tornare dal barbiere!

        Fatemi uscire presto, per piacere!”

        Grazie per aver trovato il modo di farmi sorridere e alleggerire lo stato d’animo!!!! Ciao carissimo!!! ❤

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    2. Sì sì, si resiste e guai a mollare!! Ma non è facile… potrebbe essere pure piacevole ritrovarsi con del tempo in più a disposizione. Ma è il motivo che opprime!!! Ci si sente accerchiati da un nemico invisibile, pronto a ghermirci quando meno ce lo aspettiamo. Quindi viviamo col timore per noi e i nostri cari…e questo rende tutto surreale !!! Inquietante aggiungerei!!!

      Meno male ci sono dei punti fermi dove sappiamo che possiamo rivolgerci per poter risolvere vari problemi, E fra questi punti fermi ci sono i farmacisti.

      Hai fatto bene a sottolineare che ci accolgono sempre col sorriso. Anche quello è terapeutico e non costa niente!!!!

      Ciao carissima, un abbraccio!!! ❤

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  5. Ed io mi metto allora sotto le vostre risposte per cercare di commentare la frase di Vitty “avevate il desiderio di conquistare un sorriso delle ragazze e questo oltre allo studio, vi impegnava nel vostro tempo libero. Mi chiedo come sia potuto accadere che quel sorriso oggi non interessi più così tanto,

    Me lo chiedo pure io ancora, cara Vitty, però ho solo risposte generiche e nostalgia del tempo che fu
    (anche se credo che forse — corsi e ricorsi storici — ritornerà), per cui a volte un poco angosciato mi chiedo . . .

    CHE C’ENTRO?…

    Estraneo sento tutto ciò che vedo,
    alberi, strade, monumenti, gente,
    …di un’altra età, di un’altra era mi credo.
    Che fossi già un fossile vivente?

    Il gusto è cambiato, il ballare,
    l’interloquire…andare per la via,
    il taglio dei capelli, il pensare…
    Ho un solo aiuto…la mia fantasia.

    O meglio i miei ricordi – e sono tanti! –
    dei tempi andati, forse meno belli,
    e di sicuro assai meno esaltanti…
    però erano i miei. Erano quelli

    delle città con vie non intasate,
    dei cinema aperti anche al mattino,
    del sugo la domenica e d’estate
    dei tuffi dentro il mare cristallino

    di Aci Trezza o di Aci Castello
    (vivevo allora la mia verde età
    nella dolce Catania dei Civello,
    Spinella, Fecarotta e Vadalà)

    Comprendo solo or che quella là
    era una vita di felicità

    La bicicletta allora si affittava,
    per strada si giocava ‘a pallone’
    – i libri erano i pali – e si ballava
    coi dischi de ‘La Voce del Padrone’.

    Si stava poi nei balli molto stretti
    – e no…una di qua, uno di là –
    e ognuno conosceva, netti netti,
    i bei contorni dell’altra metà

    Ma quali discoteche!…quale droga!
    e l'”ecstasy” per noi era tenere
    dentro le braccia quella che con foga
    stava avvinghiata ma…senza parere.

    Per non parlare delle scampagnate
    del primo maggio oppure di pasquetta,
    con le ragazze che erano fate,
    gonne a campana e vita stretta stretta.

    …E mangiavamo pane e frittata,
    Simmenthal, pomodori e formaggino,
    i ricchi avevan pure una ‘cartata’
    di salame Milano, e i grandi il vino.

    Il tutto dentro un tempo che fuggiva,
    ma non così veloce come questo,
    per cui o stracorri o ti arriva
    l’urlo di chi sta dietro: “presto!…presto!…”

    Sì, c’erano le macchine ma ancora
    ci si spostava usando la carrozza
    . . . cavallo bianco con folta criniera
    e dentro elegantissima signora,

    da sola oppure in dolce compagnia . . .
    non si correva, non si aveva fretta,
    si passeggiava lenti per la via,
    non c’era “mordi e fuggi”, “usa e getta”.

    Or non si può uscire più di casa:
    sei verme solitario in cerasa.

    Le tabelline imparavamo a scuola,
    non esistevano calcolatrici,
    il “piccì” poi solo una parola
    a noi sconosciuta . . . E felici

    si era di risolvere un problema,
    o una equazione, un’espressione
    . . . di riuscire a scrivere un bel tema
    senza cercare in Google “l’aiutone”.

    E si telefonava coi gettoni,
    nelle cabine a volte fino a notte
    si stava . . . or lì ci stanno “tentazioni”
    con numeri di gay e di mignotte.

    Le quali or manco puoi avvicinare
    chè a un metro di distanza devi stare.

    La violenza, questa sconosciuta,
    che se uno sgarrava erano guai
    con l’Autorità, ovvio, temuta
    salvifica assai spesso quanto mai

    (ora costretta a tenere a bada
    quelli che passeggiano per strada)

    No!…No. Mi fermo qui!…Non voglio andare
    oltre, in un mondo che non è più mio.
    Tolgo il disturbo. Dovete perdonare
    ma — dite — più con voi…che c’entro io?

    Con voi che ignorate cosa sia
    il rispetto verso gli anziani
    e che le donne senza cortesia
    trattate e i professori come cani

    per cui cani azzannanti voi sarete,
    perché il piano inclinato in cui state
    sempre più giù vi porta e ignorate
    del sesso dolce le allegre ventate,

    le amicizie pure, le risate
    sul niente come polline di fate.

    Se a ciò non c’è giustificazione
    almeno ci sarà spiegazione:
    di certo lor così non sono nati.
    saranno stati allor . . . “male e ducati”,

    da genitori assenti e inadeguati,
    e quindi vittime di scellerati.

    Resto del tempo che non torna più
    . . . quando si dava il ‘lei’, e poco il ‘tu’ . . .

    si ricercava il “perchè”, il “come” . . .
    e ci si presentava col cognome.

    (Sergio Sestolla)

    BUONA PASQUA di cuore a tutti. A ben rivederci, o almeno a riscriverci presto. Ciao

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    1. Per prima cosa Carissimo Sergio, Buona serena Pasqua anche a te. Spero che nonostante la quarantena tu l’abbia trascorsa serenamente. D’altronde è l’unica cosa sensata da fare prendere la cosa con filosofia!

      Bellissima la poesia nella quale hai racchiuso il tuo passato di ragazzo e giovane uomo. E’ stato come prendere una boccata di aria fresca…pulita, non contaminata dall’inquinamento. Ed è stato bello conoscere i tuoi ricordi di ragazzo mentre giocavi ” a pallone” per strada, o andavi in bicicletta…e che dire delle feste in casa dove ballando stretti strettiprovavi il piacere di sentire una ragazza tanto vicina.

      E le feste sui prati per le scampagnate

      con le ragazze che erano fate,
      gonne a campana e vita stretta stretta.”

      Quanto, quanto avrei voluto viverla anch’io una simile giovinezza!!! Ma grazie alle tue parole l’ho immaginata e l’ho trovata bellissima!!!

      E’ vero, tutto è cambiato velocemente e non in meglio…. è giusto il rimpianto

      ” del tempo che non torna più
      . . . quando si dava il ‘lei’, e poco il ‘tu’ . . .

      si ricercava il “perchè”, il “come” . . .
      e ci si presentava col cognome.”

      Però la cosa bella di tutto questo è che tu l’hai vissuto, goduto quel tempo. Quelle esperienze, quelle emozioni, ti hanno plasmato e ti hanno fatto diventare la bella persona che sei. Quindi quando ti guardi indietro devi essere solo soddisfatto del percorso che hai fatto nella tua vita!

      Ti voglio raccontare una cosa…il giorno del mio quattordicesimo compleanno, il primo compleanno dalla morte di mio padre, quindi puoi immaginarti la tristezza che avevo nel cuore. mamma mi regal’un mangiadischi a pile rosso, con dentro un disco…per ricordarmi che c’era ancora tanto bello intorno a me.

      Ecco oggi desidero condividerle con te quelle parole. Ciao carissimo!!!! ❤

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  6. Bellissima la storia del farmacista Tadeusz Pankiewicz non la conoscevo, grazie per averla postata. In questo brutto periodo è d’obbligo ringraziare tutti quelli che vorrebbero stare a casa ma non possono perché devono dare un servizio alla comunità. Detto questo, faccio gli Auguri per una serena Pasqua, per quanto sia possibile in questo difficile periodo , a te carissima Vitty ai tuoi ospiti Cassandro e Sergio e a tutti i tuoi lettori. Con l’Augurio che tutti si possa risorgere più forti e vincenti di prima. Un grande, grandissimo abbraccio!

    Piace a 1 persona

    1. Alice che bello leggerti!!!! Grazie per esserti fermata per lasciarci gli auguri di Pasqua che contraccambio di cuore. Non è davvero un periodo facile, ma si spera che questo sacrificio di rinunciare a uscire a davere contatti con le persone, porti a una buona risoluzione per questo terribile virus. Dopo quando tutto sarà finito, potremo apprezzare più che mai ogni attimo della nostra vita normale!!!

      Un bacio e un abbraccio a che a te carissima!!! 🙂 ❤

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