” Non mi è mancato nulla, se non le vostre carezze”

scrivere a manoSono rimasta molto colpita da una straziante lettera scritta da un anziano, che viveva in una Rsa ( residenza sanitaria assistita ), prima di essere ucciso dal Covid-19, saluta la figlia e i nipoti, senza sapere se leggeranno mai queste sue parole: i rimpianti, i rimorsi, le riflessioni di un uomo che sa di morire. Un commovente addio e una forte denuncia. Ho pianto leggendo quelle parole, immaginando lo strazio di quel cuore nobile mentre stava salutando per sempre tutti i suoi cari. Non aggiungerò parole a questo scritto. Vorrei solo ricordare che tutte queste persone anziane morte a causa di questo virus, non sono solo numeri, ma persone che hanno vissuto una vita, sono andate via in solitudine, quasi sempre senza poter vedere per l’ultima volta un viso caro. Senza un saluto, senza una carezza. E’ una tragedia affettiva che rende ancor più insopportabile quanto sta’ accadendo che non dovremo mai dimenticare. Non dovremo mai pensare a queste morti, come un numero, ma ricordare sempre che quei numeri avevano un nome e un cognome.anziano

Ecco il testo della lettera :

” Da questo letto senza cuore scelgo di scrivervi cari miei figli e nipoti. (L’ho consegnata di nascosto a Suor Chiara nella speranza che dopo la mia morte possiate leggerla). Comprendo di non avere più tanti giorni, dal mio respiro sento che mi resta solo questa esile mano a stringere una penna ricevuta per grazia da una giovane donna che ha la tua età Elisa mia cara. È l’unica persona che in questo ospizio mi ha regalato qualche sorriso ma da quando porta anche lei la mascherina riesco solo a intravedere un po’ di luce dai suoi occhi; uno sguardo diverso da quello delle altre assistenti che neanche ti salutano.

Non volevo dirvelo per non recarvi dispiacere su dispiacere sapendo quanto avrete sofferto nel lasciarmi dentro questa bella “prigione”. Si, così l’ho pensata ricordando un testo scritto da quel prete romagnolo, don Oreste Benzi che parlava di questi posti come di “prigioni dorate”. Allora mi sembrava esagerato e invece mi sono proprio ricreduto. Sembra infatti che non manchi niente ma non è così…manca la cosa più importante, la vostra carezza, il sentirmi chiedere tante volte al giorno “come stai nonno?”, gli abbracci e i tanti baci, le urla della mamma che fate dannare e poi quel mio finto dolore per spostare l’attenzione e far dimenticare tutto. In questi mesi mi è mancato l’odore della mia casa, il vostro profumo, i sorrisi, raccontarvi le mie storie e persino le tante discussioni. Questo è vivere, è stare in famiglia, con le persone che si amano e sentirsi voluti bene e voi me ne avete voluto così tanto non facendomi sentire solo dopo la morte di quella donna con la quale ho vissuto per 60 anni insieme, sempre insieme.

In 85 anni ne ho viste così tante e come dimenticare la miseria dell’infanzia, le lotte di mio padre per farsi valere, mamma sempre attenta ad ogni respiro e poi il fascino di quella scuola che era come un sogno poterci andare, una gioia, un onore. La maestra era una seconda mamma e conquistare un bel voto era festa per tutta la casa. E poi, il giorno della laurea e della mia prima arringa in tribunale. Quanti “grazie” dovrei dire, un’infinità a mia moglie per avermi sopportato, a voi figli per avermi sempre perdonato, ai miei nipoti per il vostro amore incondizionato. Gli amici, pochi quelli veri, si possono veramente contare solo in una mano come dice la Bibbia e che dire, anche il parroco, lo devo ringraziare per avermi dato l’assoluzione dei miei peccati e per le belle parole espresse al funerale di mia moglie. Ora non ce la faccio più a scrivere e quindi devo almeno dire una cosa ai miei nipoti… e magari a tutti quelli del mondo.

Non è stata vostra madre a portarmi qui ma sono stato io a convincere i miei figli, i vostri genitori, per non dare fastidio a nessuno. Nella mia vita non ho mai voluto essere di peso a nessuno, forse sarà stato anche per orgoglio e quando ho visto di non essere più autonomo non potevo lasciarvi questo brutto ricordo di me, di un uomo del tutto inerme, incapace di svolgere qualunque funzione.

«Se potessi tornare indietro direi a mia figlia di farmi restare a casa»

Certo, non potevo mai immaginare di finire in un luogo del genere. Apparentemente tutto pulito e in ordine, ci sono anche alcune persone educate ma poi di fatto noi siamo solo dei numeri, per me è stato come entrare già in una cella frigorifera. In questi mesi mi sono anche chiesto più volte: ma quelli perché hanno scelto questo lavoro se poi sono sempre nervosi, scorbutici, cattivi? Una volta quell’uomo delle pulizie mi disse all’orecchio: “Sai perché quella quando parla ti urla? Perché racconta sempre di quanto era violento suo padre, una così con quali occhi può guardare un uomo?”. Che Dio abbia pietà di lei. Ma allora perché fa questo lavoro? Tutta questa grande psicologia, che ho visto tanto esaltare in questi ultimi decenni, è servita solo a fare del male ai più deboli? A manipolare le coscienze e i tribunali? Non voglio aggiungere altro perché non cerco vendetta.

Ma vorrei che sappiate tutti che per me non dovrebbero esistere le case di riposo, le Rsa, le “prigioni” dorate e quindi, si, ora che sto morendo lo posso dire: mi sono pentito. Se potessi tornare indietro supplicherei mia figlia di farmi restare con voi fino all’ultimo respiro, almeno il dolore delle vostre lacrime unite alle mie avrebbero avuto più senso di quelle di un povero vecchio, qui dentro anonimo, isolato e trattato come un oggetto arrugginito e quindi anche pericoloso. Questo coronavirus ci porterà al patibolo ma io già mi ci sentivo dalle grida e modi sgarbati che ormai dovrò sopportare ancora per poco…l’altro giorno l’infermiera mi ha già preannunciato che se peggioro forse mi intuberanno o forse no.

La mia dignità di uomo, di persona perbene e sempre gentile ed educata è stata già uccisa. Sai Michelina, la barba me la tagliavano solo quando sapevano che stavate arrivando e così il cambio. Ma non fate nulla vi prego…non cerco la giustizia terrena, spesso anche questa è stata così deludente e infelice. Fate sapere però ai miei nipoti (e ai tanti figli e nipoti) che prima del coronavirus c’è un’altra cosa ancora più grave che uccide: l’assenza del più minimo rispetto per l’altro, l’incoscienza più totale.

E noi, i vecchi, chiamati con un numeretto, quando non ci saremo più, continueremo da lassù a bussare dal cielo a quelle coscienze che ci hanno gravemente offeso affinché si risveglino, cambino rotta, prima che venga fatto a loro ciò che è stato fatto a noi. “

Autore: vittynablog

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16 pensieri riguardo “” Non mi è mancato nulla, se non le vostre carezze””

  1. Straziante. La maggior parte dei morti in questo periodo è tutta gente abbandonata a se stessa. E fanno tutti finta di niente! Gente lasciata a morire in casa, da sola, o nelle rsa, a farsi contagiare dagli altri… Qualcuno dovrà pagare per questo.

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    1. Spero vivamente Giordano che qualcuno pagherà a caro prezzo, per queste morti così ingiuste e terribili!!! Questi anziani sono stati inespiegabilmente messi a contatto con persone affette da coronavirus, una vera condanna a morte. Chiunque sia stato, spero con tutta me stessa che non la faccia franca!!!!

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      1. Temo che verrà fuori che di base ci siano state delle responsabilità del governo, che ha fatto finta di non sapere come funzionassero le cose nelle rsa. Per non parlare di quelli lasciati agonizzare nelle loro case.

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      2. Se questo è uno stato…. verrebbe da dire! Già con i vari terremoti, si è visto quello che ha fatto per aiutare la popolazione e ricostruire le città ( vedi che sono sempre distrutte ) Ora con questa emergenza della pandemia, ha fatto solo danni, provocando la morte atroce di quelle persone anziane. C’è da restare davvero inorriditi…che qualcuno ci aiuti!!!!

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  2. Triste e meravigliosa, aveva l’età attuale di mio padre.
    Poteva essere mio padre.

    C’è da capire bene cosa sia accaduto in alcune RSA.
    Ho un amico che ne presiede una nel milanese, e da loro non c’è stata alcuna pandemia.
    Un altro amico qui a Padova come infermiere, tutto nella norma (ci sono stati morti, ma non più degli scorsi anni).
    Dunque? Come mai in certe RSA non sono stati seguiti i dettami? Perché non hanno rispettato le norme? Perché hanno mentito?
    Spero che certe persone ottengano la giusta punizione, qui ed anche dopo.

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    1. Poteva essere il padre di tutti questo signore così dignitoso, così pieno d’amore per i suoi familiari. Così dispiaciuto di dover morire da solo…e nello stesso tempo deciso e attento che nessuno abbia delle noie per il suo scritto.

      Una lettera che porta via il cuore da tanto che è bella e tragicamente vera!

      Poveri anziani, trattati male e condannati a morire da soli, lontani da tutti…

      Chiunque sia stato a fargli fare questa fine, non dovrà assolutamente passarla liscia!!! Queste morti andranno vendicate affinchè non accada mai più una cosa simile!!!!

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  3. E così ci hai fatto conoscere, Vitty, pubblicando quella “lettera che porta via il cuore”, come quel signore ultraottantenne ha deposto finalmente quella che in dialetto catanese si chiama . . .

    ‘A CRUCI ‘RANNI

    Essiri vecchiu nun vo’ diri stari
    ‘nta ‘na putruna tuttu ‘n ghjornu sanu,
    mangiari, jucari ‘e carti e vardari
    a la tilivisioni zoccu fanu.

    Va bbeni i filmi di Totò e Macariu! . . .
    o vìdiri i pupi ‘nto giurnali! . . .
    ‘mpignarisi a fari ‘n “sulitariu”! . . .
    e ‘a sira aviri scuma senza sali! . . .

    . . .ma dàtici macari cosi duci,
    chi sacciu? . . .’nu vasuni . . .’n “comu stai?”,
    picchì lu vecchiu porta ‘na gran cruci:

    pàriri a tutti ca nun mori mai!
    ( . . .ma mori quannu ‘u figghiu ci fa vuci
    e iddu pensa “ma picchì ‘u ddivai?”

    . . . e ‘u COVIDDI lu leva da li guai!)

    ‘Na cruci ‘ccussì ‘ranni, amicu miu,
    . . .ma mancu Gesù Cristu ‘a canusciu!
    Eccu picchì a trent’anni si nni ju!

    Ppi cumpagnia ci haju sulu u’ giurnali
    e vuatri, figghi, ppi Pasqua e Natali!

    (Sergio Sestolla)

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    1. Di seguito ecco la traduzione. Buon 25 aprile a tutti. Ciao

      LA CROCE GRANDE

      Essere vecchio non vuol dire stare
      seduto in una poltrona tutto un giorno intero,
      mangiare, giocare a carte e guardare
      alla televisione ciò che hanno deciso di proiettare.

      D’accordo, (guardare) i film di Totò e Macario,
      od osservare le figure sui giornali,
      impegnarsi a fare un “solitario”,
      e a sera cenare con spaghettini senza sale,

      . . .ma dategli pure cose piacevoli
      che so? . . .un bacio . . .un “come stai?”,
      perchè il vecchio porta una gran croce:

      dare l’impressione a tutti che lui tarda molto a morire
      ( e invece muore il giorno in cui il figlio lo sgrida
      e lui pensa “ma perchè mai l’ho allevato?”

      . . . e il COVID lo leva dai guai!)

      Una croce così grande, amico mio,
      . . .ma neppure Gesù Cristo l’ha conosciuta!
      Ecco perchè a trent’anni se ne è andato!

      Per compagnia ho soltanto il giornale
      e voialtri, figli, per Pasqua e Natale.

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      1. Hai saputo cogliere nel segno caro Sergio !

        ” Essere vecchio non vuol dire stare
        seduto in una poltrona tutto un giorno intero,
        mangiare, giocare a carte e guardare
        alla televisione ciò che hanno deciso di proiettare. ”

        Perchè le persone anziane non sono oggetti da parcheggiare da qualche parte…ma sono persone molto vulnerabili e bisognose di sentire il nostro affetto.

        ” . . .ma dategli pure cose piacevoli
        che so? . . .un bacio . . .un “come stai?”,
        perchè il vecchio porta una gran croce:”

        E’ la croce della solitudine. Dopo una vita di lavoro, aver cresciuto dei figli, aver costruito una bella famiglia, arriva il momento della solitudine. Si dice è la vita…è la ruota che gira…è vero, ci sono cose ineluttabili che non possiamo cambiare. Ma non dovremo mai dimenticarci di c’ha cresciuti, di chi c’ha fatto diventare quelli che siamo.

        Amiamoli i nostri ” vecchi “non faccamoli mancare le nostre carezze, come c’ha ricordato in quella meravigliosa lettera che ho pubblicato, quel signore così dignitoso e così disperatamente rassegnato a morire da solo….

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  4. Quando è stata letta l’altra sera durante un Tg, ho pianto…tanto. E il mio pensiero è volato a mia madre che non vedo e non abbraccio da quasi due lunghi mesi.

    E non faccio altro che pensare a questa grande ed ultima generazione di anziani, che ha visto e vissuto una seconda guerra mondiale, passando tra sacrifici e dolori, a cui purtroppo è stato negato un ultimo abbraccio ed un ultimo sorriso. .. Le responsabilità per chi, in mezzo a questa enorme bufera, ha causato tutte queste morti nelle RSA, spero si sapranno. Ogni giorno un pezzo di verità esce fuori, ma non ci solleva, nè lenisce il dolore dei figli, nipoti, mariti, mogli che non hanno potuto nemmeno accompagnare i feretri nell’ultimo atto…

    Ciao carissima amica.

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    1. Immagino il tuo dolore Mary, nel pensare alla tua mamma in questa disgraziata situazione. Aver le mani legate, non poter far niente per allieviare la solitudine di certi luoghi, dopo aver vissuto una vita intensa , aver costruito una famiglia, fatto crescere dei figli… non è giusto ritrovarsi poi così.

      Quella lettera è stato il grido di dolore di tutte le persone inermi nelle Rsa, alla mercè di persone scandalosamente impreparate a gestire e proteggere quei degenti dal coronavirus. Non solo non hanno saputo difenderli, ma li hanno esposti al contagio, condannandoli a morte sicura. Spero con tutto il cuore che qualcuno pagherà per quelle morti.E’ uno scandolo che non può essere ignorato!!!

      Ti abbraccio forte come quel giorno al mare! ❤

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