Bel consiglio!

avviso corona virus_A4_6_4_2020-1Da almeno due mesi, non c’è giorno che dalla tv vengano fatte queste raccomandazioni : ” Portate le mascherine, state distanti almeno un metro l’uno dall’altro, non toccatevi, non abbracciatevi….” Ovviamente sono tutte precauzioni che si presume ci salveranno da qualsiasi contagio, perciò le abbiamo eseguite senza battere ciglio. Così piano piano ci siamo dimenticati la bellezza e il calore umano che da’ il contatto. Ci manca la stretta di mano ! Ma più di tutti ci mancano gli abbracci. Sentire le braccia della persona cara che ci avvolgono e stringono. Il piacere di quel contatto fisico, con un figlio, un parente una persona amica!abbracci alla stazione

In un post scritto un anno fa dedicato proprio agliabbracci, raccontavo i benefici che si possono ottenere abbracciandoci.abbracciarsi fa bene

Servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 per stare bene e 12 per migliorare il nostro stato di salute psicofisica . Per chi lo avesse dimenticato, ricordo che stringersi fra le braccia è un toccasana per il cuore, riduce il battito cardiaco, la pressione e il colesterolo, e migliora la circolazione sanguigna.

Quindi posso immaginare come il nostro fisica e il morale, risenta di questa mancanza.

L’ Islanda, per ovviare a questi inconvenienti ha consigliato alla popolazione di
abbracciare gli alberi per cinque minuti al giorno. Di qualsiasi specie e dimensione. E la popolazione ha seguito volentieri il suggerimento.abbracciare gli alberi2

Le guardie forestali si sono impegnate a pulire i percorsi della foresta nazionale di Hallormstad, una delle più grandi riserve, per consentire ai visitatori di passeggiare in sicurezza e trovarsi il “proprio compagno d’abbracci”. Nell’osservanza del distanziamento sociale, hanno anche contrassegnato gli spazi di due metri.abbracciare gli alberi 4

L’Icelandic Forest Service (IFS) sostiene che passare almeno cinque minuti al giorno abbracciare gli alberi 0ad abbracciare gli alberi è un ottimo modo per “mettere in quarantena la solitudine”. Può sembrare una pratica bizzarra, ma i ricercatori sostengono che è una valida via al benessere. “Quando abbracci un albero, lo senti prima nelle dita dei piedi, poi su per le gambe e nel petto, e poi in testa”, ha dettoFinór Porfinnsson, il responsabile forestale dell’Islanda orientale, “È una meravigliosa sensazione di relax e ti prepara a un nuovo giorno e a nuove sfide”. Aggiungendo: “Non scegliete il primo che vi capita. Ce ne sono tanti. Qualsiasi tipo o dimensione può essere quello giusto. Chiudete gli occhi quando lo abbracciate”

Le foreste islandesi sono rimaste aperte durante la quarantena. E a fine aprile il Paese ha festeggiato il numero zero di contagi.Abbraccio-alberi

Questa è davvero una bella notizia, beati loro!!!

Per noi mettere in pratica quel consiglio sarebbe stato un po’ più difficile, perchè non sempre abbiamo un bosco o un parco a portata di mano! Come per il mare…il nostro sindaco Salvetti, ha fatto un’ordinanza dove dice che è possibile fare il bagno in mare, solo se abitiamo nelle vicinanze. Quindi io che devo prendere la macchina… che faccio rimango all’asciutto???

Nel frattempo mentre passeggio nel bosco col mio Ugo, mi guarderò intorno per scegliere l’albero al quale donerò il mio abbraccio…nel bosco con Ugo

abbracciosamente vostra, Vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

34 pensieri riguardo “Bel consiglio!”

    1. Non metto in dubbio che ti piaccia il contatto con gli alberi e la natura, caro Giordano! Ho ripreso l’argomento già trattato, perchè mi ha meravigliato l’appello che qualche capo Islandese abbia consigliato agli Islandesi per sopperire alla mancanza di abbracci , di scegliersi un albero e abbracciarlo almeno per cinque minuti al giorno, giusto per ritrovare la serenità perduta.

      Mi sono chiesta… se lo avessero dato anche a noi questo consiglio, ti immagini che confusione avrebbe provocato? Tutti fuori a cercare un albero, tutti alla ricerca di un bosco o un grande parco!!! Nessuno sarebbe più rimasto a casa!!!

      Potremo fifarci ora, amenochè, Boccia ci impedisca di avere contatti anche con un albero!!! 🙂

      P. S.

      non conosco il blog di cui mi parli, se mi mandi il link, lo seguirò molto volentieri!!! 🙂

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  1. Buongiorno, Vitty.

    Per quanto mi riguarda rinuncio alle soddisfazioni di abbracciare un rude e spigoloso albero. Giuro.

    Per me gli abbracci o sono abbracci, o non sono! Non so se si capisce il mio pensiero!

    Intelligenti pauca!

    ABBRACCI

    (Scrivevo un tempo, quasi in altra età)

    Non è che io abbracci in verità
    chiunque venga a me a tiro, ohibò! . . .
    anche se questo mi andrebbe, eh già,
    con una bella, giovane ed un po’

    puranco osè . . . Ma lasciamo stare.
    Dicevo: non abbraccio tutti io
    perché sta a dimostrare l’abbracciare
    che il fare di qualcuno ha il plauso mio

    . . . e in generale, e no per qualche fatto
    estemporaneo, come egregiamente
    giocare a calcio, esempio, con scatto

    molto felino . . . Chiedo, ma si sente
    che sono un poco snob? . . . un quasi matto? . . .
    (ovviamente, per la comune gente).

    Certo che ne tengo io di boria
    se per ‘stringere’ uno la sua storia
    . . . tutta . . . debbo conoscere a memoria,

    e se non è più che adamantina,
    viro di bordo da sera a mattina:
    se no sarebbe bere medicina.

    Stia mescolanza in fritto di paranza,
    zuppa di pesce o simil pietanza.

    (Aggiornamento di grande importanza)

    E’ per fortuna uscita l’ordinanza
    contro il COVID del ‘metro di distanza’,

    così salvando mia intolleranza
    . . . e farmene uscir con eleganza,

    e quindi affermar con noncuranza:
    “Mai detto che non amo l’abbraccianza!!!!”
    con bella faccia, eh sì, di circostanza
    (siccome delle donne è buona usanza).

    (Sergio Sestolla)

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    1. Ciao Sergio, così non ti piacciono gli abbracci…di cortesia? Capisco! Per te un abbraccio deve avere un vero significato. Ed hai ragione, perchè oggi ( anzi ieri, prima del Covid ) abbracciarsi aveva quasi preso il posto della stretta di mano. Togliendo il vero significato di quel gesto bellissimo, dell’aprire le braccia e stringere forte che so… il figlio, la mamma, la persona amata.

      Quindi non temere, nessuno ti giudicherà ” un poco snob…o quasi matto ”

      No, assolutamente. Anzi, hai un plauso enorme da parte mia 😉 e da tutte quelle mogli o fidanzata gelosette che non possono non trovarsi d’accordo su quanto hai scritto… :

      “E’ per fortuna uscita l’ordinanza
      contro il COVID del ‘metro di distanza’,

      così salvando mia intolleranza
      . . . e farmene uscir con eleganza,

      Della serie : non tutti i mali vengono per nuocere 🙂 😉 🙂

      Ciao Sergio, grazie per esserti fermato!!!

      "Mi piace"

      1. Grazie, Vitty, per avermi “dato ragione” sulla mia ritrosia di abbracciare chiunque, ma di volerlo fare solo con chi . . . ecc. ecc. (trovando quindi pure la seguente precisa motivazione: “abbracciarsi aveva quasi preso il posto della stretta di mano. Togliendo il vero significato di quel gesto bellissimo, dell’aprire le braccia e stringere forte che so… il figlio, la mamma, la persona amata”).

        Ed hai continuato con un plauso immaginario da parte di “tutte le mogli o fidanzate gelosette”, categorie queste, concordanti con ciò che ho scritto in quanto appartenenti al gruppo “Chi vuole Cristo se lo prega!”, incuranti, ingenerosamente, del fatto che potrebbe esserci qualcuna, per esempio, che ‘puareta’ nutra qualche positivo sentimento nascosto, che non può esplicitare, e quindi che soffre in silenzio di quella non curanza, costretta ad accettare una semplice stretta di mano, come se fosse una qualunque conoscente (e che si accontenterebbe pure di un baciare sfiorando la guancia, come sembra che oggi facciano tutti e tutte)

        DIMMELO . . . DIMMI . . .
        (Solo stretta di mano)

        Perché hai questo viziaccio? dimmi,
        di salutare con stretta di mano
        soltanto, e non come gli altri? dimmi.,
        col bacio sulla guancia piano piano?

        . . . sfiorando appena, appena? . . . Appena . . . dimmi . . .

        o con un po’ più di decisione
        in modo che si avverta meglio? . . . Dimmi,
        ma perché mai tanta discrezione
        proprio con me? . . . Perché? . . . Perché, su’, dimmi,

        devi farmi sfuggire l’occasione
        di un tuo contatto vivo e vero? . . . Dimmi,
        o di un abbraccio con convinzione,
        pur se lieve e discreto . . . Dimmi,

        ti ho fatto mai alcunchè di male?
        . . . mi son mostrata mai ritrosa? . . . dimmi . . .
        . . . fatto pensare che a me non cale
        la tua fisicità? . . . Ti prego, dimmi,

        che pur per te il tuo “Ciao” verbale
        val meno dello “Ciao” carnale! . . . Dimmi

        che mi vorresti pur stringere. . . . Dimmi

        che è solo ‘pro forma’! . . . Che è vitale
        che nessuno maligni — e quindi ‘scale

        di seta’ fra noi metti — . . . Forza, dimmi:

        dimmi, che è così! . . . Dimmelo . . . Dimmi!

        Ma non sarà per caso . . . no, non vale . . .
        che in questo modo tu metti più sale?

        che tu fai ciò per più sedurmi? . . .Dimmi!

        Non sono Edipo, non amo gli enimmi!

        (Sergio Sestolla)

        "Mi piace"

  2. Sinceramente ne ho sentito parlare da tempo dei benefici nel abbracciare un albero standovi nel mezzo a aggiornata non mi è mai venuta la voglia di farlo Ritengo esseri freddi non avvolgenti privi di ricambio emotivo Preferisco sdraiarmi sotto e guardare dal basso verso l’alto Il tronco e la ramaglia con l intreccio di segmenti che tagliano il cielo proverò anche questa

    Piace a 1 persona

    1. Comunque, Pacandrea, lo stare sdraiati sotto un albero “e guardare dal basso verso l’alto Il tronco e la ramaglia con l intreccio di segmenti che tagliano il cielo” è metaforicamente osservare ed analizzare l’inesorabile scorrere della vita!

      L ‘ ALBERO DELLA VITA

      La vita si trascorre come a stare
      sotto un albero di gran bellezza
      guardando il quale, a ben osservare
      il ciclo di natura gran dolcezza

      può nascere in te in quanto che
      felice tu ti senti in Primavera
      vedendolo fiorire, e sorge in te
      voglia di fare bene fin che sera

      arriverà, per cui sempre più
      godi allorquando l’Estate arriva
      coi suoi frutti d’oro che or tu
      raccogli a piene mani mentre viva

      sensazione di splendore hai
      dato che in Autunno le sue foglie
      rosseggiano fin tanto che . . . e vai . . .
      l’Inverno giunge e il vento le raccoglie,

      lasciando spoglio l’albero e i rami
      storti, rinsecchiti: ad uno stelo
      si riduce ognuno . . . Ma tu l’ami
      lo stesso: finalmente vedi il Cielo!

      Capisci che è finita la stagione,
      che si è conclusa pur la tua canzone,
      che non hai vinto a “singolar tenzone”
      per legge di Natura e no d’azione.

      (Sergio Sestolla)

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      1. Come ho già avuto modo di dire, sono grata ad Andrea, che grazie al suo commento, ho avuto il piacere di leggere questa bellissima poesia. La metafora della vita, vista attraverso le fronde degli alberi, è un vero incanto.

        L’albero Della Vita, ci fa capire quanto sia bello vivere in ogni stagione. Sia nella giovinezza, primavera, momento in cui si cominciano ad apprezzare i colori, i profumi che la vita ci dona.

        L’estate è il periodo più ricco dove possiamo raccogliere ” a piene mani i frutti d’oro” per goderne a sazietà.

        Lo splendore dell’autunno ci porta alla maturità. Ci regala la dolcezza delle foglie rosse e gialle, che infiammano di bellezza boschi e viali.

        E neppure l’inverno fa più paura…finalmente l’intreccio dei rami spogli, ci permette di vedere il cielo! Si possono vedere le stelle e tutto il firmamento. Ed è allora…

        ” Capisci che è finita la stagione,
        che si è conclusa pur la tua canzone,
        che non hai vinto a “singolar tenzone”
        per legge di Natura e no d’azione. ”

        Speriamo sia veramente così Sergio, perchè sarà bellissimo sentirsi tutt’uno con la natura!!!

        Un caro saluto, ciao!!!

        "Mi piace"

    2. Andrea, è molto bello quello che hai detto. Tu gli alberi li conosci benissimo, quindi sai anche in quale maniera si possono apprezzare meglio. Proverò anch’io a guardarli così!! E devo ringraziarti anche per aver sollecitato con le tue parole, l’amico Sergio Sestolla, che c’ha donato davvero una bella metafora della vita attraverso lo scorrere delle stagioni.

      Quanto mi piace questo mondo blog che mi ha dato la possibilità di conoscere persone straordinarie come Voi!!! 🙂 ❤

      "Mi piace"

  3. Sai Vitty, sono d’accordo con Sergio questa volta. Abbracciare un albero non è la stessa cosa che abbracciare una persona. E questo mi manca molto…

    Gli islandesi, come tutti i popoli nordici, non hanno lo stesso calore di noi mediterranei e forse preferiscono abbracciare un albero senza magari sentire la necessità di calore umano.

    Come Pacandrea,quando mi trovo a passeggiare nel bosco (di questi tempi non è possibile, ma mi accontento degli alberi del mio giardino) sdraiarmi sul prato e guardare nuvole e sole tra i rami, allenta lo stadio d’ansia e mi fa fantasticare…

    Ciao carissima!

    Piace a 1 persona

    1. Ma come Mary, quando abbracci un albero , non lo senti prima nelle dita dei piedi, poi su per le gambe e nel petto, e poi in testa? come , ha dettoFinór Porfinnsson, il responsabile forestale dell’Islanda orientale ? Ho sorriso quando ho letto queste parole, perchè mi chiedo come sia possibile sentire nelle dita dei piedi la reazione di un abbraccio.

      Ma come giustamente hai sottolineato, ” Gli islandesi, come tutti i popoli nordici, non hanno lo stesso calore di noi mediterranei ” e quindi forse non possiamo capire il loro coinvolgimento nell’abbracciare un albero.

      Per noi è diverso…abbiamo bisogno di sentire il calore dell’altra persona, le sue braccia che ci stringono…il cuore che batte e un attimo di paradiso!

      I piedi non c’entrano niente, è tutta questione di testa, cuore, braccia…

      Anche a me mancano, non ci sono parole per spiegarti quanto… ma penso che tu possa capire!

      Poter fantasticare sdraiata sull’erba mentre si guarda il cielo fra i rami degli alberi, è davvero molto poetico e rilassante..se poi si pensa agli abbracci…

      Ciao carissima, un abbraccio forte forte 🙂

      "Mi piace"

  4. “Sai Vitty, sono d’accordo con Sergio questa volta. Abbracciare un albero non è la stessa cosa che abbracciare una persona”. Così scrive Mary, e la ringrazio di concordare con me “questa volta”!

    E ci mancherebbe altro! Lo ha detto da par suo pure Sepulveda, come per noi, appunto, è stato evidenziato nel post di Mary

    “. . . Che la via più breve
    fra due punti
    è il giro che li unisce
    in un abbraccio sorpreso”.

    C’è gente che per un abbraccio occasionale se ne frega del coronavirus, come nel caso seguente, che fa parte di una commedia in versi, di cui non ho parlato, scritta insieme a Cassandro, intitolata “Dita nella marmellata. Silent love” (ne è stata già inserita nei blog qualche poesia, quale ad esempio la “Dimmelo . . .Dimmi . . . , sopra riportata), che tratta di un amore silenzioso, che tale deve essere vissuto per volontà esterna, sebbene i due protagonisti ne sono perfettamente posseduti.

    INCONTRI
    (Al tempo del Coronavirus)

    “Ma noooo! . . . no!. No, no . . . non dirmi che
    sei tu?! . . . Non me lo dire . . . Non ci credo.
    Riconosciuta non ti avrei se . . .
    Ma sì . . . sì, sì . . . Sei tu, lo vedo

    dagli occhi sopra questa mascherina
    che te li fa lucenti, come quando . . .
    meglio non ricordarlo . . . Sei carina
    siccome allora.” . . . E tu di rimando:

    “Uomo di poca fede! . . . Ci speravo!
    Non so proprio perché . . . Telepatia?
    Magari, amico antico! . . . Ti guardavo
    mentre ti avvicinavi . . . ‘Che follia!’

    ho detto fra me e me. Lo so, non devo
    — (e sai bene chi me lo ha imposto,
    che non è il COVID . . . lui me lo bevo) —
    avvicinarti! . . . Ma me ne frego, a costo

    di essere sgridata . . . segnalata:
    a meno di un metro mi avvicino.
    Voglio guardarti bene! La giornata
    si è fatta or bella, anzi colorata

    di rossi e azzurri. ‘Ciao’, un abbraccio
    lo stesso te lo do, e se mi becco
    il virus, gli do un calcio e lo caccio:
    con te negli occhi io lo faccio secco!

    Tanto se ti parlo chi mi vede?!
    Prudenza al piacere il passo cede!

    Che il passato si scordi . . . ‘e chi ci crede?’ !

    Or vado. Ciao. Facciamo gli indiani . . .
    Ah, spero di incontrarti anche domani!”

    E sei andata, coi miei sogni vani.

    Rimescola così il COVID i piani!

    (Sergio Sestolla)

    "Mi piace"

    1. Certo Sergio, se l’ha scritto Sepulveda, bisogna pur crederci!!! Un poeta come lui non può sbagliare!

      Ma nel nostro piccolo c’eravamo arrivati anche noi… solo nessuno immaginava che avremmo vissuto in una pandemia, dove gli abbracci sono banditi…

      Ma veniamo ” alla gente che se ne frega del coronavirus ” quindi, caso recente… bene… evidentemente la protagonista di questa commedia, dopo aver sospirato e supplicato una parola , un bacio un abbraccio, non ottenendolo perchè Lui cavallerescamente, cercava di proteggerla dalla malelingue. Una volta avuta l’occasione, non se l’è lasciata scappare, anche a rischio di un contagio…

      ” ‘Ciao’, un abbraccio
      lo stesso te lo do, e se mi becco
      il virus, gli do un calcio e lo caccio:
      con te negli occhi io lo faccio secco! ”

      E questa è la prova provata che quando si vuole qualcosa, prima o poi la si ottiene!!!

      Grazie Sergio per questo messaggio di speranza 🙂

      "Mi piace"

  5. E torniamo all’incipit di questo post.

    Tu, cara Vitty, scrivi, “Da almeno due mesi, non c’è giorno che dalla tv vengano fatte queste raccomandazioni : ‘Portate le mascherine, state distanti almeno un metro l’uno dall’altro, non toccatevi, non abbracciatevi….’ Così sì piano piano ci siamo dimenticati la bellezza e il calore umano che da’ il contatto. Ci manca la stretta di mano ! Ma più di tutti ci mancano gli abbracci.”

    Ma come hai fatto, Vitty, a pensarla proprio come me? Questa è telepatia, o voglia di essere ancora umani! E ti pare poco?!

    Ho quindi voluto fissare queste considerazioni, condivise pure da Mary a quanto pare, che volendo sono pure presenti in molte delle favole che hanno accompagnato la nostra infanzia.

    Possiamo quindi concludere con la domanda se . . .

    SIAMO PERSONE O . . .
    (Tempo di COVID 19)

    Non abbracciarsi . . . stare alla distanza
    di almeno un metro, ed in più divisi
    da una mascherina . . . E ad oltranza
    ben evitare quelli che i visi

    scoperti tengono in quanto che
    si appannano gli occhiali o a gran fatica
    respirano . . . Poi di toccarsi, beh,
    manco a parlarne, e via pure l’antica

    stretta di mano, o stringersi nel ballo
    che fu un dì di mamma e di papà,
    . . . “della mattonella” e stare ‘in stallo’,
    dire si può, per cui or siamo qua,

    ma a fare in pubblico gli eremiti,
    che nel deserto per devozione
    stavano soli. Ahimè, sono riusciti
    a farci “corpi” e non più “persone”!

    Al posto della testa e cuore, eh sì,
    usiamo smartphone e P C.

    Questo COVID – e non dico balle —
    pure per ciò ha ben rotto le palle!

    Per fortuna nostra, a dirla ‘in breve’,
    non c’era all’epoca di Biancaneve,

    che in vita ritornò per bacio lieve
    del bel Principe Azzurro senza scorta.

    Ridiamoci un po’ su . . . è ‘corta corta’:
    questa distanza, pur se poco importa,

    la “mano morta” ha reso or proprio “morta”!

    (Cassandro)

    Piace a 1 persona

    1. Per fortuna Cassandro, almeno qua, non siamo in astinenza delle parole!!! Almeno quelle!! E pure gli abbracci volano da un amico blogger all’altro.

      Ma nella vita di tutti i giorni, la mancanza di contatti si fa sentire , eccome!!! Anche il doversi scansare quando si incrocia qualcuno sul nostro marciapiede, ha qualcosa di irreale!!!Fermarci a parlare a distanza, o salurarci con un cenno della mano. Ci fa sentire sempre più soli…

      Come ben hai scritto…

      ” ma a fare in pubblico gli eremiti,
      che nel deserto per devozione
      stavano soli. Ahimè, sono riusciti
      a farci “corpi” e non più “persone”!

      E questo non è naturale!!! Non si possono fare gli ” eremiti” in mezzo alla gente!!!

      Il bello o il brutto, è che in questa fase due, dove piano piano si ricomincerà a frequentare locali e persone ( alla giusta distanza con tanto di mascherine ) c’è pure il timore di ritrovarsi in mezzo alla gente…

      ” Questo COVID – e non dico balle —
      pure per ciò ha ben rotto le palle!”

      E parecchio anche!!! C’ha cambiato, c’ha reso più vulnerabili e molto più soli….

      Solo qua possiamo restare quelli che eravamo 🙂 Così almeno non ci perderemo del tutto!!!

      Anch’io sono andata a leggere il blog di doduck, e l’ho trovato molto piacevole!!! Non è proprio il mio genere al 100% , però è piacevolissimo!!

      Almeno in questo siamo tutti d’accordo!!!

      Ciao Cassandro,

      Ciao Sergio,

      Che ne dite di un abbraccio??? 🙂 ❤

      "Mi piace"

  6. Concordo con coulelavie, che più su ha posto in essere il seguente suggerimento

    Questo blog è uno spasso:
    https://doduck.wordpress.com/

    L’ho consultato e posso dire che è veramente eccezionale: sembra di leggere una sceneggiatura di Eduardo!

    Grazie della dritta. I blog intelligenti bisogna pubblicizzarli.

    Dato che siamo in tema di “concordare”, sono stato autorizzato a comunicare che pure Sergio Sestolla è della stessa idea.

    Grazie,

    "Mi piace"

  7. Per quanto amante della natura questa cosa di abbracciare gli alberi mi lascia un po’ perplessa, insomma, l’albero non ti abbraccia a tua volta. E però, non posso mica giudicare senza averci provato? La prossima volta che esco mi cerco un albero!

    Piace a 1 persona

    1. Abbracciare gli alberi si chiama ” silvoterapia ” è un vero e proprio metodo terapeutico di cura e di prevenzione delle malattie attraverso gli alberi. È stata riconosciuta come metodo scientifico solo nel 1927, quando veniva ormai usata da secoli. Si basa sull’antica idea del recupero della salute attraverso gli alberi. Qualche volta gli ho abbracciati, come no!! Mi ricordo il bellissimo viale di Bolgheri, c’era solo l’imbarazzo della scelta! Erano i famosi ” I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar ” ( cito a memoria ) Oltre al piacere di stare in mezzo agli alberi, mi ricordava la bella poesia studiata e tanto anmata del Carducci. Insomma mi senbrava di essere dentro alla poesia!

      Piace a 1 persona

  8. Non ti mancherà l’occasione, spero! Prima o poi torneremo a muoverci come prima, e quando capiterai in montagna, o in un parco, potrai provare. Forse non ti darà grandi sensazioni, ma già essere in mezzo al verde, alla natura, non potrà che essere piacevole!!! ❤

    "Mi piace"

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