156esimo anniversario del libro Alice nel Paese delle meraviglie

In questi giorni ricorre l’anniversario, il 156esimo, dell’uscita del libro Alice nel Paese delle Meraviglie. Libro che a me per dire la verità non è mai piaciuto . Anzi, in certi punti l’ho trovato pure terrificante. Ma forse la spiegazione sta nell’autore, un vero inglese: Lewis Carroll, matematico e pure scrittore, quindi con un’ironia e un modo di vedere le cose molto diversa da noi.

La storia la conosciamo un po’ tutti, il libro racconta la storia di una bambina che si addormenta e sogna di seguire un coniglio bianco e di “sprofondare” in un mondo fantastico, con personaggi inverosimili e paradossali.

Cercando di capire meglio questo libro ho scoperto che ci sono molte metafore che ci riportano alla nostra vita e ci aiutano a capire meglio chi siamo.

La metafora più importante è la nostra crescita personale.

Nel libro di Carroll, Alice diventa da alta a bassa e da grande a piccola. Crescere significa cambiare le dimensioni del corpo, affrontare gli alti e i bassi e sentirsi sicuri o insicuri di se stessi, ma anche imparare chi siamo, cosa rappresentiamo, cosa vogliamo fare, essere e avere.

Nel suo fantastico viaggio, Alice impara l’importanza di sapere ciò che vuole. Nella sua conversazione con lo Stregatto:

” MI diresti, per favore, da che parte dovrei andare da qui?”

“Dipende molto da dove vuoi arrivare”, dice il Gatto

“Non mi interessa molto dove”, dice Alice

“Allora non importa in che direzione vai”, dice il Gatto

pesso per raggiungere l’obiettivo, anche se non siamo ben sicuri dove vogliamo arrivare,
non esiste un solo modo per raggiungere un obiettivo o una destinazione, ma potrebbe essere anche necessario vagare prima di arrivare alla meta, il che non significa sempre che ci si sia persi. L’importante è tentare, non restare fermi!

Sviluppare la nostra identità è molto importante…I personaggi nel paese delle meraviglie chiedono continuamente ad Alice chi sia lei. Di conseguenza, lei si interroga sulla sua identità. Quando abbiamo dei dubbi su chi siamo e cosa rappresentiamo, ciò influisce sulla nostra intera vita. Per cui sarebbe utile prendere in considerazione i ruoli che si hanno nella vita, per esempio genitore, coniuge, figlio o figlia, collega, amico. Man mano che impareremo di più su di noi in ogni ruolo, rafforzereremo la fiducia e svilupperemo sempre migliori capacità all’interno di ciascun ruolo.

Siamo tutti matti!

Ma io non voglio andare fra i matti”, osservò Alice. quando incontrò il gatto che le disse che lì erano tutti matti! “Bè, non hai altra scelta”, disse il Gatto “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.” “Come lo sai che sono matta?” Disse Alice. “Per forza,” disse il Gatto: “altrimenti non saresti venuta qui

Quando le persone giudicano gli altri come “strani” perché non sono “normali”, ricordate che normale è un termine relativo, e la vostra realtà sarà sempre diversa dalla loro.

Anche nei momenti in cui siamo più avviliti e scoraggiati, è possibile ritrovare la serenità. Invece, di pensare alle cose negative che sono successe, dobbiamo ricordare che noi stessi siamo il cambiamento che vogliamo.

Non importa cosa sia successo oggi, perché, anzi, domani potrebbe essere molto più duro.

Il pensiero di Alice a questo proposito è quanto di più confusionario…

” Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe!”

Prima di fare colazione Alice pensa sempre a sei cose impossibili da realizzare :

” Prima di fare colazione penso a sei cose impossibili… Contale Alice: 1. C’e una pozione che ti fa rimpicciolire; 2. E una torta che ti fa ingrandire; 3. Gli animali parlano; 4. I gatti evaporano; 5. Esiste un Paese delle Meraviglie; 6. Posso uccidere il Ciciarampa! “

Questo è un bellissimo consiglio che io porto avanti da tempo!

Stabilire obiettivi elevati e sforzarsi di soddisfarli è qualcosa che chiunque potrebbe e dovrebbe fare. È importante non lasciare mai che qualcun altro nella nostra vita definisca ciò che è impossibile per noi!

Quanto è mutabile la natura umana? Quello che ognuno dovrebbe imparare da Alice è che oggi siamo una persona diversa rispetto a ieri e che anche domani saremo un’altra persona . Se sceglieremo di continuare a essere la persona di ieri o, piuttosto, di lavorare per diventare una persona migliore domani dipende solo da noi.

A volte devi cadere in un buco per risalire su in cima

Nel momento in cui Alice insegue il Coniglio Bianco, non si sente felice. La sua vita, il suo futuro e tutto sembra essere fuori controllo. Questo accade anche nella vita, e si cade un buco profondo e oscuro.
Alice non aveva idea di dove stesse andando mentre cadeva, ma ciò che la rende diversa da altre persone è che ha immediatamente iniziato a cercare una via d’uscita. Non rimanete lì se siete insoddisfatti o depressi, ma cercate una via di fuga e, perché no, chiedete aiuto.
La vita è una serie fantastica di avventure
Se non avessimo mai riso, pianto o sofferto, quanto sarebbe noiosa la nostra vita? E, oltre ai sentimenti, la vita è anche piena di colpi di scena, di improvvise svolte, di sorprese e delusioni. Accettate con leggerezza il fatto che l’esistenza sia una serie di avventure e sarà più lieve affrontare ogni cosa.
Positività qui e ora.

Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie”

Be’. alla luce di queste spiegazioni che ho trovato in rete, il mio giudizio sul libro di Alice nel Paese delle Meraviglie è totalmente cambiato e mi è venuta una gran voglia di rileggerlo!!! Spero che le persone che non erano convinte come me, decidano come me di riprendere il libro in mano. Grazie piccola Alice per le molte cose che c’hai insegnato.
soddisfattissimamente vostra, vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

23 pensieri riguardo “156esimo anniversario del libro Alice nel Paese delle meraviglie”

  1. Il libro è un polpettone letterario illeggibile, pieno di giochi di parole (in inglese) che difficilmente è stato possibile rendere in italiano. Però è indubbio che abbia creato un mondo fantastico molto popolare, ormai.
    Su Carroll circolano voci che avesse un debole per le bambine. Ma non so dire se e quanto queste voci siano malevoli.

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    1. Certo Giordano, non le mandi a dire eh? Il fatto che il libro ti sia piaciuto o meno è un’opinione personale. Anche a me, quando lo lessi da ragazzina, non mi entusiasmò per niente. Ora però con la maturità giusta lo rileggerò sperando di apprezzarlo come merita.

      In quanto a Lewis Carroll, secondo un documentario della BBC, era un pedofilo. Gli autori di quel documentario scoprirono alcunefoto di nudo di Alice Liddell, la bambina amica di Carroll che di fatto ne ispirò i i due romanzi più popolari. L’amicizia tra una bimba ed un uomo di 20 anni più grande di lei ha sempre destato sospetti, che sono giunti fino a noi.

      Le foto che Carroll scattava ai bambini, e soprattutto alla sua pupilla Alice, non sono mai state un mistero, ma queste rivelazioni riguardo alle presunte foto di nudo getterebbero una nuova macchia su un mito della letteratura. Per saperne di più, ti lascio due link dove potrai trovare altre notizie.

      https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/lewis_carroll_pedofilo_alice_paese_delle_meraviglie_foto-832988.html

      https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/07/06/news/se_il_paese_di_alice_non_era_una_meraviglia-118479719/

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  2. L’ho riletto l’anno scorso, e ti confido che è pieno di indovinelli e di trucchetti anche matematici, che il lettore difficilmente individua se non ha qualche dritta.
    Carroll è grandioso, questo libro ha una chiave di lettura “multi strato”.

    Esempio che NON sei costretta a leggere:

    Ad un certo punto Alice esclama:

    “Dunque: quattro per cinque dodici,
    quattro per sei tredici,
    quattro per sette…
    povera me, di questo passo non arriverò mai a venti!
    Comunque la Tavola Pitagorica non conta”

    In mezzo a personaggi strampalati, gatti che ridono, carte da gioco volubili, bruchi che fumano, conigli che leggono e così via… la stranezza delle parole di Alice possono apparire l’ennesimo “nonsense” nel contesto di una storia fantastica.

    Ma così non è.

    Come fa “4 x 5” a fare 12? Certamente non con la Tavola Pitagorica, lo dice la stessa Alice!
    “4 x 5” fa 12 solo se noi scriviamo il risultato utilizzando la “base 18”, cioè tralasciando l’usuale base decimale che solitamente utilizziamo per contare.
    E “4 x 6” come fa a fare 13? Qui bisogna usare la “base 21”. Carroll ci fa capire che bisogna “aumentare la base” di 3 unità ad ogni calcolo.
    Quindi quanto farà “4 x 7”? Esprimendo il risultato in “base 24” il risultato sarà 14.

    Incredibile Carroll!
    Ma non basta.

    Alice afferma che “di questo passo non arriverò mai a venti”. Ma noi abbiamo visto che il risultato passa da 12 a 13 a 14, per cui “prima o poi” arriveremo a 20… o no?

    No.

    Dopo che saremo arrivati a “4 x 12” il cui risultato sarà 19 (in base 39), il prodotto successivo “4 x 13” sarà “1A” (in base 42), perché mano a mano che si utilizzano basi numeriche superiori al 10, anche le lettere inizieranno a venire utilizzate per esprimere le quantità numeriche.
    Per cui i risultati successivi saranno “1A”, “1B”, “1C”… e così via, senza mai raggiungere il 20, come profetizzato da Alice.

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    1. Andrea, ti ringrazio per le dritte matematiche, perchè credi non ci sarei mai arrivata, avendo io un rapporto con i numeri piuttosto disastroso. Ora almeno quando lo rileggerò saprò che non sono numeri buttati lì a caso… Appena finirò di leggere il libro che sto leggendo, mi dedicherò ad Alice che spero, riuscirà a stupire e meravigliare anche me.

      Ti ringrazio per le informazioni matematiche ( tu devi essere bravissimo )!!!! 🙂

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  3. Buongiorno Vitty sono in giro per la Piana di Pistoia
    Pensa che la mia figlia si chiama Alice e il primo gatto dopo la sua nascita l’ho chiamato Oreste, oddio quel nome dipende da un creditore un po’ bindolo per cui chiamando il gatto mi ricordavo che dovevo da quello dei soldi
    Credo di averlo letto insieme alla mia bimba quel libro, ma diversi anni fa poi
    ce ne sono stati altri che mi hanno interessato di più, fantastici, si intende, ma non è mai troppa la fantasia per cui la lettura è una grande ricarica di quest’ultima

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  4. forse hai trovato la formula perfetta leggendo il libro con tua figlia. L’avrai aiutata a capire là, dove tutto sembrava strano e il gatto Oreste, spero ti abbia fatto restituire quello che ti doveva quel creditore un po’ bindolo! Cari saluti a te e ad Alice!! 🙂

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  5. Pure “Alice nel paese delle meraviglie” non sfugge alla regola aurea che il libro non si legge, ma si rilegge: quindi auguri per la tua prossima lettura, Vitty.

    Per esperienza, ti posso solo anticipare che ogni favola prima o poi diventa una gradevole guida al nostro operare, e col tempo sarà sempre piacevolmente ricordata perché le favole, hanno, fra l’altro, l’inconfondibile sapore della libertà: basti pensare a “Il brutto anatroccolo”.

    Inoltre, le favole — in particolare per i molteplici messaggi, giusti o sbagliati, ivi contenuti — vanno rilette in età diversa dalla prima, ed ogni volta in esse vi si troverà una indicazione differente, un messaggio diverso, sia pure in modo leggero.

    La favolistica mi ha sempre incantato, e Fedro ed Esopo sono stati per me, ma pure un poco per tutti penso, maestri decisivi, da “Nondum matura est, nolo sumere acerbam” a “O quanta species, cerebrum non habet”, e a “Quoniam sum leo”.

    Conoscerne molte crea poi ti permette di crearti “giardinetto” da cui trarre molteplici spunti da utilizzare appena si presenta un’occasione propizia: a me addirittura è capitato, ricevendone dei complimenti, di utilizzare personaggi della favola di Alice.

    FAVOLE E ROMANZI ( Lui, Lei, Lui ecc. )

    (Lui)
    — “Sapessi quante favole alla mente
    tu mi richiami! Ed io, zitto . . . perchè
    ben scandalizzerei tutta la gente
    se solo si sapesse. Vedi, se

    ti tengo sulle gambe . . . ecco, penso
    che a poco a poco . . . e pure sul più bello
    – nell’attimo fatato ed intenso –
    sembri . . . ‘La principessa sul pisello’.

    O quando io di dietro abbraccio te,
    in piedi, e ti circondo tutta tutta,
    ti vedo . . . ‘Pelle d’asino’, che sè
    coprì con quella per farsi più brutta.

    E infine quando reso da te stanco
    odo il tuo labbro dolce che mi dice:
    ” . . . sta’ fermo!”, vedo in me il Coniglio Bianco
    e in te chi lo vuol prendere . . . Alice.

    Or basta con le favole, ti voglio
    per come sei . . . per come ti chiami,
    mia ‘Sirenetta’, dài, lascia lo scoglio,
    un tuffo e . . . salva il Principe che ami.

    E qui, all’aperto, insieme ruzzoliamo,
    fra l’erba avvinghiati . . . Agli uccellini,
    scandalizzati, credo che sembriamo
    . . . com’era quella? . . . ‘I due porcellini’?

    Non lo ricordo, ma . . . sia come sia,
    dici la tua, ch’io ho detto la mia!”

    ° ° °

    (Lei)
    — “Vuoi proprio che ti dica l’impressione
    che in tema ho su te? . . . lupo del bosco.
    Possibile? . . . da quando ti conosco
    non vuoi fare di me che un sol boccone.

    D’accordo un po’ di colpa anche ci stava
    in quell’ingenua di Cappuccetto rosso
    . . . mi vedo in lei, sai?, quando al fosso
    per prendere i funghi si chinava.

    Certo che se mi avessi tu guardato
    mentre in quel modo stavo piegata
    se pecora puranco fossi stato

    finiva che mi avresti lì addentata?
    Essendo stato quindi provocato
    ti dà il suo perdono . . . questa fata”.

    ° ° °
    (Lui)
    — “Ringrazio, ma anche baci con lo scrocchio
    dàmmi, fatina . . . e fammi quei giochini,
    che certo non faceva con Pinocchio
    quella che aveva i capelli turchini.

    Però, pensaci bene, tu per caso
    nel bel Principe Azzurro non mi vedi?
    . . . con un mantello lucido, di raso,
    sopra un destriero bianco? . . . non ti chiedi

    ‘ma quando arriva qui, al mio castello?’ . . .
    e come nella Bella Addormentata
    mi sveglia con un bacio, e poi . . . ?’
    ( Lei)
    — “Ah, beeello! . . .
    Svegliati tu! . . . Datti ‘na frenata! . . .

    E scendi dal cavallo! . . . perchè ciò
    che pensi tu . . . di ottimismo pecca:
    in un immenso condominio sto,
    per cui . . . l’interno mio quando l’azzecca?

    E poi . . . coi colori che tu hai,
    e che io amo . . . beh, a dire il vero
    più che Principe Azzurro . . . caso mai
    mi sembreresti . . . Il Corsaro Nero!

    Ma noooo! . . . Ti sei offeso . . . E che ho detto?
    Mica sei biondo! . . .”
    (Lui)
    — ” Non continuare
    se no come Honorata . . . io ti metto
    nella scialuppa e lascio in alto mare”.

    (Lei)
    — “Col cacchio! Io mi spoglio e grido: ‘Aiuto!!!
    A chi mi salva . . . in riconoscimento
    tutta mi ci darò’ . . . e in un minuto
    scoppiar ti faccio un ammutinamento”.

    (Lui)
    — “Col solito sistema originale
    risolvi ogni situazione . . .
    Ed io a non capire che il finale
    lo fa la donna sempre . . . Che testone!”

    ° ° °

    (Lei)
    — “In favole o romanzi la realtà
    è questa . . . O ti va o non ti va.

    Alla fin fine, infatti, nella pentola
    di Biancaneve o di Cenerentola

    il Principe finisce . . . La ricetta?
    . . . la mela, un bel piedino e una scarpetta.

    Ingenue vero? . . . E ce ne stanno ancora
    . . . fàttelo dire da questa signora! . . .

    in grado di ammansire anche i draghi,
    i lupi, gli orchi, i vampiri e i maghi,

    con quei sistemi che chiami audaci.
    Pertanto . . . piglia, incarta, paga e taci!”

    (Lui)
    — “A quanto sembra forse più di me
    le favole conosci, anche perchè

    aggiungi qualcosina . . . Senti, amore,
    riscrivile . . . ti faccio da editore . . .

    Scatènati in chiusure assai piccanti
    . . . e facci anche, al caso, le varianti!

    Però, un patto: la proposta vale
    sol se con me tu provi . . . ogni finale”.

    (Lei)
    — “E cosa ci sta mai in ciò di tragico?
    O K . . . Attacco col Piffero Magico!

    o meglio no . . . prendiamo L’Usignolo,
    anzi quella del lupo mariuolo,

    del cacciatore buono a più non posso,
    e dell’ingenua Cappuccetto Rosso.

    E’ Cappuccetto Rosso un’attivista,
    di quella lega che da molti anni
    protegge gli animali . . . e nella lista
    ci stanno dalle foche ai barbagianni.

    ‘Ma in questo modo il tuo tempo sciupi . . .
    è ora che altre cose ormai tu faccia
    . . . non startene a cullare solo i lupi,
    i cani, gli orsi . . . E’ tutta robaccia!’

    Ciò le diceva il bel cacciatore,
    che non ammetteva affatto che
    una a vent’anni, come lei, l’amore
    non conoscesse . . . ‘Ora ci penso me!’

    si disse il giorno in cui in mezzo al bosco
    la vide con il lupo a raccontare
    che andava dalla nonna . . . ‘Ah, la conosco . . . ‘
    diceva questo . . . ‘anch’io a salutare

    questa vecchina vado . . . Anzi, mi metto
    a correre veloce . . . E’ assai gentile!
    Lo sai che mi nasconde nel suo letto
    se debbo io sfuggire al fucile

    di quegli stronzi dei cacciatori?
    Sono rimasti al tempo che già fu!
    Tu non li frequentare . . . Son dolori
    se notano i tuoi occhi verdi e blu,

    e questo corpicino delizioso,
    con l’abitino che in alto vola
    al soffiar del vento malizioso
    . . . Ma di’, la mamma tua ti manda sola?!

    Non ha paura che ne incontri uno?!
    Ormai tu stai nell’età in cui
    se incontri un cacciatore che a digiuno
    di belle donne sta . . . Beh, attenta a lui!

    Son loro che ora mangiano le donne!
    Se trovi uno che ti vuol salvare
    da qualche lupo scappa . . . alza le gonne
    però non tanto . . . non esagerare!

    Tu non lo sai quanto sono strani
    . . . ed hanno un sol pensiero . . . quello lì! . . .
    mettere su di te addosso le mani.
    Chissà che gusto c’è . . . ma è così

    Di me ti puoi fidare perchè io
    di quelle come te mica ne abuso,
    pure se sei un bocconcino! . . . Addio,
    Ci rivediamo . . . ‘, e si leccò il muso,

    i baffi e gli occhi fece da guardone.
    Il cacciatore ha visto . . . e cosa fa?
    Pensa: ‘Questo per me . . . per colazione
    già sogna di sbafarsela . . . Sì, ma

    ci sono io che la proteggo!’ . . . E via,
    di corsa pure lui dalla nonnina
    vola, pensando . . . ‘e se la faccio mia,
    nell’occasione?! . . . Mica è una bambina!

    Fan spicco in lei due tette appuntite,
    diritte e sode sotto la maglietta . . .
    E quel di dietro tondo . . . Son finite
    le tue marachelle, lupo . . . Aspetta

    che arrivi prima io dalla nonna!
    T’accoppo e poi . . . quanto è vero Dio
    le insegno che vuol dire essere donna!
    . . . e al posto tuo me la pappo io’.

    E così fu . . . Infatti eliminato
    il lupo dalla scena il cacciatore
    . . . la nonna era andata dal curato . . .
    si mette dentro il letto. Col candore

    tipico della sua età giuliva,
    cantando canzoncine campagnole,
    ecco che Cappuccetto Rosso arriva,
    tenendo in mano mazzi di viole

    e primule gialline. Trova aperta
    la porta . . . entra sùbito, e vede
    sul letto rialzata la coperta,
    che copre qualche cosa . . . Ovvio, crede

    che il lupo c’è nascosto! . . . ‘Eh, lo so
    chi sei! . . . Fermo! . . . ‘ – dice Cappuccetto –
    ‘così fa buca il cacciator . . . Sarò
    a te io di conforto . . . Ecco che metto

    la mano sotto la coperta e poi
    ti tranquillizzo tutto . . . ecco . . . così . . . ‘
    Quello che avvenne dopo ognun di noi
    lo può immaginar . . . Così finì

    che il tanto innovativo avvertimento
    che prima il lupo a lei aveva dato
    . . . ‘Attenta ai cacciatori!’ . . . in un momento,
    di colpo, tutto quanto fu scordato.

    Il cacciatore uscì dalla coperta,
    la prese e sopra il letto l’adagiò,
    chè lei ormai più non stava all’erta,
    e a lungo la amò e la riamò”

    PI ESSE: A lei, dopo che l’amore
    fatto e rifatto aveva, un pensier cupo
    balzò alla mente: che sul cacciatore
    si era poi sbagliato . . . eccome . . . il lupo!

    (Sergio Sestolla)

    Piace a 1 persona

    1. Complimenti Sergio per la vastità di fiabe che conosci!! E te le sei pure rielaborate a piacimento…e bene hai fatto! Primo perchè hai dato prova ( ma questo lo sapevamo già ) di una grande fantasia e secondo perchè hai aggiunto un po’ di pepe su queste storie per bambini. Le quali a loro volta sono state rivisitate e ,tagliate e abbellite. Perchè tutte sono storie terribili, dove gli omicidi, le mutilazioni, gli infanticidi, sono all’ordine del giorno. E’ grazie a Walt Disney se queste fiabe sono diventate così belle e romantiche.

      Non lo sapevo, giuro! Solo dopo il tuo intervento sono andata a cercare il significato delle fiabe viste da Freud. Da lì sono passata alla fuaba integrale, scritta nuda e cruda a tal punto da spaventare anche gli addetti agli obitori…

      Nononononono! Meglio, molto meglio le tue rivisitazioni in maniera osè! Almeno In ” La primcipessa sul pisello, o Pelle d’asino, o addirittura Alice col coniglio bianco, c’è sicuramente qualcuno che gode ma non rischia la pelle!!!!

      E deliziosa è pure Cappuccetto rosso, ora a trovar la nonna dentro al bosco c’andrà più volentieri, magari in compagnia del cacciatore…che tanto ha saputo sorprenderla…

      Una cosa è certa, le fiabe mettono in guardia, la vita, il mondo non è tutto rose e fiori. Salvo le tue trascrizioni Sergio caro! Quindi questo Bennato mi sembra più che adatto a questo mondo fatato e falso…

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