Fiaba per Giulia

In una scuola elementare, quasi nascosta dagli alberi, perchè situata in un piccolo bosco,

un giorno la maestra, propose un nuovo gioco.

Consegnò ad ogni bambino un pallone, il quale doveva gonfiarlo, scriverci il proprio nome e gettarlo nel corridoio.

Cosi fecero anche le altre classi, gli insegnanti poi, mischiarono i palloni fra loro.

I ragazzi guardarono divertiti quella gran massa di palloni. E ora, chiesero, cosa facciamo con tutti questi palloni?
” Avete cinque minuti per ritrovare il pallone con il vostro nome scritto” Dissero le maestre. E’ questo il gioco!

I bambini corsero in mezzo ai palloni, cercarono e cercarono, ma nessuno trovò il pallone col proprio nome! Delusi credettero di aver perso in quel gioco che sembrava tanto bello e tanto facile….Qualcuno si mise persino a piangere! La maestra Andò ad abbracciarlo e gli disse una cosa piano piano :

Il gioco non era finito lì, il bello doveva arrivare!”

Su, non vi scoraggiate, prendete il primo pallone che vi capita in mano e consegnatelo alla persona il cui nome è scritto sopra.

I ragazzi entusiasti si rituffarono ad acciuffare i palloni e fu un tutto gridare ! Luca! Giulia! Piero! Mattia….

nel giro di pochi minuti ognuno aveva il proprio pallone.
Le maestre fecero il gesto di avvicinarsi, prima di lasciarli andare a giocare come avrebbero voluto. Avevano da di loro qualcosa di molto importante.
” Ascoltate ragazzi, questo è stato un gioco, ma nei giochi si nascondono grandi verità.

Questi palloni sono come la felicità. Non la troveremo mai se ognuno cerca la propria. Ma se ci preoccupiamo di quella altrui… troveremo anche la nostra.”

I Bambini si guardarono felici, giocando si erano preoccupati di far felici i propri compagni. Ci fu un grande battimani ,mentre alcuni palloni scappavano via. E allora ridendo e scherzando, ricominciò la caccia ai palloni.

Felicemente vostra, vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

20 pensieri riguardo “Fiaba per Giulia”

      1. Ti ringrazio Andrea per l’apprezzamento delle foto, in effetti ci metto molta cura per cercare quelle giuste. In quanto al ” mio ” disegno…ma quando mai!!! io sono una vera schiappa con la matita! Se ti riferisci alla maestra nella classe sappi che l’autore è un bravissimo giapponese Tadhairo Uesugi se cerchi con questo nome, troverai tante belle immagini di quella ragazza, tutte ambientate a Parigi. Mi piace così tanto che cerco di inserirla sempre nei miei post.

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  1. non male come iniziativa e bellissima immagine di colori così variopinti.
    Dove l’hai trovata questa storia Vitty?
    Bella l’ultima foto colore verde speranza e senza nomi
    La felicità è anonima e va cercata e una volta trovata coltivata per non perderla, cosa molto facile

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    1. Ho piacere ti sia piaciuta Andrea, è una storia che raccontavo ai bambini quando lavoravo nella scuola materna.. Anche ai miei figli l’ho raccontata più volte. Ricordare di essere altruisti è sempre un bell’insegnamento a tute le età. E sarebbe bene ce lo ricordassimo tutti!!!

      Ciao carissimo!!!!

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  2. La conoscevo questa storia, istruttiva, simpatica, educativa e razionalmente logica. Sembra uno di quegli espedienti nati per affinare il gioco di squadra e le tecniche di buona convivenza. Sarà che oggi continuiamo a mirare sempre alla nostra felicità, e del prossimo abbiamo un concetto giusto vagamente caritatevole, ma quasi mai equiparato alle nostre esigenze. Dovremmo fare tutti un salto di qualità, cercare il padrone del palloncino, invece di portarci a casa un palloncino col nome di un altro.

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    1. Non potevi spiegarlo meglio il significato di questa storia semplice, bella e molto educativa. Dovremmo ricordarci anche noi di cercare il padrone del palloncino. Anche se intorno a noi vediamo sempre troppo egoismo!!!!

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  3. Sempre esatte le cose che dici, Vitty, come da ultimo “Dovremmo ricordarci anche noi di cercare il padrone del palloncino” per renderlo felice.

    Cercare di dare felicità agli altri è sempre sempre lodevole: tale encomiabile ricerca ha pure una piccolissima logica conseguenza, vantaggiosa per chi la pone in essere.

    VANTAGGI A DARE FELICITÀ

    Fare felici gli altri offre vantaggi
    ovviamente a questi, ma ne dà
    puranco a te, in quanto non ingaggi
    lotta così per tua tranquillità.

    Perciò felicità in generale
    ci sia, e pure tu sarai sereno,
    non agitato, da che il sole sale
    a quando della luna si fa il pieno.

    Non so se tu concordi, so però
    che ciò che scrivo no, non sono balle,
    ma frutto di esperienza perché l’ho

    visto e stravisto: dalle cime a valle
    chiunque sia felice (anche un po’)
    non viene mai a romperti le palle!

    (CASSANDRO)

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    1. E questa è una grandissima verità mio caro amico Cassandro! E’ un sentimento che ho provato personalmente. La gioia di sentirsi utile, di aver aiutato qualcuno in difficoltà. Nel lasciare il proprio egoismo, si può solo essere inondatida serenità e gioia.

      “Fare felici gli altri offre vantaggi
      ovviamente a questi, ma ne dà
      puranco a te, in quanto non ingaggi
      lotta così per tua tranquillità. ”

      Ed è quello che mi manca tanto oggi, con questo vivere barricati in casa e se pure fuori, sista bene attenti a mantenere le distanza dagli altri. Non è questa la vita che immaginavo, che avrei voluto. Ma tant’è bisogna adeguarsi.

      Auguriamoci che tutti torni alla normalità, perndendo come buon augurio le ultime strofe della tua poesia :

      ” Non so se tu concordi, so però
      che ciò che scrivo no, non sono balle,
      ma frutto di esperienza perché l’ho

      visto e stravisto: dalle cime a valle
      chiunque sia felice (anche un po’)
      non viene mai a romperti le palle!”

      Ciao carissimo auguriamoci a noi e a tutti un po’ di quella felicità che va cantando Lucio Dalla!

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    1. Massimo sarebbe una bella cosa se riuscissimo in questo! Ecco perchè si inizia presto a raccontarla ai bambini. Loro sono il nostro futuro, magari qualcuno riuscirà a metterlo in pratica questo consiglio!! 🙂

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  4. Non la conoscevo questa favola che trovo piena di significati. Concordo con quanto descritto un po’ da tutti i tuoi commentatori, ma vedo in giro che c’è sempre meno gente che cerca di aiutarsi fra loro. Ognuno è sempre più occupato a far fiorire solo il proprio orticello…

    Sarebbe bello se tutti contribuissero al bene altrui evitando il proprio egoismo. Di questi tempi poi è sempre più difficile… Riusciremo ad uscire da questa irrealtà? Sono sempre più preoccupata, soprattutto per chi non avrà più un posto di lavoro e per quei tanti giovani che non vedono un futuro. Tempi bui.

    Scusa lo sfogo che non c’entra niente con questa bella favola, ma i pensieri sono tanti cara Vitty…

    Un abbraccio fortissino.

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    1. I pensieri sono infiniti cara Mary, e tutti neri… non hai niente da scusarti, perchè questi sono davvero tempi bui. Speriamo si salvino i bimbi e che non li rimanga troppe cose negative nei ricordi !

      Ti abbraccio fortissimo anch’io!!! ❤

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