E’ la malinconia…

E’ la malinconia, è la malinconia…. recitava così una bella canzone di Califano. La sua malinconia nasceva da un amore finito. Non è il mio caso…. Forse tutti abbiamo un angolo dove vive e sonnecchia questo sentimento. Ma talvolta quando si sveglia e vuol farsi sentire….allora è giusto lasciarsi andare alla malinconia!

La parola deriva dal latino melancholia, che a sua volta trae origine dal greco melancholía, composto di mèlas,mèlanos( nero ), e cholè( bile ) quindi biloe nera, uno dei quattro umori delle cui combinazioni dipendono, secondo la medicina greca e romana, il carattere e gli stati d’animo delle persone.

Dei tuoi occhi nel lago profondo
Il mio povero cuore s’annega,
E lo sciolgono
In quell’acqua d’amore e di follia
Il tuo ricordo e la malinconia.

Questi versi stupendi sono di Guillaume Apollinaire, un poeta nato e vissuto a cavallo fra il 1800 e il 1900.

La Malinconia da sempre vive dentro di me. Oggi ha deciso di uscire fuori…e di farmi guardare il mondo attraverso i suoi occhi. Goethe dice che è l’incapacità di amare la ripetizione che scandisce la nostra esistenza (le stagioni, il giorno e la notte, le incombenze e le abitudini quotidiane, il succedersi delle generazioni). In pratica possiamo definirla una tristezza che non ha un’origine o una motivazione precisa…la nostalgia dice sia una malattia dello spirito. Si manifesta come stato, generalmente transitorio,
di struggente rimpianto per qualcosa di assente.

Gli studiosi dicono che La nostalgia si svolge sempre nel tempo, mai veramente nello spazio. C’è nostalgia
quando la memoria s’imballa, e gira infinitamente nello stesso punto. A volte si crede di rimpiangere una persona, o un posto, ma è un’impressione ingannevole perchè si tratta sempre di un nostro momento con quella persona o in quel posto, di un materiale che abbiamo tratto dal magazzino della nostra memoria.

E questo è vero…

Se chiudo gli occhi mi rivedo nella casa di Via Garibaldi, lassù in quell’ultimo piano, dove l’ultima rampa di scale per entrare in casa, diceva il mio babbo era una scala da pompieri!!! Ed io tutta felice la salivo veloce come un gatto….per dimostrare a mio padre, vigile del fuoco, quanto potesse essere fiero di me- Ma il tempo inesorabile ti porta via da quella scala, ti porta via gli affetti più cari… Di quella casa ricordo il calore dell’amore che si respirava fra quelle pareti. Eppure non c’era il riscaldamento.

Sopra la nostra casa c’era una soffitta con un lucernario dove potevi guardare le stelle la notte.

E un giorno che aveva nevicato, era venuta giù dal lucernario un po’ di neve tutta per noi!!!! Pensavamo, io e la mia sorella Daniela, che quella casa fosse fatata….che facesse quei doni speciali solo a noi. Del resto quella soffitta era la nostra stanza dei giochi. C’era un odore strano che a noi piaceva tanto, e alcune scatole, piccoli bauli dove noi potevamo trovare dei veri tesori. Degli abiti lunghi, o borse, o scarpe con il tacco alto.

Noi non dovevamo toccarle perchè non era roba nostra. Però quanto era bello trasgredire e provare l’emozione di indossare un abito lungo da sera! Guardavamo i film in costume e a turno si faceva la dama o la principessa che fuggiva a cavallo rincorse sempre da un bel cavaliere. Lo facevamo a turno….In quella casa dell’ultimo piano, ho imparato a scrivere. Ricordo che era da poco iniziata la scuola ero in prima elementare e mi ammalai di morbillo. Doveva essere una forma molto aggressiva, perchè il medico mi fece ricoverare in ospedale. Leggevo sillabando a stento, con molto sforzo….in ospedale mi feci portare il libro della scuola e non so per quale magia, ma imparai a leggere benissimo, come leggo ora. Quanto tornai a scuola dopo le feste natalizie e forse anche un po’ più in la’, la maestra non credeva alle proprie orecchie. Io leggevo come un treno, gli altri miei compagni sillabavano ancora! sarà stata la febbre alta a smuovermi qualcosa nella testa!

Chissà, comunque non tutti i mali vengono per nuocere!Pensando a quella casa sento il fischio di babbo mentre sale le scale per venire da noi…io restavo dietro la porta finchè lo sentivo vicinissimo, poi aprivo e mi gettavo fra le sue braccia, Lui mi tirava per aria…. e quando tornavo giù e lo abbracciavo affondavo il viso sulla sua spalla e mi godevo l’odore della sua divisa. Un odore che riconoscerei fra mille!

In quella casa ero figlia e niente poteva farmi paura. Avevo una sorella un po’ più grande di me, quanto basta per poterci giocare ed essere difesa, . Era il mio rifugio…avevo una mamma bella con dei capelli mossi, un sorriso radioso e profumava sempre di lavanda coldinava. Un babbo giovane e forte che non esitava a salvare vite in pericolo.

Poi tutto è cambiato alla velocità della luce. La sorella partita per studiare l’inglese, la casa cambiata, la nascita di una nuova sorellina e la morte improvvisa di babbo….tutte le mie certezze dissolte. Nel cuore un grande dolore che da allora mi ha sempre accompagnato nel corso della mia vita.

Victor Hugo diceva: «La malinconia è la felicità di essere tristi». Sembra un ossimoro, una contraddizione che non regge nella vita quotidiana,perchè quando questa prende il sopravvento c’è solo una grande tristezza fuori e dentro di me. La malinconia è un sentimento difficile da comprendere. Spesso non si capisce da dove viene. Pone domande, ci costringe a interrogarci. È attraverso la malinconia del tempo che passa, per esempio, che possiamo spingerci fino al confine con le domande di senso. Da dove vengo e dove andrò? Quanto ho dato e quanto ho ricevuto nella vita? Sono stato all’altezza dei miei talenti? In questo senso la malinconia è uno scatto fotografico che può anche apparire e scomparire nello spazio temporale di un lampo. Ma è un lampo che porta lontano. Per esempio, e qui la malinconia diventa una ferita, verso il lutto nostalgico, ciò che avremmo voluto fare ( o essere) e non siamo riusciti a realizzare.

La malinconia non ha età. Spesso arriva con l’adolescenza, con la gioventù, con quel carico di energia vitale che ci traghetta verso la piena maturità, con la fine di tante spensierate illusioni e con l’aumento di responsabilità di varia natura.

Qualcuno dice che la malinconia è fatta di luoghi e di odori. Ognuno di noi ha avuto un posto dove si è sentito più felice, più sereno. Quel luogo, nella nostra memoria , ci dirà sempre qualcosa. Come un profumo, che immediatamente colleghiamo a una persona, a una circostanza. Ed è allora dice, che scopriremo meglio quella che Hugo definiva «la felicità di essere tristi».

Malinconicamente vostra, vitty

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

22 pensieri riguardo “E’ la malinconia…”

  1. Vitty, non so cosa dire di questo post che trovo fantastico
    Pieno di tante emozioni, ricordi, citazioni
    Mi ha riportato alla memoria quando, piccina, non andavo a letto finché non rincasava mio padre, che lavorava in città
    Avevo già addosso il pigiamino, ma stavo anch’io in cima alle scale ad attenderlo. Mi prendeva in braccio, mi stringeva forte e mi portava davanti allo specchio a salutare la bambina che si rifletteva là dentro, perché era ora per tutte e due di andare a letto

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    1. Luisa il tuo ricordo è emozionante, sarà che vivo un periodo particolare ma le tue parole mi hanno toccato profondamente. Abbiamo un bellissimo ricordo in comune! Sono certa se oggi siamo quelle che siamo, lo dobbiamo all’amore che abbiamo ricevuto dai nostri cari!

      Ho piacere che ti sia piaciuto ciò che ho scritto. Alle volte ,per poter ricominciare a stare meglio, bisogna tirarle fuori certe parole e certi ricordi!

      Un abbraccio a te e un bacio a quella bambina deliziosa pronta ad andare a letto col suo pigiamino, dopo il bacio del babbo ( noi in toscana lo chiamiamo babbo ! )

      ❤ ❤ ❤

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  2. Colgo un dettaglio della tua riflessione (nella quale mi ritrovo perfettamente) per un’ulteriore riflessione, sulla neve. Io mi sono accorto di essere diventato adulto quando ho smesso di essere felice per l’arrivo della neve. Da bambino è davvero un evento che riempie di gioia, anche se dura poco qui in pianura. Poi piano piano inizi a pensare più ai problemi per andare a lavorare, al doverla spalare… e niente, sei diventato grande!

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    1. Anche per me è andata suppergiù così con la neve! Quando eravamo bambine e nevicava, con mia sorella e le altre bimbe del palazzo era una festa. Ma solo i primi momenti, perchè la neve da bianca diventavasubito sporca e spesso si ghiacciava, facendo cadere rovinosamente molte persone.

      Poi ho capito che la neve sta’ bene sui monti… nelle città, specialmente dove non nevica quasi mai come da noi, non siamo neppure attrezzati. Le strade diventano pericolosissime! Un anno il comune sparse del sale per non far gelare le strade e i marciapiedi. Ebbene, quel sale era molto appetitoso per i cani, ma purtroppo anche velenoso, ricordo ne morirono tanti e in maniera piuttosto straziante.

      C’è un giorno però in cui vorrei ancora veder scendere la neve, è la notte di Natale. Nonostante sia adulta sento ancora tutto il fascino dell’attesa e di chissà quale sorpresa…

      Grazie phileasfogg, per aver condiviso con noi la tua bella riflessione dal passaggio dall’uscita dell’età infantile , passando dalla magia di una nevicata, alle problematiche che portava nella vita quotidiana!

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  3. Vero, anch’io sarei felice di vedere nevicare in quella notte. Probabilmente è quella parte di noi che rimane bambino/a. Mi è capitato una volta sola di veder nevicare nella notte di Natale qui dove vivo e devo dire che è rimasto scolpito nella mia mente quel momento di magia pura

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  4. Io adoro sia la malinconia che la nostalgia.
    Li trovo due sentimenti affascinanti, che mi cullano, che come una coperta d’inverno mi tengono caldo e mi fanno star bene con i miei pensieri.
    Non li confondo con la tristezza, anzi è proprio grazie a malinconia e nostalgia che io non provo tristezza ma vengo rincuorato dai ricordi, che mi appaiono vividi e vicini, e non lontani ed inafferrabili.

    Ciao Vitty.

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    1. In genere dovrebbe essere così, e spesso lo è anche per me. Mi sento cullata, coccolata da certi ricordi. Ma purtroppo questo è un momento molto difficile per me. Si avvicinano giorni che di solito mi riempiono di gioia e orgoglio. Ma stavolta , non per causa mia, non sarà così . Per questo la malinconia diventa più pungente. Oh, ma passerà… mamma mi ha insegnato a non crogiolarmi troppo nel dolore. Mi sembra di sentirla….Testa alta, sguardo fiero e avanti….così si affronta la vita. Qualche volta mi riesce più difficile, ma ce la faccio sempre!!!! 🙂

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  5. Dispiace a me averli palesati. Di solito me li tengo chiusi nel cuore ma ora è davvero tutto molto difficile per me. La settimana prossima inizierò le sedute dallo psicologo e spero che questo mi aiuterà. 🙂 Grazie Andrea per la tua gentilezza! 🙂

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  6. Complimenti per questo tuo post sulla malinconia, cara amica, che non è, a mio avviso, un semplice post di blog, ma una pagina di letteratura, per intensità e forma.

    Eh sì, cara Vitty, hai proprio ragione: quando quella si sveglia e vuol farsi sentire tu opporti i non puoi, anzi quasi ne godi.

    E quando si sveglia non ti preavvisa, arrivando sempre quanto meno te lo aspetti con passo felpato, come un ladro di notte.

    In attesa di un prossimo post coinvolgente come questo sul tema però dell’allegria, ti faccio partecipe di alcune mie . . .

    D O M A N D E

    Torna sovente in me la nostalgia
    d’un tempo andato e che mio non fu
    completamente, chè l’anima mia
    lo visse come un sogno e nulla più.

    Dov’ero?…con chi stavo?…e perchè mai
    sfuggiti sono tutti i suoi contorni?…
    Eppur lo so, lo sento che passai
    in modo tutto nuovo quei miei giorni.

    Possibile che debba ricordare
    soltanto che ci fu e che svanì?…
    che nella vita mia debba accettare

    che esista una parentesi così,
    dove la mente mia non può entrare
    e la malinconia invece sì.

    Pessoa non sbaglia mai . . . vero, amici? . . .
    col suo calice amaro assai a berlo,
    cioè: “Perché per essere felici
    è necessario sempre non saperlo?”.

    ( Cassandro)

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    1. Ah, Cassandro, mi fa tanto piacere sapere che ti è piaciuto questo post. Avrei preferito non arrivare a mettere nero su bianco il mio malessere malinconico. Posso dire che è quasi uscito da solo…non riuscivo a pensare ad altro….e ti assicuro, una volta depositate queste parole, mi sono sentita più leggera, meno angosciata. Anche perchè si spera che tutto si risolva nel migliore dei modi. Alle volte vedo tutto nero. Altre spero si risvegliarmi da questo assurdo sonno per accorgermi che era solo un brutto incubo!

      Come vedi di confusione nella mia testa ce n’è abbastanza. Spero di riuscire a rimettere ogni cosa al suo posto. E se tutto non tornerà come vorrei, dovrò capire che la vita è una sola e va vissuta nonostante tutto nel migliore dei modi.

      Non potevi inviarmi poesia più bella!!!

      La prima quartina ( si chiama così vero? ) potrei appiccicarla alla mia anima e lasciarla lì per sempre…

      “Torna sovente in me la nostalgia
      d’un tempo andato e che mio non fu
      completamente, chè l’anima mia
      lo visse come un sogno e nulla più.”

      Forse perchè la normalità della famiglia l’ho vissuta da bambina solo in quella casa di via Garibaldi. Tante volta mi semmbra davvero un sogno bellissimo tanto da chiedermi se è veramente avvenuto. Poi ho la conferma della mia sorella e il ricordo so che è reale e non solo un sogno!

      Comunque è anche vero che la malinconia ai veri artisti ha suggerito le opere più belle!
      Michelangelo, per esempio, si augurava di “restare rinchiuso, fino al midollo, nella malinconia” . Per Tolstoj era il desiderio dei desideri. E se Dante sperava di stare in sua compagna, per Baudelaire la malinconia era ” sempre inseparabile dal sentimento del bello”.

      Quindi tutto sommato essere malinconici può aiutarci a creare qualcosa di bello!!!!

      Ciao Cassandro, grazie delle tue generosissime parole e di quei versi che adoro!

      Oggi c’è una cosa che mi rende felice…è iniziato Settembre, il mio mese preferito!!!!

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  7. Vittoria, è un bellissimo post, grazie, quante emozioni e sensazioni sei riuscita a trasmettere .. percepisco che stai attraversando un momento difficile, mi dispiace ma tu non mollare e passerà. Spero che abbracciandoti forte con tanto affetto ti senta confortata.

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    1. Stefania, chiudo gli occhi e sento il tuo abbraccio…fa bene non sentirsi soli. Un giorno , quando tutto si risolverà,se si rirolverà, potrò parlare e spiegare il motivo del mio malessere.

      Per ora mi prendo il tuo abbraccio e il tuo affetto che già mi fanno stare meglio!!!! Ti dico solo una parla : Grazie!!!! Ti abbraccio anch’io!!! ❤ 🙂

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