Le mele delle discordia

Mi sto’ accorgendo di cominciare ad essere stufa di questo politicamente corretto e la cancel culture perchè ho capito che possono travolgere anche innocue pietanze o dolci, come dimostra il recente furore ideologico scaricatosi contro la povera torta di mele ,

grande classico della tradizione dolciaria anglosassone, soprattutto di quella a stelle e strisce, è stata infatti accusata di “razzismo” dal giornale inglese Guardian, promotore di tante battaglie “civili e progressiste”.

Certo, se sono queste le sue battaglie ” civili e progressiste….” andiamo bene!

Il tutto è cominciato quando, Raj Patel, giornalista gastronomico del Guardian, l’ha bollata come razzista.

Patel, inglese di origini indiane, l’accusa di essere un simbolo del colonialismo yankee: le mele di origini europee, portate in America dai coloni post colombiani, avrebbero contribuito al «vasto genocidio di popolazioni indigene».

Come? Favorendo la colonizzazione di nuovi territori a scapito degli indiani.

Eh, ma questa è storia americana la causa la sappiamo tutti, fu l’obiettivo di impossessarsi delle terre e delle ricchezze dei nativi, spesso giustificando in maniera ideologica le guerre. Non credo proprio che le mele possano entrarci qualcosa!

Il mitico pioniere John Chapman, conosciuto in Italia grazie a Disney come Giovannino Semedimela per aver speso la sua vita a piantare migliaia e migliaia di semi di mela in tutto il West,

considerato dalla storia americana il profeta dell’ambientalismo e del naturismo, è visto da Patel come una sorta di John Chivington, il massacratore di pellerossa a Sand Creek.

nvece di prendere le distanze da queste esagerazioni, il gastrogiornalista del Guardian, dato che c’è, scomunica oltre alle mele anche la tradizionale tovaglia di cotone a quadretti sopra la quale le nonne d’America (la più famosa è Nonna Papera che la prepara per Qui, Quo, Qua) depositano il dolce caldo di forno.

Entrambi, zucchero e telo quadrettato, sono condannati come elementi «schiavisti» dallo scatenato no racistcake ( cibo razzista ) perché, a suo dire, simboleggiano la tratta degli schiavi e il genocidio di milioni di indiani e africani sradicati dalle loro terre e costretti a lavorare in condizioni disumane nelle piantagioni di canna da zucchero e di cotone.

Ma che vengano lasciate stare le mele!!! Ma lo sa il signor Patel che la mela è protagonista di miti, leggende, storie – dal frutto proibito colto da Eva a quella avvelenata morsa da Biancaneve a quella che sarebbe caduta in testa a Isaac Newton. Insomma, la mela è talmente presente nell’immaginario collettivo e nella nostra cultura da non avere niente a che fare, secondo me, al problema del razzismo!

Un membro del Centro studi dell’Accademia italiana della cucina,Roberto Zottar in un articolo pubblicato su Civiltà della Tavola, la rivista dell’Accademia, si pone interrogativi sull’evolversi di questo modo di vedere il razzismo nei cibi,

sull’eventuale cambio di nome di prodotti e piatti italiani, tra i quali cita il vino Negroamaro, il budino Moretto, la birra Moretti, l’amaro Montenegro, l’aperitivo Negroni, il salame Negronetto del salumificio Negroni di proprietà del gruppo Veronesi.

Nomi nati in passato dalla cultura contadina. Come gli strangolapreti trentini che alcuni storici della tavola sostengono nati all’epoca del Concilio di Trento (1545-1563) e così chiamati per la voracità con cui venivano divorati da certi panciuti cardinali.

Avrebbero lo stesso buon sapore se il Vaticano in nome del politicamente corretto chiedesse di cambiare il loro nome in «gnocchetti di pane raffermo e spinaci alla trentina»?

Desolatamente vostra, vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

34 pensieri riguardo “Le mele delle discordia”

  1. Il cibo in quanto tale non può essere razzista né portatore di razzismo.
    Il razzismo è negli occhi di chi lo vede, e basta.
    Polemiche piccole da parte di menti piccole.

    Il politicamente corretto a tutti i costi è una totale stupidaggine.
    W le diversità.

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    1. E’ proprio attraverso le diversità che ci si arricchisce mentalmente! E le nostre tavole sono piene di cibi che arrivano da terre scoperte da antichi navigatori! Il cibo, come la musica, dovrebbe unire, non dividere!!!!

      Grazie Andrea, per aver condiviso con noi il tuo pensiero! 🙂

      Piace a 1 persona

    1. Si, lo penso anch’io…. ci aspettano tempi molto duri, se non ci ribelleremo all’imposizione del pensiero unico!!!!

      Benchè sia un piatto molto antico, addirittura risale ai primi del 900 con il nome ” maccheroni alla marinara ” perchè nasce a Napoli, il nome alla puttanesca, si deve ad un oste romano un che ideò questo piatto appositamente per i visitatori di una casa di appuntamenti che si trovava nella periferia di Roma.

      Ora pare sia diventato offensivo per chi pratica il mestiere, parlare di spaghetti alla puttanesca…. Lo posso dire? Quanta ipocrisia in questo voler essere politicamente corretto a tutti i costi!

      Io continuerò a chiamarla pasta alla puttanesca perchè mi sembra più gustosa…ovvia!!!

      Grazie per esserti fermato! 🙂

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  2. La mela, ah, se sta all’origine del mondo . . . e pure adesso, metaforicamente funziona!

    Ricordate quello che è successo per il furto di una, una dico, mela? Quasi quasi, anzi senza quasi, fu proprio questo la vera “ira funesta”.

    Non ci credete? E allora leggete!

    “Non c’è uno che si incazza più di Dio, ragazzi!
    Dalla mattina alla sera non c’è un momento che è calmo.
    Già all’inizio Adamo ed Eva gli presero una mela. “Eeeeh! Fuori di casa mia! Te partorirai con dolore! Te lavorerai con sudore!”
    Per una mela? Te la pago, mamma mia! Un casino!
    No, ora io posso anche ammettere: gli hanno preso una cosa che ci teneva. Uno se la piglia, no? Ma poi ti passa . . . A Lui non gli è ancora passata. Sono duemila anni che ci fa battezzare per quella mela.
    Tutto il giorno me L’immagino in casa: “Madonna m’hanno rubato una mela, Dio bono, accidenti a loro mi piaceva tanto e non gliela volevo lasciare, ora chi me la ripaga, mi piaceva a me, la volevo far cotta e me l’hanno presa”.
    Fattene un’altra . . .
    “Ma mi piaceva quella, Madonna bona, ora voglio vedere, metto un albero di fichi, voglio vedere se mi pigliano anche quelli.”
    Una cosa, guarda! Poi dice che aumenta il prezzo della frutta! A quel tempo una mela costava l’ira di Dio!”

    Cosa c’è da aggiungere a questo ben noto monologo di Benigni sui sette vizi capitale?

    Quindi, andiamoci adagio con le mele, politicamente corrette o no, ma sempre valide, almeno sotto un certo punto di vista, specialmente con riguardo alle . . . .

    M E L E A P P E T I T O S E

    Per me era Eva quella che dal ramo
    sotto forma di mela colse Adamo

    . . . e ancora oggi forse tale frutto
    non è la donna in tutto e per tutto?

    Le “mele appetitose” danno all’occhio
    spesso anche troppo . . . e per dirlo io
    che ne capisco di grazia di Dio
    vuol dire che esse spingono a un pastrocchio

    chiunque le ammiri e avesse solo
    gli stimoli che un uomo deve avere
    se uomo è, e come tale a volo
    vuol con le donne belle ben godere.

    Le “mele appetitose” spesso stanno
    pro forma un pochino in disparte,
    di non conceder nulla finta fanno

    (nessuno mai le batterà in quest’arte),
    ma se vogliono darsi, ah se si danno! . . .
    apertamente od imbrogliando carte

    . . . ora allappando come mela Verde
    mentre profumo in aria si disperde,

    . . . ora siccome mela Imperatore
    che si discioglie in bocca con languore,

    mentre l’olfatto viene graziato
    dell’aria fresca di un campo bagnato.

    Daresti il mondo . . . e forse anche di più . . .
    se il loro “lui” potessi essere tu.

    Perciò essere grato a loro devi:
    grazie a lor non fai pensieri grevi,

    ed ami il mondo . . . Cosa ti credevi?

    Da “Quale dolce mela che su alto….”
    a “Mele appetitose” è grande il salto,

    ma identico è il concetto: Saffo ed io
    bene apprezziamo la “grazia di Dio”,

    che rende il mondo uno sfavillio,
    tutto un brillio, uno sfolgorio!

    (Cassandro)

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    1. Ah, Cassandro, ci voleva un po’ di leggerezza per riportarci con i piedi per terra. Perchè i problemi gravi sono altri! E bene hai fatto a ricordare Questo pezzo fantastico del nostro ” Robertaccio” in un suo famoso film. Finalmente mi sono fatta una risata con animo leggero, come si dovrebbe sempre fare nel godere di quello che la vita ci offre quando la vita scorre su binari normali. Bisognarebbe sempre ricordarci di questo, della bellezza della normalità, allora si potrebbero guardare le cose con un pezzo di sole nel cuore!

      Così mi hai fatto sentire leggendo le tue parole. Quindi devo ringraziarti, non una volta, ma mille volte!!!!

      E grazie anche per questa ode alle ” Meleappetitose ” rivolta alle donne. E’ bello sapere che c’è ancora chi sa apprezzarci col dovuto rispetto. E bene hai fatto a ricordare che tutto iniziò con una mela….

      “Per me era Eva quella che dal ramo
      sotto forma di mela colse Adamo

      . . . e ancora oggi forse tale frutto
      non è la donna in tutto e per tutto?”

      Una mela offerta e accolta con molto piacere da ambo le parti… ed è così che è iniziato il mondo!!!! Quindi non possiamo che ringraziare la mela…

      “Perciò essere grato a loro devi:
      grazie a lor non fai pensieri grevi,”

      Certamente no, perchè grazie a lei stai bene, in pace col mondo!!!!

      “Da “Quale dolce mela che su alto….”
      a “Mele appetitose” è grande il salto,

      ma identico è il concetto: Saffo ed io
      bene apprezziamo la “grazia di Dio”,

      che rende il mondo uno sfavillio,
      tutto un brillio, uno sfolgorio!”

      Bene hai fatto a ricordare la ” dolce mela” di Saffo irraggiungibile… una meraviglia in poche righe

      La dolce mela

      Come la dolce mela rosseggia sull’alto ramo, alta su quello più alto,
      la dimenticarono i raccoglitori di mele …
      no, non la dimenticarono, ma non riuscirono a raggiungerla.

      Saffo

      Ciao carissimo, ti lascio un abbraccio!!!! ❤

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  3. Tanto per chiudere l’argomento!

    “Un solo dubbio: Adamo innocente
      cessò d’esserlo quando in girotondo
      a lui comparve Eva, seducente,
     
      …la mela gli donò…e nacque il mondo.
      Fu colpa solamente del serpente  
      o di come gli offrì il frutto tondo?            
     
     
      Questo non può di certo essere detto
      …ma io lo nutrirei qualche sospetto”.

    (Cassandro)

     

    Piace a 1 persona

    1. E come diceva Andreotti, caro Cassandro, a pensar male si fa peccato, però qualche volta si indovina. Non si sa di certo se sia stato il serpente troppo insistente a convincere Eva a tentare Adamo. Forse anche lei aveva voglia di qualche diversivo….così dài oggi, dài domani, ha pensato bene fosse una gran bella idea far assaggiare quella mela a Adamo. E d’altronde, se non ci fosse stata quella tentazione, noi oggi non saremmo qua a scrivere. Quindi….mi unisco a te nel dubbio universale!

      “Fu colpa solamente del serpente
      o di come gli offrì il frutto tondo?

      Questo non può di certo essere detto
      …ma io lo nutrirei qualche sospetto”.

      Ti saluto con un delizioso Branduardi e un malizioso disegno sul tema ” cogli la prima mela ” Un caro saluto, ciao!!!!

      "Mi piace"

  4. hai ragione, siamo all’assurdo, tanto assurdo da essere ridicolo.
    il gastrocensore di origine indiana, se fosse coerente, dovrebbe bandire il pollo al curry dalle tavole inglesi perchè questo piatto indiano sta soppiantando la tradizionale cucina anglosassone.
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Massimo, me lo sono chiesto anch’io cosa c’entrasse un indiano nel rivendicare e giudicare le tradizioni americane. Ma pensasse al suo di Paese , che ne ha di cose che non vabbo, specialmente quella storia delle caste che non si può più sentire!!!!

      E’ sempre bello averti qua, grazie per esserti fermato 🙂

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      1. Forse concordi, Vitty, con il restare perplessa col fatto molto attuale per cui ognuno vuole . . .

                   DIRE  LA  SUA
                   (Uno vale uno?)
         
         
        Oggi ognuno vuol “dire la sua”,
        zitto non sa stare più nessuno:
        da qui bestialità da poppa a prua
        fondate sopre l’ “uno vale uno”!
         
        Ma quale balle! La democrazia
        non è sparare quello che si pensa,
        senza adeguata base, se no via
        si va per la tangente. Oggi si incensa
         
        chi per primo si alza e forte grida,
        al par di chi a teatro fa il buffone.
        La competenza no, non si uccida
         
        se no dritti si casca nel burrone:
        non si trasformi, al fin che non si rida,
        la ignoranza in opinione.
         
         
        Soltanto il colto e saggio deve agire,
        per cui solo chi sa “la sua” può dire!
         

        Fra chiacchiere e pensiero, ah, che divario!

        Che fossi un po’ troppo elitario!

        ( Cassandro)

        Piace a 1 persona

  5. E come darti torto, Cassandro caro, qua e parlo dei politici e professoroni, che ogni giorno ne sparano una! Mi chiedo con quale ponderatezza arrivano a mandare certi messaggi!

    “Ma quale balle! La democrazia
    non è sparare quello che si pensa,
    senza adeguata base, se no via
    si va per la tangente. Oggi si incensa

    chi per primo si alza e forte grida,
    al par di chi a teatro fa il buffone.
    La competenza no, non si uccida”

    Prima per accedere alla politica uno doveva aver studiato, conoscere almeno la realtà in cui viveva. Averne coscienza. Oggi siamo in mano a persone che definirle icompetenti è un complimento.

    No, non sei affatto ” elitario ” ! Assisti sgomento a questacosa a chi la spara più grossa. E quando saremo in campagna elettorale….mi si ccappona la pelle per quello ch potrà uscire dalla bocca di questi ” onorevoli ”

    Meglio, molto meglio lsciarsi andare , noi gente comune che non faremo danni, con qualche amico al bar a commentare quello che ci sta’ accadendo intorno! Ciao carissimo….

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