L’emozione dei ricordi

Sono molto emozionata, perchè domani, con gli amici di sempre, Gianni e Marta, andremo a Bolgheri!

Così potrò rivedere il lungo e magnifico viale di cipressi, tanto amato e decantato dal poeta Carducci. A parte la bellezza di quei cipressi che si stagliano alti verso il cielo, un ricordo mi torna alla mente. La prima volta che li vidi. Ero in prima media nella mia prima gita scolastica.

Sono sempre stata timida a scuola, non facevo mai niente per mettermi in mostra. Anche perchè, il caso volle che la professoressa di lettere, la gentile e brava Carla Lucchesi, fosse stata durante l’adolescenza, un’amica di mio padre che guarda caso, le dava qualche ripetizione.

Quindi, una volta saputo chi era la mia prof. , mio padre, già severo di suo, pretendeva che fossi bravissima. Per il semplice fatto che ero sua figlia. Non voleva far brutta figura con la sua vecchia amica. Questo mi complicò molto la vita. Perchè in latino non ero un genio…. ricordo bene con quale furore mi faceva riempire i quaderni con le declinazioni latine. Declinazioni che imparai benissimo. Potrei dire a pappagallo, ma fu un po’ più difficile metterle in atto.

Questo fatto di non essere all’altezze delle aspettative di mio padre, mi faceva chiudere sempre più in me stessa e trovavo un grande conforto leggendo poesie. Il Pascoli per esempio, con i suoi versi tanto tristi, come nella “Cavallina Storna” o ” A Silvia ” lenivano quella sensazione di inadeguatezza che mi portavo dentro. Mi facevano sentire che non ero sola a sentirmi sola.



Old stone arch. Leitzaran Valley, Spain

Poi in un’antologia, forse di mia sorella, mi innamorai di “Davanti a San Guido” del Carducci. Per me imparare poesie a memoria allora, era molto facile. Avevo una memoria visiva o fotografica, perciò quando una poesia mi piaceva la imparavo a memoria da sola e ripetevo spesso fra me e me quei versi. Davanti a San Guido. Allora come ora, mi ha sempre toccato nel profondo e quando si arriva al ricordo di “Nonna Lucia” non riesco a trattenere le lacrime. Chissà, forse associavo , associo, la morte della cara nonna Zizzi che ha lasciato su di me un’impronta indelebile.

E la gita della prima media di allora riguardava Populonia, una città etrusca famosa per i suoi reperti archologici di tombe etrusche.

Ma prima di arrivare a Populonia era prevista anche una sosta e una visita a Bolgheri.

Quando imboccammo il viale dei cipressi,

la prof chiese se qualcuno conosceva la storia di quel viale tanto caro al Carducci. Io non so come, forse per l’entusiasmo di materializzare un pensiero, un sogno, mi feci avanti e senza nessun imbarazzo , recitai davanti a tutti la poesia che tanto amavo. Commuovendomi e commuovendo anche gli altri che mi ascoltavano in rigoroso silenzio quando arrivai al punto della “Nonna Lucia”, ma arrivando imperterrita alla fine.

La sorpesa inaspettata fu un lungo applauso e i complimenti dei vari professori che ci accompagnavano in quella gita. Mi chiesero perchè avevo studiato quella poesia. ” Perchè mi piacciono i poeti” risposi, senza saper spiegare perchè.

Ogni volta che ci torno, l’emozione è grande. Anche domani non farà un’eccezione. Mi commuoverò,anche se sarò in allegra compagnia e non mi perderò l’occasione di abbracciare un “cipressetto”

Poeticamente vostra, Vitty

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

25 pensieri riguardo “L’emozione dei ricordi”

  1. Non conoscevo il Viale dei Cipressi, cavolo, ero a pochi Km, peccato dev’essere bellissimo.

    Riguardo al latino, io adoravo studiarlo, anche se lo trovavo difficile. Ma avevo la forma mentis adatta, per cui ottenevo anche buone valutazioni, ogni tanto mi viene il pensiero di riprendere in mano i libri.

    Ciao Vitty.

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    1. Andrea, io te ne avevo parlato di Bolgheri! Ma eri così preso da preparare l’itinerario che forse non ti sei ricordato.

      A dire la verità io amo il latino. Amo la sua musicalità nel leggerlo e sentirlo parlare. E qualche facile traduzione riesco pure a farla. Quello che mi mancava quando andavo a scuola era sia la serenità, sia la logica. Che per il latino è indispensabile!!!!

      Buona serata Andrea!

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      1. Mica colpa tua, diciamo che tante sono le cose da vedere (in Italia e nel mondo) e mica le possiamo vederle tutte.
        Tra l’altro io sono dell’idea “vedere meno ma vedere meglio”, perché fare tutto di corsa non serve a nulla e non ti arricchisce.
        Però in effetti c’ero vicino, ero passato per “La californa” per fare la foto al cartello, bastavano pochi Km.
        Sarà per la prossima volta, no?
        🙂

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  2. Io sono di Cecina, per cui ogni estate torno rigorosamente a Bolgheri per una passeggiata. Anche io sapevo Davanti San Guido a memoria, ma non lo dissi a nessuno, già mi prendevano in giro perché ero secchiona! Poi, ristudiato alle superiori, altri poeti hanno preso nel mio cuore il posto di Carducci, ma Davanti San Guido avrà sempre un posticino speciale nei miei ricordi!

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    1. Ah, Cecina è deliziosa!!!! Parliamo dunque tutte e due lo stesso toscano, perchè io abito a Livorno!
      Bolgheri non si può non amare, è tutto deliziosamente bello! Ovviamente anch’io ho imparato ad amare negli anni successivi altri poeti. Il Carducci fra l’altro mi piace in un paio di poesie, per il resto è un po’ altisonante… ma Davanti a San Guido ,resta fra i miei ricordi preferiti e quando torno a Bolgheri, come ieri, è impossibile attraversare quel lungo viale di cipressi senza ricordarla!!! Beata te che a scuola sei sempre stata brava! Io senza lode e senza infamia…. Ciao e grazie per esserti fermata 🙂

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  3. Tu scrivi, Vitty, “La sorpesa inaspettata fu un lungo applauso e i complimenti dei vari professori che ci accompagnavano in quella gita. Mi chiesero perchè avevo studiato quella poesia. ‘Perchè mi piacciono i poeti’ risposi, senza saper spiegare perchè.
     
    E qui ti volevo!
     
    Ma tu lo sai, inebriata Vitty, quali rischi corri col fatto che (fin da piccola) “Ti piacciono i poeti”.

    Attenta, posso io ben dirti: sono soggetti molto pericolosi!
     
    Questi con i loro versi, senza dare all’occhio, possono darti alla testa, come, e anche più, dei citati “vini di Bolgheri”, che infatti hai trovato “inebrianti”.
     
    Non farti imprigionare in qualche endecasillabo! Se ci entri corri il rischio di non uscirne più.
     
    Comunque io ti ho avvisato!

    Auguri, hic!

     
       V I N O    V I N E L L O      ( Lui e Lei )
       
        ( Lui)
         – “I versi buoni sono come il vino,
         devi centellinarli ad uno ad uno,
         attentamente, e assaporarli fino
         a quando capirai che ognuno
        
         di essi non vien posto lì per caso,
         ma per entrarti in mente, piano piano,
         e scivolarti in cuor come sul raso
         scivola via la palma della mano.
        
         Dei miei tu ti sei proprio abbuffata,
         ne hai la pancia piena, amore bello…
         li bevi come vino non d’annata
        
         e forte come il Chianti ed il Brunello:
         infatti loro mai t’hanno ubriacata,
         ma resa allegra, sì . . . come vinello.
     
    Dico dei versi che parlan d’amore,
    che della vita è l’eterno fiore.
     
                        °       °       °
        (Lei)
         – “Lo so che i versi sono da gustare
         attentamente, proprio come il vino,
         e pure so che questo è da versare
         con grazia, sia ch’è doc o cannellino.
        
         Tu porgi infatti i versi come Albana
         lieve riverseresti nel bicchiere,
         ed è sempre per me impresa vana
         restar con gli occhi asciutti, ch’è un piacere
        
        . . . di quelli che fan mordere le dita . . .
         saper che in una rima ora risiedo,
         che c’è in un verso un po’ della mia vita,
         che un endecasillabo possiedo.
        
         Ma come il vino può andare perso
         se a terra la bottiglia butti giù,
         così darò al vento ogni tuo verso
         . . . accorto, dunque! . . . se non mi ami più.
     
    L’amore, amor, come la vita è
    da gustar lento . . .   no come fernet”.
     
    (Cassandro)
     

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    1. Cassandro, ma cosa dici??? I poeti ” soggetti pericolosi? ” Da parte mia posso ben definirli adorabili!!!! A maggior ragione dato che conosco sia te sia Sergio Sestolla, che da un po’ latita da queste pagine. Che mi stia dimenticando??? Noooo, questo non lo crederò mai! Sarà piuttosto tutto preso con qualche lavoro importante! Tu ne sai niente Cassandro?

      Ma tornando al punto, un qualcosa dentro di me , quando ancora ero poco più di una bambina me lo diceva che avrei potuto fidarmi dei poeti! E così è stato!!!! Non credo di aver conosciuto persone più corrette, simpatiche, adorabili di voi!!! E sono già 18 anni che ci conosciamo, mica diciotto minuti!!!!

      E’ vero, io mi inebrio nelle poesie . Neppure il vino potrebbe inebriarmi tanto, che di quello ne bevo pochissimo, ma di versi….ne faccio scorpacciate!!!! Mica tutte le poesie mi piacciono! Per esempio quelle in cui si usa un linguaggio volgare non le amo. A parte quelle latine che riescono a mettere poesia la’ dove c’è tanta prosa. Ma ai poeti latini, si sa, si perdona tutto!!!!

      Mi piacciono i versi in cui ci sono parole gentili, che fanno bene all’anima. C’è tanto bisogno in giro di parole buone che riescono a rendere preziosi i momenti normali di tutti i giorni. Proprio come fate Voi, caro Cassandro e Sergio. Permettimi di rivolgermi anche a lui, perchè amo le votre poesie che raccontano l’amore dei nostri giorni, in maniera scherzosa, romantica. Ma sempre moderna con un grande rispetto delle donne. E non solo parlate di donne, ma anche la politica finisce nei vostri versi, e tutto quello che vi circonda colpisce la vostra attenzione, invece di scattare una fotografia, fermate quell’attimo in punta di penna su un foglio. Lo trovo fantastico! Non siete poeti ” piagnoni” che vedono tutto nero. Nooo, con Voi si ama e si ride. Ci sono anche parole tristi per qualche triste evento, perchè nella vita è così. C’è il bello e il brutto, il buono e il cattivo. La vostra sensibilità è così spiccata che riuscite a trovare il buono anche in un evento che alla prima occhiata può sembrare negativo.

      Mi piace che parlate d’amore:

      “Dico dei versi che parlan d’amore,
      che della vita è l’eterno fiore.”

      Mi piacciono le parole d’amore , sono una sognatrice, per fortuna aggiungo, perchè con questo mondo sempre più arrabbiato c’è davvero poco da sognare!!! Sapere che un giorno forse potrò entrare in una vostra poesia….ovviamente in senso positivo, non potrebbe che farmi immensamente piacere!!!

      “Tu porgi infatti i versi come Albana
      lieve riverseresti nel bicchiere,
      ed è sempre per me impresa vana
      restar con gli occhi asciutti, ch’è un piacere

      . . . di quelli che fan mordere le dita . . .
      saper che in una rima ora risiedo,
      che c’è in un verso un po’ della mia vita,
      che un endecasillabo possiedo.”

      Quindi caro poeta, amico mio è inutile che ti mi metta in guardia, con Voi, poeti a tutto tondo, posso star bene da qui, fino alla fine del mondo!!!

      Tho’, ho fatto pure la rima!!!! Un caro saluto e un grazie speciale per avermi regalato una serata in tua compagnia!!!!

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  4. Tu, cara Vitty, hai appena avanzato il seguente dubbio, anche se poi hai dato la risposta esatta, “Sergio Sestolla, da un po’ latita da queste pagine. Che mi stia dimenticando??? Noooo, questo non lo crederò mai! Sarà piuttosto tutto preso con qualche lavoro importante!”

    Esatto! Dimenticarti mai, dopo tanti anni di armoniose conversazioni!

    Pur se impegnato molto, e no come quel lavativo di Cassandro, ho sempre seguito i tuoi interessanti post, assai ben legati alla realtà di tutti i giorni, ora allegri ed ora tristi.

    Dato il tuo desiderio di leggermi, ecco con qualcosa che si lega, spero temporaneamente, all’oscuro allontanamento che ora domina fra le persone, non solo in situazioni drammatiche come hai evidenziato, ma anche in situazioni piacevolissime, ormai quasi un lontano ricordo, che sono sicuro però che torneremo a vivere, come gli artisti ci insegnano.

    SALUTO A FINE INCONTRO

    Ormai me lo mandi soffiando
    sulla mano aperta il bacio . . .fffiiùùùù . . .
    che un tempo invece noi bene sfiorando
    le guance scambiavamo a tu per tu,

    sentendo il profumo l’un dell’altro
    che un senso dava al nostro “Ciao . . . a presto!”:
    era il saluto dolce che peraltro
    di rivederci era il pretesto.

    Ed ora invece no . . . un soffio solo,
    anonimo, che per l’aria va,
    e si disperde, come acqua di scolo,

    mentre una volta come un babà
    si assaporava “l’Arrivederci” . . . e al volo
    condividevasi felicità.

    Ecco un altro danno che ha portato
    a noi questo Covid maledetto,
    che non è meno d’altro: allontanato
    ha fra gli umani scambi di affetto.

    Con il contatto Dio l’uomo ha creato,
    mica l’ha da lontano salutato!

    Ma finirà questo vivere ingrato
    siccome Eduardo ci ha insegnato

    col suo: “ S’ha da aspettà, Amà! ”,
    tranquilli “ ‘A nuttata ha da passà! ”

    Ritornerà per noi presto quel gran
    moderno canto “. . . in due siamo un Klan!”

    (Sergio Sestolla)

    K

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    1. Bentornato caro Sergio!!! Anche a distanza apro le mie braccia e ti abbraccio forte!!! Mi sei mancato, lo sai? Per fortuna Cassandro non mi ha fatto mancare la sua compagnia. E non è un ” lavativo”, ma un amico prezioso come sei tu.

      Hai fatto bene a ricordare i ” vecchi” saluti, fatti di strette di mano, abbraccci e baci amichevoli. Ora è tutto diverso , quando si incontra una persona amica o conosciuta, ci si ferma alla giusta distanza, mai troppo vicino…. e si muove la mano come si saluta da bambini. A me quel saluto col gomito non mi piace per niente. Preferisco mettermi una mano sul cuore o agitarla come un saluto.

      Tenerissimi questi due amici e forse qualcosa in più che non rinunciano a salutarsi con un bacio, magari soffiato sulla punta delle dita….

      “Ormai me lo mandi soffiando
      sulla mano aperta il bacio . . .fffiiùùùù . . .
      che un tempo invece noi bene sfiorando
      le guance scambiavamo a tu per tu,”

      Sembra di parlare di un altro mondo. Io non credo , almeno per quest’anno, che tutto tornerà alla normalità. Non ci saranno baci per molto tempo…. però quella del bacio soffiato è una gran bella idea!!!

      “Ecco un altro danno che ha portato
      a noi questo Covid maledetto,
      che non è meno d’altro: allontanato
      ha fra gli umani scambi di affetto. ”

      E non solo, penso li abbia resi più aggressivi. Ora la gente perde la testa per un niente. I giovani in special modo si sono incattiviti. Non hanno torto perchè le loro vite sono state stravolte. Lo studio attraverso un monitor. Il dover stare lontano dagli amici. Trascorrere mesi rinchiusi in casa. Ma non è colpa nostra….la colpa è di questo terribile virus dalle mille facce che ancora circola fra noi in cerca di vittime. Quindi penso sia inutile arrabbiarsi con tutti. Cerchiamo invece di apprezzare quello che ancora possiamo fare, nell’attesa, proprio come “Eduardo c’ha insegnato ”

      “ ‘A nuttata ha da passà!
      Ritornerà per noi presto quel gran
      moderno canto “. . . in due siamo un Klan!”

      Ciao carissimo, grazie per esserti fermato a salutarmi!!!! Un abbraccio!!!

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  5. Amo moltissimo la poesia, Giovanni Pascoli in particolare, ma anche il suo maestro, Giosuè Carducci: la nostra professoressa delle medie ci fece studiare a memoria “davanti San Guido“. Mi è capitato di andare a castagneto Carducci, il 30 aprile, perché avevo vinto un concorso poetico, in particolare una medaglia d’oro.quando sono passato davanti alla casa del vate, l’emozione è stata fortissima.non ti dico poi che amo a tal punto il latino te lo insegno al liceo e all’università.

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  6. Complimenti per la medaglia d’oro nel concorso della poesia! Una gran bella soddisfazione. Ricevuta poi in quella splendida cornice, dove si respira l’aria del Carducci, deve essere stato ancora più emozionante!!!

    I tuoi alunni sono veramente fortunati ad avere un prof che ama così tanto le materie che insegna. Spero tu non sia troppo severo! 🙂

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