Questo è veramente troppo!!!

Dopo aver letto altre notizie sul politicamente corretto ( ma siamo sicuri che sia proprio corretto? ), io penso che siamo arrivati al delirio.

Signore donne, riguarda tutte noi, per favore non lascamogliela passare, facciamo sentire la nostra voce, forte e chiara, perchè altrimenti faremo la fine delle statue, monumenti, che i terroristi dello stato Islamico hanno distrutto! Ebbene stanno cercando di mettere in discussione l’essenza stessa dell’essere umano. Pare che la parola “donna” possa risultare offensiva , addirittura una parolaccia. Rischiando persino di essere «sradicato dal vocabolario medico e cancellato dalla conversazione». Questo secondo L’Aclu, associazione pro-diritti civili americana,

che proprio in difesa dei diritti LGBTQ:
Lesbiche: omosessualità femminile, attrazione fisica e mentale tra due donne;
Gay: omosessualità maschile, attrazione fisica e mentale tra due uomini;
Bisessuali: attrazione fisica e mentale per entrambi sessi, sia maschile che femminile;
Transgender: termine che indica le persone che non si riconoscono con il proprio sesso;
Queer: una persona Queer è “senza etichette”, ovvero non desidera essere sessualmente identificata, etichettate.
Nel corso del tempo si sono unite anche altre iniziali come I – A – P – K
, ovvero:

Intersessuali: termine che indica le persone nate con caratteri sia maschili che femminili a livello fisico e cromosomico;
Asessuali, chi non prova attrazione sessuale o desiderio per il sesso.
Pansessuali: persone che desiderano avere rapporti sessuali senza badare al genere o all’orientamento sessuale;
Kink: sono amanti di pratiche sessuali non
convenzionali.

L’acronimo completo è quindi LGBTQIAPK: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgendere, Queer, Intersex, Asessuali, Pansessuali, Kink.

Per motivi di inclusività ha cambiato le parole «donna» con «persona», la British Medical Association che ha raccomandato al personale di utilizzare «persone incinte», invece di «donne incinte», e l’ospedale britannico ha ordinato al personale del reparto maternità di utilizzare «persone che partoriscono», invece di «donne incinte».

Ma non è finita qui, il delirio continua! La Cnn,

in un testo che parlava di prevenzione ginecologica, ha pensato bene di rivolgersi agli “individui con una cervice uterina” e di non scrivere “donne” o “donna”. In un articolo sulla salute delle donne e in particolare sul cancro all’apparato riproduttivo femminile.

Ma qualcuno gliel’avrà detto che le persone con la cervice sono solo le donne???

Tenetevi forte perchè ora ce n’è un’altra!!!

La piattaforma Devex

in cui si parlava della necessità di creare un mondo più equo ha parlato delle donne come “le persone che mestruano”.

A questo punto la donna è come cancellata, nullificata, senza più essenza. Guai a rivendicare l’esistenza di uno specifico femminile. Per il politicamente corretto la donna deve scomparire, risucchiata da uno schwa, la e rovesciata che annulla i generi in ortografia.

E quindi come la mettiamo con la Bibbia e la creazione dell’uomo e la donna?

“Tutti sanno infatti che, secondo la narrazione biblica, Dio prese una costola ad Adamo quando si rese conto che questi si sentiva solo e con tale costola creò la prima donna, Eva. Si legge infatti in Genesi 2, 18-25: … [22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.”

E di Beatrice ” Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia ” scritta da Dante Alighieri contenuto nel XXVI capitolo della Vita Nova (composta tra il 1282 e il 1293), ed è uno dei più chiari esempi dello “stile della “loda” e della scuola stilnovista. Che facciamo, lo mettiamo all’indice?

E la famosa ” Donna” omaggio del Quartetto Cetra a tutte le donne, la cancelliamo???

Non vi sembra che stiano esagerando? Bisogna portare rispetto a tutti, va bene, ma a noi che abbiamo messo al mondo questi geni, chi ce lo porta un po’ di rispetto????

Femminilissimamente vostra, Vitty!

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

28 pensieri riguardo “Questo è veramente troppo!!!”

  1. E no, Vitty, le donne non me le devi toccare!

    Dopo tanti anni di commenti (e ci metto pure Sergio) sai bene come la pensiamo (pur se qualche volta sornionamente), io in particolare, al punto che sarei il primo a guidare un corteo con un cartello in cui balzerebbe in piena evidenza la scritta . . .

    VIVA LE DONNE . . .

    Con le donne ce l’hanno? . . . E va buhó!
    Parlano troppo? . . . Vogliono avere
    ragione in ogni caso, chè se no
    piantano grane? . . . Si deve sapere

    che pure se non l’ hanno se la fanno,
    con le buone o cattive in quanto che
    alcune volte con un lieve inganno.
    fanno vedere il Dio che Dio non è!

    Per non parlare d’altro a tutti noto
    pensiamo ad una magica bacchetta
    che scomparir le faccia . . . Ah, che vuoto
    per tutti si avrebbe ! . . . Anzi, aspetta:

    secondo me il noto meteorite
    che sconquassò la terra in realtà
    più che i dinosauri. . . udite! . . .
    le donne fece scomparire . . . ‘Ntáàá! . .

    E poi, ovvio, gli uomini! . . . Perciò
    teniamocele buone, accontentiamole,
    per fare l’uomo ci vuol la donna . . . Eh no!?
    . . . per cui anche un poco sopportiamole,

    è nel nostro interesse . . . Senza loro
    il mondo è tenebra, il buio pesto
    regnerebbe, e finirebbe l’oro
    che a noi regala ogni loro gesto!

    Foss’io di Aristofane nel cesto
    a dir “Viva le donne . . . e tutto il resto” ? (1 )

    Nessuna gridi: “Questo qui lo pesto!”
    Ed altra: “L’amo” . . . Ed altra “Lo detesto”.

    (Cassandro)

    ( 1 ) Socrate, simbolo nella commedia di Aristofane “Le nuvole” di chi “parla a vuoto”, stando dentro una cesta sospeso in aria.

    Nonostante Socrate non sia il protagonista delle Nuvole, è indubbiamente lui, insieme ai sofisti, il principale bersaglio della parodia di Aristofane, che era tradizionalista e contrario alle nuove filosofie. Già al suo primo apparire sulla scena, Socrate è presentato in maniera quantomeno bizzarra: sospeso in aria in una cesta. Il filosofo spiega che questa posizione gli permette di librare la mente e il pensiero verso l’alto, mescolandoli all’aria e facendo così grandi scoperte.

    Alla prova dei fatti, però, tali scoperte si dimostrano tutt’altro che sensazionali, nonostante l’ingenuo entusiasmo di Strepsiade: Socrate ed i suoi allievi si rivelano dei pericolosi cialtroni, che si occupano di questioni insensate e prive di importanza, come misurare il salto di una pulce, e che pretendono, con argomentazioni sottili ma prive di qualsiasi fondamento, di sovvertire il sistema di valori tradizionale. Emblematica, in questo senso, la scena in cui Fidippide picchia il proprio padre.

    Le nuove filosofie sono insomma viste come sistemi di ragionamento nei quali quello che conta non è più la difesa dei valori e della giustizia, ma il saper rigirare le parole a proprio vantaggio, in modo da avere la meglio anche quando si ha torto. Su questo è infatti incentrata la disputa tra il Discorso Migliore e il Discorso Peggiore, vinta dal secondo. Ecco, ad esempio, il modo in cui viene giustificato l’adulterio:
    «Discorso Peggiore: Se uno ti becca in flagrante con sua moglie, gli risponderai che non hai fatto niente di male; poi butterai la colpa addosso a Zeus, dicendo che anche lui soccombe all’amore per le donne. E tu, mortale come sei, come potresti avere più forza di un dio?»
    (Le nuvole, vv. 1079-1082.)

    Strepsiade e Fidippide si dimostrano ricettivi e ben presto usano argomentazioni capziose l’uno per non pagare i creditori e l’altro per dimostrare di avere tutto il diritto di picchiare il padre

    https://it.m.wikipedia.org › wiki › L…Le nuvole (Aristofane) – Wikipedia

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    1. Cassandro caro, come avrai letto io le donne le difendo. Mi fanno rabbrividire questi termini astrusi per rappresentarci. Te lo immagini Dante che omaggia Beatrice definendola ” Tanto gentile e tanto onesta pare, la persona che mestrua” Oppure ” la persona con la cervice ” Questo è l’assurdo dell’assurdo. Andrà a finire , ma già sta succedendo, che per far sentire accettate tutte le persone arcobaleno, quelle che verranno bistrattate saremo proprio noi donne etero….

      Qualche tempo fa ci si scherzava su questa possibilità. Ora l’impensabile è diventato possibile. Proprio un mondo alla rovescia, nel quale mi riconosco sempre meno!!!!

      Grazie dunque per questo VIVA LE DONNE!

      Riconosco che abbiamo tanti difetti, ma chi non ce l’ha? Però poi sappiamo come farci perdonare. Fra uomo e donna ci sono momenti alti e bassi, ma guai se non ci fosseroo, sai la noia!!!! E quando li unisce l’amore…non esiste al mondo cosa più bella e dolce!

      ” Perciò
      teniamocele buone, accontentiamole,
      per fare l’uomo ci vuol la donna . . . Eh no!?
      . . . per cui anche un poco sopportiamole,

      è nel nostro interesse . . . Senza loro
      il mondo è tenebra, il buio pesto
      regnerebbe, e finirebbe l’oro
      che a noi regala ogni loro gesto!”

      Non potevi dedicarci parole più belle!! Grazie anche da tutta la categoria!

      Ti saluto con una vecchia canzone di Vecchioni che fra un po’, chissà se la metteranno all’indice…. Voglio una donna!

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  2. Tengo a precisare, cara Vitty, che stare a guidare il citato corteo con il cartello “Viva le donne”, non è di tutti, specie di Sestolla: il mio diritto a stare in prima fila discende dal disporre di lusinghiere referenze conquistate sul campo, in quanto . . . . . . .

    DOVE NON STANNO DONNE

    Come Venezia o la “Pietà”
    le donne tutte nella realtà
    son patrimonio dell’umanità.

    Dove non stanno donne io mi annoio,
    dove ci stanno solo maschi no,
    io non ci vado . . . il bello io l’ingoio,
    e questo sta sol nelle donne. So

    per mia esperienza che ciò vale
    pure all’inverso nelle donne, che
    gradiscono incontrar, com’è normale
    più che le lor colleghe i maschi. E’

    questa la legge che governa il mondo,
    che smuove endorfine ed ormoni
    che fa vivere bene e fa giocondo

    l’esistere perché così illusioni
    prendono vita mentre vanno a fondo
    problemi, ansie e laide tensioni.

    Stare così, insieme, non vuol dire
    per forza accomunarsi e trasgredire,

    ma riunire i “due” . . . ne ho le prove . . .
    che un dì divise ingiustamente Giove.

    E chi questo non fa e fa l’inverso? . . .
    Peggio per lui, non sa ciò che si è perso:

    il volo verso il sole in cielo terso!
    (Cassandro )

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    1. No, Cassandro, non dire così!!! Anche Sergio ha fatto le sue belle battaglie in favore delle donne. Non mi far parlare troppo, sappiamo bene quanto sia sensibile al fascino femminile! 🙂

      Che tu ti sia conquistato il diritto di stare in prima fila a difenderci, non lo mette in dubbio nessuno, anzi, ti rende onore!!!!

      ” Come Venezia o la “Pietà”
      le donne tutte nella realtà
      son patrimonio dell’umanità.”

      Già con questi versi, penso tu abbia conquistato tutte. Sono parole lusinghiere che ci ridanno un po’ di fiducia , di questi tempi ne abbiamo bisogno. Si leggono certe notizie terribili come se fossimo oggetti ” usa e getta” quando va bene, perchè poi c’è anche lo strazio della morte. E pensare a quanto tutto nella vita sarebbe bello, se solo venisse rispettato il diritto al rispetto reciproco.

      E quanto è giusto quandi scrivi che anche le donne amano incontrare gli uomini. Perchè da sempre :

      ” . E’

      questa la legge che governa il mondo,
      che smuove endorfine ed ormoni
      che fa vivere bene e fa giocondo

      l’esistere perché così illusioni
      prendono vita mentre vanno a fondo
      problemi, ansie e laide tensioni.”

      L’importante è incontrare la giusta metà, che porterà alla meta desiderata….

      Ciao carissimo Cassandro ti saluto con la bella canzone della Mannoia dove ci svela ” quello che le donne non dicono ”

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  3. Io allora sono fuorilegge da un pezzo, quando correggo (diciamo pure rimbalzo) i miei studenti sulla differenza non solo lessicale tra femmina e donna. Ci stiamo impantanati in queste scempiaggini e si perde di vista la sostanza. Siamo veramente alla soglia di un nuovo medioevo oscurantista (tanto per capirsi, perché il medioevo non lo era così tanto, e grazie per la citazione dantesca, mi hai anticipato di un soffio 😉)

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    1. Sono felice Nicola, per averti anticipato sulla citazione Dantesca! Ma non sarebbe stato l’unico ! Non so Torquato Tasso come avrebbe potuto far esprimere Tancredi, con l’ammirazione e il dolore per la morte della bella e coraggiosa Clorinda, nella Gerusalemme Liberata. La famosa :” passa la bella donna, e par che dorma.”

      non oso immaginare come potrebbe venire distolta da queste menti ” eccelse ” che vogliono rivoluzionare il modo di pensare e di parlare con il “politicamente corretto ” Corretto???? A me sembra più scorretto!! Comunque non ce la faranno a imporre il loro pensiero unico!!!! Buona serata, e che Dio ce la mandi buona!!!!

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  4. Cara Vitty, con questo tuo ultimo post hai determinato un forte dibattito, anche perché non avresti applicato la “par condicio” dando voce pure a chi etero non è, al punto che l’equilibratissimo Piero Angela è intervenuto tenendo sull’omosessualità una lezione a “Che tempo che fa”, per precisare che “Bisogna capire che l’omosessualità non è contronatura”.

    Pure io sono stato sollecitato dalle Autorità poste a tutela delle pari opportunità a spendere qualche parola in argomento, dato che si è saputo che ho partecipato alla preparazione di una sceneggiatura per un film free dove il tema da te esposto veniva delicatamente trattato (come abbiano fatto a conoscere la mia e mail è un mistero!)

    Comunque, se non ti dispiace scrivo qualcosa, anche perché fra i non etero figurano, come è ben noto nella storia, personaggi di notevole caratura.

    DUE COPPIE GAY

    Due gay si son dati un bacetto,
    pulito, casto, bocca contro bocca,
    per strada. Ciò parlando con rispetto
    mi ha fatto . . . non diciamo che! . . . Non tocca

    a me discriminare, ovvio, la gente
    secondo i propri orientamenti
    di sesso, ma però dire che niente
    mi fa il vedere tali atteggiamenti

    sarebbe troppo falso, in quanto che
    così facendo in quasi atto di sfida
    soltanto arroganza è per me,
    e ineleganza, che impone diffida

    a stare più calmini: a conti fatti,
    pur ignorando se sia per amore
    oppur per altra cosa che ciò scatti,
    non gioca certo questo a lor favore.

    I baci fra due uomini? . . . Sarà . . .
    però un poco di senso ancor mi fa.

    E non mi dite, su’, per carità
    che i sentimenti in piena libertà

    vanno manifestati e qua e là . . .
    Non son mica pupazzi gli altri, ah!

    Mettiamo allora . . . ntran – ntran – ntran – ntrà . . .
    pure le dita al naso se ci va,

    grattiamoci i piedi cra – cra – crà . . .
    le orecchie, il culo e chi più ne ha

    ne metta. A me non resta che dir “Mahhhh!”

    Però che strano il mondo: se avviene
    ciò fra due donne, senza tante scene

    mi limito a sorridere e a dire
    “Affari loro”, ed a non reagire!

    Di parte è qualunque nostro agire!

    (Sergio Sestolla)

    Ed ora, come nella Quadriglia “Changè la dame!”, e quindi altro giro, altra corsa!

    L E S B O

    Son come Saffo . . . “che ci posso fare?”
    . . . dico così per voi, chè per me
    è la cosa migliore questo stare
    in terra e in cielo a un tempo, in quanto che

    amare un’altra donna è divino,
    goderne le fattezze ancor di più,
    da lei esser goduta, tutta . . . fino
    allo spasmo alto, allo “spluuuù”!

    E questo qui . . . ma ve lo posso dire? . . .
    dura un’eternità . . . è un languire,
    un grande altalenare . . . dolce . . . senza
    che di nessuno ci sia prevalenza:

    nessuno, dopo, s’alza per andare
    di là la sigaretta a fumare.

    Non so degli altri modi di amare,
    e manco mi interessa, li rispetto
    però di certo posso asseverare
    che il mio non è da meno . . . qui il bacetto

    o la stretta di mano, o la carezza
    non è preludio sol di andare a letto,
    ma è condurre sempre ad un’altezza
    che non lo sa spiegare l’intelletto,

    per cui si guarda in altro modo il mondo,
    direi in modo più tenero, e si sta
    con tutti in pace, ma non lo nascondo
    contro chi parla di “diversità”,

    di “anomalia” o di “devianza,”
    (e spesso con grandissima arroganza),

    . . . o che è contro natura ciò, immorale,
    mi vien da dir che lui è contro Dio,
    chè Lui così ci fatto, e Lui il male
    giammai lo creò, fin dall’avvio.

    Che lo si dica a Lui che ha sbagliato,
    che siamo frutto di Sua noncuranza,
    che è falso, che anche noi ha creato
    a Sua immagine, a Sua somiglianza.

    Che brutta bestia che è l’ignoranza,
    far proprio il dir degli altri. . . e dar quietanza!

    ( Sergio Sestolla)

    Tanto per smitizzare l’argomento, — tralasciando la domanda che un dì mi venne rivolta in treno da un vicino di posto: “Scusi, lei è normale o va ancora con le donne?”, e l’esposizione del noto dramma del “trilemma” che può facilmente trovarsi tramite Google — ecco una barzellettina semplice semplice:

    Relatività

    Un prigioniero riesce, dopo 15 lunghi anni, a evadere dal carcere.
    Come prima cosa decide di irrompere in una casa per procurarsi dei vestiti, qualcosa da mangiare e magari un’arma.
    Entra in una casa e ci trova una giovane coppia a letto.
    Ordina all’uomo di uscire dal letto e lo lega a una sedia; si rivolge poi alla giovane donna e la lega al letto, dopodiché le si avvicina, la bacia sul collo e corre in bagno.
    Il marito si piega in avanti e sussurra alla moglie:
    “Si direbbe che il tipo è appena scappato di prigione e sicuramente sono anni che non fa l’amore con una donna.
    Ho visto come ti ha baciata sul collo, sicuramente vuole fare sesso con te.
    Qualunque cosa succeda, non opporre resistenza e permettigli tutto, tutto ciò che ti chiede…soddisfalo!
    So che fa abbastanza schifo, ma sembra un tipo pericoloso ed è l’unico modo per uscirne illesi. Sii forte amore, ti amo sopra ogni cosa!”
    Lei:
    “Non mi ha baciata sul collo!
    Mi ha sussurrato nell’orecchio che è gay e ti trova dolcissimo. Poi mi ha chiesto della vaselina e gli ho detto che stà in bagno.
    Sii forte amore, ti amo anch’io!”

    Comunque, in ogni caso, per quanto mi riguarda, resto convintamente fermo al principio:

    “Quando sono nato era proibito essere gay,
    dopo è stato accettato ma nascosto,
    dopo è stato accettato e pubblico,
    oggi è un orgoglio.
    L’unica cosa che spero è di morire prima che diventi obbligatorio . . .”

    Torniamo infine al punto di convergenza (oggi si dovrebbe dire “focus”) del tuo post, Vitty, sia per ribadire che nessuna differenza debba fare orrore, e sia per evidenziare vieppiù la tua lapidaria idea conclusiva di quanto hai scritto in chiusura della risposta al commento di Cassandro “L’importante è incontrare la giusta metà, che porterà alla meta desiderata….”

    Ecco infatti cosa scriverebbe una adorabile romantica lei al lui incontrato, considerato ‘giusta metà’, e addirittura definito . . .

    L ‘ AMORE PIÙ AMOROSO

    L’amore sei tu più amoroso
    del mondo intero ed io ti amo tanto,
    tanto davvero, siine gioioso,
    e dirtelo non è un dir soltanto

    ma cosa bella bella, bella, bella.
    Non ci credevo, e manco lo sapevo,
    che potesse l’amore più che stella
    farmi brillare. In più, prima temevo,

    per dirla tutta, che ti spaventassi
    ed una invadenza mia temessi:
    ora però che fra alti e bassi
    meglio mi conosci ed intessi

    buoni giudizi sempre su di me
    ben sai che non potrei mai fare ciò.
    Mi basta il nostro amor così com’è,

    né lo cambierei in quanto ho
    benessere da esso senza “se”,
    e, ovvio, senza “ma”. Ah, se lo so

    che con tutta me stessa ti amerò,
    oggi, domani . . . fin che vita avrò,

    (Sergio Sestolla)

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    1. Caro Sergio, ti fai desiderare ma quando arrivi…arrivi col botto!!!! L’argomento arcobaleno è quanto di attualità e contrasti fra i politici. Una cosa è stata accertata, i sessi sono due,quello maschile e quello femminile. Poi ognuno è padronissimo di anmare chi vuole, ma non si può discriminare un maschio o una femmina perchè sono eteri. Siamo adulti e abituati ormai a tutto. Ci sono matrimoni fra uomini e matrimoni fra donne. L’amore è libero di esprimersi come meglio crede. E questo ci rende tutti molto più liberi e civili.

      Quello che non mi piace è l’ostentazione. Ma da tutti i lati. L’amore è una cosa bella, riservata, non c’è bisogno di darla in pasto alle persone che ci circondano.

      Lo considero, che hai scritto nei tuoi versi ” inelegante”

      Invece sull’amore fra le donne non saprei cosa dirti. Mi imbarazza e non lo so immaginare. La prima volta che ho conosciuto una donna così, fu quando andai come vigilatrice il primo anno. Avevo 17 anni, e studiavo dalle suore. Non conoscevo questo aspetto dell’amore. Fra le vigilatrici ce n’era una senza squadra che faceva la volante. Aiutava di volta in volta una squadra o l’altra a seconda di quello che c’era da fare. La ragazza era di Lucignano, una città che ho conosciuto anni dopo con mio marito. Molto particolare fatta a cerchi concentrici , davvero unica nel suo genere, ed è vicina ad Arezzo. Per farla breve le mie colleghe mi misero in guardia verso quella volante, perchè aveva quella tendenza e avrebbe potuto fare delle proposte. Rimasi incredula….e non sapevo più come comportarmi. Evitavo di farla venire con noi, anche perchè io avevo la squadra delle bimbe, ed ero responsabile in tutto e per tutto verso di loro. Un giorno la trovai che piangeva. Mi fermai a chiderle se avesse bisogno di qualcosa. Mi confidò disperata che tutti la scansavano , anche nel suo paese. Ma lei non aveva intenzione di fare del male a nessuno, se quella era la sua natura non era colpa sua. E mai avrebbe importunato una di noi. Da allora la guardai senza pregiudizi e non esitai a farla venire con noi durante le passeggiate

      Quel pianto mi fece capire quanto dolore si poteva arrecare con l’ostracismo verso una persona che non aveva colpa di niente per come era nata.

      Invece ” Nell’Amore più Amoroso ” riconosco in pieno il modo di amare di una Lei innamorata del suo Lui. Qua mi muovo sul mio terreno perchè amare fa parte della mia vita. Prima di incontrarlo l’Amore non sapevo che fosse :

      “ma cosa bella bella, bella, bella.
      Non ci credevo, e manco lo sapevo,
      che potesse l’amore più che stella
      farmi brillare. ”

      Questo sentimento mi riempie così tutta , verso il prossimo, per la mia famiglia, i figli in primis, gli amici e in ogni cosa che faccio l’Amore è la spinta che mi manda avanti. E’ un sentimento che non voglio perdere :

      ” Ah, se lo so

      che con tutta me stessa ti amerò,
      oggi, domani . . . fin che vita avrò,”

      Quest’ultima strofa mi ha fatto ricordare una vecchia canzone di Neil Sedaka, lo conosci? Io adoro le vecchie canzoni ,mi dispiace solo anon averle vissute. Ma la musica si sa non ha età. quindi posso godermela in pieno anche oggi! Ciao e grazie per l’interessante commento ❤ 🙂

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  5. Credo che è necessario rispettare tutti e che il genere e l’orientamento sessuale non devono essere motivo di discriminazione o violenza, mai e per nessuna ragione. Quando questo manca però, non lo si ottiene dagli altri cambiando le parole o mistificando la realtà delle cose. Serve l’educazione al rispetto, il senso di giustizia, l’empatia e il sincero desiderio di capire anche chi non ci assomiglia.
    Buona serata.

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  6. Buttiamola sul classico.

    Con riferimento alla canzone della Mannoia, cara Vitty, ci stanno veramente “cose che le donne non dicono”?

    U N O A T R E C E N T O ( Lui, Lei, Lui…)
    (da ‘Il Cantico dei Cantici’)

    (Lui)

    – Una parola dico e tu trecento!

    Con le parole investi…sembri il vento…

    (Lei)

    – …che scappa via dall’otre, come un dì

    avvenne per Ulisse…E’, di’…così?

    (Lui)

    – Dell’Odissea, vedo, ti ricordi…

    i miei complimenti!…E allor…concordi?

    (Lei)

    – Però non certo come dici tu…

    Uno a trecento, no…Ma assai di più!

    Ad ogni tua parola sappi che

    te ne ribatterò io mille e tre.

    (Lui)

    – “Tremenda!…Come campi a bandiere

    spiegate”

    (Lei)

    – Sì, però sono sincere

    le mie parole. Ma che posso farci

    se parlo tanto? A noi…il sopportarci.

    (Lui)

    – A me!…che c’entri tu?…Tu parli, ma

    di ciò che dici ascolto la metà…

    chè viceversa…a mo’ di cassapanche

    le orecchie avrei…due belle palanche!

    (Lei)

    – Come metà?…Soltanto la metà

    di ciò che dico senti?…Non mi va

    questo sistema…uhè, mi sono offesa!

    (Lui)

    – Ma debbo pure averla una difesa!…

    (Lei)

    – Che fossi cambiato d’un sol bai

    da quando ti conosco!…Ecco i miei guai!

    (Lui)

    – Sei stata tu però che hai sempre detto

    …o sbaglio?…non cambiare, “mio diletto”!

    (Lei)

    – Ma è una fissa!…E non inframmezzare

    quel Cantico ancora…Lascia stare…

    “Campi a bandiere spiegate”, prima…

    ed ora “mio diletto”…Crei il clima

    perchè su noi due per incanto

    la luce abbia a filtrare di quel canto?

    (Lui)

    – Un caso è stato, non arrabbiarti,

    continua, “mia colomba”, non bloccarti.

    (Lei)

    – Insisti, allora!…E quando mai tu

    una parola sola hai detto in più

    di quella che volevi?…’Un caso è stato!…’

    …ma quando mai, se sei millimetrato?

    Non divaghiamo…Che stavo dicendo?…

    Ah, sì…che sei lo stesso, a Dio piacendo!

    (Lui)

    – A chi?…a Dio soltanto?…ma perchè

    non piace forse, e molto, pure a te?

    (Lei)

    – …che tu non cambi manco con la mazza?

    Certo!…Ma io, si sa…sono un po’ pazza!

    (Lui)

    – In generale o di me?…siccome

    nel Cantico…lei “dalle brune chiome”,

    “che sale dal deserto, che si adagia

    sopra l’amico suo”, come bambagia?

    (Lei)

    – Mi hai fregato! Stop…Ne prendo atto

    “mio cavriuolo…mio cerbiatto”,

    che “melo infra gli alberi del bosco

    fra i giovani, amor mio, ti riconosco”.

    (Lui)

    – Parla pur tanto allora, in quanto che

    “e mele e latte nella tua lingua c’è”.

    (Lei)

    – E come quella te ne dirò di belle

    “di notte stando fra le mie mammelle”

    (Lui)

    – …e poi “per vigne andremo ai primi albori”

    (Lei)

    – “e quivi io ti darò i miei amori”.

    (Lui)

    – Ben vedo che lo sai quasi tutto

    quel Cantico!…

    (Lei)

    – E tu no, gran farabutto!?

    Non c’è persona che non lo conosca,

    nè amante che non vi si riconosca!

    Ecco la prova, se ciò ti consola:

    pur qui io dico l’ultima parola,

    …insieme a una preghiera, amore bello:

    “mettimi in sul tuo cuor come un suggello”.

    (Lui)

    – Ma certo, specie se per qualche annata

    starà la bocca tua ben . . . sigillata

    …s’intende alle parole, ovvio, e no

    ai baci tuoi che voglio e che vorrò.

    Soltanto qui accetto…è un giuramento…

    che il rapporto sia…uno a trecento!

    (Lei)

    – Se questo vuoi, l’avrai!…Ma per me

    pur qui sarà un rapporto…a mille e tre.

    Vivremo una festa…una tempesta

    di baci…”e sia sotto la mia testa

    la tua man sinistra e mi abbracci

    la destra tua”…siccome catenacci.

    ( Cassandro)

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    1. Nelle tue commedie,Cassandro, decisamente sai far dire alle donne di tutto e di più. E il personaggio di Lei, sai quanto mi sia caro. Perchè col suo modo di dire e di fare, riesce ssempre a riportare a se’ anche un Lui talvota critico e recalcitrante.

      Stavolta ti sei superato andando sul classico, parafrasando un po’ il meraviglioso Cantico dei Cantici.

      Non so perchè, ma questo scambio di battute fra Lui e Lei, mi ha fatto venire in mente una famosissima coppia, quella di Socrate e Santippe. Ma non nel senso negativo, perchè di Santippe spesso si sente parlare male. Invece era una donna prima di tutto di grande cultura, secondo amava veramente Socrate col quele ebbe tre figli. E soffrì molto a causa della sua morte.

      Li ricordo in senso positivo perchè Lei non si fa mettere in soggezione dalle accuse di lui che le ricorda di parlare troppo :

      ” Lui)

      – Una parola dico e tu trecento!

      Con le parole investi…sembri il vento…

      (Lei)

      – …che scappa via dall’otre, come un dì

      avvenne per Ulisse…E’, di’…così?

      (Lui)

      – Dell’Odissea, vedo, ti ricordi…

      i miei complimenti!…E allor…concordi?”

      Dovevano essere all’incirca così le discussioni fra Socrate e la moglie, molto dotte… poi piano piano, quando ci si ama veramente, una parola tira l’altra… e la conclusione è quasi sempre molto dolce….

      ” (Lui)

      – Ma certo, specie se per qualche annata

      starà la bocca tua ben . . . sigillata

      …s’intende alle parole, ovvio, e no

      ai baci tuoi che voglio e che vorrò.

      Soltanto qui accetto…è un giuramento…

      che il rapporto sia…uno a trecento!

      (Lei)

      – Se questo vuoi, l’avrai!…Ma per me

      pur qui sarà un rapporto…a mille e tre.

      Vivremo una festa…una tempesta

      di baci…”e sia sotto la mia testa

      la tua man sinistra e mi abbracci

      la destra tua”…siccome catenacci. ”

      Che dire Cassandro, è bellissima sai rappresentare l’Amore nel miglior modo possibile.

      Alla fine hai visto come Lei diventa amorosa e riesce ad attirare baci e acarezze dal suo Lui?

      Non è stato facile trovare qualcosa inerente a queste belle parole. Ma la canzone, più parlata che cantata di Lorenzo Cherubini, alias Jovannotti mi ha sorpresa e forse come chiusura può andare bene. Un caro saluto amico mio e grazie per questi versi che mi fanno sognare e volare!!!!

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