Mai più Animali Prigionieri

Non è insolito che con le mie sorelle, quando ci sentiamo ( più volte durante la settimana ) vaghiamo con le mente nei nostri ricordi. Così è stato Domenica, non so bene come, dal presente, con mia sorella Daniela ( la sorella più grande ) siamo passate ai ricordi di quando mamma ci portava al Parterre. Era un luogo dove ci divertivamo molto.

C’era tanto verde, giochi per noi bambini come altalene, mucchi di sabbia , piste per poter pattinare, sentieri dove era piacevole andare in bicicletta. Tutto sotto gli occhi vigili di due vigili urbani che giravano in bicicletta controllando che nessuno infastidisse gli animali, perchè questo splendido parco era anche uno zoo, con tanti animali , feroci e non. Oggi non si chiama più Parterre, ma Parco Pertini e gli animali feroci, come orsi,

leoni,

scimpanzè,

lama

non ci vivono più. Oggi ospita galline e anatre.

Il Parco nacque negli anni 30 come giardino romantico,

nel corso degli anni diventò uno degli zoo più importanti d’Italia fino agli anni 90 quando finì sotto accusa a causa di un terribile evento .

Il 17 ottobre 1991, mentre stava pulendo una gabbia , Massimiliano Pellicone, un giovane di appena 21 anni, perse la vita sbranato da un leone che viveva da sempre in quella gabbia.. A provocare la tragedia, probabilmente (non ci fu alcun testimone), una tragica dimenticanza: la mancata chiusura della grata scorrevole che divideva in due la gabbia e che impediva di venire a contatto con la bestia. Ma per garantire una maggiore sicurezza, era stato previsto che la pulizia dovesse essere effettuata con la presenza contemporanea di due persone, cosa che non avvenne quella mattina.Anche perchè quella povera bestia, non aveva più niente della bestia feroce e selvatica che un tempo forse era stata. Quindi nessuno poteva immaginare una simile reazione. Dopo il tragico fatto, il felino era uscito e si era accoccolato dietro un cespuglio, dove lo trovarono. Si fece avvicinare tranquillamente… e fu ucciso.

Questo terribile evento, sconvolse tutta la città. Sia per il dolore immenso di una giovane vita distrutta, sia per la fine del leone. Da quel giorno fu deciso che il nostro zoo, non avrebbe più imprigionato animali cosiddetti feroci.

Oggi la gabbia del leone è vuota , ospita solo le palme,

la vecchia voliera è deserta, la grande vasca dove incredibilmente stavano gli orsi è tornata alla sua originaria funzione ed è ridiventata una fontana. Finalmente. Da bambini non ci rendevamo conto della sofferenza di quegli animali. Ci divertiva vedere dondolare l’orso, tanto è vero che lo chiamavamo ” Gigi balla! “, o vedere le scimmie che sbattevano le sbarre… Gli animali devono restare liberi nel loro habitat, mai più rinchiusi nelle gabbie!

A distanza di tanti anni, qualcuno un anonimo, ha voluto scrivere le scuse da parte del leone. E’ uno scritto bellissimo che mi ha toccato il cuore. Ve lo propongo così come l’ho letto :

“Scusa ragazzo. Io ho tolto il sangue dal tuo corpo. Io sono un pazzo. Credevo di essere veramente solo un enorme sacco di pulci bagnate, di aver preso gusto alle noccioline, caramelline e vocette di bambini ridenti e piangenti. Credevo di essermi adattato a questi pochi metri di spazio che voi uomini mi avete concesso. Ma quella porta aperta ha colpito un attimo di vita. La libertà era ancora radicata in un angolo del mio cuore. L’adattamento si è tramutato in rabbia ed ho vissuto, uccidendoti, secoli di spazio che voi avevate tolto a me ed ai miei simili. E ora mi sparano, giustamente, perchè ti ho tolto la vita. Ho tolto la vita alla sola persona che mi ha, forse, amato, e che io ricorderò. Siamo stati entrambi vittime: in fondo, ci avevano buttato nella stessa gabbia. Forse ti ho punito per avermi fatto capire che la libertà non si dimentica.”

Con mia sorella abbiamo pianto quando le ho letto queste parole. Forse c’è voluto il sacrificio di quelle due vittime innocenti per ricordarci e farci capire che nessuno ha il diritto di togliere la libertà ad un altro essere vivente, che sia umano o animale.

Consapevolmente vostra, Vitty.

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

29 pensieri riguardo “Mai più Animali Prigionieri”

    1. Cara Valy, sei davvero tanto gentile con i miei post, mi dispiace di non poter intervenire nei tuoi, perchè non mi si apre più il tuo blog. E’ come se fosse privato! In quella foto in bianco e nero, sono con mia sorella Daniela proprio al Parterre. E’ davvero un caro ricordo!!! Buona serata anche a te!!! 🙂

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  1. Esistono molti “bio parchi” anche nel Veneto, uno dei quali (bellissimo) l’ho visitato 3 anni fa con Patrizia.
    Dentro di me 2 pensieri contrapposti:
    1) nessun animale è in gabbia, gli spazi sono grandissimi, ed anche gli animali più “pericolosi” possono vivere in libertà senza costituire pericolo per i visitatori
    2) tuttavia per alcuni di essi non si tratta di ambienti del tutto naturali, per clima e latitudini. Mi dicono che siano nati in cattività, per cui non soffrono la privazione del loro ambiente, e posso anche crederlo, ma è comunque strano

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    1. Questa è una giusta riflessione che mi trova d’accordo Andrea. Se gli animali possono stare in ambienti spaziosi dove possono muoversi liberamente, può andare benissimo, un po’ come se fossero nelle riserve,per preservare la specie. Come nello zoo safari di Fasano che ebbi modo di visitare alcuni anni fa. Si visita questo zoo, dentro un trenino, perchè gli animali sono liberi di muoversi senza sentirsi costretti. Non si ha l’impressione che siano prigionieri.

      Come invece accadeva nel Parterre dove è accaduto il fattaccio dell’aggressione da parte del leone al giovane inserviente. Lì, erano veramente sacrificati, non avevano lo spazio neppure per muoversi. Quella è stata una tortura che ha avuto bisogno di una tragedia per far capire che non è così che si tengono gli animali!

      Ti ringrazio per questa testimonianza e riflessione sempre a favore degli animali. Buona serata Andrea!

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  2. Giustissimo, Vitty . . . “Mai più Animali Prigionieri”! Tutti liberi . . . Evviva la libertà!

    Ora trasmetto subito la perentoria richiesta alla Regione Lazio, e agli altri organi competenti che incautamente si stanno attivando in senso inverso a Roma. Notizia odierna è la seguente infatti:

    “Cancellate, reti Keller e da oggi anche una task force e l’attivazione di un numero verde. Campidoglio e Regione Lazio stanno attivando una serie di misure contenitive per arginare le incursioni sempre più frequenti dei cinghiali”.

    Nella zona centralissima dietro il Vaticano, ad esempio, è infatti possibile incontrare branchi di cinghiali che tranquillamente (sic), forse per ringraziare chi li vuole liberi, lungo i marciapiedi ti vengono incontro, per non parlare dei Gabbiani che si tuffano sui passanti per afferrare il panino che stanno mangiando (Zona S. Pietro in Vincoli)

    E quel fesso di Hitchcock che cercò di terrorizzarci con gli Uccelli liberi!

    No, cara Vitty, io gli animali troppo in libertà li temo enormemente!

    Tanto per considerare di striscio un tema analogo e agganciarlo a qualcosa di triste attualità ho pensato, scherzosamente (pur se non tanto), al possibile incontro / scontro fra due animali, e precisamente due asini in libertà, dal quale può discendere pure una tragedia, specie se uno dei due è un poco suscettibile oppure è a caccia di scuse del suo operato.

    INCONTRO SCONTRO
    DI DUE ASINI

    Non sia l’asino mai malvalutato.
    Il destino del mondo dal suo raglio
    – flaccido, lento, acuto o cadenzato —
    può ben dipendere, per cui al vaglio

    vostro, amici saggi, vien portato,

    se me lo consentite, un mio pensiero
    fantasioso . . . cioè, col suo “Ja—Jàààà”
    di botto può svegliare asino nero,
    un brutto ceffo . . . russo . . . il quale fa

    per tal risveglio, come uno sparviero,
    il putiferio che sappiamo . . . e sganci
    pur razzi nucleari all’improvviso,
    distruggendo tutto coi suoi lanci
    non solo su Ucraina. E via il riso,

    senza che uno molto si sbilanci,

    dal volto, ed arrivo di paure!
    Non so se ciò è possibile, però
    morte può provocar su creature
    l’incontro di sue asini. O no?

    Dagli asini perciò si stia lontani,
    sia che son bestie sia che sono umani.

    Teniamo in gabbia loro e i loro piani!

    Sì, l’asino che dorme all’intrasatto
    mai svegliar, perchè diventa matto,

    e crede gli altri topi, e sé . . . gatto!

    (Sergio Sestolla)

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    1. Ma io intendevo che gli animali dovessero vivere nel loro habitat, mica nelle città!!!! La colpa comunque è sempre e soltanto dell’uomo che sottrae il territorio , in questo caso ai cinghiali che non avendo più dove abitare in pace e non trovando più niente da mangiare, vengono in città, dove di mangiare ( leggi rifiuti ) ne trovano a iosa….

      Così per i gabbiani. Un tempo si vedevano solo sul mare. Ora grazie alle discariche vivono volteggiando sulle città, senza nessun timore. Anzi, il timore lo abbiamo noi, perchè non esitano un istante a scendere in picchiata per rubarci qualcosa che stiamo mangiando. Oppure se nidificano vicino ad una strada, attaccano per difendere i loro piccoli.

      Ovviamente questo tipo di animali così liberi intorno a noi, li temo molto anch’io. Però, ribadisco, non è colpa loro se imperversano nelle nostre città. ( nella mia di cinghiali ancora no…. di gabbiani si , eccome!!! )

      Poveri asini….Sergio, sono animali nobili, capace di amare molto e lavorare instancabilmente per gli uomini! Non è giusto accostarli a uomini crudeli e avidi di potere!!!! Non esiste nessun animale crudele come l’uomo!!!

      E quelli ai quali alludi , non hanno più niente di umano. Sono dei mostri!!!

      Ora promettimi che scriverai una poesia dolcissima sull’operato degli asinelli,
      ricordati che insieme al bue ha riscaldato il nostro Gesù Bambino . Un atto dolcissimo che è servito a non farlo raffreddare e a farlo stare bene. Un gesto che non va dimenticato ma premiato.

      Ciao carissimo, apprezzo la tua indignazione per questa crudele guerra. Ti assicuro che è anche la mia. Un abbraccio, ciao!!!! 🙂

      "Mi piace"

  3. Credo di essere stato frainteso, Vitty.

    Io ho solo immaginato due asini, uno che semplicemente raglia e un altro che da quel suono vine improvvisamente destato, ed essendo un asino suscettibile scatena il quasi finimondo che conosciamo, o trova la scusa per giustificare certi suoi terribili programmi.

    Comunque, dal momento che tu concludi il tuo commento con
    “Ora promettimi che scriverai una poesia dolcissima sull’operato degli asinelli”,
    animali nobili e miti, provvedo subito subito, riconoscendo la loro intelligenza e il loro sapere

    I RAGAZZI CHE SI BACIANO
    (Sanno pure gli asini miti che . . .)

    Se vedo io baciarsi due ragazzi
    felicissimo sono, ciò vuol dire
    che nonostante missili e razzi
    si deve vita assai benedire.

    Non tutto sta precipitando, allora
    voglia assoluta di normalità
    tra di noi, tristi, aleggia ancora,
    esplicitando che si tornerà

    prestissimo, o comunque prima o poi,
    a ben rimodulare questo mondo,
    a non sentirci più nel “parco buoi”

    alla mercé di chi ci porta in tondo
    per gli incomprensibili… ehm … suoi
    programmi, il che mi rende furibondo.

    San pur gli asini miti questo qua:
    “Soltanto Amore vince e vincerà”.

    Ragazzi, forza: “Baci in quantità,
    . . . oggi . . . domani . . . per l’eternità.
    Freghiamo chi a ciò . . .ehm . . . non ci sta!”

    (Sergio Sestolla)

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    1. Sergio hai fatto benissimo a spiegarmi dove non avevo capito. Scusa per il mio fraintendimento. Proprio non avevo compreso il senso della tua poesia. Vedi come è facile sbagliare? Però l’importante è capirsi!!!

      Molto belli e veri i versi ” I RAGAZZI CHE SI BACIANO ” anch’io penso che chiunque sia innamorato, avendo il cuore colmo di buoni sentimenti, non abbia la voglia ,ne’ il tempo per fare la guerra… quindi non posso che essere d’accordo quando scrivi :

      ” San pur gli asini miti questo qua:
      “Soltanto Amore vince e vincerà”.

      Ragazzi, forza: “Baci in quantità,
      . . . oggi . . . domani . . . per l’eternità.
      Freghiamo chi a ciò . . .ehm . . . non ci sta!”

      Un bellissimo programma, non c’è che dire. E spero che in molti lo metteranno in pratica! Ti saluto ringraziandoti di cuore e regalandoti l’ascolto di questa bella canzone di De Gregori contro la guerra , Ciao!!

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    1. E’ verissimo Massimo!!! Quel vederli ciondolare da una parte all’altra ci divertiva molto. Invece poverini, erano alienati. Mi sento in colpa per essermi tanto divertita davanti a loro. Se non capivamo noi che eravamo piccole, doveva insegnarcelo mamma che era adulta. Ma forse in quegli anni c’era meno sensibilità in confronto degli animali! Per fortuna le cose sono migliorate 🙂

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