Guarda che luna!

Per tutti quelli che desiderano giornate più lunghe di 24 ore, i geologi hanno buone notizie: i giorni sulla Terra si stanno allungando. Un nuovo studio ricostruisce la storia della relazione del nostro pianeta con la Luna e mostra che, 1.4 miliardi di anni fa, un giorno sulla Terra durava poco più di 18 ore. Questo, almeno in parte, è dovuto al fatto che la Luna era più vicina e ha cambiato il modo in cui la Terra ruotava attorno al suo asse.

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Tienimi per mano al tramonto

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano… portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano… nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare… mai…


Herman Hesse

Romanticamente vostra, Vitty.

Pillole di poesie

farmacia letteraria letturaOggi desidero parlarvi di una iniziativa a dir poco fantastica, almeno per me che amo le poesie! Da sempre le ho amate, fin da bambina mi nutrivo l’anima con i versi dei poeti che trovavo sui libri di scuola. Mi facevano riflettere, commuovere, innalzare l’anima! E nei momenti più bui…non nego di aver scritto anch’io alcuni versi che hanno placato le mie ansie adolescenziali. Continua a leggere “Pillole di poesie”

Prima di dormire…..una poesia….

Montale EX VOTO "Accade che le affinitá d’anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. É raro ma accade. Puó darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l’oblio, vera la foglia secca piú del fresco germoglio. Tanto e altro puó darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontá di essere sempre assente perchè solo così si manifesta la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo. Insisto nel ricercarti nel fuscello e mai nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste. Era o non era la volontá dei numi che presidiano il tuo lontano focolare, strani multiformi multanimi animali domestici; fors’era così come mi pareva o non era. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma il mio che ne trabocca, se l’innocenza é una colpa oppure si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro. " Notte….
Riferimenti: …tutto ignoro…

Una poesia di Erri De Luca.

In questi giorni così, strani, pieni di sentimenti che alternano la pietà, l’orrore, la rabbia………l’impotenza, cerco nel mio piccolo niente, qualcosa che mi faccia sentire veramente partecipe al momento che stiamo vivendo! Ho espresso il mio dolore e la mia rabbia con le parole che il mio cuore mi dettava…….cercando conforto fra i miei autori preferiti, una poesia di Erri De Luca mi ha colpita….Lui non si definisce un poeta, anzi,
questa sua svolta la giustifica così:” E’ che a cinquant’anni un uomo sente di doversi staccare dalla sua terraferma e andarsene al largo.
Per chi scrive storie all’asciutto della prosa, l’azzardo dei versi è mare aperto.
Non li ho raggiunti,i versi.
Qui ci sono linee che vanno troppo spesso a capo.”

Bè, questa poesia a me è piaciuta molto…..e in questo momento mi sembra
più che attuale!!!!

Preghiera di un soldato di notte

Chi ha costruito una casa nuova e non l’ha abitata
chi ha piantato una vigna e non ha raccolto
chi ha una ragazza promessa e non l’ha presa
vada alla sposa,all’uva,al focolare
e ne goda possesso per un anno
prima di unirsi agli altri nella guerra.
infine chi ha paura,chi è tenero di cuore
resti a casa e non sciolga il coraggio
ai suoi fratelli in guerra.

Ho letto queste regole nei libri sacri
e ho avuto desiderio di appartenere a un popolo antico
di buon cuore con la gioventù.
Perchè ho lasciato il raccolto in fiore
la casa senza tetto
e la ragazza al treno.
Sono di sentinella sulla notte
da una cresta di vetta
in una guerra insonne.
Le mitraglie sfracellano ghiaccio a lume di luna
aspetto che mi scuota il tremito del gelo
per tremare senza la vergogna.
Ho paura del cielo, che non faccia giorno
ho paura del suolo, che m’inghiotta vivo
ho paura del fiato che sale bianco al buoio
e fa di me un bersaglio,
ho paura signore:perchè questo a me?
Perchè non ho diritto a vivere
e devo invece chiedere in ginocchio?
Non mi basta il domani, io voglio la durata
abituarmi agli anni, andare alle nozze dei figli
e in questa notte di bestemmia anche alle loro tombe.
Voglio avere sonno accanto alla ragazza
quando avrà i capelli bianchi.
Perchè ti devo chiedere in ginocchio
di vivere, sfruttare a feccia
la vita che mi riempie?
Chi di noi avrà diritto a questo
non sarà il più giusto,nè il migliore,
potrei essere anch’io,signore,le tue stelle
spegnile con le nuvole
ch’io resti invisibile alla mira
e al casaccio di schegge,ma pure se non puoi
proteggermi o non puoi
non mi lasciare il corpo sopra i sassi
e gli occhi non li dare ai corvi.
Non mi chiedere conto delle collere
contro di te, non so pregare in pianto.
Quando gela non escono le lacrime,
piamgerò in primavera.

E’ bella Erri……ciao, da Vitty.
Riferimenti: l’azzardo dei versi è il mare aperto…..