Progetti al tempo del Covid

Che dire… quanto si deve contare per non sbottare, urlare, arrabbiarsi?

Dopo due anni, anzi tre, perchè nel 2019 il primo luglio sono caduta e mi sono rotta la gamba destra e il braccio sinistro. Quindi un mese di letto, poi la riabilitazione e l’estate è passata. Dopo è arrivato il Covid…. e quest’anno finalmente la grande decisione, con gli amici Gianni e Marta, a Luglio tutti sul Monte Amiata.

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Prudenza e Attenzione

Leggendo il Tirreno, fra le notizie on line, una mi ha rattristato in modo particolare.

Fano, padre annega. Un figlio disperso e l’altro in ospedale

Ogni anno, il mare come la montagna vuole le sue vittime. Sulla montagna non posso dare consigli perchè non sono esperta, amo l’aria fresca che può regalarmi l’estate, ma non mi azzardo certo a compiere scalate o escursioni impegnative. Mi limito all’aria fresca e ai panorami. Per il mare invece il discorso è diverso. Ci sono nata, mio padre, ricordo, vigile del fuoco sommozzatore con tanto di brevetto di salvatore a nuoto, ha insegnato a me e a mia sorella più grande ( con la piccola non ce l’ha fatta ) a nuotare, a rispettare e a temere il mare.

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Le emozioni della lettura!

Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho letto qualche settimana fa. Un libro di un autore che amo a scatola chiusa. Basta evocare quel nome e so già che mi piacerà tutto quello che leggerò. Parlo di Erri De Luca, un autore che ho imparato ad amare sentendolo parlare, prima di leggerlo !

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Sono ancora qua…

Come recita la canzone di Vasco Rossi… Sono ancora qua!

Quindi stamani voglio provare a scrivere qualcosa. La mattina la signora Mano è più riposata, perciò spero mi consenta ( ohi ohi, stile arcorese!!!) di farmi sentire ancora in mezzo a voi, che è la cosa che mi manca di più, dovervi leggere senza interagire. Ho pure il timore di venire dimenticata. Perchè nel mondo virtuale è un po’ così, esistiamo finchè scriviamo… metaforicamente parlando, la vita dura il tempo di un commento!

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Povera lingua italiana!!!

Nonostante i problemi alla mia mano, non posso ignorare questa nuova moda fra i più giovani. Mi viene da dire ” povera gioventù, come spendi male il tuo tempo!!” Di cosa parlo??? Lascio la parola a Massimo Gramellini nell’articolo scritto ieri 22- 23 Giugno nella rubrica “il caffè di Gramellini” sul Corriere della Sera

(✏️ Massimo Gramellini, “Parlare in corsivo”) Se esiste un momento preciso in cui si diventa vecchi, per me quel momento è arrivato ieri, quando un amico – appena invecchiato anche lui – mi ha confessato che i suoi figli avevano cominciato a parlare in corsivo. «Vorrai dire a scrivere in corsivo», ho manifestato il mio stupore: la scrittura in corsivo era una pratica in voga tra le popolazioni mano-scriventi del passato, ma ormai sopravvive solo nelle ricette dei dottori. «No, questi parlano in corsivo. Anzi, in coorsivooœ…». «Ti senti bene?».
Per tutta risposta mi ha girato un video di TikTok con già 2 milioni di visualizzazioni in cui una ragazza di nome Elisa Esposito insegna a strascicare le vocali allungando le parole come se avessero un’anima di gomma. La lezione di corsivo era nata per fare il verso alla cantilena delle milanesi snob, ma come spesso capita alle trovate ironiche è stata presa sul serio e si è diffusa tra gli adolescenti alla velocità con cui noi vecchi tromboni vorremmo che studiassero Leopardi, anzi Leeoopaardiie. Più che la cadenza milanese, il corsivo parlato ricorda quella cinese, con possibili ripercussioni sulla politica estera (proprio adesso che Di Maio aveva imparato l’inglese e persino l’italiano). Senza contare che spazza via le stucchevoli diatribe sul linguaggio di genere: si dice “cari tutti” o “car* tutt*”? Nessuno dei due, ma “caariie tuuttiie”.
Qualche anziano mio pari non capirà, qualcuno si indignerà, qualcun altro si deprimerà. Molti spereranno si tratti di una moda. Nel dubbio, io alzo le mani e mi aarreendooœ.

Sconsolatamente vostra, Vitty

Tragedia senza tempo

Sono rimasta sconvolta ieri quando ho appreso della morte della piccola Elena. Morte avvenuta , secondo la confessione, dalle mani materne. Mani che avrebbero dovuto proteggerla, coccolarla, non hanno esitato ad abbattersi su di lei uccidendola.

Quali i motivi per tanta efferratezza?

Pare sia la simpatia e l’affezione verso la nuova compagna dell’ex marito.

Come spesso accade, una questione fra adulti, la paga una bambina.

Non ho potuto non pensare a Medea, figura mitologica greca , protagonista nella tragedia di Euripide,rappresentata per la prima volta nel 431 a.C. donna e madre, diventata feroce perchè tradita e abbandonata da suo marito, Giasone. La vendetta a lungo meditata esploderà feroce come non mai con l’uccisione dei figli.

Questo mi dice che la cultura greca e il teatro greco in particolare,ci raccontano ancora i sentimenti più reconditi e bui dell’animo umano.

Ciao dolce piccola Elena, avevi solo cinque anni, e li avrai per sempre.

Che la terra ti sia lieve,

amorevolmente, Vitty.

( immagine trovata sul web )

Bella figura, sì…

Di regola non andiamo al mare nei giorni di festa, anche perchè mio marito non lo ama per niente il mare! E gli da’ noia la sabbia, e l’acqua è troppo fredda, e sotto l’ombrellone non si respira…e quanta confusione fanno… insomma avrete capito che non è di scoglio!!!! Ma ieri, visto il caldone impossibile, e dato che venivano anche gli amici Gianni e Marta, non si è fatto pregare e siamo andati.

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Gianni e la raccolta punti

Oggi ho avuto a pranzo gli amici storici, Ganni e Marta. Ho preparato la tavola sul terrazzo e per l’occasione ho cucinato un pranzetto a base di frutti di mare e crostacei.

L’ho fatto per Marta che ama questi sapori, in questo periodo si è pure infortunata cadendo mentre andava a fare la spesa con suo marito. Quindi è stato anche un pranzo consolatorio. Ma Gianni non sarebbe Gianni se non ne avesse combinata una delle sue….

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Mai più Animali Prigionieri

Non è insolito che con le mie sorelle, quando ci sentiamo ( più volte durante la settimana ) vaghiamo con le mente nei nostri ricordi. Così è stato Domenica, non so bene come, dal presente, con mia sorella Daniela ( la sorella più grande ) siamo passate ai ricordi di quando mamma ci portava al Parterre. Era un luogo dove ci divertivamo molto.

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