Gusti Livornesi

Con la cessazione ( per ora ) delle zone rosse, siamo tornati a frequentare gli amici storici, Marta e Gianni.

Ogni fine settimana lo trascorrono da noi, con buona pace di Marta che non ama cucinare e quella di Gianni che ama mangiare! Io cucino volentieri , anche perchè il risultato spesso e volentieri è ottimo, perchè le nostre ricette livornesi sono tutte molto gustose. Gli amici non sono toscani, lei è di Taranto e non ha mai rivendicato le sue ricette tradizionali. Gianni invece è marchigiano ( ma è una vita che abita a Livorno! Come pure sua moglie ) e proprio domenica si è messo a decantare la bontà e la varietà dei piatti della sua regione, mostrando un po’ di sufficienza per la gustosa cucina livornese. Secondo lui tutto si basa da noi sul pesce, pomodoro aglio e prezzemolo!!! Cosa che mi sembra molto riduttiva….così ho fatto una ricerca ( perchè non volevo scrivere fischi per fiaschi ) per scoprire le origini dei nostri piatti e fargliela leggere non appena si presenterà l’occasione!

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Il Mondo è bello perchè vario!

C’è un proverbio che mi piace molto al quale faccio ricorso quando incappo in qualcosa che sfugge alla mia comprensione! Il detto è ” Il mondo è bello perchè vario ” Infatti, siccome siamo tantissimi ed ognuno ha pensieri e idee diverse dalla nostre che anche se difficili a capire, ho capito che bisogna accettarle. In poche parole bisogna essere tolleranti.

Anche Tolstoj amava questo proverbio, infatti asseriva “Ci sono tanti modi di amare come ci sono tante persone, e la varietà dei fiori è la grande bellezza di questa dimensione dell’esistenza. … Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.”

E non sta a noi decidere quale sia l’ombra e la luce.

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La storia delle scarpe!

Dato che le feste sono terminate e che almeno per me non sono state un granchè…mi è vcenuta voglia di stare con voi scrivendo qualcosa su….che ne dite se parliamo di scarpe?

In fondo sono la prima cosa che ci infiliamo la mattina…. l’oggetto che ci permette di camminare dove a piedi nudi sarebbe impossibile o almeno doloroso. Ci protegge, ci riscalda, è una via di mezzo tra la dimensione fisica del nostro corpo e quella interna dei nostri pensieri, perché prima di camminare bisogna pensare dove andare, ( ora andiamo poco lontano, ma torneranno i tempi in cui viaggeremo di nuovo!) per questo le nostre scarpe parlano di noi, dei nostri gusti, dei nostri piani, di chi siamo o di chi vogliamo essere, insomma, sono una estensione del nostro essere.

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ERICH FRIED POETA

Oggi vorrei parlarvi di un poeta austriaco , Erich Fried nato a Viennail 6 maggio 1921 e morto a Baden-Baden,il 22 novembre 1988.

E’ stato un poeta austriaco naturalizzato britannico. Austriaco ebreo, fu costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938 dopo l’occupazione nazista. Emigrato a Londra lavorò – oltre che come scrittore – anche da bibliotecario, operaio chimico, giornalista e commentatore del programma in lingua tedesca della BBC.

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E’ passato un anno, ci pensi?

Mi perdonerà Don Baki se uso l’inizio di una sua bella canzone per cominciare questo post… Dunque E’ trascorso un anno o poco più da quando abbiamo sentito per la prima volta la parola “lockdown” ,praticamente un coprifuoco 24 ore su 24. Ovviamente parlo per me , per le mie sensazioni. Ero da una parte spaventata da questo nemico invisibile che si aggirava per le strade, pronto a ghermire chi si fosse avventurato fuori. E da una parte divertita da questa prigionia forzata. Tanto, si diceva, sarà una cosa temporanea! In Cina dove tutto era iniziato, era già quasi tutto finito. Che sarebbe stato mai stare qualche giorno a casa? E così ecco che si riscoprivano cose vecchie e nuove per trascorrere meglio il tempo. Per prima cosa mi sono data alla cucina…ho imparato a fare alcuni tipi di dolce, ho imparato a fare le tagliatelle ( buonissime ) le schiacciate salate. Poi mannaggia non si trovava più il lievito e la farina. Allora era tutto un telefonarsi con le amiche…si faceva gli scambi.

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Piccola storia trovata sul web

Girovagando sul web , mi sono imbattuta in un racconto molto semplice e delicato. Ha toccato il mio cuore! Spero piaccia anche a Voi

Mamma e papà accompagnagìvanp tutti gli anni in treno Martino, il figlio, dalla nonna

per l’estate e poi tornavano a casa con lo stesso treno l’indomani.
Il ragazzo, quando ormai si sentiva cresciuto, disse ai suoi genitori:

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La vita a punti

In questi giorni ormai quasi tutti uguali, dove tutto ha il senso del provvisorio dove sembra di avere una scadenza appiccicata addosso. Covid permettendo, mi sono chiesta se ci sarà qualcosa che può aiutare a vivere meglio e di più con qualche escamotage…D’altronde cambiare le abitudini fa bene, ce lo ricorda pure Einsten col detto ” “La follia è continuare a fare le stesse cose ed aspettarsi risultati differenti

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Ufiamo?

o amici, non ho intenzione di parlarvi di dischi volanti, ma spiegarvi, come l’ho spiegato a me stessa che non ne conoscevo il significato del detto ” mangiare a ufo “

Spesso e volentieri nella nostra lingua usiamo dei modi di dire di cui non conosciamo l’origine e siccome la parola ufo è un acronimo antico e importante è giusto conoscerne il significato. Perchè è una parola bella che abbellisce la nostra lingua.
Per i toscani l’espressione “a ufo” è tutta fiorentina, ed è proprio tutto vero….
perchè taluni parlano della costruzione della cupola di Roma che però iniziò i lavori,( o mi sono documentata eh? ) Il 7 agosto 1420 e fu completata fino alla base della lanterna il 1º agosto 1436.Questo in seguito al concorso che pure ufficialmente non ebbe vincitori Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti furono nominati capomastri.

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Giustizia è Sfatta?

Oggi desidero parlarvi di due avvenimenti che mi hanno sconvolto per la loro immensa ingiustizia.

Leggendo i giornali come faccio sempre, sono venuta a sapere che Sono morti gli ultimi due militari di guerra nazisti superstiti condannati definitivamente all’ergastolo per l’uccisione indiscriminata di militari e civili italiani. E fin qui non ci sarebbe niente di strano, ma la cosa che mi ha fatto inorridire è che dopo regolare processo e regolare condanna all’ergastolo, i due ( come molti altri ) non hanno fatto un giorno di galera, continuando a vivere come se niente fosse. La Germania non ha mai concesso l’estradizione e non ha ritenuto ammissibile la pena.

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