La Leda, prigioniera di un incubo!


E’ notte, la luna e le stelle, vigilano dal cielo sulla tranquillità
della Leda.
I motori spenti, a vele spiegate, silenziosa, elegante come non mai,
par quasi volare, in quest’oceano di pace.
All’interno tutto è tranquillo e silenzioso.
I passeggeri riposano con il sonno dei giusti, nele loro camere.

Anche Colui il Quale Comandante dorme……..anzi, si agita……forse
un brutto sogno lo tormenta?
ssssssssfacciamo piano, aviciniamoci, curiosiamo in questo che pare
proprio un incubo!

“Appoggiato al parapetto, Colui il Quale Comandante, attende i nuovi
passeggeri.
Molti di loro, attirati dall’eleganza della Leda e dalla fama, che
ormai la precede in ogni porto, hanno deciso di trascorrere un periodo
di vacanza qua, consci che la Leda offrirà un trattamento familiare….
Infatti, come a casa, le cose spesso si inceppano, il lavandino si intasa
e lo scaldabagno, altro non sarà che un freddo monolite alla memoria
dei primi fasti borghesi del dopoguerra.

Parecchi di loro, sono reduci da vacanze alle Seychelles, Trinidad, i Caraibi, le Maldive, la Grecia e l’oltraggiata Corsica, che a giudicare
da quanta umanità vi cerca approdo, dovrebbe essere grande come
l’Australia.
Altri arrivano da itinerari avventurosi, che inducono schiere di varie
categorie , amisurarsi con le rapide dello Yang-Tse a bordo di minuscole
canoe, assediate da piranha, grossi come sottosegretari.
Od ingaggiare furiosi testa a testa coll’infido bufalo acquatico
della Malacca, ad accamparsi fortunosamente nella Savana, o sonnecchiare
appesi ad un gancio sugli strapiombi nell’Annapurna in attesa dello Yeti.
Qualcuno, molto fortunato, è riuscito anche a farsi morsicare dalla
tarantola maledetta, sacra alla dea Kalì, che procura tre giorni di
visioni ascetiche e febbroni da cavallo.
Altri, hanno affrontato viaggi in automobile di famiglia, con canottini
e biciclette, suocere e pinne, racchette e scolapasta……..

Eccoli dunque, i villeggianti, con tutti i loro rituali, antichi sandali
sopra alle calze corte, color begino, pronti a interminabili partite
a scopa la sera, dinanzi ad un folto pubblico di zanzare.

Ad acogliere i vacanzieri, accanto a Colui il Quale Comandante, c’è
una bella donna dal nome Wanda, con una gran testa di capelli rossi.
Aspetta sulla tolda i nuovi arrivi, per annunciare loro, che le camere con vista sulla gelateria, non sono disponibili, e che dovranno accontentarsi
di quelle prospiscenti alla cucina, dove però c’è tanto verde, per via
che sulla Leda, fanno il minestrone tutte le sere!

I capelli rossi della signora Wanda, sono orami un’istituzione,
si trovano spesso nelle polpettine primavera , fatte con le sue mani….

Le serate sulla Leda, si annunciano liete, le sorelle Francy e Cami,
faranno le imitazioni delle Kessler, e il nostro Giano, imiterà
la voce di Amedeo Nazzari.

Questa sì ch’è vita!!!!!!!!!!

I coniugi nuovi di zecca, Matteo e signora, la sera vanno a prendere
un gelato da Rosagialla, che lo fa artigianale, col latte e le òva,
come una volta.
Ci sono vari gusti, tutti messi per benino nelle belle sorbettiere lucide.
Quest’anno vanno di moda il gusto di orso, il sorbetto di agnello con le
olive,il mandorlato al cipresso, la granita di incenso, il frappè di
asfalto, lo spumone di ghiande, la coppa di sughero , la panna andata
a male.
Sarà per questo che la neo signora, ordina sempre un macchiato??

Nell’incubo di Colui il Quale Comandante, non poteva mancare il cuoco,
che non è il solito cuoco…….è Rifleman, che preso un’aria torva,
si fa chiamare Barabba, come credenziali, vanta di aver lavorato vent’anni
a bordo di un cargo neozelandese.
Ha una mano amputata da Kelaman, un’astice che si rifiutava di diventare un’insalata di mare.
Per questo aprì un ristorante a Lione, chiamato ” il monco e l’aragosta”
, dove riscosse grande successo.
Finchè il richiamo del mare, lo riportò ad imbarcarsi di nuovo.
Le sue specialità sono : le patate lesse con germogli alla Barabba,
il semolino palloccoloso alla Barabba, tutte pietanze appetitosissime,
da servire rigorosamente fredde, anzi ” marmate “, come non manca di
annotare sagacemente,Adriano.

Sulla Leda, non può mancare il bagnino, in quest’incubo, il bagnino è……
…….Lorenzo, un tipo pelosissimo, taciturno, che scruta sempre l’orizzonte.
Porta un paio di slippetti rosso sbiadito, una canottiera, un paio di
zoccoloni che trscina dietro, con rumore di cassa da morto.
Lorenza è molto robusto, sul bicipite porta tatuata una figura dii donna
con sotto il nome, Morena.
Quando fa il muscolo , par che si muova, lui socchiude gli occhi con
degnazione , come per dire” che ganzo sono”.
Chi gli chiede chi sia questa Morena, fa dei gesti accompagnati da tre
fischietti.
La sera Lorenzo mette in ordine i bordi della piscina, con diligenza,
raccatta tutti i vuoti dei camparini, smoccolando, dicendo ,
figliduncane, lo so io dove ve le metterei codeste bottiglie……!

Mery, la nostra fotografa ufficiale di bordo, nell’incubo, ha lasciato
il posto a Mirando, che come recapito fisso, ce l’ha presso il seggiolone
del bagnino.
Ha superato la settantina, ma si mantiene bene, parla sempre della moglie
dice” Quand’era viva la mi’ povera moglie…….” Tutti invece sanno che
gli scappò vent’anni fa , con un marittimo di Taranto.
Però fanno finta di nulla.
E’ l’ultimo fotografo a disporre d’un grande paperino di cartone, se lo
trascina dietro, per accileccare le mamme, con una intonazione cantelinante “Sposa, facciamo il ritrattino a questo bel bambino insieme
a Paperino?”.
La sua macchina fotografica, è un aggeggio gigantesco, dall’aspetto
vagamente balcanico e non se ne legge più la marca.
Quando scatta ha il rumore secco di una fucilata, e il povero Mirando,
vacilla sotto il contraccolpo, ma dice subito” Bella. bellissima, questa
è proprio speciale”, e armeggia con la manovella, brontolando piano .
Nei suoi ritratti, la gente viene sempre con l’espressione stupefatta.
Siccome sviluppa e stampa in cabina, nel suo lavandino, ogni tanto sulle
fotografie, si possono trovare incrostato, un pezzatto di lattuga o una
buccetta doi frutta.

La crociera volge al termine, le meduse, più morte che vive, seguono il
moto delle onde, il bagnino sonnecchia sulla sdraio, i passeggeri, sul ponte
aspettando l’attracco, sanno che ormai, i giochi, i cavalloni, le serate danzanti, fanno parte già dei ricordi.
A terra, i problemi della scuola dei ragazzi, le rate del mutuo, ed altre
mille disgrazie che incombono sul capo a fronte dei virtuali e modeste
renumerazioni, quali lo scialbo campionato della nostra squadra di calcio,
l’impossibile vincita alla lotteria di Capodanno.

I nostri terribili draghi, la stretta fiscale, il probabile rincaro della
benzina, ci aspettano, veri, di ciccia, dopo averne letto sui giornali
come di cose irreali e lontane.
Tocca a noi d’affrontarli, paladini dalla testa di legno e dalle spade
di latta, con quel quotidiano ardimento che ci fa eroi nostro malgrado.

E nell’attesa ? Che si fa?
Diamine, si prenota la Leda per l’estate prossima!!!!”

Un sobbalzo e Colui il Quale Comandante, è ormai sveglio, matido di
sudore, velocemente indossa la sua bella divisa.
Esce ad ispezionare la nave, da poppa a prua.
Per fortuna era solo un brutto sogno.

SSSSSSSSSSSSStutto tace, riposa, piano piano si mette davanti al timone,
controlla la rotta.
La Via dei Sogni è perfettamente allineata.
Fra poco sorgerà il sole, per i Lediani, sarà un’altra splendida giornata!

Vitty.

ps
ringrazio e mi scuso con il grande Borzacchini, per aver vivacizzato i
personaggi grazie a qualche suo scritto.
Riferimenti: Partiràààààà la nave partiàààààààà…………

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Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee e quelle degli altri

16 pensieri riguardo “La Leda, prigioniera di un incubo!”

  1. ufff … sono stanco di pelare patate !!! Da domani cominceranno le mie specialità culinarie afrodisiache, così si movimenteranno un po’ gli animi degli ospiti della Leda. Spero che i miei cornetti giganti alla nutella siano ben graditi

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  2. Per quelli Rifleman ho davvero un bel programmino………sempre sulla Leda!!!
    Ciaoooooooo!!

    Giano, mi fa piacere che ti piaccia, Mirando, poverino, mi fa anche un po’ pena!!
    La prossima volta, gli si trova la fidanzata!!
    Ciao, vitty.

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  3. Bene…se non ho letto troppo velocemente io nell’incubo non ci sono!!!!
    Meno male!!!

    Cara Vitty giornata pesantissima ed inconcludente!!!
    Le stanno provando tutte ma Luca proprio non ne vuol sapere!!!
    Sono tornata a casa mogia mogia…ricomincia l’attesa della telefonata….
    un bacio

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  4. Mi fai ridere, ma che, mi vuoi proprio far ridere? :))) Grazie per il giovane sognatore, è un complimento così bello…anzi, spero di imparare a diventarlo sempre di più, questa realtà che riempie la bocca e non significa molto, bah…c’è così tanto bisogno di rompere? Com’è che abbiamo cominciato con la luna e le stelle e la notte, nello stesso giorno, quasi alla stessa ora, tu prima di me? Telepatia? E perchè no? Alla faccia della realtà carbonifera…

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  5. ehmm, anche da “marinaretta” di bordo in qualità di nocchiere, che a tempo perso tieni aggiornato il brogliaccio di navigazione della Leda. Brava, approfitto per salutare i miei co-commentatori. Adriano

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  6. MOZZO! Io sugno il Mozzoooooo!!!
    Ebbene sì, colui il quale è privo di specifiche competenze e al quale tutto si può chiedere e sempre in ogni momento!
    Ebbene sì, io sono il factotum, il giolly, il cercacosecercapersone, il raccattatutto, il posacenere, lo stenditoio, la lavanderia, la lavastoviglie e, soprattutto, lo straccio vecchio che con il sudore(meglio)lustra il ponte sul quale Voi passeggiate infervorati nei vostri aberranti conati mentali…
    Ebbene sì, uomo sugno, maschio peloso e puzzante sugno, per femmena calda e appassionata sugno, ed Io piccolo mozzo nero, quando libero degli ormeggi(ati) prendo l’abbrivio, tutto un foco sugno!!!
    A me Lina, Giancarlo e Marina un baffo mi fanno! Quello era ‘u film, io sugno verooooooooooo!!!

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  7. Lorenzoooooooo! Sono qui, sono sveglia!
    Mi hai fatto ridere, piano perchè altrimenti sveglio tutti!, sono contenta chr ti sia piaciuto!
    Mi hai dato un mucchio di spunti……..
    Ciao, buona , buonissima Domenica.
    E un abbraccio dalla vitty.

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