Fiera S.Antonino

Stamani mentre mi recavo in città per alcune commissioni facendo il solito percorso in macchina, mi sono trovata con delle deviazioni che mi hanno fatto fare un lungo giro pesca….mi sono chiesta perchè di quella chiusura, quando all’improvviso ho visto in lontananza i colori sgargianti di una giostra…

. così ho capito! Dopo due anni di fermo, stanno allestendo la fiera di S. Antonio! La festa del santo sarà il 13 giugno, però la fiera inizierà domani. Ci saranno giochi e giostre da Luna Park, banchi e banchetti con prodotti artigianali provenienti da tutta la Toscana.
Profumi di zucchero filato, frittelle, riempirà ogni angolo di quelle piazze e strade.

Per noi livornesi è la “Fiera di S.Antonino” fiera che come da rito, deve essere annaffiata da un pò di pioggia. Nessuno ci farà caso se domani il cielo si oscurerà, nessuno si sentirà perseguitato per questo.

Da bambina, aspettavo con impazienza l’inizio di questo evento. Per me era il vero inizio dell’estate. Non erano molte le occasioni per uscire la sera,ma in quei giorni,tutto diventava possibile.

Già la cena si svolgeva in maniera diversa,meno severa del solito,potevo anche accennare a canticchiare, senza che nessuno se ne accorgesse…a tavola mi annoiavo,non mangiavo con appetito, nessuno ascoltava i miei discorsi, per questo ogni tanto mi veniva da canticchiare , ragion per cui, venivo subito punita ! Perchè è risaputo che ” Chi canta a tavola o a letto è un matto perfetto!” Cose che a me piaceva fare ma solo perchè mi facevo compagnia da sola!

Comunque, in quelle sere tutto o quasi era lecito.

Potevo ridere e saltare ! Con i nostri golfettini sulle spalle,tenendoci per mano,io e mia sorella Daniela, camminavamo davanti ai nostri genitori,
senza rendercene conto allungavamo il passo,facendo diventare quella che doveva essere una passeggiata,quasi una maratona.Risento ancora le nostre mani che si stringevano forte. Quella stretta trasmetteva tutta l’eccitazione che ci attraversava. Mia sorella si raccomandava pregandomi di non chiedere niente. Perchè queste erano le condizioni stabilite dai miei genitori. Non dovevamo chiedere niente, se avessimo cominciato a chiedere questo e quello,
ci avrebbero riportato subito a casa. Daniela sicuramente avrebbe rispettato i patti, l’incognita ero soli io!! Ma ero anche la più piccola….
non mi rendevo conto perchè non potessi avere tutte quelle belle cose colorate e profumate che erano a un passo da noi!

Nonostante i divieti, riuscivo sempre ad ottenere una di quelle belle collane di noccioline che indossavo con grande soddisfazione

e lo zucchero filato…che mi lasciava le mani e il viso tutto appiccicoso…

Non poteva mancare un giro sulle giostre! La mia preferita era quella con gli areoplani che si alzavano e abbassavano…la musica era altissima…”La partita di pallone “” di Rita Pavone ,imperversava, come pure “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”…Daniela sarebbe salita volentieri sulle auto scontro i “batti batti” li chiamiamo noi,ma babbo non voleva, cominciava ad avere un’età ( se io ne avevo sei, sette, lei ne aveva 12, 13)

dove i ragazzini avrebbero cercato lo scontro! Anche perchè ,se io ero un “grillo”, lei era decisamente bella. E babbo, come tutti i babbi, era geloso delle sua bimbe… 🙂

Il ritorno a casa era più lento, passavamo lungo un viale dove era possibile rincorrere le lucciole… qualche volta riuscivo ad acchiapparne qualcuna! Con quale emozione la mettevo sotto il bicchiere,aspettando impaziente la mattina per vederla trasformata in un soldino!!!

Che grande magia,avevo intorno,quanta serenità con semplici cose!!!

Una serenità,che grazie ai ricordi, ritrovo intatta,una serenità
che ho condiviso con voi.

Incantatamente vostra, Vitty.

E auguri a tutti gli ANTONIO!!!!

Autore: vittynablog

Mi piace scrivere e condividere le mie idee con quelle degli altri

20 pensieri riguardo “Fiera S.Antonino”

    1. Ho dei ricordi nitidi di quel periodo tanto bello e felice della mia vita. Durato poco ahimè, per questo ogni tanto li tiro fuori, per riassaporare quella felicità di ritrovarmi con i miei cari e rigenerare così la voglia di andare avanti con un sorriso 🙂 Buona serata cara Luisa!!! 🙂 ❤

      Piace a 2 people

  1. Che post meraviglioso cara Vitty!
    Mio marito è molto devoto a Sant’Antonio. Siamo due matte perfette, io canto ovunque, per me sei una persona davvero speciale! Ti abbraccio forte forte 🥰🥰🥰💞💞💞💕💕💕💋💋💋😘😘😘😍😍😍💝💝💝❤❤❤

    Piace a 1 persona

    1. La musica mi piace tanto! Anche mamma cantava e babbo suonava il violino, spesso mettevano un disco e ballavano in casa. Erano bei momenti! In macchina canticchio sempre. Quando mia figlia era piccolina come entravamo in macchina mi diceva imperiosamente ” Canta!” Così davo sfogo al mio repertorio… Bello avere anche questa cosa in comune!!! 🙂 Un abbraccio carissima!!! 🙂 🙂 🙂

      "Mi piace"

      1. Eh, sì, ne abbiamo tantissime in comune, ne sono felice 😃 anche io! Un caro abbraccio carissima!
        🥰🥰🥰🥰♥️♥️♥️♥️♥️♥️♥️♥️

        "Mi piace"

  2. Ah quante riflessioni hai suscitato in me, Vitty, trattando della giostra, con l’immagine della bimba sul cavallo!

    Mi riferisco però alla giostra metaforica, simbolo di vita, per cui su di essa o fuori di essa ci ritroviamo poi un po’ tutti, ed ognuno di noi forse rispetto all’altro è . . . . . .

    T A L E E Q U A L E

    “Dài . . . scendi dalla giostra, tocca a me
    salire sul cavallo . . . E’ così!
    Finito è il turno tuo . . . Quindi, olè . . .
    tu giù e sopra io . . . C’est la vie!

    Ti sei divertito a girare? . . .
    a dondolarti a lungo sulla sella?
    Si cambia ora . . . e nulla ci puoi fare.
    Questa è la sposa e si chiama Isabella!”

    La sento questa voce . . . ah, se la sento! . . .
    e ad ogni giro più forte si fa;
    se di restare in groppa ancora tento

    chi parla giù fra un po’ mi butterà.
    Debbo dargli il cavallo . . . Come il vento
    lui sale, e a conquistare il mondo va.

    E’ tale e quale me trent’anni fa!

    (Cassandro)

    Piace a 2 people

    1. Bellissima Cassandro questa metafora della giostra come il tempo della vita!

      E’ vero c’è una lotta per tenersi saldi in sella e non farsi spodestare…

      E’ quello che accade ogni giorno in qualsiasi ambiente, di lavoro, sentimentale, letterario, artistico. E’ la lotta della sopravvivenza!

      ” “Dài . . . scendi dalla giostra, tocca a me
      salire sul cavallo . . . E’ così!
      Finito è il turno tuo . . . Quindi, olè . . .
      tu giù e sopra io . . . C’est la vie!”

      Sì carissimo, è la vita, lottiamo ogni attimo per tenerla stretta e non lasciarcela sfuggire.

      Però dài, siamo ancora saldamente in sella, pure se vedi figli, nipoti andare avanti.. noi siamo qua e ci resteremo ancora a lungo !!!

      Non l’ho scritto, però è un ricordo che devo liberare. Fra le tante canzoni che imperversavano fra le giostre, ognuna una canzone diversa, cantata suonata a tutto volume a tal punto da non poter parlare, ricordo una meravigliosa Only You dei Platters. Quindi mentre siamo così impegnati a girare sulla giostra, immagina di sentire questa meravigliosa canzone cantata solo per noi!! Ma ad alto volume!!!!

      Piace a 1 persona

    1. Lorenzo, neppure sui banchgetti dellefiere l’hai mai viste? Di solito è lì che le vendono, insieme ai torroni, brigidini, noccioline e sementi varie. Noi si aspettavano a gloria queste manifestazioni per poter mangiare i ” chicchi ” che in altri momenti erano vietatissimi!!! 🙂

      Giro pesca pensavo fosse un modo di dire comune in tutta Italia. Da noi si usa dire quando ci capita di fare dei giri impossibili per arrivare da qualche parte.

      Felice di averti sorpreso !!! Ciao!!! 🙂

      "Mi piace"

      1. Non avevo mai sentito “giro pesca”, secondo me dalle mie parti non si usa… però approfondirò, magari è più diffusa di quanto penso. Mi piace scoprire espressioni nuove, regionali o meno 🙂

        Devo dire che di quelle file di nocciole non ho un ricordo visivo,.. chissà, magari in qualche fiera che ho frequentato c’erano e non le ho notate. L’unico ricordo che ho è appunto legato a quel monumento a Genova. Magari anche quelle collane sono più diffuse in certe zone d’Italia.
        Da noi una cosa tipica delle fiere rimasta molto popolare è la ciciurla, l’hai mai sentita?

        Piace a 1 persona

  3. Nel tuo post, Vitty cara, viene precisato quanto ti piacesse cantare, pure a tavola duarnte la cena (“Chi canta a tavola o a letto è un matto perfetto!”)
    il che fa presupporre che il canto dovesse esse una tua piacevole caratteristica, oltre ad essere sempre sorridente (durante la Festa si S. Antonio “Potevo ridere e saltare!“.

    Questa tua innata continua allegria, sapessi cosa mi ricorda! . . .

    Non dovevi essere solo “incantata”, per come ti firmi, ma incantevole, come mi è stato dato in passato di costatare (e poi di trasferire nelle mia commedia).

    IL RISO E IL TRILLO

    (Lui)
    — “Tu sei come mille aurore . . .
    gioiosità continue t’inventi,
    scansando così l’ansia con candore
    bypassando allegra i patimenti.

    Il riso fa buon sangue, e chi lo nega?
    . . . ottimo il tuo sarà! . . . ma non abbonda
    un poco troppo in te? . . . ‘E chi se ne frega?!’
    rispondi, e torni ad essere gioconda.

    ‘Ihh! Ihh! . . . Uhh! Uhh! . . . Ehh! Ehh! . . . ‘ la tua risata
    si riconosce pure a mille miglia,
    per te la vita è solo un’abbuffata

    di questi ‘Ahh! Ahh! . . . Ohh! Ohh! . . . ‘ e come biglia
    libera scorri ed incondizionata,
    chè della gioia sei o madre o figlia.

    ° ° °
    (Lei)
    — “Che male faccio mai, dimmelo, sù! . . .
    a ridere e scherzare? . . . dài, dillo! . . .
    col modo mio di fare pure tu
    stai bene . . . e allora? . . . E poi non rido, trillo

    come un uccello che in libertà
    vola nel cielo o salta in mezzo ai rami,
    che sol dove gli piace se ne va,
    e ammalia gli altri con i suoi richiami.

    E i miei sono . . . appunto . . . le risate,
    gli scoppi d’allegria fresca e buona:
    gioiosità e spensieratezza innate

    sono e saranno nella mia persona.
    . . . Tu che passi con me belle giornate
    lo sai come si chiude, di’, la ‘Nona’?

    In me “L’inno alla gioia” . . . ah, se risuona!
    Lo canto pur se fuor lampeggia e tuona.

    E se così inizio il lunedì
    analoghi saranno gli altri dì!

    Dici di no? . . . Ma io dico di sì.

    Quindi rassegnati, sarà così!

    (Cassandro)

    Piace a 2 people

    1. Cassandro, ma è deliziosa, davvero davvero deliziosa questa composizione!

      Leggo e sorrido, mi sento avvolta dalle gioiose parole! Non lo sapevo, ma avevo un gran bisogno di leggere parole così serene 🙂

      Sei un carissimo amico , spesso riesci a intuire stati d’animo che cerco accuratamente di non far trapelare.

      E’ vero, da bambina ero canterina. Ero felice di tutto , non ricordo di aver pianto per qualcosa- O forse sì, un pianto lo ricordo bene, quando vennero a trovarmi i miei genitori durante un periodo estivo in cui ero in colonia al mare. I vigili del fuoco avevano una bellissima colonia a Tirrenia a disposizione dei propri figli. La permanenza era di un mese in cui eravamo seguitissimi. Io però non ci volevo stare, mi mancavano i genitori, mia sorella…avevo sei anni, non ero molto grande ed era la prima volta che mi allontanavo da casa. Un pomeriggio mentre eravamo in pineta a giocare, mi accorsi che oltre la recinsione c’erano mamma e babbo che mi guardavano. Corsi verso di loro, ma una signorina mi fermò e mi impedì di avvicinarli. Non capivo il perchè… cercavo di spiegarglielo…loro erano miei, io ero di loro….

      Ma non ci fu niente da fare. Non era un giorno di ricevimento, quindi dovetti rassegnarmi. Credo mi addormentai esausta dal pianto. Anche mamma, poi mi raccontò, tornò a casa piangendo. Ovviamente l’esperimento non si ripetè , anche se ogni anno mi veniva riproposto il soggiorno in colonia! Stavo troppo bene a casa con i miei cari.

      Ecco, anche in questo non sono cambiata, non c’è niente là fuori che valga più delle persone che amo!!!

      Ogni giorno per me è un nuovo giorno… e il Lunedì è il mio preferito…

      ” In me “L’inno alla gioia” . . . ah, se risuona!
      Lo canto pur se fuor lampeggia e tuona.

      E se così inizio il lunedì
      analoghi saranno gli altri dì!

      Dici di no? . . . Ma io dico di sì.”

      Allora che dici, lo vogliamo festeggiare l’inizio della settimana con un bel Buongiorno???

      Ciao carissimo, grazie!!!!

      Piace a 1 persona

  4. ma daiiii sei di Padova anche tu! nn lo avevo capito leggendoti. io ho abitato a Padova i miei primi 24 anni, poi mi sono sposata e trasferita al nord ma sempre in provincia di Padova
    non ho nessun ricordo della fiera perchè nella mia infanzia il giorno di sant’antonio eravamo già al mare…

    Piace a 1 persona

    1. Emily, non sono di Padova! Non l’ho proprio nominata, la fiera di S. Antonio ( Antonino da noi ) nella mia città, Livorno è una tradizione che ho sempre conosciuto. Padova è bellissima, sarebbe stato un onore per me essere nata là 🙂

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: